14.2007.99
Opposizione a sequestro: assenza di dimora in Svizzera del debitore ex art. 271 cpv. 1 n. 4 LEF infondata - trafugamento di beni ex art. 271 cpv. 1 n. 2 non reso verosimile
1 aprile 2008Italiano19 min
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Numero d'incarto:
14.2007.99
Data decisione, Autorità:
01.04.2008, CEF
Titolo:
Opposizione a sequestro: assenza di dimora in Svizzera del debitore ex art. 271 cpv. 1 n. 4 LEF infondata - trafugamento di beni ex art. 271 cpv. 1 n. 2 non reso verosimile
AUSLÄNDERARREST
CAUSE DI SEQUESTRO
DOMICILIO DELLE PERSONE FISICHE
OPPOSIZIONE AL DECRETO DI SEQUESTRO
TRAFUGAMENTO DI BENI
art. 22 LALEF
art. 20seg. LDIP
art. 25 let. a cf. 2 LEF
art. 46 cpv. 1 LEF
art. 271 cpv. 1 cf. 1 LEF
art. 271 cpv. 1 cf. 2 LEF
art. 272 cpv. 1 LEF
art. 278 cpv. 1 LEF
art. 278 cpv. 3 LEF
Incarto n.
14.2007.99
Lugano
1 aprile 2008
LS/sc/fb
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Chiesa, presidente,
Pellegrini e Walser
segretaria:
Locatelli, vicecancelliera
statuendo sulla causa a procedura sommaria appellabile
(inc. EF.2007.1365 della Pretura __________) promossa con opposizione 16 maggio
2007 da
AO 1
(patrocinato dall' PA 3 )
contro
il sequestro 19 aprile 2007 (inc. EF.2007.1080)
(n° __________) richiesto nei confronti dell'opponente da
AP 1
(patrocinata dall' PA 2 )
in cui il Pretore __________, con decisione 28
settembre 2007, ha accolto l'opposizione e, di conseguenza, annullato il
sequestro dichiarando irricevibile la domanda di cauzione processuale (art. 153
CPC) formulata dalla sequestrante;
appellante AP 1 con allegato 19 ottobre 2007, in cui
postula la riforma del giudizio impugnato nel senso di respingere l'opposizione
e di confermare il sequestro;
lette le osservazioni 23 novembre 2007 con cui
l'opponente chiede la reiezione dell'appello;
richiamato il decreto presidenziale 23 ottobre 2007
che ha dichiarato irricevibile la richiesta di effetto sospensivo contestuale
all'appello;
ritenuto
in fatto: A. Con istanza 18 aprile 2007 diretta contro AO 1, AP 1, ha chiesto
al Pretore __________, in base all'art. 271 cpv. 1 n. 2 e n. 4 LEF, di porre
sotto sequestro il “Foglio PPP __________, quota di __________ del fondo base
n. __________ RFD __________ così descritto: comproprietà con diritto esclusivo
sull'appartamento n. 4 composto di: cucina, soggiorno, sala pranzo, 4 camere,
studio, 2 bagni, doccia, 2 guardaroba, atrio e terrazza al I. P., come al piano
di ripartizione”. L'istante ha allegato di avere nei confronti del debitore un
credito di fr. 470'000.– oltre interessi al 15% dall'8 agosto 2006, concessogli
a titolo di mutuo con contratto 22 novembre 2006.
Fatti
B. Il 19
aprile 2007, il Pretore __________, ha decretato il sequestro come richiesto.
C. Il 16
maggio 2007 AO 1, ha formulato opposizione al sequestro, contestando
l'esistenza del credito rivendicato dalla sequestrante e delle cause del
sequestro da lei indicate negli art. 271 cpv. 1 n. 2 e n. 4 LEF.
