14.2007.94
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16 aprile 2008Italiano21 min
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Numero d'incarto:
14.2007.94
Data decisione, Autorità:
16.04.2008, CEF
Titolo:
Rigetto provvisorio dell'opposizione: esecuzione in via di realizzazione di pegno immobiliare - cartelle ipotecarie cedute in proprietà a titolo di garanzia - presupposti, importo e esigibilità del credito - eccezione di "pactum de non petendo"
CARTELLA IPOTECARIA
ESIGIBILITÀ
MEZZO DI PROVA
PEGNO IMMOBILIARE
RICONOSCIMENTO DI DEBITO
RIGETTO PROVVISORIO DELL'OPPOSIZIONE
art. 842segg. CC
art. 872 CC
art. 82 LEF
art. 151segg. LEF
Incarto n.
14.2007.94
Lugano
16 aprile
2008
LS/sc/fb
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Chiesa, presidente,
Pellegrini e Walser
segretaria:
Locatelli, vicecancelliera
statuendo sulla causa a procedura sommaria appellabile
promossa con istanza 28 giugno 2007 da
AP 1
(patrocinata dall' RA 1 e dall' RA 2)
contro
AO 1
(patrocinata dall' RA 3)
tendente ad ottenere il rigetto provvisorio
dell'opposizione interposta da AO 1 al PE n. __________ del 5/7 febbraio 2007
dell'UEF __________, intimatole in quanto coniuge del debitore, __________;
sulla quale istanza il Pretore __________, con
sentenza 8 ottobre 2007 (EF.2007.267), ha così deciso:
“1. L'istanza è parzialmente accolta:
l'opposizione interposta dalla parte convenuta al precetto esecutivo n. __________
dell'Ufficio esecuzione e fallimenti,__________, è rigettata in via provvisoria
per fr. 854'317.55, oltre interessi al 5% dal 1.2.2007, nonché fr. 410.– di
spese esecutive.
2. Le spese e la tassa di giustizia per
complessivi fr. 1'000.–, da anticipare dalla parte istante, sono poste a carico
di quest'ultima in ragione di 1/5 e per la rimanenza di 4/5 a carico della convenuta,
tenuta a rifondere alla controparte un importo di fr. 1'000.– a titolo di
indennità parziali.
3.
omissis”.
Sentenza dedotta tempestivamente in appello dall'istante che con
atto 18 ottobre 2007 ne postula la riforma nel senso di accogliere totalmente
l'istanza di rigetto provvisorio dell'opposizione, protestate tasse, spese e
ripetibili di primo e di secondo grado,
e dall'escussa che con appello 19 ottobre 2007 chiede di respingere
l'istanza di rigetto dell'opposizione, protestate tasse, spese e ripetibili di
primo e di secondo grado;
preso atto che il 26 novembre 2007, l'escussa da una parte e
l'istante dall'altra, hanno introdotto le loro osservazioni opponendosi
all'appello della rispettiva controparte;
richiamato il decreto presidenziale 22 ottobre 2007 con cui
all'appello dell'escussa è stato concesso effetto sospensivo;
esaminati atti e
documenti;
ritenuto
in fatto: A. Con PE n. __________ del 5/7 febbraio 2007 dell'UEF __________, AP 1
[di seguito: la banca] ha escusso AO 1 in via di realizzazione di pegno
immobiliare per l'incasso di fr. 1'075'000.–, e meglio: fr. 850'000.– oltre
interessi al 10% dal 1° febbraio 2007 e fr. 225'000.– oltre interessi al 5% dal
1° febbraio 2007 (doc. L). Il precetto esecutivo è stato notificato anche a __________,
moglie dell'escusso (doc. M), la quale ha interposto tempestiva opposizione; la
banca ne ha chiesto il rigetto provvisorio.
Fatti
B. Quale
titolo di credito, la banca ha indicato sul precetto esecutivo: “CHF 70'000.– Inhaberschuldbrief im 1. Rang; CHF 330'000.– Inhaberschuldbrief im
2. Rang; CHE 350'000.– Inhaberschuldbrief im 3. Rang; CHF 100'000.–
Inhaberschuldbrief im 4.Rang” [nb: il foglio annesso al precetto esecutivo non
è stato prodotto]. Quale oggetto del pegno è stato indicato: “Grundbuch __________,
Parzelle Nr. __________, haltend __________ m2 mit
Einfamilienhaus und Schwimmbad und 1/8 Anteil auf Kooperationsparzelle Nr. __________
mit __________ m2”, di
proprietà del marito della convenuta.
