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Decisione

14.2007.99

Opposizione a sequestro: assenza di dimora in Svizzera del debitore ex art. 271 cpv. 1 n. 4 LEF infondata - trafugamento di beni ex art. 271 cpv. 1 n. 2 non reso verosimile

1 aprile 2008Italiano19 min

Source ti.ch

Fatti

B. Il 19

aprile 2007, il Pretore __________, ha decretato il sequestro come richiesto.

C. Il 16

maggio 2007 AO 1, ha formulato opposizione al sequestro, contestando

l'esistenza del credito rivendicato dalla sequestrante e delle cause del

sequestro da lei indicate negli art. 271 cpv. 1 n. 2 e n. 4 LEF.

D. Al

contraddittorio del 7 settembre 2007, la sequestrante ha dapprima contestato la

tempestività dell'opposizione, il debitore non avendo provato di avere

rispettato il termine perentorio di 10 giorni previsto dall'art. 278 cpv. 1

LEF. Il contratto di mutuo 22 novembre 2006 poi, era più che valido e

dimostrava l'esistenza di un credito di fr. 470'000.– a suo favore: non

risultava invece che l'accordo fosse stato nel frattempo modificato o che a

garanzia di quell'importo le fossero stati ceduti altri crediti. La causa del

sequestro prevista dall'art. 271 cpv. 1 n. 4 LEF poi era realizzata in quanto il

domicilio, portato a __________ il 1° gennaio 2007 nell'unico intento di

fuggire dagli __________ dove erano in corso procedimenti penali e civili, era

fittizio e il credito aveva un legame sufficiente con la Svizzera. Inoltre era

data la causa di sequestro prevista dall'art. 271 cpv. 1 n. 2 LEF, poiché dalla

fattispecie traspariva l'intenzione dell'opponente di occultare,

rispettivamente trafugare beni. Infatti, l'escusso aveva utilizzato quel credito

-così come altri prestiti che egli aveva ricevuto da terze persone- per scopi

diversi rispetto a quelli pattuiti (la realizzazione di un determinato film); nei

suoi confronti negli __________ erano in corso vari procedimenti legali e, in

contumacia, era stata emessa una sentenza di condanna al pagamento di una somma

di denaro; in Svizzera a suo carico vi erano vari procedimenti esecutivi e

attestati di carenza di beni; fino a quel momento il debitore non aveva dimostrato

la benché minima intenzione di restituire alcunché; e tutti questi elementi

trovavano riscontro nelle dichiarazioni giurate (affidavit) di tale __________.

L'opponente

ha dichiarato di essere venuto a conoscenza del sequestro con la notifica del relativo

verbale, il 7 maggio 2007, donde la tempestività dell'opposizione. La pretesa

della sequestrante poi, era coperta dai diritti sugli incassi che lui le aveva

ceduto. Il suo domicilio a __________, luogo dove vivevano famigliari e amici, era

effettivo e ben noto alla controparte. Ha inoltre escluso che sue difficoltà

finanziarie potessero rendere verosimile una sua fuga o l'intenzione di sottrarsi

illecitamente ai propri obblighi, mentre le cause aperte negli __________

sarebbero in relazione a vecchi debiti di cui nulla avrebbe saputo.

La sequestrante,

ha obiettato che il giorno di intimazione del verbale di sequestro non era

provato e, in ogni caso, di avere informato l'opponente di quel provvedimento

lo stesso giorno della sua esecuzione. Non le sarebbe mai stato ceduto alcunché

a garanzia della sua pretesa, mentre la documentazione agli atti renderebbe

evidente l'inattendibilità e l’inaffidabilità del debitore.

E. In

occasione dell'udienza, la creditrice ha altresì confermato l'istanza intesa al

versamento di una cauzione processuale giusta l'art. 153 CPC, introdotta il 20

agosto 2007. L'opponente ha contestato la domanda.

