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Decisione

14.2008.55

Sequestro: svincolo della garanzia - termine di prescrizione dell'azione di risarcimento danni fondata sull'art. 273 LEF - garanzia subordinata ad un termine di scadenza

24 settembre 2008Italiano15 min

Source ti.ch

Fatti

B. Il 7

giugno 1995, AO 1 ha riformulato un'analoga istanza di sequestro, sempre diretta

contro AP 1 e in relazione alla medesima garanzia bancaria n. __________. L'indomani,

il Pretore __________, ne ha nuovamente decretato il sequesto (n° __________). Il

primo giudice ha altresì imposto alla creditrice sequestrante di prestare una cauzione

di fr. 210'000.– giusta l'art. 273 LEF, riconfermando la validità della n. __________

già prestata nel contesto del precedente sequestro e scadente il 29 dicembre

1995. Promossa l'esecuzione, il 14 luglio 1995 l'istante ha introdotto azione

di convalida del sequestro in __________, davanti al Tribunale __________.

C. Giunta

a scadenza, la cauzione n. __________ prestata ai sensi dell'art. 273 LEF è poi

stata sostituita dalla n. __________ scadente il 31 dicembre 1996, dalla n. __________

valida per tutta la durata del sequestro, dalla n. __________ aumentata fino a

concorrenza di fr. 240'000.– e, per finire, diventata n. __________.

D. Il 23

ottobre 2003, statuendo quale autorità di vigilanza, questa Camera ha

dichiarato il sequestro n° __________ decretato l'8 giugno 1995 formalmente

caduco ai sensi dell'art. 280 LEF. Preso atto dello scritto 29 novembre 2004

con cui il convenuto l'informava di avere dato avvio ad una procedura di

risarcimento danni, il 15 marzo 2005 __________ ha respinto la richiesta formulata

da AO 1 e intesa a liberare la cauzione ex art. 273 LEF emessa a suo carico.

E. Il

17 marzo 2005, AO 1 ha formalmente chiesto al Pretore __________, di svincolare

la predetta cauzione, in quanto il convenuto non aveva introdotto alcuna azione

di risarcimento danni. AP 1 vi si è opposto con osservazioni 13 aprile 2005,

affermando di avere spedito all'istante per raccomandata il 1° dicembre 2004 una

cosiddetta “interpellation” ex art. 2249 del Codice civile __________, di

averle così notificato il suo diritto ad essere risarcito dei danni causati dai

due sequestri, di ritenere tale invio -notificato l'indomani alla sede

dell'istante- un valido atto interruttivo del termine annuale di prescrizione di

quel diritto, di considerare la cauzione valida sia per il sequestro n° __________,

decaduto il 3 dicembre 2003 per ordine dell'Ufficio di esecuzione __________, che

per quello del n° __________ ancora esistente il 29 dicembre 2003.

F. All'udienza

di discussione del 9 maggio 2005 le parti hanno confermato i rispettivi punti

di vista. L'istante ha evidenziato come la validità della cauzione fosse stata

espressamente limitata fino a un anno dopo la decadenza o revoca del sequestro,

come a differenza dell'art. 60 cpv. 1 CO questo termine non potesse essere né sospeso

né interrotto, come per il resto non risultasse che quel termine fosse stato

prorogato dal Pretore e come l'“interpellation” fosse da considerare alla

stregua di un'allegazione di parte. Dal canto suo il convenuto ha evidenziato di

avere formulato e documentato l'inoltro della sua richiesta di risarcimento

danni nel rispetto delle forme fissate dal diritto __________.

G. Con

sentenza dell'11 giugno 2008, il Pretore __________, ha accolto l'istanza. La cauzione

di cui si chiedeva lo svincolo era valida per il sequestro decretato l'8 giugno

1995, che aveva sostituito quello dell'8 novembre 1994. E, visto che il

sequestro era stato dichiarato caduco con sentenza 23 ottobre 2003, cresciuta

in giudicato il 20 novembre 2003, il termine annuale era scaduto il 22 novembre

2004. Ciò posto, e senza riguardo al valore giuridico gli si volesse conferire,

lo scritto 1° dicembre 2004 era ad ogni modo tardivo. Questo giustificava lo

svincolo della cauzione ex art. 273 LEF e delle relative modifiche.