C. L'istante ha prodotto quattro
cartelle ipotecarie del valore complessivo di fr. 850'000.–: CI al portatore di
fr. 70'000.– del 9 aprile 1970 iscritta in 1° grado (dg __________: doc. A), CI
al portatore di fr. 330'000.– del 4 luglio 1986 iscritta in 2° grado (dg __________:
doc. B), CI al portatore di fr. 350'000.– del 30 agosto 1988 iscritta in 3°
grado (dg __________: doc. C) e CI al portatore n. __________ di fr. 100'000.–
del 16 febbraio 1999 iscritta in 4° grado (dg __________: doc. D). L'istante ha
altresì presentato un contratto di credito ipotecario a tasso fisso (Kreditvertrag
mit Festhypothek) del 9/11 agosto 2005 (doc. E), la convenzione
fiduciaria (Sicherungsübereignung) 22 gennaio 2002 con cui il
marito della convenuta ha ceduto in proprietà e a titolo di garanzia alla banca
le quattro cartelle ipotecarie al portatore (doc. F), la disdetta 16 maggio
2006 del debito ipotecario e delle cartelle ipotecarie (doc. G), la procura
(doc. H) e una lettera 14 settembre 2006 indirizzata alla procedente dove __________
dichiara di non essere più in grado di far fronte agli oneri ipotecari (doc.
I).
D. All'udienza
di contraddittorio 2 ottobre 2007, la banca ha confermato la sua domanda,
producendo gli originali delle quattro cartelle ipotecarie. Il Pretore ne ha
accertato la conformità con le copie agli atti e li ha restituiti all'istante.
La convenuta si è opposta all'istanza contestando il credito posto in
esecuzione. Il credito incorporato dalle cartelle ipotecarie (credito
astratto), rivendicato dall'istante, non corrispondeva al prestito concesso al
marito (credito garantito). E, visto che quelle cartelle erano state cedute in
garanzia e non in proprietà, la richiesta della banca doveva limitarsi al
debito effettivo, eccezione che egli ha sollevato fondandosi sugli art. 872 CC
e art. 1 e 18 CO, precisando che, il giorno dell'udienza, l'importo ammontava a
fr. 881'553.75 (interessi compresi).
L'istante
ha obiettato che la cessione a titolo di garanzia delle cartelle ipotecarie
-valida- l'autorizzava a rivendicare il credito astratto da esse incorporato,
ritenuta l'esigibilità del credito causale. Pertanto, esse costituivano dei
validi titoli di rigetto sia per l'importo posto in esecuzione che per il
diritto di pegno.
E. Con
sentenza 8 ottobre 2007 il Pretore __________, ha parzialmente accolto
l'istanza di rigetto dell'opposizione. Anzitutto, avendo posto in esecuzione il
credito astratto incorporato dalle quattro cartelle ipotecarie al portatore, la
banca aveva correttamente proceduto in via di realizzazione del pegno
immobiliare. Pacifica poi la disdetta del mutuo e delle citate cartelle, come
pure la cessione fiduciaria in garanzia alla banca -avvenuta il 22 gennaio
2002- dei relativi titoli. Il Pretore ha quindi ritenuto che sulla porzione di
credito astratto eccedente il debito a carico del marito della convenuta, le
parti avessero concluso un pactum de non petendo, visto che la clausola
n. 5 del contratto fiduciario non escludeva in modo chiaro ed esplicito questa
eventualità. Questo giustificava la pretesa dell'istante per un importo
corrispondente al solo credito causale. Pertanto, ha rigettato l'opposizione
per fr. 854'317.55, ossia il debito accertato dalla banca al 9 giugno 2006,
oltre interessi di mora al 5% dal 1° febbraio 2007.