F. Con

sentenza 28 settembre 2007, il Pretore __________, ha confermato l'opposizione

e annullato il sequestro. Il primo giudice ha accertato presso il competente

Ufficio di esecuzione che la notifica del verbale di sequestro all'opponente

risaliva al 7 maggio 2007, donde la tempestività dell'opposizione. Ha quindi

appurato che l'esistenza del credito rivendicato dalla sequestrante, era

provata dal contratto di mutuo 22 novembre 2006. Per contro, non ha ritenuto che

le cause sulle quali quest'ultima aveva fondato la sua richiesta di sequestro,

fossero realizzate. L'art. 271 cpv. 1 n. 4 LEF era decaduto nel momento in cui l'opponente

aveva dimostrato di essere domiciliato a __________ dal 1° gennaio 2007. Mentre,

non vi erano elementi oggettivi e soggettivi tali da ritenere che il debitore

stesse trafugando beni propri a danno della creditrice (art. 271 cpv. 1 n. 2

LEF). Irricevibile infine l'istanza di cauzione processuale, poiché incompatibile

con la procedura sommaria.

G. Con

il presente appello AP 1 chiede di respingere l'opposizione e di confermare il

sequestro. Contesta la tempestività dell'opposizione poiché contrariamente agli

art. 8 CC e 20 cpv. 2 LALEF, l'opponente non ha provato il giorno

dell'intimazione del verbale di sequestro e il giudice ha esperito -di propria

iniziativa- indagini d'ufficio prive di riscontro agli atti. Oltretutto,

l'opponente sarebbe stato informato del sequestro lo stesso giorno in cui fu eseguito.

Considera adempiuto l'art. 271 cpv. 1 n. 2 LEF, il domicilio a __________

essendo fittizio e di comodo. L'opponente poi non avrebbe portato alcun valido

argomento atto a contrastare il pericolo di trafugamento di beni di cui

all'art. 271 cpv. 1 n. 2 LEF e insito nel suo comportamento, come dimostrano i

documenti prodotti in causa.

Delle

osservazioni dell'opponente si dirà, se necessario, nel seguito.

Considerandi

in diritto: 1. Chi è toccato nei suoi diritti da un sequestro può fare

opposizione al giudice del sequestro entro dieci giorni dalla conoscenza del

sequestro (art. 278 cpv. 1 LEF). È questo un termine di procedura perentorio, dalla

cui osservanza dipende la ricevibilità dell'opposizione medesima (Stoffel, Voies d'exécution, Poursuite

pour dettes, exécution de jugements et fallite en droit suisse, Berna 2002,

pag. 69 seg., n. 56; Amonn/Walther,

Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 7a ed., Berna

2003, n. 11 ad § 11; walder, Die

Fristen im Schuldbetreibungs- und Konkursrecht, Zurigo 1981, pag. 14). Trattandosi

di un presupposto processuale, il giudice lo esamina d'ufficio (art. 97 n. 5

CPC applicabili per il rinvio dell'art. 25 LALEF; Stoffel/Chabloz, Commentaire Romand, Poursuite et faillite,

Basilea 2005, n. 10 ad art. 278; Artho

von Gunten, Die Arresteinsprache, tesi Zurigo 2001, pag. 59).

Nel caso

concreto, a torto l'appellante contesta la tempestività dell'opposizione. Certo,

l'opponente si è limitato a sostenere di avere ricevuto il verbale di sequestro

il giorno 7 maggio 2007 (opposizione, pag. 2; verbale, pag. 26), senza portarne

la prova tangibile. Ma, questa data trova riscontro negli accertamenti effettuati

dal Pretore (sentenza impugnata, pag. 5; ricerca Track&Trace 1° giugno 2007

dell'invio raccomandato n. __________ – R Svizzera nell'incarto: “Sequestro

Immobili n. __________” dell'Ufficio di esecuzione __________), esame che -come

si è visto- gli incombeva d'ufficio.