H. Con

il presente appello AP 1 chiede di respingere l'istanza. Precisa che l'azione

di risarcimento danni ex art. 273 cpv. 2 LEF sottostà alle norme sulla

responsabilità civile giusta gli art. 41 segg. CO e, quindi, alla prescrizione

annuale dell'art. 60 cpv. 1 CO. La cauzione prestata da AO 1 poi, sarebbe legata

ad entrambi i sequestri che, fondandosi sulla medesima fattispecie,

costituirebbero un'unica procedura. Altrimenti, il Pretore non avrebbe potuto trasferire

quella emessa per l'uno a garanzia dell'altro. E, visto che il primo sequestro

è stato dichiarato caduco dall'Ufficio di esecuzione solo il 20 gennaio 2004, nonostante

il secondo fosse già stato formalmente annullato, il termine di un anno

comincerebbe a decorrere da quel momento. Inviata il 1° dicembre 2004, l'“interpellation”

avrebbe quindi validamente interrotto quel termine scadente il 20 dicembre

[recte: gennaio] 2005.

Delle

osservazioni di AO 1 si dirà, se necessario, nel seguito.

Considerandi

in diritto: 1. Per l'art. 273 cpv. 1 LEF, il creditore è responsabile nei

confronti sia del debitore che di terzi dei danni cagionati con un sequestro

infondato e il giudice può obbligarlo a prestare garanzia. La facoltà di

chiederne l'imposizione decade con il sequestro stesso, ritenuto che la

garanzia già prestata viene mantenuta a garanzia dell'azione di responsabilità

per sequestro infondato (art. 273 cpv. 2 LEF) (CEF 22 gennaio 2003

[14.2002.102] consid. 7, 31 maggio 2002 [14.2002.16] consid. 5).

2.

La cauzione prevista dall'art. 273 LEF può essere chiesta al

sequestrante dalla parte che subisce un sequestro, rispettivamente può essere

decisa d'ufficio dal giudice il quale la ordinerà -stabilendone l'importo- in

generale al momento di decretare il sequestro (Stoffel, Basler Kommentar zum SchKG, vol. III,

Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 18 ad art. 273). La cauzione, rispettivamente

un suo adeguamento, possono essere richieste nell'ambito dell'opposizione

prevista dall'art. 278 LEF, oppure in una procedura a sé stante (CEF 29 maggio 2000

[14.1999.83] consid. 1.5 con rinvii). Nel nostro Cantone quest'ultima è retta

dall'art. 20 LALEF, ancorché la norma non vi faccia esplicito riferimento,

l'assenza in tale norma dell'indicazione esplicita nell'art. 273 LEF dovendosi

considerare senz'altro quale lacuna della legge in senso proprio (per la

prestazione della garanzia: da ultimo CEF 13 febbraio 2008 [14.2007.116]

consid. 4; IICCA 1° giugno 1999 [12.1999.115]; per la richiesta di adeguamento

della garanzia: CEF 15 aprile 1999 [14.1999.11] consid. 3b; 7 agosto 2002

[14.2002.35] consid. 1.3). La relativa decisione emessa dal giudice del

sequestro è appellabile (CEF 29 maggio 2000 [14.1999.83]).

3.

Il Pretore ha anzitutto stabilito che la richiesta di svincolo

della cauzione prestata dalla creditrice sequestrante riguardava unicamente il

sequestro decretato l'8 giugno 1995. L'appellante obietta invece che quella

garanzia sarebbe riferita tanto al sequestro deciso l'8 novembre 1994 quanto a

quello pronunciato l'8 giugno 1995, nell'eventualità contraria altrimenti il

Pretore non avrebbe potuto trasferirne gli effetti a quest'ultimo. Ma, invano.

Vero è che, per quanto attiene alla cauzione ex art. 273 LEF,

nel decreto del sequestro dell'8 giugno 1995 il primo giudice ha ritenuto che il

creditore già ha prestato la garanzia bancaria n. __________ relativa al

decreto di sequestro 8.11.1994, valida ora per il presente decreto (act. II

nell'inc. SP.95.116). Ed è altresì vero che -per quanto è dato di sapere- non

risulta che con riferimento al primo sequestro, sia nel contempo stata revocata.