F. Contro
la sentenza pretorile si aggrava tempestivamente la banca, contestando la tesi
del Pretore laddove tiene conto dell'esistenza nella convenzione fiduciaria di
un pactum de non petendo a favore di __________ per la parte di credito
astratto eccedente il debito effettivo a suo carico. Di fatto, la clausola n. 5
del contratto l'autorizzerebbe a rivendicare complessivamente fr. 1'075'000.–,
importo comprensivo del credito incorporato dalle quattro cartelle ipotecarie
(fr. 850'000.–) e di tre interessi annuali al 10%, oltre interessi di mora dal
1° febbraio 2007 del 10% sul credito in capitale e del 5% sugli interessi
annuali scaduti (art. 818 e 855 CC), prassi conosciuta dal marito della
convenuta, che era stato alle sue dipendenze quale direttore di succursale.
G. Anche
la convenuta si aggrava tempestivamente contro la sentenza pretorile.
Rimprovera al Pretore di avere accolto -parzialmente- l'istanza di rigetto per
il credito astratto incorporato dalle cartelle ipotecarie, nonostante il pactum
de non petendo contenuto nella convenzione fiduciaria legittimasse
l'istante a chiedere il debito effettivo residuo. E, visto che quest'ultima
aveva promosso l'esecuzione fondandosi sulle cartelle ipotecarie e sul loro
valore nominale, il prestito concesso a __________ difetterebbe di un valido
riconoscimento di debito. In mancanza di un titolo di rigetto, l'istanza della
banca deve quindi essere respinta.
H. Delle
rispettive osservazioni si dirà, se del caso, in seguito.
Considerato
in diritto: 1. Secondo l'art. 82 cpv. 1 LEF se il credito si fonda su un
riconoscimento di debito constatato mediante atto pubblico o scrittura privata,
il creditore può chiedere il rigetto provvisorio dell'opposizione. Questo vale
pure nell'esecuzione in via di realizzazione del pegno, sia per il credito che
per il diritto di pegno (art. 153a cpv. 1 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und
Konkursrechts, 7a ed., Berna 2003, n. 13 ad § 33; Bernheim/Känzig,
Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, vol. II, n. 39 ad art.
151 e n. 7 ad art. 153a; Gilliéron,
Commentaire de la LP, vol. II, Losanna 2000, n. 56 segg. ad art. 153).
2. La nozione di riconoscimento di debito constatato mediante scrittura
privata ai sensi dell'art. 82 cpv. 1 LEF, che non è definita dalla legge,
implica necessariamente il riconoscimento da parte dell'escusso o del suo
rappresentante di un'obbligazione in relazione ad una somma di denaro
determinata o facilmente determinabile. Il riconoscimento di debito può essere
dedotto anche da un insieme di documenti a condizione che da essi risultino gli
elementi necessari. Condizione essenziale è che la somma di denaro riconosciuta
sia facilmente determinabile secondo criteri oggettivi stabiliti in precedenza
e sottratti a possibilità di modifica unilaterale dipendente dalla volontà
delle parti (Cometta, Il rigetto
provvisorio dell'opposizione nella prassi giudiziaria ticinese, in: Rep. 1989 338). La volontà di obbligarsi
può anche risultare da un atto pubblico redatto nelle forme stabilite dal
diritto cantonale, come per esempio le cartelle ipotecarie (Cometta, op. cit., 337).
3. Il giudice del rigetto accerta d'ufficio ed in ogni stadio di
causa -quindi anche in sede d'appello- se la
documentazione prodotta costituisce valido riconoscimento di debito e se
vi è identità fra il creditore, il debitore e il credito indicati nel precetto
esecutivo e nell'istanza con il creditore, il debitore ed il credito di cui ai
documenti prodotti (Cometta, op. cit., 331, Staehelin, Basler Kommentar zum SchKG,
Basilea/Ginevra/Monaco 1998, vol. I, n. 50 ad art. 84; Gilliéron, op. cit., n. 73 ad art. 82 e n. 68 ad art. 84; Stücheli, Die Rechtsöffnung, tesi,
Zurigo 2000, pag. 112 ad c). Nell'esecuzione in via di realizzazione di pegno
poi, il giudice verifica se vi è un titolo attestante l'esistenza del pegno
indicato nel precetto esecutivo (Staehelin,
op. cit., n. 166 e 169 ad art. 82): salvo menzione espressa contraria,
l'opposizione è in effetti presunta diretta sia contro il credito sia contro
l'esistenza di un diritto di pegno (art. 85 RFF).