L'appellante, invero, afferma di avere informato l'opponente del

sequestro lo stesso giorno della sua esecuzione, ossia il 19 aprile 2007,

allorquando sarebbe stato annullato un viaggio di lavoro per __________ cui

avrebbero dovuto partecipare entrambe le parti (appello, pag. 9). Ma, se è vero

che la conferma di acquisto 6 aprile 2007 e le affermazioni dell'opponente

attestano la prenotazione del volo a destinazione di __________ valido per quel

giorno (doc. 3; opposizione, pag. 3 e 6), nulla è dato di sapere circa le

modalità e i tempi in cui quell'annullamento sarebbe avvenuto. Ciò posto, quale

semplice allegazione di parte, la censura è priva di riscontro oggettivo e

quindi da respingere.

2.

La decisione del giudice del sequestro -sia essa di

annullamento o di conferma del sequestro (Reiser,

Basler Kommentar zum SchKG, vol. III, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 44-45 ad

art. 278)- che statuisce sull'opposizione ai sensi dell'art. 278 cpv. 1 LEF,

interposta dal debitore destinatario del sequestro o da un terzo, può essere

impugnata entro dieci giorni davanti all'autorità giudiziaria superiore (art.

278.

cpv. 3 LEF): nel Cantone Ticino si tratta della Camera di esecuzione e

fallimenti, con il rimedio dell'appello (art. 22 LALEF nonché 36 cpv. 2 e 48

lett. d LOG), e ciò qualora il valore litigioso sia pari o superiore a fr.

8'000.–. L'autorità superiore deve verificare -sulla base delle allegazioni e

dei documenti prodotti dalle parti- se nel caso concreto in relazione al

realizzarsi delle condizioni del sequestro addotte dal creditore -e contestate

dalla controparte- è raggiunto il grado di verosimiglianza necessario per il

mantenimento del provvedimento conservativo, atteso che in caso negativo annullerà

la decisione del giudice di prime cure che ha confermato il sequestro,

rispettivamente confermerà la decisione che lo ha annullato, riservate

soluzioni intermedie (Amonn/Walther, op.

cit., n. 74 ad § 51; Reeb, Les

mesures provisoires dans la procédure de poursuite, in: ZSR 1997/II, pag. 482).

3.

Le

decisioni in materia di sequestro, in tutte le istanze, sottostanno alla

procedura sommaria (art. 25 n. 2 lett. a LEF). Le norme cantonali che reggono

tale procedura devono rispettare la massima dispositiva, il principio

attitatorio, nonché le massime di celerità e di concentrazione (Piégai, La protection du débiteur et

des tiers dans le nouveau droit du séquestre, tesi Losanna 1997, pag. 213 segg.

con rif.; Artho Von Gunten, op.

cit., pag. 73 e segg.). Detto altrimenti -e diversamente dalla questione legata

alla ricevibilità dell'opposizione (sopra, consid. 1)- il giudice non agisce

d'ufficio, esamina solo ciò che è stato allegato e decide unicamente in base

alle prove addotte dalle parti e che possono essere assunte seduta stante,

salvo che il fatto allegato sia stato ammesso o non contestato dalla

controparte non contumace (Vogel/Spühler,

Grundriss des Zivilprozessrechts, 7a ed., Berna 2001, n. 24 ad cap. 6 e n. 12

ad cap. 10).

Il

giudice può accontentarsi della semplice verosimiglianza dei fatti ed esaminare

sommariamente i punti di diritto nella misura compatibile con l'esigenza di

celerità (Hohl, La réalisation du

droit e les procédures rapides, tesi Friborgo 1997, n. 453; Piégai, op. cit., pag. 212; Artho Von Gunten, op. cit., pag. 85

segg.; Gilliéron, Commentaire de

la LP, vol. IV, Losanna 2003, n. 10-15 ad art. 272). Il giudice apprezza

liberamente le prove (art. 20 cpv. 5 LALEF).

4.

In virtù dell'art. 278 cpv. 3 LEF, le parti possono, nell'ambito

del ricorso contro la decisione su opposizione, avvalersi di fatti nuovi.

