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Decisione

14.2008.72

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

24 ottobre 2008Italiano17 min

Source ti.ch

Fatti

A. Con istanza del 14 aprile 2008 la AO 1 ha chiesto al Pretore __________,

nei confronti di AP 1, __________, il sequestro dei fondi particella n. __________

RFD __________ e particella n. __________ RFD __________ di proprietà della

convenuta, in favore dell’istan- te, per un preteso credito di fr. 140'000.-

oltre accessori e che fosse ordinato a ogni funzionario competente e

all’ufficiale del registro fondario di __________ di annotare, ex art. 275 LEF,

il citato provvedimento esecutivo.

L’istante,

in estrema sintesi, ha fondato la propria domanda sul rogito n. __________ del

6 agosto 1996 del notaio __________, __________, con il quale la defunta __________

ha venduto alla nipote AP 1 i fondi citati per fr. 300'000.- il primo e per fr.

200'000.- il secondo, per un totale di fr. 500'000.- di cui fr. 160'000.-

pagati mediante assunzione del debito ipotecario, con un saldo a favore della

alienante di fr. 340'000.- da pagare in base ad accordi separati tra le parti

(act. C annesso all’istanza di sequestro), e sulla aggiunta del 2 agosto 2006

al suo testamento olografo del 21 giugno 1994, con la quale __________ ha disposto

che “Die Restforderung gegenüber meiner Nichte wird an die AO 1 vermacht”

(cfr. act. H annesso all’istanza di sequestro). A mente dell’istante AP 1 sarebbe

debitrice del residuo di fr. 140’000.- corrispondenti alla differenza del saldo

di cui al contratto di compravendita (fr. 340’000.-) e gli acconti nel

frattempo versati dalla acquirente. Da qui la presente istanza di sequestro,

fondata sull’art. 271 n. 1 cpv. 4 LEF.

B. Il 30 aprile 2008 AP 1 ha inoltrato alla Pretura __________

opposizione al sequestro, asserendo – tra l’altro - che essendo domiciliata ad __________

nel Canton __________ (act. C annesso all’opposizione), pur avendo un indirizzo

a __________ in Germania, cade la causa di sequestro indicata dalla controparte,

nella misura in cui è stato preteso che la debitrice non ha una dimora in

Svizzera. Secondo l’opponente, inoltre, il legato istituito a favore della

parte istante da __________ non è valido, in quanto incompatibile con il

contratto successorio di data 5 novembre 1976 stipulato tra la stessa

disponente e suo marito __________ (rogito n. __________ del notaio __________),

segnatamente con la clausola con la quale i contraenti si erano impegnati a non

disporre nulla a titolo di beneficenza, avendo essi già provveduto in vita

(act. D annesso all’opposizione). Già per questo motivo, secondo l’opponente,

fa difetto il requisito della verosimiglianza del credito; per tacere del fatto

che, ha soggiunto l’opponente, al momento della stesura del legato incriminato,

__________ soffriva di evidenti disturbi del sistema nervoso e che, comunque

sia, il preteso credito non esisteva più al momento della sua cessione, dato che

dal 1981 al 1° giugno 20007, giorno del decesso della disponente, essa

(opponente) aveva svolto una una serie di prestazioni – remunerabili – a favore

della zia. L’importo in rassegna, secondo l’opponente, ammonta comunque sia a

fr. 130'000.- (e non a fr. 140'000.-), come attestato dall’allora esecutore

testamentario, __________, che ha inserito tale addendo pure nella

dichiarazione fiscale di __________ (act. E-F annessi all’opposizione). AP 1 ha

infine chiesto che controparte versi, in caso di mantenimento del sequestro, la

somma di fr. 15'000.- a garanzia di eventuali danni cagionati con un sequestro

infondato (art. 273 LEF).