4. Nel
caso concreto, la convenuta ha interposto “opposizione” al precetto esecutivo n. __________ del 5/7 febbraio 2007 dell'UEF __________ e,
pertanto, essa vale sia contro il credito sia contro l'esistenza del diritto di
pegno.
5. La cartella ipotecaria è un credito personale garantito da pegno
immobiliare (art. 842 CC). Si caratterizza per il fatto che essa costituisce
una cartavalore che incorpora sia il credito sia il diritto di pegno
immobiliare che ne è l'accessorio (Steinauer,
La cédule hypothécaire, Fiche juridique suisse n. 639, del 1° febbraio
1999, Ginevra, pag. 2, I.A). Il credito della cartella -qualificato astratto
perché non vi si menziona la sua causa (art. 17 CO)- è indipendente dal
rapporto giuridico di base -all'origine del credito detto causale- che
giustifica la costituzione o il trasferimento della cartella.
Il
trasferimento o la costituzione fiduciaria di una cartella ipotecaria a scopo
di garanzia (“garanzia fiduciaria”, Sicherungsübereignung), lascia
sussistere il credito causale (assenza di novazione, l'art. 855 CC essendo di
diritto dispositivo), conferendo al creditore (causale) la piena titolarità del
credito astratto -e quindi la qualità di creditore pignoratizio immobiliare-
obbligandolo tuttavia a farne uso nella stretta misura necessaria al pagamento
del credito causale, in particolare a restituire al debitore (fiduciante)
un'eventuale eccedenza (CEF, 9 gennaio 2004 [14.2003.52], consid. 4.2c e 4.3
con riferimenti).
6. Giusta l'art. 82 cpv. 2 LEF il giudice pronuncia il rigetto
provvisorio dell'opposizione a meno che il debitore sollevi e giustifichi
immediatamente delle eccezioni tali da infirmare il riconoscimento di debito;
all'escusso incombe l'onere di dimostrare la verosimiglianza delle eccezioni
Considerandi
che deduce in giudizio. Secondo la giurisprudenza le eccezioni non solo devono
essere esposte in modo convincente, ma devono anche essere sostanziate in modo
perlomeno verosimile nel senso che a conforto delle allegazioni devono esserci
riscontri oggettivi (DTF 104 Ia 413 consid. 4; Jaeger/Walder/Kull/Kottmann, Bundesgesetz
über Schuldbetreibung und Konkurs, vol. I, 4a ed., Zurigo 1997, n. 28
ad art. 82; Staehelin, op. cit.,
n. 87 seg. ad art. 82 LEF; Gilliéron, op.
cit., n. 82 ad art. 82; Stücheli, op.
cit., pag. 350 con riferimenti).
7.
In concreto, l'istante ha prodotto
quattro cartelle ipotecarie al portatore, tutte iscritte a carico della part. __________
RFD di __________.
a) Dal contratto di
credito 9/11 agosto 2005 risulta anzitutto che esse sono state cedute in
proprietà alla banca (Diese Schuldbriefe hat die Bank zu Eigentum übernommen)
quale garanzia reale del credito ipotecario concesso al marito della
convenuta (doc. E, pag. 2). L'accordo (doc. E, pag. 3 in alto) rinvia poi alla
convenzione fiduciaria 22 gennaio 2002 che, oltre a ribadire l'avvenuta
cessione in proprietà (besitzt/erwirbt den/die folgenden Schuldbrief/e zu
Eigentum) delle cartelle ipotecarie detenute a titolo di pegno immobiliare
(Ferner anerkennt der Kreditnehmer ausdrücklich das Grundpfandrecht für die
Schuldbriefforderung), esclude esplicitamente la novazione del credito
garantito giusta l'art. 855 cpv. 1 CC (doc. F, n. 1 e 2). Peraltro, né
l'esistenza del pegno immobiliare a favore della procedente né la legittimità
dell'esecuzione in via di realizzazione del pegno, sono mai state contestate.
b) Si è già detto
che, di per sé, solo il credito astratto incorporato in una cartella ipotecaria
è garantito dal pegno (sopra, consid. 5). In concreto, questo significa che,
nell'ambito di un'esecuzione in via di realizzazione del pegno immobiliare, le
quattro cartelle ipotecarie al portatore costituiscono riconoscimento di debito
per fr. 850'000.–, ossia per il loro valore nominale complessivo (sopra,
consid. B).