D. Al
contraddittorio del 7 settembre 2007, la sequestrante ha dapprima contestato la
tempestività dell'opposizione, il debitore non avendo provato di avere
rispettato il termine perentorio di 10 giorni previsto dall'art. 278 cpv. 1
LEF. Il contratto di mutuo 22 novembre 2006 poi, era più che valido e
dimostrava l'esistenza di un credito di fr. 470'000.– a suo favore: non
risultava invece che l'accordo fosse stato nel frattempo modificato o che a
garanzia di quell'importo le fossero stati ceduti altri crediti. La causa del
sequestro prevista dall'art. 271 cpv. 1 n. 4 LEF poi era realizzata in quanto il
domicilio, portato a __________ il 1° gennaio 2007 nell'unico intento di
fuggire dagli __________ dove erano in corso procedimenti penali e civili, era
fittizio e il credito aveva un legame sufficiente con la Svizzera. Inoltre era
data la causa di sequestro prevista dall'art. 271 cpv. 1 n. 2 LEF, poiché dalla
fattispecie traspariva l'intenzione dell'opponente di occultare,
rispettivamente trafugare beni. Infatti, l'escusso aveva utilizzato quel credito
-così come altri prestiti che egli aveva ricevuto da terze persone- per scopi
diversi rispetto a quelli pattuiti (la realizzazione di un determinato film); nei
suoi confronti negli __________ erano in corso vari procedimenti legali e, in
contumacia, era stata emessa una sentenza di condanna al pagamento di una somma
di denaro; in Svizzera a suo carico vi erano vari procedimenti esecutivi e
attestati di carenza di beni; fino a quel momento il debitore non aveva dimostrato
la benché minima intenzione di restituire alcunché; e tutti questi elementi
trovavano riscontro nelle dichiarazioni giurate (affidavit) di tale __________.
L'opponente
ha dichiarato di essere venuto a conoscenza del sequestro con la notifica del relativo
verbale, il 7 maggio 2007, donde la tempestività dell'opposizione. La pretesa
della sequestrante poi, era coperta dai diritti sugli incassi che lui le aveva
ceduto. Il suo domicilio a __________, luogo dove vivevano famigliari e amici, era
effettivo e ben noto alla controparte. Ha inoltre escluso che sue difficoltà
finanziarie potessero rendere verosimile una sua fuga o l'intenzione di sottrarsi
illecitamente ai propri obblighi, mentre le cause aperte negli __________
sarebbero in relazione a vecchi debiti di cui nulla avrebbe saputo.
La sequestrante,
ha obiettato che il giorno di intimazione del verbale di sequestro non era
provato e, in ogni caso, di avere informato l'opponente di quel provvedimento
lo stesso giorno della sua esecuzione. Non le sarebbe mai stato ceduto alcunché
a garanzia della sua pretesa, mentre la documentazione agli atti renderebbe
evidente l'inattendibilità e l’inaffidabilità del debitore.
E. In
occasione dell'udienza, la creditrice ha altresì confermato l'istanza intesa al
versamento di una cauzione processuale giusta l'art. 153 CPC, introdotta il 20
agosto 2007. L'opponente ha contestato la domanda.
F. Con
sentenza 28 settembre 2007, il Pretore __________, ha confermato l'opposizione
e annullato il sequestro. Il primo giudice ha accertato presso il competente
Ufficio di esecuzione che la notifica del verbale di sequestro all'opponente
risaliva al 7 maggio 2007, donde la tempestività dell'opposizione. Ha quindi
appurato che l'esistenza del credito rivendicato dalla sequestrante, era
provata dal contratto di mutuo 22 novembre 2006. Per contro, non ha ritenuto che
le cause sulle quali quest'ultima aveva fondato la sua richiesta di sequestro,
fossero realizzate. L'art. 271 cpv. 1 n. 4 LEF era decaduto nel momento in cui l'opponente
aveva dimostrato di essere domiciliato a __________ dal 1° gennaio 2007. Mentre,
non vi erano elementi oggettivi e soggettivi tali da ritenere che il debitore
stesse trafugando beni propri a danno della creditrice (art. 271 cpv. 1 n. 2
LEF). Irricevibile infine l'istanza di cauzione processuale, poiché incompatibile
con la procedura sommaria.
