14.2008.32
Appello contro la dichiarazione di fallimento. Saldo dell'esecuzione in oggetto posteriormente alla dichiarazione di fallimewnto. Solvibilità resa verosimile
27 maggio 2008Italiano6 min
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Numero d'incarto:
14.2008.32
Data decisione, Autorità:
27.05.2008, CEF
Titolo:
Appello contro la dichiarazione di fallimento. Saldo dell'esecuzione in oggetto posteriormente alla dichiarazione di fallimewnto. Solvibilità resa verosimile
RICORSO CONTRO IL FALLIMENTO
art. 174 cpv. 2 LEF
Incarto n.
14.2008.32
Lugano
27 maggio
2008
B/sc/fb
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Chiesa, presidente,
Pellegrini e Walser
segretaria:
Baur Martinelli,
vicecancelliera
statuendo sulla causa fallimentare dipendente dall’istanza
25/26 febbraio 2008 presentata da
AO 1
contro
AP 1
sulla quale istanza il Segretario assessore __________
con sentenza 2 aprile 2008 ha così deciso:
“1. È pronunciato il fallimento della ditta AP 1, __________,
a fare tempo da giovedì 3 aprile 2008 alle ore
09.00.
2./3./4. Omissis.”
Sentenza dedotta tempestivamente in appello da AP
1 che
con atto 7 aprile 2008 ne postula l’annullamento;
preso atto che la parte appellata non ha
presentato osservazioni;
rilevato che con ordinanza presidenziale 14 aprile
2008 all’appello è stato
concesso effetto sospensivo parziale;
ritenuto
Fatti
A.
Nell’ambito dell’esecuzione n. __________ __________
AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1 per il mancato pagamento di fr. 255.20.
B. All’udienza
di contraddittorio del 2 aprile 2008 nessuno è comparso.
C. Con sentenza 2 aprile 2008 il Segretario del Distretto di Leventina
ha dichiarato il fallimento di AP 1 a far tempo da giovedì 3 aprile 2008 alle
ore 09.00.
D. Con l’appello AP 1 asserisce di avere saldato tutte le esecuzioni
pendenti nei suoi confronti producendo due ricevute 7 aprile rispettivamente 3
aprile 2008 __________ relative al versamento di fr. 5'153.--rispettivamente
fr. 4'200.-- (doc. A e C) e un estratto delle esecuzioni __________ al 7 aprile
2008 (doc. E), da cui risulta che nei confronti dell’escussa non vi sono
procedure in corso e che a suo carico non sono stati emessi attestati di
carenza di beni.
Considerato
Considerandi
1.
a)
In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può
annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la
decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti
che nel frattempo:
1) il
debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2) l'importo dovuto è
stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del
creditore; o che
3) il
creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
L’autorità
giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la
dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio in
contrapposizione agli pseudonova o nova impropri) solo se risultano adempiuti i
presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non
vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far
valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità.
Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità
giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di
debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata
ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF.
L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare
i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di
una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo
indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere
dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali
nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento
in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi
indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di
riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti
bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore
sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua
solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa
verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal
debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti
dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti
pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Giroud, Basler
Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF;
Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003,
§ 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung
des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in
Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95
(1999) n. 8 p. 172).
b) Dalle ricevute __________ 3
rispettivamente 7 aprile 2008 (doc. A e C) rispettivamente dall’estratto delle
esecuzioni sempre __________ al 7 aprile 2008 (doc. E), emerge che, posteriormente
alla dichiarazione di fallimento, AP 1 ha saldato tutte le esecuzioni pendenti
nei suoi confronti, per cui risulta pagata anche l’esecuzione in oggetto n. __________
promossa dalla creditrice. Di conseguenza va ritenuto adempiuto il presupposto
previsto all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.
Per
quel che concerne il requisito della solvibilità va osservato che l’appellante,
avendo saldato, come risulta dai predetti documenti, tutte le esecuzioni
pendenti nei suoi confronti, ha dimostrato di disporre della liquidità
sufficiente a far fronte ai suoi impegni. Di conseguenza va ritenuto che la
debitrice ha reso sufficientemente verosimile la sua solvibilità. Ai sensi
dell’art. 174 cpv. 2 LEF il fallimento di AP 1 va annullato.
2.
L'appello
7.
aprile 2008 di AP 1 va pertanto accolto.
La
tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante in ambo le sedi (art. 49
OTLEF), mentre non si assegnano indennità, la parte appellata non avendo
presentato osservazioni (art. 62 cpv. 1 OTLEF).
Le
spese dell’Ufficio esecuzione e fallimenti sono caricate all’appellante.
Dispositivo
Per questi motivi,
richiamato l'art. 174 cpv.
2 LEF
pronuncia: I. L'appello 7 aprile 2008 di AP 1, è
accolto.
“1. La dichiarazione di
fallimento 3 aprile 2008 pronunciata dal Segretario assessore della Pretura __________
inc. EF. __________ nei confronti di AP 1, è annullata.
2. La tassa di giustizia di
prima sede di fr. 150.--, da anticipare come di rito, è posta a carico di AP
1AP 1 Non si assegnano indennità.
3. Le spese __________ __________
da anticipare come di rito, sono poste a carico di AP 1”.
II. La
tassa di giustizia del presente giudizio di fr. 120.--, già anticipata
dall’appellante, resta a carico di AP 1. Non si assegnano indennità.
III. Intimazione
a:
-
____________________;
-
AO 1 __________;
- Ufficio __________;
-
Ufficio __________;
-
Ufficio del Registro fondiario del Distretto di __________;
Comunicazione
alla Pretura __________
Contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30
giorni dalla notificazione (art. 72 e segg. LTF).
terzi implicati
terzi implicati
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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