Secondo la giurisprudenza di questa Camera (CEF 10 aprile 2000 [14.1999.82],

consid. 1.5.e; 30 ottobre 2001 [14.2001.75], consid. 1.5e) sono ricevibili sia

fatti, prove ed eccezioni nuovi che si sono verificati dopo l'emanazione della

sentenza di primo grado, sia quelli verificatisi prima. La

possibilità di addurre fatti nuovi comprende logicamente quella di produrre

nuovi mezzi di prova (Vogel/Spühler,

op. cit., n. 42 ad cap. 13), altrimenti tale facoltà rimarrebbe lettera morta,

poiché i fatti nuovi devono anch'essi essere resi verosimili per poter avere un

influsso sulla decisione. Per

evidenti ragioni pratiche, riconducibili al principio di celerità, i fatti e le

allegazioni nuovi di ogni tipo possono essere addotti solo fino alla fase dello

scambio degli allegati in sede di appello (CEF 5 luglio 1999 [14.1999.3],

consid. 3). Le limitazioni di cui all'art. 20 cpv. 2 e 3 LALEF non sono

applicabili in materia di sequestro (cfr. art. 22 cpv. 4 LALEF).

In

concreto, il 15 gennaio 2008 l'opponente ha trasmesso a questa Camera un

memoriale di sette pagine allegando tutta una serie di documenti (doc. A-T in

appello), tradotti in italiano. Ma, a quel momento, il termine di dieci giorni

(art. 22 cpv. 1 LALEF) a disposizione per la presentazione delle sue osservazioni

era ormai decorso. Tale documentazione è pertanto inammissibile e deve essere estromessa

dall'incarto.

5.

Giusta

l'art. 272 cpv. 1 LEF, il sequestro viene

concesso dal giudice del luogo in

cui si trovano i beni, purché il creditore renda verosimile l'esistenza:

1.

del credito;

2.

di una causa di sequestro;

3.

di beni appartenenti al debitore.

In

concreto, non è contestata l'esistenza e l'esigibilità del credito di fr.

470'000.– fondato sul contratto di mutuo 22 novembre 2006 prodotto agli atti

(doc. B). Altresì pacifica è l'appartenenza al debitore della PPP __________,

quota di __________ del fondo base n. __________ RFD __________ (doc. A1). Controversa,

per contro, resta l'esistenza di una causa di sequestro, che la creditrice ha

identificato nell'art. 271 cpv. 1 n. 2 e n. 4 LEF.

6.

Anzitutto

-e a differenza di quello che sembrerebbe essere l'interpretazione dell'appellante

(pag. 11)- questa Camera ha già avuto modo di spiegare i motivi per cui il

presupposto dell'assenza di dimora in Svizzera sancito dall'art. 271

cpv. 1 n. 4 LEF, debba intendersi come assenza di foro esecutivo e non come

assenza di domicilio ai sensi degli art. 20 seg. LDIP (CEF, 5 settembre 2006

[14.2006.64] consid. 5.2 con rinvio alla sentenza 22 gennaio 2003

[14.2002.101], consid. 5.2a e relativi riferimenti). Inoltre, l'art. 46 cpv. 1

LEF stabilisce che il foro ordinario d'esecuzione per una persona fisica si

trova al suo domicilio nel senso del diritto civile, e quindi dove la

persona dimora con l'intenzione di stabilirvisi durevolmente (art. 23 cpv. 1 CC,

per analogia art. 20 cpv. 1 lett. a LDIP), fermo restando che il luogo amministrativo

dove ad esempio sono depositati i suoi documenti di legittimazione, dove esercita

il diritto di voto e dove si trova la famiglia -in contrapposizione al luogo destinato

all’esercizio dell'attività professionale- possono costituire solo indizi in

tal senso (Amonn/Walther, op.

cit., n. 10 ad §10; Schmid, Basler

Kommentar zum SchKG, vol. I, Basilea/Ginevra/ Monaco 1998, n. 33-36 ad art. 46).

A detta

dell'appellante il domicilio dell'opponente, costituito a __________ con

effetto 1° gennaio 2007, sarebbe fittizio e inteso a evitare procedimenti

penali e civili in corso negli __________.

