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Decisione

14.2008.15

Appello contro la dichiarazione di fallimento. Novum autentico. Solvibilità

16 aprile 2008Italiano7 min

Source ti.ch

Fatti

A.Nell’ambito dell’esecuzione n. __________

__________ la AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1 per il mancato pagamento di

fr. 96'893.70 oltre accessori, dedotti eventuali acconti.

B. All’udienza di contraddittorio del 30 gennaio 2008 nessuno è

comparso.

C. Con sentenza 11 febbraio 2008 la Pretore del __________, ha decretato

il fallimento di AP 1 a far tempo da quello stesso giorno alle ore 14.00.

D. Con l’appello AP 1 asserisce di avere saldato il suo debito nei

confronti della creditrice, producendo una ricevuta 12 febbraio 2008 __________

relativa al pagamento di fr. 15'245.50 a saldo dell’esecuzione in esame n. __________

promossa dalla AO 1 (doc. B).

L’appellante

sostiene poi, presentando due estratti dei suoi conti presso __________ di

Lugano attestanti un saldo complessivo a suo favore di fr. 319'878.-- (doc. E),

di essere solvibile. Inoltre deve incassare fatture per un importo complessivo

di fr. 936'801.83 per lavori già eseguiti rispettivamente per lavori in corso

(doc. F e G). AP 1 rileva infine, che come risulta dall’estratto delle sue

esecuzioni (doc. D), ha sempre provveduto a saldare le procedure esecutive

promosse nei suoi confronti. I ritardi nel pagamento delle esecuzioni sono

dovuti alle sue difficoltà d’incasso.

E. Con scritto 20 febbraio 2008 la

creditrice ha ritirato la domanda

di fallimento.

Considerato

Considerandi

1.

a) In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria

superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore,

impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo

di documenti che nel frattempo:

1)

il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

2)

l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria

superiore

a disposizione del creditore; o che

3)

il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.

L’autorità

giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la

dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio in

contrapposizione agli pseudonova o nova impropri) solo se risultano adempiuti i

presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non

vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far

valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità.

Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità

giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di

debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata

ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità

deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi

creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una

difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo

indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere

dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali

nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento

in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi

indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di

riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti

bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore

sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua

solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa

verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal

debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti

dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti

pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Giroud, Basler

Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF;

Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003,

§ 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung

des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in

Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95

(1999) n. 8 p. 172).

b) Dalla ricevuta __________ (doc. B)

risulta che l’appellante il 12 febbraio 2008, ossia posteriormente alla

dichiarazione di fallimento, ha saldato l’esecuzione in oggetto n. __________

promossa dalla creditrice, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto

all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF. D’altro canto la AO 1 con scritto 20 febbraio

2008.

ha ritirato la sua domanda di fallimento, per cui pure il requisito di cui

all’art. 174 cpv. 2 n. 3 LEF è stato ossequiato.

Per

quel che concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che dall’estratto

delle esecuzioni __________ all’8 aprile 2008 si evince che nei confronti

dell’appellante sono pendenti 42 esecuzioni, di cui 36 sono state saldate, una

è giunta allo stadio di opposizione totale, per tre il debitore non ha

interposto opposizione, mentre per due procedure è stato eseguito il

pignoramento. Il valore complessivo di queste sei procedure ammonta a fr.

94'921.45. Determinante nel caso di specie è che l’appellante ha prodotto due

estratti del suo conto presso il __________ da cui risultano sul conto corrente

un saldo a suo favore di fr. 129'145.10 rispettivamente sulla rubrica affitti

un saldo di fr. 190'733.32, e pertanto un saldo complessivo a suo favore di fr.

319'878.-- (doc. E). Orbene, a fronte di procedure esecutive per un valore

complessivo di fr. 94'921.45, il citato saldo porta a concludere che AP 1

dispone di liquidità sufficiente a far fronte ai suoi debiti. A questo

proposito va osservato che l’appellante sia durante il 2007 che nei primi mesi

dell’anno in corso ha saldato numerose esecuzioni, il che rende verosimile la

sua solvibilità (cfr. SJZ 99 (2003) no. 12 p. 306).

Ai sensi dell’art. 174 cpv.

2.

LEF il fallimento di AP 1

va annullato.

2.

L'appello

13.

febbraio 2008 di AP 1 va pertanto accolto.

La

tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante in ambo le sedi (art. 49

OTLEF), mentre non si assegnano indennità, la parte appellata non avendone

presentato richiesta (art. 62 cpv. 1 OTLEF).

Le

spese dell’Ufficio Fallimenti sono caricate all’appellante.

Dispositivo

Per questi motivi,

richiamato l'art. 174

LEF

pronuncia: I. L'appello 13 febbraio 2008 di AP 1, __________,

è accolto.

“1. La dichiarazione di

fallimento 11 febbraio 2008 pronunciata dalla Pretore __________, inc. EF. __________

nei confronti di AP 1__________, è annullata.

2. La tassa di giustizia

di prima sede di fr. 80.--, da anticipare come di rito, resta a carico di AP

1AP 1 Non si assegnano indennità.

3. Le spese dell’Ufficio __________,

da anticipare come di rito, sono poste a carico di AP 1”.

II. La

tassa di giustizia del presente giudizio di fr. 120.--, già anticipata

dall’appellante, resta a carico di AP 1. Non si assegnano indennità.

III. Intimazione

a:

-

__________ RA 1;

-

AO 1, __________;

-

Ufficio __________;

-

Ufficio __________;

-

Ufficio __________;

- Ufficio del Registro fondiario del Distretto di __________;

Comunicazione

alla Pretura __________

terzi

implicati

Per la Camera di

esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente

La segretaria

terzi implicati

terzi implicati

timplicati

Contro la presente decisione è possibile presentare

ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30

giorni dalla notificazione (art. 72 e segg. LTF).

terzi implicati

terzi implicati

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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