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Decisione

14.2008.47

Appello contro la dichiarazione di fallimento

3 luglio 2008Italiano6 min

Source ti.ch

Fatti

A.

Nell’ambito dell’esecuzione n. ____________________

AO 1 (in seguito: AO 1) ha chiesto il fallimento di AP 1 per il mancato

pagamento di fr. 5'500.--.

B. All’udienza

di contraddittorio del 14 maggio 2008 il convenuto non è comparso.

C. Con sentenza 30 maggio 2008 la Pretora del Distretto di Lugano,

Sezione 5, ha dichiarato il fallimento di AP 1 a far tempo da lunedì 2 giugno

2008 alle ore 14.00.

D. Con l’appello AP 1 asserisce di avere saldato il suo debito nei

confronti dell’istante, producendo una ricevuta 12 giugno 2008 __________

relativa al pagamento di fr. 6'056.40 a saldo dell’esecuzione n. 1271918

promossa da AO 1 (doc. A).

Considerato

Considerandi

1.

a) In

virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare

la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende

verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:

1) il

debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

2) l'importo dovuto è

stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del

creditore; o che

3) il

creditore ha ritirato la domanda di fallimento.

L’autorità

giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la

dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio in

contrapposizione agli pseudonova o nova impropri) solo se risultano adempiuti i

presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non

vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far

valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità.

Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità

giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di

debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata

ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF.

L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare

i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di

una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo

indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere

dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali

nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento

in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi

indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di

riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti

bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore

sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua

solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa

verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal

debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti

dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti

pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Giroud, Basler

Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF;

Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003,

§ 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung

des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in

Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95

(1999) n. 8 p. 172).

b) Dalla ricevuta __________ (doc. A__________

emerge che, posteriormente alla dichiarazione di fallimento, AP 1 ha saldato

l’esecuzione in oggetto n. __________ promossa dall’appellata. Di conseguenza va

ritenuto adempiuto il presupposto previsto all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.

Per

quel che concerne il requisito della solvibilità va osservato che dall’estratto

delle esecuzioni __________ al 2 luglio 2008 risultano, nei confronti

dell’appellante, tre ulteriori procedure esecutive. Queste procedure si trovano

tuttavia allo stadio di opposizione totale, per cui in questa fase di procedura

gli importi posti in esecuzione non sono ancora stati accertati. Orbene, avendo

l’appellante dimostrato di essere stato in grado di saldare l’esecuzione in

oggetto, va ritenuto che ha reso sufficientemente verosimile la sua

solvibilità. Ai sensi dell’art. 174 cpv. 2 LEF il fallimento di AP 1 va

annullato.

2.

L'appello

12.

giugno 2008 di AP 1 va pertanto accolto.

La

tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante in ambo le sedi (art. 49

OTLEF), mentre non si assegnano indennità, la parte appellata non avendone presentato

richiesta (art. 62 cpv. 1 OTLEF).

Le

spese dell’Ufficio fallimenti sono caricate all’appellante.

Dispositivo

Per questi motivi,

richiamato l'art. 174 cpv.

2 LEF

pronuncia: I. L'appello è accolto.

“1. La dichiarazione di

fallimento 2 giugno 2008 pronunciata dalla Pretore del __________ inc. EF. __________

nei confronti di AP 1, è annullata.

2. La tassa di giustizia di

prima sede di fr. 80.--, da anticipare come di rito, è posta a carico di AP 1AP

1 Non si assegnano indennità.

3. Le spese __________ __________,

da anticipare come di rito, sono poste a carico di AP 1”.

II. La

tassa di giustizia del presente giudizio di fr. 120.--, già anticipata

dall’appellante, resta a carico di AP 1. Non si assegnano indennità.

III. Intimazione a:

-

AP 1, __________;

-

avv. PA 1, __________;

- Ufficio __________, Lugano;

-

Ufficio fallimenti di __________;

-

Ufficio __________;

-

Ufficio del Registro fondiario del Distretto di __________;

Comunicazione

alla Pretura __________

Contro la presente decisione è possibile presentare

ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30

giorni dalla notificazione (art. 72 e segg. LTF).

terzi implicati

terzi implicati

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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