C. All’udienza di discussione del 5 giugno 2008 AP 1 si è confermata nella

propria opposizione. Dal canto suo la AO 1 ha prodotto un proprio memoriale, in

cui ha evidenziato che il certificato dell’autorità amministrativa competente

della città di __________ (Germania), attesta che la “Hauptwohunung” della

opponente si trova proprio in quella città, in via __________ (act. 1), dove

abita anche sua figlia minorenne (act. 2). Del resto, ha altresì rilevato la sequestrante,

è la stessa opponente che ha riconosciuto e ammesso di non risiedere affatto in

Svizzera, ma di dimorare in Germania a __________, come risulta dagli act. 3, 4

e 5. Ha dipoi contestato di non avere reso verosimile la propria pretesa, per

infine opporsi alla prestazione della richiesta garanzia, asserendo che un tale

provvedimento non si giustifica, dato che il credito in rassegna si fonda su un

chiaro riconoscimento di debito. In replica e in duplica le parti si sono

confermate nelle rispettive richieste.

D. Con sentenza del 17 luglio 2008 il Pretore __________ non ha ammesso

l’opposizione, confermando pertanto il sequestro a suo tempo ordinato. Accertata

la tempestività dell’opposizione, in quanto proposta entro 10 giorni dall’intimazione

del verbale di sequestro (sentenza, pag. 2), il primo giudice ha anzitutto

rilevato che nell’ambito di un procedimento ex art. 271 n. 1 cpv. 4 LEF, spetta

al creditore rendere verosimile l’esistenza della dimora all’estero, ossia che

una persona soggiorni effettivamente all’estero e che determinante al riguardo

è il concetto secondo la legge federale sul diritto internazionale privato

(LDIP), ossia il fatto di soggiornare effettivamente all’estero, indipendentemente

dal fatto che il debitore abbia creato un domicilio nel senso dell’art. 23 CC,

ovvero che vi soggiorni con l’intenzione di stabilirvisi durevolmente

(sentenza, pag. 2-3). Nella fattispecie, ha spiegato il Pretore, benché l’opponente

abbia prodotto agli atti una dichiarazione del comune di __________, dalla

quale risulta che essa beneficia dal 1° novembre 2003 di un permesso per “Niederlassung”

(act. C prodotto con l’opposizione), dagli atti risulta che essa ha la propria

residenza principale (“Haptwohnung”) in Germania, a __________, ma soprattutto che

essa vi risiede effettivamente, tant’è che ha preteso dal notaio __________ che

le notificasse il testamento della defunta zia in quella località (act. 3),

dolendosi dell’invio avvenuto a __________, suo precedente domicilio, come pure

del fatto che la raccomandata fosse stata spedita ad __________, poiché in quel

comune risiederebbe sua madre e non lei (sentenza, pag. 3 con riferimento all’act.

3). A __________, ha soggiunto il primo giudice, risiede pure la figlia della

opponente (act. 2), così che in tali circostanze si può concludere che la

effettiva dimora della debitrice fosse in Germania, anche perché la stessa

opponente sembra pronta a prevalersi del fatto che gli atti non le siano stati

notificati in patria (act. 3). Con il che, secondo lo stesso giudice, il

richiamo al permesso di soggiorno ad __________ appare piuttosto strumentale ai

fini di causa, tanto che si può presumere che anche in caso di esecuzione essa

intenda fare valere il fatto che il proprio effettivo luogo di dimora è in Germania

(sentenza, pag. 3). Quanto agli ulteriori requisiti esatti dall’art. 271 n. 1

cpv. 4 LEF, ha rilevato il Pretore, pure essi sono dati (sentenza, pag. 3-4).

Da qui il mantenimento del sequestro, con tuttavia l’obbligo per la parte sequestrante

di prestare una garanzia di fr. 15'000.- ex art. 273 LEF (sentenza, pag. 4).

E. Con appello del 31 luglio 2008 AP 1 chiede l’ammissione della propria

opposizione e la conseguente revoca del seque- stro, contestando la decisione

del primo giudice, secondo cui essa risiederebbe in Germania e non in Svizzera,

avendo essa prodotto un certificato ufficiale che attesta invece al di là di

ogni incontrovertibile dubbio di avere dimora in Svizzera. Per cui, conclude

l’appellante, la sequestrante non ha alcuna necessità di essere protetta

dall’istituto del sequestro, dato che la presunta debitrice può essere escussa

in Svizzera.

F. Con le sue osservazioni del 3 settembre 2003 la sequestrante propone

la reiezione dell’appello con argomentazioni che, se del caso, saranno riprese

in seguito.

