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Decisione

14.2008.122

Appello contro la dichiarazione di fallimento. Solvibilità non resa verosimile

13 gennaio 2009Italiano6 min

Source ti.ch

Fatti

A.

Nell’ambito dell’esecuzione n. __________ __________

la CO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1 per il mancato pagamento di premi per

il periodo da aprile a giugno 2007 ammontanti a fr. 1'155.30 oltre interessi e

spese.

B. All’udienza del 31 marzo 2008 nessuno è comparso.

C. Con sentenza 27 novembre 2008 il Pretore del Distretto di __________

ha pronunciato il fallimento di AP 1 a far tempo da quello stesso giorno alle

ore 14.00.

D. Con l’appello AP 1 sostiene di avere saldato il proprio debito nei

confronti dell’appellante, producendo la copia di una ricevuta del 1° dicembre

2008 relativa al versamento di fr. 1'508.20 alla CO 1 (doc. A), e rilevando che

quest’ultima intendeva ritirare la domanda di fallimento. Con scritto 10

dicembre 2008 l’appellante ha poi inoltrato la copia di un’ulteriore ricevuta

del 9 dicembre 2008 relativa al versamento all’istante di fr. 133.-- (doc. C).

E. Con

le sue osservazioni la CO 1 afferma di non avere mai comunicato al convenuto la

sua intenzione di ritirare la domanda di fallimento prima che fossero saldati

tutti i debiti ancora pendenti.

Considerato

Considerandi

1.

a) In virtù

dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la

dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile

la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:

1) il

debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

2) l'importo

dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a

disposizione del creditore; o che

3) il

creditore ha ritirato la domanda di fallimento.

L’autorità

giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la

dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte

Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se

risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I

nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve

espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile

la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte

dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza

senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata

ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF.

L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare

i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di

una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo

indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere

dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali

nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento

in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi

indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di

riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti

bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore

sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua

solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa

verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal

debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti

dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti

pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Giroud, Basler

Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF;

Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003,

§ 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung

des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in

Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95

(1999) n. 8 p. 172).

b) L’appellante ha

dimostrato di avere estinto il debito in oggetto, posteriormente alla dichiarazione

di fallimento, con il versamento il 1. dicembre 2008 di fr. 1'508.20 (doc. A)

rispettivamente il 9 dicembre 2008 di fr. 133.-- (doc. C), per cui risulta adempiuto

il requisito previsto all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.

Per quel che

riguarda il presupposto della solvibilità va osservato che dall’estratto delle

esecuzioni __________ emerge che nei confronti dell’appellante sono pendenti 39

esecuzioni per un valore complessivo di fr. 22'112.90. Determinante è che,

nell’anno in corso, oltre che nella presente procedura, in due altre esecuzioni

l’8 febbraio 2008 rispettivamente il 23 agosto 2008 è stata emessa la

comminatoria di fallimento, inoltre in 13 esecuzioni è stato effettuato il

pignoramento di salario, mentre in altre 5 procedure è stato emesso l’avviso di

pignoramento. Dal 16 giugno all’8 ottobre 2008 sono stati inoltre emessi a

carico dell’appellante 6 attestati di carenza di beni per un totale di fr. 9'089.85.

Ciò porta a concludere che il convenuto non è più in grado di far fronte ai

suoi debiti, per cui il requisito della solvibilità non può essere ritenuto

reso sufficientemente verosimile. Il fallimento di AP 1 non può di conseguenza

essere annullato.

2.

L'appello

va respinto.

Essendo

stato concesso effetto sospensivo parziale all’appello, il fallimento deve

essere nuovamente pronunciato.

La

tassa di giustizia è posta a carico dell’appellante, mentre non si assegnano

indennità, la parte appellata non avendone presentato richiesta (art. 49 e 62

cpv. 1 OTLEF).

Dispositivo

Per questi motivi,

richiamato l’art. 174 cpv. 2 LEF

pronuncia:

1. L'appello

è respinto.

1.1. Di

conseguenza è dichiarato il fallimento di AP 1, a far tempo da

giovedì

15 gennaio 2009 alle ore 10.00.

2. La

tassa di giustizia di fr. 120.-- del presente giudizio, già anticipata

dall'appellante, resta a carico di AP 1AP 1

3. Intimazione

a:

-

avv. PA 1, __________;

- RA 1, __________;

-

Ufficio __________

-

Ufficio del Registro fondiario del __________

Comunicazione

alla Pretura __________terzi implicati

Per la Camera di esecuzione e fallimenti

del Tribunale d’appello

Il presidente: La

segretaria:

Contro la

presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile

al Tribunale

federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione

(art. 72 e segg. LTF).

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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