G. Con
il presente appello AP 1 chiede di respingere l'opposizione e di confermare il
sequestro. Contesta la tempestività dell'opposizione poiché contrariamente agli
art. 8 CC e 20 cpv. 2 LALEF, l'opponente non ha provato il giorno
dell'intimazione del verbale di sequestro e il giudice ha esperito -di propria
iniziativa- indagini d'ufficio prive di riscontro agli atti. Oltretutto,
l'opponente sarebbe stato informato del sequestro lo stesso giorno in cui fu eseguito.
Considera adempiuto l'art. 271 cpv. 1 n. 2 LEF, il domicilio a __________
essendo fittizio e di comodo. L'opponente poi non avrebbe portato alcun valido
argomento atto a contrastare il pericolo di trafugamento di beni di cui
all'art. 271 cpv. 1 n. 2 LEF e insito nel suo comportamento, come dimostrano i
documenti prodotti in causa.
Delle
osservazioni dell'opponente si dirà, se necessario, nel seguito.
Considerandi
in diritto: 1. Chi è toccato nei suoi diritti da un sequestro può fare
opposizione al giudice del sequestro entro dieci giorni dalla conoscenza del
sequestro (art. 278 cpv. 1 LEF). È questo un termine di procedura perentorio, dalla
cui osservanza dipende la ricevibilità dell'opposizione medesima (Stoffel, Voies d'exécution, Poursuite
pour dettes, exécution de jugements et fallite en droit suisse, Berna 2002,
pag. 69 seg., n. 56; Amonn/Walther,
Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 7a ed., Berna
2003, n. 11 ad § 11; walder, Die
Fristen im Schuldbetreibungs- und Konkursrecht, Zurigo 1981, pag. 14). Trattandosi
di un presupposto processuale, il giudice lo esamina d'ufficio (art. 97 n. 5
CPC applicabili per il rinvio dell'art. 25 LALEF; Stoffel/Chabloz, Commentaire Romand, Poursuite et faillite,
Basilea 2005, n. 10 ad art. 278; Artho
von Gunten, Die Arresteinsprache, tesi Zurigo 2001, pag. 59).
Nel caso
concreto, a torto l'appellante contesta la tempestività dell'opposizione. Certo,
l'opponente si è limitato a sostenere di avere ricevuto il verbale di sequestro
il giorno 7 maggio 2007 (opposizione, pag. 2; verbale, pag. 26), senza portarne
la prova tangibile. Ma, questa data trova riscontro negli accertamenti effettuati
dal Pretore (sentenza impugnata, pag. 5; ricerca Track&Trace 1° giugno 2007
dell'invio raccomandato n. __________ – R Svizzera nell'incarto: “Sequestro
Immobili n. __________” dell'Ufficio di esecuzione __________), esame che -come
si è visto- gli incombeva d'ufficio.
L'appellante, invero, afferma di avere informato l'opponente del
sequestro lo stesso giorno della sua esecuzione, ossia il 19 aprile 2007,
allorquando sarebbe stato annullato un viaggio di lavoro per __________ cui
avrebbero dovuto partecipare entrambe le parti (appello, pag. 9). Ma, se è vero
che la conferma di acquisto 6 aprile 2007 e le affermazioni dell'opponente
attestano la prenotazione del volo a destinazione di __________ valido per quel
giorno (doc. 3; opposizione, pag. 3 e 6), nulla è dato di sapere circa le
modalità e i tempi in cui quell'annullamento sarebbe avvenuto. Ciò posto, quale
semplice allegazione di parte, la censura è priva di riscontro oggettivo e
quindi da respingere.
2.