c) Inoltre, in
aggiunta a questo importo, il pegno immobiliare garantisce alla creditrice gli
interessi convenzionali del 1.5% (doc. E, pag. 1) calcolati dall'ultima
scadenza (art. 818 cpv. 1 n. 3 CC), e meglio dal 10 giugno 2006 giorno in cui
la pretesa è diventata esigibile (disdetta 16 maggio 2006 con effetto al 9
giugno 2006: doc. G, pag. 1), tenuto conto di altre tre annualità. Invero, la
banca propone un tasso del 10% rinviando alla convenzione fiduciaria 22 gennaio
2002.
(istanza di rigetto, pag. 6 n. 7; doc. F, n. 2) e che -di per sé- sarebbe
conforme a quello massimale consentito dal diritto cantonale ticinese (art. 172
LAC). Ma esso differisce da quello indicato su tre delle quattro cartelle
ipotecarie e dalle relative iscrizioni a registro fondiario (ossia 5%, 7% e 7%:
doc. A, B e C e l'estratto RF allegato al doc. D, pag. 2 e 3), valore garantito
dal pegno (Steinauer, Les droits
réels, vol. III, 3a ed., Berna 2003, n. 2646 e 2646a; Kamerzin,
Le contrat constitutif de cédule hypothécaire, tesi, Friborgo 2003, n.
631; Trauffer, Basler Kommentar
zum ZGB, vol. II, 2a ed., Basilea/Ginevra/Monaco 2003, n. 6 ad art. 795 e n. 10 ad art.
818) e, in ogni caso, ormai superato -poiché più recente- da quello pattuito
nel contratto di credito ipotecario 9/11 agosto 2005, ossia 1.5% appunto (doc.
E, pag. 1).
d) Altresì coperti
dalla garanzia sono poi gli interessi di mora, che la creditrice rivendica dal
1° febbraio 2007 -rammentato come credito ipotecario e cartelle ipotecarie
siano stati disdetti per il 9 giugno 2006- al tasso minimo legale del 5% (art.
818.
cpv. 1 n. 2 e cpv. 3 CC; art. 104 cpv. 1 CO) in luogo di quello inferiore
pattuito convenzionalmente, oltre alle spese di esecuzione (art. 818 cpv. 1 n.
2.
CC).
e) Riassumendo pertanto,
rispetto all'importo indicato sul precetto esecutivo, le cartelle ipotecarie
rappresenterebbero semmai valido titolo di rigetto dell'opposizione per
l'importo complessivo di fr. 888'250.– (capitale e tre annualità: fr. 850'000.–
+ fr. 38'250.–), interessi correnti al 1.5% su fr. 850'000.– dal 10 giugno 2006
al 31 gennaio 2007 e interessi di mora al 5% su fr. 850'000.– dal 1° febbraio
2007.
f) La
legittimazione attiva della banca infine, è data dalla clausola “al portatore”
(cfr. CEF 25 luglio 2000 [14.99.103], consid. 4a; Panchaud/Caprez, Die Rechtsöffnung, Zurigo 1980, n. 12 e 22
ad § 17), mentre, quella della convenuta -mai contestata- è data dal fatto che le
quattro cartelle ipotecarie (doc. A, B, C e D) gravano il fondo sul quale si
trova l'abitazione familiare (sentenza impugnata, pag. 2 ad C), di proprietà
del marito il quale si riconosce espressamente debitore delle pretese da esse
incorporate (doc. E, pag. 2 in basso, doc. F). In questo contesto, in effetti,
il coniuge può fare opposizione "alla stregua del debitore” (art. 153 cpv.
2.
lett. b LEF) e quindi contestare sia l'esistenza, la validità e l'estensione
del diritto di pegno, sia l'esistenza, la validità e l'importo del credito
garantito (CEF [14.2001.108] 6 febbraio 2002, consid. 1.1;
Ammonn/Walther, Grundriss des
Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 7a ed., Berna 2003, §21 n.
10.
e §33 n. 5). Inoltre tornano in ogni caso
applicabili gli art. da 71 a 86 LEF) (art. 153 cpv. 4 LEF).
g) Ciò posto, dai documenti prodotti dall'istante, risulta al 9 giugno
2006.
un debito ipotecario accertato a carico del marito della convenuta di fr.
