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Decisione

14.2008.102

Appello contro la dichiarazione di fallimento. Pagamento dell'esecuzione in oggetto posteriormente alla dichiarazione di fallimento. Solvibilità non resa verosimile

3 dicembre 2008Italiano6 min

Source ti.ch

Fatti

A.

Nell’ambito dell’esecuzione n. 745834 __________

AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1 per il mancato pagamento di fr. 1'213.50

oltre interessi e spese.

B. All’udienza di contraddittorio del 30 settembre 2008 nessuno è

comparso.

C. Con sentenza 13 ottobre 2008 il Pretore della Giurisdizione di __________

ha pronunciato il fallimento di AP 1 a far tempo da quello stesso giorno alle

ore 10.00.

D. Con

l’appello AP 1 asserisce di avere saldato l’esecuzione in oggetto, producendo

copia di una ricevuta

20 ottobre 2008 dell’UEF __________ relativa al deposito di

fr.

2'000.-- a saldo dell’esecuzione n. __________ (doc. 4).

L’appellante

rileva inoltre che la sua mancanza di liquidità è dovuta all’andamento della

stagione nautica, ma che tuttavia non è insolvente. Ciò può essere dedotto

dall’estratto delle sue esecuzioni, da cui emerge che tra il 2005 e il 2008 ha

pagato ben 17 esecuzioni, di cui la maggior parte nel 2007 e l’ultima il 29

agosto 2008 (doc. 3). Inoltre ha ottenuto due dilazioni di pagamento, mentre

paga altre esecuzioni ratealmente. Vi sono poi esecuzioni contestate.

Considerato

Considerandi

1.

a) In virtù

dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la

dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende

verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:

1) il

debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

2) l'importo

dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a

disposizione del creditore; o che

3) il

creditore ha ritirato la domanda di fallimento.

L’autorità

giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la

dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte

Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se

risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I

nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve

espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile

la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte

dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza

senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere

determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto

nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore

di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti

trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un

periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può

emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da

eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di

fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti

importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla

base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti,

estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del

debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere

verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La

solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che

l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di

appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità

influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo

(Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad

art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und

Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann,

Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art.

174.

E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und

Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).

b) Dalla ricevuta prodotta

dall’appellante (doc. 4) emerge che quest’ultima ha depositato presso l’UEF __________

il 20 ottobre 2008 e quindi, posteriormente alla dichiarazione di fallimento,

fr.

2'000.-- a saldo dell’esecuzione in oggetto n. 745834, per

cui il

requisito di cui all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF risulta

adempiuto.

Per

quel che riguarda il presupposto della solvibilità va osservato che

dall’estratto delle esecuzioni __________ emerge che nei confronti

dell’appellante sono pendenti 40 esecuzioni per un valore complessivo di fr.

128'666.95. Determinante è che, nell’anno in corso, in una procedura è stato

eseguito il pignoramento, in due ulteriori esecuzioni è stata presentata la

domanda di realizzazione e che in 5 altre procedure è stata emessa la

comminatoria di fallimento. Ciò porta a concludere che la convenuta non è più

in grado di far fronte ai suoi debiti, per cui il requisito della solvibilità

non può essere ritenuto reso sufficientemente verosimile.

L’art.

174.

cpv. 2 LEF non può quindi trovare applicazione, per cui il fallimento di AP

1.

non può essere annullato.

2.

L'appello

va respinto.

Essendo

stato concesso effetto sospensivo parziale all’appello, il fallimento deve

essere nuovamente pronunciato.

La

tassa di giustizia è posta a carico dell’appellante, mentre non si assegnano

indennità, la parte appellata non avendo presentato osservazioni (art. 49 e 62

cpv. 1 OTLEF).

Dispositivo

Per questi motivi,

richiamato l’art. 174 cpv. 2 LEF

pronuncia:

1. L'appello

è respinto.

1.1. Di

conseguenza è dichiarato il fallimento di AP 1, __________, a far tempo da

martedì

9 dicembre 2008 alle ore 10.00

2. La

tassa di giustizia di fr. 120.-- del presente giudizio, già anticipata

dall'appellante, resta a carico di AP 1AP 1

3. Intimazione

a:

-

AP 1;

- AO

1, __________;

-

Ufficio __________

-

Ufficio del Registro fondiario del __________

Comunicazione

alla Pretura __________terzi implicati

Per la Camera di esecuzione e fallimenti

del Tribunale d’appello

Il presidente: La

segretaria:

Contro la

presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile

al Tribunale

federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione

(art. 72 e egg. LTF

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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