14.2008.48
Appello contro la dichiarazione di fallimento. Pagamento dell'esecuzione in oggetto posteriormente alla dichiarazione di fallimento (novum in senso proprio). Solvibilità non resa verosimile
29 luglio 2008Italiano6 min
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Numero d'incarto:
14.2008.48
Data decisione, Autorità:
29.07.2008, CEF
Titolo:
Appello contro la dichiarazione di fallimento. Pagamento dell'esecuzione in oggetto posteriormente alla dichiarazione di fallimento (novum in senso proprio). Solvibilità non resa verosimile
RICORSO CONTRO IL FALLIMENTO
art. 174 cpv. 2 let. 1 LEF
Incarto n.
14.2008.48
Lugano
29 luglio
2008
B/fp/lw
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Pellegrini, presidente,
Walser e Epiney-Colombo
segretaria:
Baur Martinelli,
vicecancelliera
statuendo sulla causa fallimentare dipendente dall’istanza
7 maggio 2008 presentata da
AO 1
contro
AP 1
sulla quale istanza il Pretore __________ con sentenza
4 giugno 2008 ha così deciso:
“1. È pronunciato il fallimento della AP 1, __________,
a far tempo dal giorno
4 giugno 2008 alle ore 10.00.
2./3./4. Omissis.”
Sentenza dedotta tempestivamente in appello da AP
1 che con atto
13 giugno 2008 ne postula l’annullamento;
preso atto che la parte appellata non ha
presentato osservazioni;
rilevato che con ordinanza presidenziale 18 giugno
2008 all’appello è stato
concesso effetto sospensivo parziale;
ritenuto
Fatti
A. Nell’ambito dell’esecuzione n. __________ __________ la AO 1 ha
chiesto il fallimento di
AP
1 per il mancato pagamento di fr. 3'939.65
oltre interessi e spese.
B. All’udienza di contraddittorio del 26 maggio 2008 nessuno è
comparso.
Con
sentenza 4 giugno 2008 il Pretore della __________ ha dichiarato il fallimento di
AP 1 a far tempo da quello stesso giorno alle ore 10.00.
D. Con
l’appello AP 1 ha asserito di avere saldato l’esecuzione in esame, producendo
una ricevuta 13 giugno 2008 __________ relativa al deposito di fr. 4'000.-- a
saldo dell’esecuzione in oggetto n. __________ promossa dall’istante (doc. B).
In merito al saldo delle ulteriori procedure scoperte, AP 1 ha affermato che __________
avrebbe fatto pervenire un piano di rientro con pagamenti mensili.
Considerato
Considerandi
1.
a) In virtù
dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la
dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende
verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:
1) il
debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2) l'importo
dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a
disposizione del creditore; o che
3) il
creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
L’autorità
giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la
dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte
Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se
risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I
nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve
espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile
la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità
giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di
debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata
ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF.
L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare
i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di
una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo
indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere
dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali
nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento
in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi
indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di
riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti
bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore
sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua
solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa
verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal
debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti
dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti
pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Giroud, Basler
Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF;
Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003,
§ 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung
des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in
Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95
(1999) n. 8 p. 172).
b) Dalla ricevuta __________
(doc. B) emerge che l’appellante ha depositato il 13 giugno 2008 fr. 4'000.-- a
saldo dell’esecuzione in oggetto n. __________ e quindi posteriormente alla
dichiarazione di fallimento, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto
all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.
Per
quel che concerne il requisito della solvibilità va osservato che dall’estratto
delle esecuzioni __________ al 15 luglio 2008 si evince che nei confronti
dell’appellante sono pendenti 9 esecuzioni, esclusa quella in oggetto, per un
valore complessivo di fr. 23'851.35. In tre procedure l’escussa non ha
interposto opposizione, per cui trattasi di debiti riconosciuti. Determinante è
però che per quattro ulteriori procedure, nel corso di quest’anno, sono già
stati emessi gli avvisi di pignoramento, il che porta a concludere che
l’appellante non dispone della liquidità sufficiente a far fronte ai suoi
impegni. In base a queste considerazioni il presupposto della solvibilità non
appare reso sufficientemente verosimile. L’art. 174 cpv. 2 LEF non può quindi
trovare applicazione, per cui il fallimento di AP 1 non può essere annullato.
2.
L'appello
va respinto.
Essendo
stato concesso effetto sospensivo parziale all’appello, il fallimento deve
essere nuovamente pronunciato.
La
tassa di giustizia è posta a carico dell’appellante, mentre non si assegnano
indennità, la parte appellata non avendo presentato osservazioni (art. 49 e 62
cpv. 1 OTLEF).
Dispositivo
Per questi motivi,
richiamato l’art. 174 cpv. 2 LEF
pronuncia:
1. L'appello
è respinto.
1.1. Di
conseguenza è dichiarato il fallimento di AP 1, a far tempo da
mercoledi
6 agosto 2008 alle ore 10.00
2. La
tassa di giustizia di fr. 120.-- del presente giudizio, già anticipata
dall'appellante, resta a carico di AP 1.
3. Intimazione
a:
- AP 1, __________;
recapito: __________, __________;
- AO 1, __________;
- Ufficio __________
-
Ufficio del Registro fondiario del __________
Comunicazione
alla Pretura __________terzi implicati
Per la Camera di esecuzione e fallimenti
del Tribunale d’appello
Il presidente: La
segretaria:
Contro la
presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile
al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione
(art. 72 e segg.)
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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