L'escusso

poi avrebbe mantenuto il centro dei suoi interessi negli __________ e in __________,

dove la sua attività lavorativa. Il Pretore, non ha ritenuto che questi motivi

fossero tali da inficiare il certificato di domicilio 11 maggio 2007 rilasciato

dal Controllo abitanti __________ e prodotto in originale (doc. 2), peraltro luogo

di residenza sia della madre che della sorella. Orbene, in concreto, l'appellante

né mette in dubbio l'autenticità del documento, né contro la validità del

medesimo l'interessata porta elementi che di fatto inducano a una diversa

conclusione. In effetti, i motivi per cui l'escusso avrebbe deciso di lasciare

gli __________ e far rientro in Svizzera non sono determinanti, visto che di

per sé non possono servire né ad escludere la sua volontà di restarvi né la sua

effettiva dimora, non contestata dalla ricorrente. Per il resto, l'appellante

medesima non contesta i legami familiari che l'escusso ha a __________, dando altresì

atto di un certo interesse ed impegno da parte di quest'ultimo nell'ambito

della realtà politica ticinese e svizzera (appello, pag. 21; verbale, pag. 8),

mentre l'attività lavorativa all'estero, è più dovuta alla specificità della

professione che non all'esistenza di particolari legami ed interessi personali.

Inutile infine il riferimento all'art. 24 CC, concetto che non trova applicazione

in materia di esecuzione forzata e di foro esecutivo (Amonn/Walther, op. cit., n. 11 ad § 10; Gilliéron, Commentaire de la LP, vol. I, Losanna 1999, n. 10 e 14 ad art. 46; Staehelin, Basler Kommentar zum ZGB, vol. I, 3a ed., Basilea 2006, n. 5 ad art. 24; Stoffel, Basler Kommentar zum SchKG, vol. III,

Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 73 ad art. 271; Stoffel/Chabloz, op. cit., n. 66 ad art. 271). In definitiva

pertanto, da questo punto di vista l'appello si rivela infondato.

7.

Giusta

l'art. 271 cpv. 1 n. 2 LEF, per i crediti scaduti, in quanto non siano

garantiti da pegno, il creditore può chiedere il sequestro

dei beni del debitore quando questi, nell'intenzione di sottrarsi all'adempimento

delle sue obbligazioni, trafughi i suoi beni, si renda latitante o si prepari a

prendere la fuga.

La realizzazione di questa

causa di sequestro presuppone la riunione di una circostanza oggettiva

(trafugamento di beni, latitanza o preparazione alla fuga) e di una circostanza

soggettiva (intenzione di sottrarsi all'adempimento delle sue obbligazioni) (Amonn/Walther, op. cit., n. 13 ad § 33 e

n. 14 ad § 51; Stoffel, op. cit.,

n. 62-64 ad art. 271). Un trafugamento si realizza quando il debitore nasconda,

regali, venda a prezzo irrisorio o trasferisca all'estero i suoi beni (Cometta, Assistenza giudiziaria

internazionale in materia esecutiva, in: CFPG n. 20, Lugano 1999, p. 160 ad

2.2.4

, con rif.; Gilliéron, Commentaire de la LP, vol. IV, Losanna 2003, n. 43 ad art. 271).

8.

In

concreto, visto che l'art. 271 cpv. 1 n. 2 LEF riguarda il trafugamento di beni

propri dell'opponente, il Pretore ha anzitutto rilevato che l'unico bene appartenente

al debitore era l'appartamento sequestrato, e che non risultava che egli avesse

nascosto portato via, distrutto o danneggiato altri suoi beni. Nulla indicava

poi che egli stesse preparando una fuga. La sequestrante poi, aveva volutamente

prestato all'opponente fr. 470'000.–, come sancito dal contratto 22 novembre

2006, escludendo così che l'opponente si fosse appropriato di beni della

sequestrante.

L'appellante

invece, intravede nel comportamento dell'opponente il pericolo di un

trafugamento di beni. In particolare critica la decisione del Pretore che non

avrebbe ritenuto attendibile la corrispondenza elettronica e le dichiarazioni

giurate rilasciate da __________, visto che l'utilizzo improprio da parte

dell'opponente di denaro prestatogli e i numerosi procedimenti pendenti negli __________

erano provati dai documenti agli atti (appello, pag. 13).