843'000.– e fr. 11'317.55 di interessi e spese d'esecuzione (doc. G), importo
che è inferiore rispetto al credito garantito dal pegno (sopra, consid. 7e). In
concreto -e per i motivi di cui si dirà oltre (sotto, consid. 8)- la convenuta ha
tempestivamente eccepito la possibilità per l'istante di soddisfare le proprie
pretese limitatamente alla pretesa causale, da lei stessa quantificata -in sede
di udienza- in fr. 881'553.75, interessi compresi (verbale, pag. 5). Di modo
che, in definitiva, l'opposizione può essere rigettata per questo importo,
oltre interessi di mora al 5% calcolati sul credito capitale di fr. 843'000.–
dal 1° febbraio 2007.
Sull'appello
di AP 1
8.
La convenzione fiduciaria 22 gennaio 2002 esclude che, per
novazione, il credito causale si annullì e fra le parti sussista soltanto il
credito astratto (doc. F, pag. 1). Del resto, il concetto medesimo di cessione
in proprietà a titolo di garanzia di una cartella ipotecaria presuppone, da
parte del creditore pignoratizio immobiliare, di far uso del credito astratto
-che coesiste accanto a quello causale- nella stretta misura necessaria al
pagamento di quest'ultimo (sopra, consid. 5; JdT 2008 II pag. 15). E, questo,
implica necessariamente un pactum de non petendo sulla parte del credito
astratto che non è indispensabile a garantire il pagamento del credito causale
(SJZ 2005 Nr. 18, pag. 431).
In concreto, la banca si duole del fatto che il Pretore abbia solo
parzialmente accolto l'istanza di rigetto, contestando l'esistenza di un pactum
de non petendo a favore del marito della convenuta. Dimentica tuttavia che
questa è una delle eccezioni che può essere sollevata dall'escusso giusta l'art.
872.
CC, ogni qual volta il creditore esige l'intero pagamento del credito
astratto incorporato dalla cartella ipotecaria (SJZ 2005 Nr. 18, pag. 431; JdT
2008.
II pag. 15). In effetti, secondo questa norma, il debitore può far valere
sia le eccezioni riferite all'iscrizione o al titolo medesimo, sia quelle che
gli competono personalmente contro il creditore procedente. E, in concreto, è
appunto ciò che la convenuta ha fatto in sede di contraddittorio (verbale, pag.
4). A detta della procedente, la clausola n. 5 della convenzione fiduciaria
l'autorizzerebbe a rivendicare l'intero importo. Ora, di per sé e per
contratto, le parti possono certamente abilitare un creditore a procedere con
l'incasso di tutto il credito incorporato in una cartella ipotecaria: al
proposito tuttavia, le pattuizioni devono specificare che egli può rivendicare
più di quanto gli riconosce il contratto di base e che, solo ad avvenuta
realizzazione del pegno, egli è obbligato a restituire un'eventuale eccedenza
al debitore. Una tale clausola deve quindi essere esplicita e chiara in quanto,
nel dubbio, non si presume affatto che il debitore abbia autorizzato il creditore
a chiedere -in virtù della cartella ipotecaria- più del credito causale e, solo
a realizzazione avvenuta, a retrocedere una probabile rimanenza (Staehelin, Basler Kommentar zum ZGB II,
3a ed., Basilea 2007, n. 22 ad art. 855). E, nel caso concreto -a
differenza delle argomentazioni dell'appellante- la clausola n. 5, peraltro
difficile da mettere in relazione con la fattispecie, sicuramente non adempie a
questi requisiti. Né l'istante individua in qualsiasi altro documento agli
atti, riferimenti che lascino supporre il contrario.
9.
Ciò posto, come si è già detto (sopra, consid. 7g), all'udienza di
discussione la convenuta ha cifrato in fr. 881'553.75 il debito causale
(comprensivo di interessi) a carico del marito, dichiarazione che ripropone
davanti a questa Camera (osservazioni, pag. 4). Tale importo è inferiore
rispetto al credito astratto garantito dalle cartelle ipotecarie agli atti.