La decisione del giudice del sequestro -sia essa di
annullamento o di conferma del sequestro (Reiser,
Basler Kommentar zum SchKG, vol. III, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 44-45 ad
art. 278)- che statuisce sull'opposizione ai sensi dell'art. 278 cpv. 1 LEF,
interposta dal debitore destinatario del sequestro o da un terzo, può essere
impugnata entro dieci giorni davanti all'autorità giudiziaria superiore (art.
278.
cpv. 3 LEF): nel Cantone Ticino si tratta della Camera di esecuzione e
fallimenti, con il rimedio dell'appello (art. 22 LALEF nonché 36 cpv. 2 e 48
lett. d LOG), e ciò qualora il valore litigioso sia pari o superiore a fr.
8'000.–. L'autorità superiore deve verificare -sulla base delle allegazioni e
dei documenti prodotti dalle parti- se nel caso concreto in relazione al
realizzarsi delle condizioni del sequestro addotte dal creditore -e contestate
dalla controparte- è raggiunto il grado di verosimiglianza necessario per il
mantenimento del provvedimento conservativo, atteso che in caso negativo annullerà
la decisione del giudice di prime cure che ha confermato il sequestro,
rispettivamente confermerà la decisione che lo ha annullato, riservate
soluzioni intermedie (Amonn/Walther, op.
cit., n. 74 ad § 51; Reeb, Les
mesures provisoires dans la procédure de poursuite, in: ZSR 1997/II, pag. 482).
3.
Le
decisioni in materia di sequestro, in tutte le istanze, sottostanno alla
procedura sommaria (art. 25 n. 2 lett. a LEF). Le norme cantonali che reggono
tale procedura devono rispettare la massima dispositiva, il principio
attitatorio, nonché le massime di celerità e di concentrazione (Piégai, La protection du débiteur et
des tiers dans le nouveau droit du séquestre, tesi Losanna 1997, pag. 213 segg.
con rif.; Artho Von Gunten, op.
cit., pag. 73 e segg.). Detto altrimenti -e diversamente dalla questione legata
alla ricevibilità dell'opposizione (sopra, consid. 1)- il giudice non agisce
d'ufficio, esamina solo ciò che è stato allegato e decide unicamente in base
alle prove addotte dalle parti e che possono essere assunte seduta stante,
salvo che il fatto allegato sia stato ammesso o non contestato dalla
controparte non contumace (Vogel/Spühler,
Grundriss des Zivilprozessrechts, 7a ed., Berna 2001, n. 24 ad cap. 6 e n. 12
ad cap. 10).
Il
giudice può accontentarsi della semplice verosimiglianza dei fatti ed esaminare
sommariamente i punti di diritto nella misura compatibile con l'esigenza di
celerità (Hohl, La réalisation du
droit e les procédures rapides, tesi Friborgo 1997, n. 453; Piégai, op. cit., pag. 212; Artho Von Gunten, op. cit., pag. 85
segg.; Gilliéron, Commentaire de
la LP, vol. IV, Losanna 2003, n. 10-15 ad art. 272). Il giudice apprezza
liberamente le prove (art. 20 cpv. 5 LALEF).
4.
In virtù dell'art. 278 cpv. 3 LEF, le parti possono, nell'ambito
del ricorso contro la decisione su opposizione, avvalersi di fatti nuovi.
Secondo la giurisprudenza di questa Camera (CEF 10 aprile 2000 [14.1999.82],
consid. 1.5.e; 30 ottobre 2001 [14.2001.75], consid. 1.5e) sono ricevibili sia
fatti, prove ed eccezioni nuovi che si sono verificati dopo l'emanazione della
sentenza di primo grado, sia quelli verificatisi prima. La
possibilità di addurre fatti nuovi comprende logicamente quella di produrre
nuovi mezzi di prova (Vogel/Spühler,
op. cit., n. 42 ad cap. 13), altrimenti tale facoltà rimarrebbe lettera morta,
poiché i fatti nuovi devono anch'essi essere resi verosimili per poter avere un
influsso sulla decisione. Per
evidenti ragioni pratiche, riconducibili al principio di celerità, i fatti e le
allegazioni nuovi di ogni tipo possono essere addotti solo fino alla fase dello
scambio degli allegati in sede di appello (CEF 5 luglio 1999 [14.1999.3],
consid. 3). Le limitazioni di cui all'art. 20 cpv. 2 e 3 LALEF non sono
applicabili in materia di sequestro (cfr. art. 22 cpv. 4 LALEF).
