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Decisione

14.2008.21

Appello contro la dichiarazione di fallimento. Pagamento dell'esecuzione in oggetto posteriormente alla dichiarazione di fallimento. Solvibilità resa verosimile

2 maggio 2008Italiano6 min

Source ti.ch

Fatti

A. Nell’ambito dell’esecuzione n. __________ __________ AO 1 ha

chiesto il fallimento di AP 1 per il mancato pagamento di fr. 2'862.50 oltre

accessori, dedotti eventuali acconti.

B. All’udienza

di contraddittorio del 5 dicembre 2007 nessuno

è comparso.

C. Con sentenza 27 febbraio 2008 la Pretore __________, ha dichiarato

il fallimento di AP 1 a far tempo da quello stesso giorno alle ore 14.00.

D. Con l’appello AP 1 asserisce di avere saldato non solo l’esecuzione

in oggetto, ma pure un’ulteriore procedura pendente nei suoi confronti,

producendo due ricevute 29 febbraio 2008 __________ relative al versamento di

fr. 2'801.55 a saldo dell’esecuzione in oggetto n. 1__________ promossa dalla

creditrice rispettivamente al versamento di fr. 52.-- a saldo di un’ulteriore

esecuzione n. __________ (doc. F). L’appellante ha poi presentato un estratto __________

al 29 febbraio 2008 (doc. G), rilevando che tutte e quattro le esecuzioni ivi

indicate sono state saldate.

Considerato

Considerandi

1.

a) In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria

superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore,

impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo

di documenti che nel frattempo:

1)

il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

2)

l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria

superiore

a disposizione del creditore; o che

3)

il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.

L’autorità

giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la

dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio in

contrapposizione agli pseudonova o nova impropri) solo se risultano adempiuti i

presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non

vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far

valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità.

Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità

giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di

debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata

ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF.

L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare

i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di

una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo

indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere

dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali

nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento

in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi

indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di

riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti

bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore

sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua

solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa

verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal

debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti

dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti

pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Giroud, Basler

Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF;

Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003,

§ 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung

des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in

Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999)

n. 8 p. 172).

b) Dalla ricevuta __________ (doc. F)

risulta che l’appellante il 29 febbraio 2008, ossia posteriormente alla

dichiarazione di fallimento, ha saldato l’esecuzione in oggetto n. __________

promossa dalla creditrice, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto

all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.

Per

quel che concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che l’appellante

ha prodotto un’ulteriore ricevuta 29 febbraio 2008 da cui risulta che con il

versamento di fr. 52.-- è stata pagata un’ulteriore procedura n. __________

(doc. F). Dall’estratto delle esecuzioni __________ al 29 febbraio 2008 (doc.

G) si evince che tutte le procedure esecutive pendenti nei confronti

dell’appellante sono state saldate. Ciò dimostra che AP 1 dispone della

liquidità sufficiente a far fronte ai suoi impegni. Di conseguenza può essere

ritenuto che l’appellante ha reso sufficientemente verosimile la sua

solvibilità. Ai sensi dell’art. 174 cpv. 2 LEF il fallimento di AP 1 va

annullato.

2.

L'appello

6.

marzo 2008 di AP 1 va pertanto accolto.

La

tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante in ambo le sedi (art. 49

OTLEF), mentre non si assegnano indennità, la parte appellata non avendo

presentato osservazioni (art. 62 cpv. 1 OTLEF).

Le

spese dell’Ufficio Fallimenti sono caricate all’appellante.

Dispositivo

Per questi motivi,

richiamato l'art. 174 cpv.

2 LEF

pronuncia: I. L'appello 6 marzo 2008 di AP 1, è

accolto.

“1. La dichiarazione di

fallimento 27 febbraio 2008 pronunciata dalla Pretore __________, inc. EF. __________

nei confronti di AP 1__________, è annullata.

2. La tassa di giustizia di

prima sede di fr. 80.--, da anticipare come di rito, è posta a carico di AP 1AP

1 Non si assegnano indennità.

3. Le spese dell’Ufficio __________,

da anticipare come di rito, sono poste a carico di AP 1 Sagl”.

II. La

tassa di giustizia del presente giudizio di fr. 120.--, già anticipata

dall’appellante, resta a carico di AP 1. Non si assegnano indennità.

III. Intimazione

a:

-

__________ PA 1 __________

- PA 2, __________;

-

Ufficio __________;

-

Ufficio __________;

-

Ufficio __________;

- Ufficio del Registro fondiario del Distretto di __________;

Comunicazione

alla Pretura __________

terzi

implicati

Per la Camera di

esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente

La segretaria

terzi implicati

terzi implicati

timplicati

Contro la presente decisione è possibile presentare

ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30

giorni dalla notificazione (art. 72 e segg. LTF).

terzi implicati

terzi implicati

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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