Perlomeno entro questi termini, lei ha pertanto riconosciuto il debito oggetto
dell'istanza di rigetto dell'opposizione (Staehelin,
Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/ Monaco 1998, vol. I, n. 19
ad art. 82). Questa circostanza giustifica il parziale
accoglimento dell'appello e la conseguente riforma del dispositivo n. 1 del
giudizio del Pretore (sopra, consid. 7g). Data la differenza fra gli importi,
non occorre modificare il dispositivo sulla ripartizione degli oneri processuali
fissata dal primo giudice. Tassa di giustizia e indennità in appello
seguono, invece, il vicendevole grado di soccombenza (art. 48, 49, 61 cpv. 1 e 62 cpv. 1 OTLEF).
Sull'appello
di AO 1
10.
Con
il suo appello, la convenuta si duole anzitutto della mancanza di un valido
titolo di rigetto per il credito causale. Lei dimentica tuttavia che, in
concreto, la banca ha posto in esecuzione il credito
astratto garantito dalle quattro cartelle ipotecarie e che, in sede di
contraddittorio, ne ha sottoposto per accertamento al Pretore gli atti in
originale. Ed è pacifico che una cartella ipotecaria costituisca titolo di
rigetto a favore del suo titolare (sopra, consid. 2; SJZ 2005 Nr. 18, pag.
430). Pertanto, di per sé, non era affatto necessario che nel contempo
l'istante producesse altresì un valido titolo per il debito effettivo a carico
del marito della convenuta. Di modo che, da questo punto di vista, la censura è
priva di fondamento. In questo contesto, è invece legittimo per il debitore
rendere verosimili quelle eccezioni che deduce dal rapporto di base e che
intende opporre al creditore (sopra, consid. 8): e, fra queste, c'è appunto
quella di limitare al credito causale le richieste di quest'ultimo (JdT 2008 II
pag. 16; Stücheli, Die
Rechtsöffnung, Zurigo 2000, pag.385), come in concreto ha fatto la convenuta. In
effetti, e come già esposto, se è vero che lei ha chiesto la
reiezione dell'istanza di rigetto, è altresì vero che sia all'udienza, sia in
appello, ha quantificato in fr. 881'553.75 il debito e gli interessi effettivi
a suo carico (sopra, consid. 7g e 9): pertanto, limitatamente a questo importo,
il rigetto provvisorio dell'opposizione è giustificato.
11.
Tassa
di giustizia e indennità seguono la soccombenza dell'appellante (art. 48, 49,
61.
cpv. 1 e 62 cpv. 1 OTLEF).
Per i quali motivi,
richiamati gli art. 82, 151 segg. LEF, 48, 49, 61 cpv. 1 e 62 cpv. 1
OTLEF;
pronuncia: I. 1. L'appello
18.
ottobre 2007 di AP 1, __________, è parzialmente accolto. Di conseguenza, il
Dispositivo
dispositivo n. 1 della sentenza 8 ottobre 2007 del Pretore __________, è così
riformato:
“1. L'istanza 28 giugno 2007 di rigetto
dell'opposizione è parzialmente accolta. Di conseguenza, l'opposizione
interposta da AO 1, __________, al precetto esecutivo n. __________
dell'Ufficio esecuzione e fallimenti, __________, è rigettata in via
provvisoria per fr. 881'553.75, oltre interessi al 5% su fr. 843'000.– dal 1°
febbraio 2007.”
2. La tassa di
giustizia di fr. 900.–, già anticipata da AP 1, __________, resta a suo carico
per fr. 500.–, mentre la rimanenza è posta a carico di AO 1, __________; AP 1, __________,
rifonderà a quest'ultima fr. 1'000.– a titolo di indennità parziali.
II. 1. L'appello
19 ottobre 2007 di AO 1, __________, è respinto.
2. La tassa di
giustizia di fr. 1'200.–, già anticipata da AO 1, __________, resta a suo
carico; AO 1, __________, rifonderà a AP 1, __________, fr. 2'000.– a titolo di
indennità.
III. Intimazione
a:
–RA
1 e RA 2;
–RA
3.
Comunicazione
alla Pretura __________.
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello
Il presidente La
segretaria
Giacché il valore litigioso della vertenza è, per
l'istante di fr. 220'682.45 e per la convenuta di fr. 854'317.55, contro la presente
decisione è possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 72
e segg. LTF).
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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