14.2008.102
Appello contro la dichiarazione di fallimento. Pagamento dell'esecuzione in oggetto posteriormente alla dichiarazione di fallimento. Solvibilità non resa verosimile
3 dicembre 2008Italiano6 min
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Numero d'incarto:
14.2008.102
Data decisione, Autorità:
03.12.2008, CEF
Titolo:
Appello contro la dichiarazione di fallimento. Pagamento dell'esecuzione in oggetto posteriormente alla dichiarazione di fallimento. Solvibilità non resa verosimile
RICORSO CONTRO IL FALLIMENTO
art. 174 cpv. 2 cf. 1 LEF
Incarto n.
14.2008.102
Lugano
3 dicembre
2008
B/fp/fb
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Pellegrini, presidente,
Walser e Roggero-Will
segretaria:
Baur Martinelli,
vicecancelliera
statuendo nella causa fallimentare dipendente dall’istanza
13 giugno 2008 presentata da
AO 1
contro
AP 1
patrocinata da: PA 1
sulla quale istanza il Pretore della Giurisdizione __________
con sentenza 13 ottobre 2008 (inc. EF.__________) ha così deciso:
“1. È pronunciato il fallimento della AP 1, __________,
a far tempo dal
giorno 13 ottobre 2008 alle ore 10.00.
2. /3./4. Omissis.”
Sentenza dedotta tempestivamente in appello da AP
1 che con atto
22 ottobre 2008 ne postula l’annullamento;
preso atto che la parte appellata non ha
presentato osservazioni;
rilevato che con ordinanza presidenziale 24
ottobre 2008 all’appello è stato
concesso effetto sospensivo parziale;
ritenuto
Fatti
A.
Nell’ambito dell’esecuzione n. 745834 __________
AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1 per il mancato pagamento di fr. 1'213.50
oltre interessi e spese.
B. All’udienza di contraddittorio del 30 settembre 2008 nessuno è
comparso.
C. Con sentenza 13 ottobre 2008 il Pretore della Giurisdizione di __________
ha pronunciato il fallimento di AP 1 a far tempo da quello stesso giorno alle
ore 10.00.
D. Con
l’appello AP 1 asserisce di avere saldato l’esecuzione in oggetto, producendo
copia di una ricevuta
20 ottobre 2008 dell’UEF __________ relativa al deposito di
fr.
2'000.-- a saldo dell’esecuzione n. __________ (doc. 4).
L’appellante
rileva inoltre che la sua mancanza di liquidità è dovuta all’andamento della
stagione nautica, ma che tuttavia non è insolvente. Ciò può essere dedotto
dall’estratto delle sue esecuzioni, da cui emerge che tra il 2005 e il 2008 ha
pagato ben 17 esecuzioni, di cui la maggior parte nel 2007 e l’ultima il 29
agosto 2008 (doc. 3). Inoltre ha ottenuto due dilazioni di pagamento, mentre
paga altre esecuzioni ratealmente. Vi sono poi esecuzioni contestate.
Considerato
Considerandi
1.
a) In virtù
dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la
dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende
verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:
1) il
debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2) l'importo
dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a
disposizione del creditore; o che
3) il
creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
L’autorità
giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la
dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte
Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se
risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I
nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve
espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile
la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte
dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza
senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere
determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto
nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore
di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti
trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un
periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può
emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da
eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di
fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti
importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla
base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti,
estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del
debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere
verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La
solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che
l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di
appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità
influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo
(Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad
art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und
Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann,
Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art.
174.
E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und
Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
b) Dalla ricevuta prodotta
dall’appellante (doc. 4) emerge che quest’ultima ha depositato presso l’UEF __________
il 20 ottobre 2008 e quindi, posteriormente alla dichiarazione di fallimento,
fr.
2'000.-- a saldo dell’esecuzione in oggetto n. 745834, per
cui il
requisito di cui all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF risulta
adempiuto.
Per
quel che riguarda il presupposto della solvibilità va osservato che
dall’estratto delle esecuzioni __________ emerge che nei confronti
dell’appellante sono pendenti 40 esecuzioni per un valore complessivo di fr.
128'666.95. Determinante è che, nell’anno in corso, in una procedura è stato
eseguito il pignoramento, in due ulteriori esecuzioni è stata presentata la
domanda di realizzazione e che in 5 altre procedure è stata emessa la
comminatoria di fallimento. Ciò porta a concludere che la convenuta non è più
in grado di far fronte ai suoi debiti, per cui il requisito della solvibilità
non può essere ritenuto reso sufficientemente verosimile.
L’art.
174.
cpv. 2 LEF non può quindi trovare applicazione, per cui il fallimento di AP
1.
non può essere annullato.
2.
L'appello
va respinto.
Essendo
stato concesso effetto sospensivo parziale all’appello, il fallimento deve
essere nuovamente pronunciato.
La
tassa di giustizia è posta a carico dell’appellante, mentre non si assegnano
indennità, la parte appellata non avendo presentato osservazioni (art. 49 e 62
cpv. 1 OTLEF).
Dispositivo
Per questi motivi,
richiamato l’art. 174 cpv. 2 LEF
pronuncia:
1. L'appello
è respinto.
1.1. Di
conseguenza è dichiarato il fallimento di AP 1, __________, a far tempo da
martedì
9 dicembre 2008 alle ore 10.00
2. La
tassa di giustizia di fr. 120.-- del presente giudizio, già anticipata
dall'appellante, resta a carico di AP 1AP 1
3. Intimazione
a:
-
AP 1;
- AO
1, __________;
-
Ufficio __________
-
Ufficio del Registro fondiario del __________
Comunicazione
alla Pretura __________terzi implicati
Per la Camera di esecuzione e fallimenti
del Tribunale d’appello
Il presidente: La
segretaria:
Contro la
presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile
al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione
(art. 72 e egg. LTF
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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