Resta il fatto che, comunque sia, la garanzia n. __________ scadeva il 29

dicembre 1995 (act. IV nell'inc. SP.96.116, pag. 2). E che, nelle domande di

giudizio formulate il 23 dicembre 1995 nel contesto dell'istanza per la

richiesta di prestazione di garanzia, lo stesso convenuto ha espressamente chiesto

di far obbligo alla AO 1, __________, di prestare una nuova garanzia

bancaria dell'importo di frs. 300'000.–, a norma dell'art. 273 LEF, a

dipendenza del sequestro no. __________ del 8/20 giugno 1995 della Pretura __________

- entro 10 giorni da oggi, e ciò in sostituzione della precedente garanzia no. __________

rilasciata da__________, __________ (act. III nell'inc. SP.95.116, pag. 1 e

4). Richiesta questa che con decisione 10 gennaio 1996, il Pretore ha accolto limitatamente

all'importo di fr. 210'000.– (duecentodiecimila), per eventuali danni a

dipendenza del sequestro 8 giugno 1995 di cui all'inc. SP.95.00116 di questa

Pretura (act. IV nell'inc. SP.95.116, pag. 3). Non da ultimo, la stessa garanzia

di pagamento n. __________ prodotta in esecuzione a questo ordine del

Pretore e che ha soppiantato la n. __________, si riferisce in modo esplicito al

sequestro 07/08.06.95 (Inc. no. SP.95.00116) della Pretura __________, senza

il benché minimo accenno al sequestro dell'8 novembre 1994 (scritto 22 gennaio

2006.

della banca nell'inc. SP.95.116). Al riguardo, pertanto,

la censura è infondata.

4.

Resta il fatto che anche la garanzia offerta dalla cauzione n. __________,

fatta emettere in quel contesto, è decaduta il 31 dicembre 1996 (sopra, consid.

C). E questo indipendentemente dal fatto che sia subentrata all'una o sia stata

poi sostituita da un'altra. Il 19 dicembre 1996 tuttavia, il convenuto ha di

nuovo chiesto la prestazione di una cauzione ex art. 273 LEF (act. V nell'inc.

SP.95.116), domanda accolta dal Pretore con decisione dell'8 gennaio 1997 (act.

VI nell'inc. SP.95.116; doc. J). Previo ordine dell'istante, la banca ha quindi

emesso a favore del convenuto la cauzione n. __________, con la precisazione

che la garanzia rimarrà valida per tutta la durata del sequestro no. __________

(Inc. no. SP.95.00116) UE __________ e fino alla crescita in giudicato della

decisione finale di un'eventuale causa ex art. 273 cpv. 2 LEF o fino allo

spirare del termine di un anno dalla decadenza definitiva rispettivamente dalla

revoca del sequestro nel caso in cui il debitore non abbia agito giusta l'art.

273.

LEF (doc. B, pag. 3), conformemente alle condizioni imposte dal primo giudice.

E, sotto questo profilo, né la sostituzione con la n. __________ intervenuta a

seguito dell'aumento a fr. 240'000.– dell'importo massimo garantito (doc. B,

pag. 4), né quella con la n. __________ (doc. B, pag. 6) rimasta valida per il

medesimo importo -una relativa richiesta di riduzione non essendo mai stata

accettata dalla banca (doc. B, pag. 2)- hanno comportato modifiche particolari.

Peraltro, l'appellante, nemmeno pretende il contrario. Ciò posto, la domanda di

svincolo della cauzione non può che riguardare la garanzia n. __________, n. __________

e, per finire, n. __________, in relazione al sequestro dell'8 giugno 1995, così

come richiesto dall'istante (act. I).

5.

Vero

è che la clausola di scadenza della cauzione in esame coincide con il termine

di prescrizione di un anno valido per l'azione di risarcimento danni fondata

sull'art. 273 LEF, norma che -come lo stesso appellante evidenzia (appello, pag.

