14.2007.51
Appello contro la dichiarazione di fallimento
30 luglio 2007Italiano6 min
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Numero d'incarto:
14.2007.51
Data decisione, Autorità:
30.07.2007, CEF
Titolo:
Appello contro la dichiarazione di fallimento
RICORSO CONTRO IL FALLIMENTO
art. 174 cpv. 2 LEF
Incarto n.
14.2007.51
Lugano
30 luglio
2007
B/sc/rgc
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Chiesa, presidente,
Pellegrini e Walser
segretaria:
Baur Martinelli,
vicecancelliera
statuendo sulla causa fallimentare dipendente dall’istanza
17 aprile 2007 da
AO 1
patr. dallo Studio legale __________,
contro
AP 1
sulla quale istanza la Pretore __________, con
sentenza 1. giugno 2007 ha così deciso:
“1. È pronunciato il
fallimento di AP 1, __________, a far
tempo da
venerdì 1. giugno 2007 alle ore 14.00.
2./3./4. Omissis.”
Sentenza dedotta
tempestivamente in appello da AP 1
che con atto 4 giugno
2007 ne postula l’annullamento;
preso atto che la parte
appellata non ha presentato osservazioni;
rilevato che con
ordinanza presidenziale 8 giugno 2007 all’appello è stato
concesso effetto
sospensivo parziale;
ritenuto
in fatto: A. Nell’ambito
dell’esecuzione n. __________ __________ AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1)
per fr. 5'485.85 oltre accessori, dedotti eventuali acconti.
Fatti
B. All’udienza
di contraddittorio del 16 maggio 2007 nessuno è comparso.
C. Con
sentenza 1. giugno 2007 la Pretore __________, ha dichiarato il fallimento di AP
1 a far tempo da venerdì 1. giugno 2007 alle ore 14.00.
D. Con
atto d’appello 4 giugno 2007 AP 1 ha asserito di avere pagato l’esecuzione in
oggetto, producendo una ricevuta 4 giugno 2007 relativa al versamento di fr.
6'344.60 a favore di AO 1 (doc. B). L’appellante ha poi sostenuto di avere pagato
numerose ulteriori esecuzioni pendenti nei suoi confronti direttamente ai
creditori.
Considerato
in diritto: 1.
a) In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria
superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore,
impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo
di documenti che nel frattempo:
1)
il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2)
l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria
superiore a disposizione del creditore; o che
3)
il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
L’autorità
giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la
dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte
Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se
risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I
nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve
espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile
la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte
dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza
senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere
determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto
nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore
di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti
trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un
periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può
emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da
eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di
fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti
importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla
base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti,
estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del
debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere
verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La
solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che
l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di
appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità
influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo
(Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF;
Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003,
§ 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung
des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in
Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95
(1999) n. 8 p. 172).
b) Dalla
ricevuta __________ (doc. B) emerge che l’esecuzione in oggetto n. __________ promossa
da AO 1 è stata saldata il 4 giugno 2007, e quindi posteriormente alla
dichiarazione di fallimento, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto
all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.
Per
quel che concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che dall’estratto
delle esecuzioni __________ al 9 luglio 2007 si evince che nei confronti
dell’appellante sono pendenti 13 procedure, di cui 3 saldate e che nei suoi confronti
non sono stati emessi attestati di carenza di beni. Contro 9 delle esecuzioni
ancora pendenti l’escussa ha interposto opposizione, mentre per la più recente
dall’estratto emerge che il PE non è ancora stato notificato alla debitrice.
Orbene le 10 esecuzioni ancora aperte si trovano ad uno stadio di procedura in
cui i relativi debiti non sono ancora stati accertati, per cui non può essere
ritenuto che la debitrice si trovi in uno stato di illiquidità e che non disponga
dei mezzi finanziari per far fronte ai suoi impegni. Di conseguenza può essere
concluso che AP 1 ha reso sufficientemente verosimile la sua solvibilità, per
cui ai sensi dell’art. 174 cpv. 2 LEF il fallimento può essere annullato.
Considerandi
2.
L'appello
4.
giugno 2007 di AP 1 va pertanto accolto.
La
tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante in ambo le sedi (art. 49
OTLEF), mentre non si assegnano indennità, la parte appellata non avendo
presentato osservazioni (art. 62 cpv. 1 OTLEF).
Le
spese dell’Ufficio Fallimenti sono caricate all’appellante.
Dispositivo
Per questi motivi,
richiamato l'art. 174
LEF
pronuncia: I. L'appello 4 giugno 2007 di AP 1, __________,
è accolto.
“1. La dichiarazione di
fallimento 1. giugno 2007 pronunciata dalla Pretore __________, inc. EF. __________
nei confronti di AP 1 __________, è annullata.
2. La tassa di giustizia
di prima sede di fr. 80.--, da anticipare come di rito, resta a carico di AP
1AP 1 Non si assegnano indennità.
3. Le spese dell’Ufficio __________,
da anticipare come di rito, sono poste a carico di AP 1”.
II. La
tassa di giustizia del presente giudizio di fr. 120.--, già anticipata
dall’appellante, resta a carico di AP 1. Non si assegnano indennità.
III. Intimazione
a:
-
__________, __________;
-
AO 1, __________;
-
Ufficio __________;
-
Ufficio __________;
-
Ufficio __________;
- Ufficio del Registro fondiario del Distretto di __________;
Comunicazione
alla Pretura __________
terzi
implicati
Per la Camera di
esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello
Il presidente
La segretaria
terzi implicati
terzi implicati
timplicati
Contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30
giorni dalla notificazione (art. 72 e segg. LTF).
terzi implicati
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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