In
concreto, il 15 gennaio 2008 l'opponente ha trasmesso a questa Camera un
memoriale di sette pagine allegando tutta una serie di documenti (doc. A-T in
appello), tradotti in italiano. Ma, a quel momento, il termine di dieci giorni
(art. 22 cpv. 1 LALEF) a disposizione per la presentazione delle sue osservazioni
era ormai decorso. Tale documentazione è pertanto inammissibile e deve essere estromessa
dall'incarto.
5.
Giusta
l'art. 272 cpv. 1 LEF, il sequestro viene
concesso dal giudice del luogo in
cui si trovano i beni, purché il creditore renda verosimile l'esistenza:
1.
del credito;
2.
di una causa di sequestro;
3.
di beni appartenenti al debitore.
In
concreto, non è contestata l'esistenza e l'esigibilità del credito di fr.
470'000.– fondato sul contratto di mutuo 22 novembre 2006 prodotto agli atti
(doc. B). Altresì pacifica è l'appartenenza al debitore della PPP __________,
quota di __________ del fondo base n. __________ RFD __________ (doc. A1). Controversa,
per contro, resta l'esistenza di una causa di sequestro, che la creditrice ha
identificato nell'art. 271 cpv. 1 n. 2 e n. 4 LEF.
6.
Anzitutto
-e a differenza di quello che sembrerebbe essere l'interpretazione dell'appellante
(pag. 11)- questa Camera ha già avuto modo di spiegare i motivi per cui il
presupposto dell'assenza di dimora in Svizzera sancito dall'art. 271
cpv. 1 n. 4 LEF, debba intendersi come assenza di foro esecutivo e non come
assenza di domicilio ai sensi degli art. 20 seg. LDIP (CEF, 5 settembre 2006
[14.2006.64] consid. 5.2 con rinvio alla sentenza 22 gennaio 2003
[14.2002.101], consid. 5.2a e relativi riferimenti). Inoltre, l'art. 46 cpv. 1
LEF stabilisce che il foro ordinario d'esecuzione per una persona fisica si
trova al suo domicilio nel senso del diritto civile, e quindi dove la
persona dimora con l'intenzione di stabilirvisi durevolmente (art. 23 cpv. 1 CC,
per analogia art. 20 cpv. 1 lett. a LDIP), fermo restando che il luogo amministrativo
dove ad esempio sono depositati i suoi documenti di legittimazione, dove esercita
il diritto di voto e dove si trova la famiglia -in contrapposizione al luogo destinato
all’esercizio dell'attività professionale- possono costituire solo indizi in
tal senso (Amonn/Walther, op.
cit., n. 10 ad §10; Schmid, Basler
Kommentar zum SchKG, vol. I, Basilea/Ginevra/ Monaco 1998, n. 33-36 ad art. 46).
A detta
dell'appellante il domicilio dell'opponente, costituito a __________ con
effetto 1° gennaio 2007, sarebbe fittizio e inteso a evitare procedimenti
penali e civili in corso negli __________.