5.

n. 5)- regola un caso di responsabilità causale cui è applicabile l'art. 60

CO. Ed è altresì vero, che tale termine comincia a decorrere al più presto il

giorno in cui il sequestro viene annullato o dichiarato caduco, poiché soltanto

allora il danneggiato è in grado di stabilire con precisione l'entità del danno

subito (FF 1991 III, pag. 120 seg., con rinvio a DTF 64 III 111). In concreto, il

Pretore ha accertato che la sentenza 23 ottobre 2003 con cui questa Camera ha

dichiarato caduco il sequestro decretato l'8 giugno 1995, è stata intimata il 3

novembre 2003 (doc. C, pag. 1), al più tardi notificata decorso il settimo

giorno di giacenza in posta, ed è cresciuta in giudicato giovedì 20 novembre

2003, trascorsi i dieci giorni a disposizione per formulare ricorso ai sensi

dell'art. 19 LEF al Tribunale federale (doc. C, pag. 8 n. 3; sentenza impugnata,

pag. 4). E, in merito, l'appellante non solleva alcuna obiezione. A ciò, basti

rammentare che allora questa Camera aveva stabilito che l'azione pendente in __________

non era idonea a convalidare il sequestro, di qui la decorrenza infruttuosa del

termine previsto dall'art. 279 cpv. 2 LEF e la caducità del provvedimento (doc.

C, pag. 6 n. 1.4). Mentre, per il resto, lo scritto 3 dicembre 2003

dell'Ufficio esecuzione riguardava unicamente la liberazione dell'oggetto del

sequestro e non già la cauzione ex art. 273 LEF (doc. 5).

Ciò

posto, ritenuto che -come visto (sopra, consid. 3 e 4)- la cauzione oggetto

della richiesta di svincolo concerne solo il secondo sequestro, il termine

annuale di scadenza cui è stata subordinata la sua validità si è appunto compiuto

sabato 20 novembre 2004, protratto al successivo giorno feriale lunedì 22

novembre 2004. Di modo che, nella misura in cui persevera nel riconoscere l'“interpellation”

datata 1° dicembre 2004 quale atto interruttivo della prescrizione (appello,

pag. 7 n. 6), a prescindere dal diritto applicabile, il medesimo appellante non

fa altro che confermare come l'invio di quello scritto fosse intervenuto allorquando

la cauzione era ormai già scaduta. Da questo punto di vista peraltro, neppure

il generico riferimento all'avvio in data odierna di una procedura esecutiva

nei confronti dell'istante, di cui parla il patrocinatore del

convenuto nella lettera 29 novembre 2004 indirizzata alla banca (doc. F), tornerebbe

di utilità al convenuto. Ancora una volta, la censura si rivela in definitiva

priva di fondamento.

6.

Occorre

invero rilevare come il diritto del convenuto ad agire in giudizio con un'azione

di risarcimento danni giusta l'art. 273 cpv. 2 LEF sarebbe altresì subordinato

al termine assoluto di prescrizione dell'art. 60 cpv. 1 CO di dieci anni a decorrere

dall'esecuzione del sequestro, che va considerato quale atto che ha causato il

danno (FF 1991 III, pag. 121). E, posto come il sequestro sia stato pronunciato

l'8 giugno 1995, mentre l'istanza di svincolo risalga al 17 marzo 2005, di

fatto questo termine non sarebbe a priori estinto. La circostanza tuttavia non

ha portata pratica ai fini del presente giudizio, questa Camera avendo in

concreto accertato l'intervenuta scadenza cui era subordinata la cauzione

prestata dall'istante giusta l'art. 273 LEF.

7.

La

sentenza impugnata deve così essere confermata, mentre l'appello deve essere

respinto. Tassa di giustizia e indennità seguono la soccombenza dell'appellante

(art. 48, 49, 61 cpv. 1 e 62 cpv. 1 OTLEF).

Motivi per i quali,

richiamati gli art. 271 segg., 273 LEF, 20 LALEF, 48,

49, 61 cpv. 1 e 62 cpv. 1 OTLEF,

pronuncia: 1. L'appello è respinto.

2.

La

tassa di giustizia di fr. 600.–, già anticipata dall'appellante, resta a suo carico,

con l'obbligo di rifondere a __________, __________, un'indennità di fr. 1'000.–.

3.

Intimazione:

– __________

RA 1 __________;

– __________

RA 2 __________.

Comunicazione

alla Pretura __________.

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale

d’appello

Il presidente La

segretaria

In virtù dell’art. 98 LTF (materia del contendere:

misure cautelari), contro la presente decisione è possibile proporre al

Tribunale federale, 1000 Losanna 14, ricorso sussidiario in materia

costituzionale (art. 113 e segg. LTF) entro 30 giorni dalla notificazione.

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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