9.

Ora,

anzitutto la ricorrente non pretende che l'opponente si sia reso latitante o sia

fuggito o si prepari alla fuga. Ma -a differenza di quanto sostiene

l'interessata- nemmeno vi sono presupposti che consentono di sostenere con

successo la tesi del trafugamento di beni. In effetti -come del resto aveva già

rilevato il Pretore (sopra, consid. 8)- neppure in questa sede l'appellante evidenzia

elementi tali da rendere verosimile che l'opponente abbia messo in opera atti concreti

e oggettivi di trafugamento di beni propri. Da questo punto di vista, le

dichiarazioni giurate e la posta elettronica di __________, compresi i

giustificativi bancari -cui la sequestrante sembra conferire particolare

importanza (appello, pag. 14-19)- non sono di alcuna utilità: in effetti che

presunti importi concessi all'opponente sottoforma di prestiti, siano stati

impiegati in modo diverso rispetto a quello che furono le pattuizioni iniziali,

non costituisce né prova né indizio di un trafugamento di beni propri. E,

questo, è quello che in sostanza pretende la sequestrante.

Certo, l'appellante

elenca tutta una serie di elementi da cui si potrebbe desumere l'intenzione del

debitore di sottrarsi all'obbligo di restituzione del prestito che lei gli

aveva concesso. In questo senso dovrebbero essere intesi la corrispondenza

elettronica e le dichiarazioni giurate di __________, i numerosi attestati di

carenza di beni e le procedure esecutive a carico dell'escusso, l'acquisto da

parte dell'opponente nel 2004 dell'appartamento ora sequestrato nonostante la difficile

situazione finanziaria, la relativa concessione nel 2006 di un aumento di

ipoteca -già considerevole- da parte di un istituto bancario, le vertenze civili

e penali in corso negli __________ compresa una recente sentenza di condanna in

contumacia al pagamento di una somma di denaro, l'ottenimento di prestiti da parte

di terze persone in cambio di garanzie del tutto inesistenti, ed infine la

proposta mai concretizzata di una soluzione bonale della vertenza tra le parti

(appello, pag. 20-23). Ma, dovessero anche ritenersi valide e fondate, tutte

queste motivazioni, servirebbero comunque solo a rendere verosimile il lato

soggettivo della fattispecie (appello, pag. 20), come peraltro conferma la

stessa sequestrante. Determinante è qui invece che gli stessi elementi sono

insufficienti dal momento che l'esistenza del presupposto oggettivo non è stata

resa verosimile (cfr. CEF, 5 settembre 2006 [14.2006.64], consid. 6.2 con

rinvio in Stoffel, op. cit., n.

61.

ad art. 271). Da qui, l'inapplicabilità

dell'art. 271 cpv. 1 n. 2 LEF.

10.

La

sentenza impugnata merita in definitiva conferma, mentre l'appello deve essere

respinto. Tassa di giustizia e l'indennità seguono la soccombenza

dell'appellante (art. 48, 49, 61 cpv. 1 e 62 cpv. 1 OTLEF).

Motivi per i quali,

richiamati gli art. 271 segg. LEF, 48, 49, 61 cpv.

1.

e 62 cpv. 1 OTLEF,

pronuncia: 1. L'appello 19 ottobre 2007 di AP 1, __________, è respinto.

2.

La

tassa di giustizia di fr. 600.–, già anticipata dall'appellante, resta a suo

carico, con l'obbligo di rifondere a AO 1, __________, un'indennità di fr. 700.–.

3.

Intimazione:

– PA 2 ;

– PA 3 .

Comunicazione

alla Pretura __________.

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale

d’appello

Il presidente La

segretaria

Giacché il valore litigioso della vertenza è di fr.

470'000.–, contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in

materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni

dalla notificazione (art. 72 e segg. LTF).

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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