L'escusso
poi avrebbe mantenuto il centro dei suoi interessi negli __________ e in __________,
dove la sua attività lavorativa. Il Pretore, non ha ritenuto che questi motivi
fossero tali da inficiare il certificato di domicilio 11 maggio 2007 rilasciato
dal Controllo abitanti __________ e prodotto in originale (doc. 2), peraltro luogo
di residenza sia della madre che della sorella. Orbene, in concreto, l'appellante
né mette in dubbio l'autenticità del documento, né contro la validità del
medesimo l'interessata porta elementi che di fatto inducano a una diversa
conclusione. In effetti, i motivi per cui l'escusso avrebbe deciso di lasciare
gli __________ e far rientro in Svizzera non sono determinanti, visto che di
per sé non possono servire né ad escludere la sua volontà di restarvi né la sua
effettiva dimora, non contestata dalla ricorrente. Per il resto, l'appellante
medesima non contesta i legami familiari che l'escusso ha a __________, dando altresì
atto di un certo interesse ed impegno da parte di quest'ultimo nell'ambito
della realtà politica ticinese e svizzera (appello, pag. 21; verbale, pag. 8),
mentre l'attività lavorativa all'estero, è più dovuta alla specificità della
professione che non all'esistenza di particolari legami ed interessi personali.
Inutile infine il riferimento all'art. 24 CC, concetto che non trova applicazione
in materia di esecuzione forzata e di foro esecutivo (Amonn/Walther, op. cit., n. 11 ad § 10; Gilliéron, Commentaire de la LP, vol. I, Losanna 1999, n. 10 e 14 ad art. 46; Staehelin, Basler Kommentar zum ZGB, vol. I, 3a ed., Basilea 2006, n. 5 ad art. 24; Stoffel, Basler Kommentar zum SchKG, vol. III,
Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 73 ad art. 271; Stoffel/Chabloz, op. cit., n. 66 ad art. 271). In definitiva
pertanto, da questo punto di vista l'appello si rivela infondato.
7.
Giusta
l'art. 271 cpv. 1 n. 2 LEF, per i crediti scaduti, in quanto non siano
garantiti da pegno, il creditore può chiedere il sequestro
dei beni del debitore quando questi, nell'intenzione di sottrarsi all'adempimento
delle sue obbligazioni, trafughi i suoi beni, si renda latitante o si prepari a
prendere la fuga.
La realizzazione di questa
causa di sequestro presuppone la riunione di una circostanza oggettiva
(trafugamento di beni, latitanza o preparazione alla fuga) e di una circostanza
soggettiva (intenzione di sottrarsi all'adempimento delle sue obbligazioni) (Amonn/Walther, op. cit., n. 13 ad § 33 e
n. 14 ad § 51; Stoffel, op. cit.,
n. 62-64 ad art. 271). Un trafugamento si realizza quando il debitore nasconda,
regali, venda a prezzo irrisorio o trasferisca all'estero i suoi beni (Cometta, Assistenza giudiziaria
internazionale in materia esecutiva, in: CFPG n. 20, Lugano 1999, p. 160 ad
2.2.4
, con rif.; Gilliéron, Commentaire de la LP, vol. IV, Losanna 2003, n. 43 ad art. 271).
8.
In
concreto, visto che l'art. 271 cpv. 1 n. 2 LEF riguarda il trafugamento di beni
propri dell'opponente, il Pretore ha anzitutto rilevato che l'unico bene appartenente
al debitore era l'appartamento sequestrato, e che non risultava che egli avesse
nascosto portato via, distrutto o danneggiato altri suoi beni. Nulla indicava
poi che egli stesse preparando una fuga. La sequestrante poi, aveva volutamente
prestato all'opponente fr. 470'000.–, come sancito dal contratto 22 novembre
2006, escludendo così che l'opponente si fosse appropriato di beni della
sequestrante.
L'appellante
invece, intravede nel comportamento dell'opponente il pericolo di un
trafugamento di beni. In particolare critica la decisione del Pretore che non
avrebbe ritenuto attendibile la corrispondenza elettronica e le dichiarazioni
giurate rilasciate da __________, visto che l'utilizzo improprio da parte
dell'opponente di denaro prestatogli e i numerosi procedimenti pendenti negli __________
erano provati dai documenti agli atti (appello, pag. 13).
9.
Ora,
anzitutto la ricorrente non pretende che l'opponente si sia reso latitante o sia
fuggito o si prepari alla fuga. Ma -a differenza di quanto sostiene
l'interessata- nemmeno vi sono presupposti che consentono di sostenere con
successo la tesi del trafugamento di beni. In effetti -come del resto aveva già
rilevato il Pretore (sopra, consid. 8)- neppure in questa sede l'appellante evidenzia
elementi tali da rendere verosimile che l'opponente abbia messo in opera atti concreti
e oggettivi di trafugamento di beni propri. Da questo punto di vista, le
dichiarazioni giurate e la posta elettronica di __________, compresi i
giustificativi bancari -cui la sequestrante sembra conferire particolare
importanza (appello, pag. 14-19)- non sono di alcuna utilità: in effetti che
presunti importi concessi all'opponente sottoforma di prestiti, siano stati
impiegati in modo diverso rispetto a quello che furono le pattuizioni iniziali,
non costituisce né prova né indizio di un trafugamento di beni propri. E,
questo, è quello che in sostanza pretende la sequestrante.
Certo, l'appellante
elenca tutta una serie di elementi da cui si potrebbe desumere l'intenzione del
debitore di sottrarsi all'obbligo di restituzione del prestito che lei gli
aveva concesso. In questo senso dovrebbero essere intesi la corrispondenza
elettronica e le dichiarazioni giurate di __________, i numerosi attestati di
carenza di beni e le procedure esecutive a carico dell'escusso, l'acquisto da
parte dell'opponente nel 2004 dell'appartamento ora sequestrato nonostante la difficile
situazione finanziaria, la relativa concessione nel 2006 di un aumento di
ipoteca -già considerevole- da parte di un istituto bancario, le vertenze civili
e penali in corso negli __________ compresa una recente sentenza di condanna in
contumacia al pagamento di una somma di denaro, l'ottenimento di prestiti da parte
di terze persone in cambio di garanzie del tutto inesistenti, ed infine la
proposta mai concretizzata di una soluzione bonale della vertenza tra le parti
(appello, pag. 20-23). Ma, dovessero anche ritenersi valide e fondate, tutte
queste motivazioni, servirebbero comunque solo a rendere verosimile il lato
soggettivo della fattispecie (appello, pag. 20), come peraltro conferma la
stessa sequestrante. Determinante è qui invece che gli stessi elementi sono
insufficienti dal momento che l'esistenza del presupposto oggettivo non è stata
resa verosimile (cfr. CEF, 5 settembre 2006 [14.2006.64], consid. 6.2 con
rinvio in Stoffel, op. cit., n.
61.
ad art. 271). Da qui, l'inapplicabilità
dell'art. 271 cpv. 1 n. 2 LEF.
10.
La
sentenza impugnata merita in definitiva conferma, mentre l'appello deve essere
respinto. Tassa di giustizia e l'indennità seguono la soccombenza
dell'appellante (art. 48, 49, 61 cpv. 1 e 62 cpv. 1 OTLEF).
Motivi per i quali,
richiamati gli art. 271 segg. LEF, 48, 49, 61 cpv.
1.
e 62 cpv. 1 OTLEF,
pronuncia: 1. L'appello 19 ottobre 2007 di AP 1, __________, è respinto.
2.
La
tassa di giustizia di fr. 600.–, già anticipata dall'appellante, resta a suo
carico, con l'obbligo di rifondere a AO 1, __________, un'indennità di fr. 700.–.
3.
Intimazione:
– PA 2 ;
– PA 3 .
Comunicazione
alla Pretura __________.
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello
Il presidente La
segretaria
Giacché il valore litigioso della vertenza è di fr.
470'000.–, contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in
materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni
dalla notificazione (art. 72 e segg. LTF).
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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