Considerandi

in diritto:

1.

La decisione del giudice del sequestro – sia essa di annullamento o

di conferma del sequestro (cfr.Reiser,

Basler Kommentar zum SchKG, vol. III, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 44-45 ad

art. 278) – che statuisce sull’opposizione (ai sensi dell’art. 278 cpv. 1 LEF)

interposta dal debitore destinatario del sequestro o da un terzo, può essere

impugnata entro dieci giorni davanti all’autorità giudiziaria superiore (art.

278.

cpv. 3 primo periodo LEF), nel Cantone Ticino la Camera di esecuzione e

fallimenti, con il rimedio dell’appello (art. 22 LALEF nonché 14 e 22 lett. c

LOG), e ciò qualora il valore litigioso sia superiore a fr. 8'000.-. L’autorità

superiore deve verificare – sulla base delle allegazioni e dei documenti

prodotti dalle parti – se nel caso concreto in reazione al realizzarsi delle

condizioni di sequestro addotte dal creditore – e contestate dalla controparte

– è raggiunto il grado di verosimiglianza necessario per il mante- nimento del provvedimento

conservativo, atteso che in caso negativo annullerà la decisione del giudice di

prime cure che ha confermato il sequestro, rispettivamente confermerà la

decisione che lo ha annullato, riservate soluzioni intermedie (Ammon/Walther, Grundriss des Schulbetreibungs-und

Konkursrechts, 7a ed., Berna 2003, n. 74 ad § 51; Reeb, Les mesures provisoires dans la procédure de poursuite,

in ZSR 1997/II, pag. 482).

2.

Le decisioni in materia di sequestro, in tutte le istanze, sotto-

stanno alla procedura sommaria (art. 25 n. 2 lett. a LEF). Le nome cantonali che

reggono tale procedura devono rispettare le massime di celerità e di

concentrazione (Piégat, La

protection du débiteur et des tiers dans le nouveau droi du séquestre, tesi

Losanna 1997, p. 213 ss. con rif.; Von

Gunten, Die Arrestein- sprache, tesi Zurigo 2001, p. 73 ss.). Detto

altrimenti, il giudice non agisce d’ufficio, esamina cioè solo ciò che è stato

allegato e decide unicamente in base alle prove addotte, salvo che il fatto

allegato sia stato ammesso o non contestato dalla controparte non contumace (Vogel/Spühler, Grundriss des

Zivilprozess- rechts, 7a ed., Berna 2001, n. 24 ad cap. 6 e n. 12 ad cap. 10).

Il giudice può accontentarsi

della semplice verosimiglianza dei fatti ed esaminare sommariamente i punti di

diritto nella misura compatibile con l’esigenza di celerità (Hohl, la réalisation du droit et les

procedures rapides, tesi Friborgo 1997, n. 453; Piégat, op. cit., p. 212; Von

Gunten, op. cit. p. 85 ss.; Gilliéron,

Commentaire de la LP, vol. IV, Losanna 2003, n. 10-15 ad art. 272). Il giudice

apprezza liberamente le prove (art. 20 cpv. 5 LALEF).

3.

Nella fattispecie

controversa è solo la causa di sequestro di cui all’art. 271 n. 1 cpv. 4 LEF

riferita all’assenza di dimora del debitore in Svizzera. Ora, l’assenza di

dimora in Svizzera deve intendersi, a differenza di quanto sostenuto dal

Pretore, come l’assenza di foro esecutivo (cfr. Amonn/Walther, op. cit. n. 18 ad § 51; Pedrotti, Le séquestre international,

tesi Friborgo 2001, p. 134 s ad 2; Von

Gunten, op. cit. p. 134 ad IV.1) e non come l’assenza di domicilio ai

sensi degli art. 20 s. LDIP, contrariamente a quanto affermato da Stoffel (Basler Kommentar, n. 72 ad art.

271; CEDIDAC, vol. 35, p. 266 ss.; nello stesso senso: Jaeger/Walder/Kull/Kottmann, Bundesgesetz über Schuldbetreibung

und Konkurs, n. 28 ad art. 271, che però distinguono in modo difficilmente

comprensibile tra “schweizerischen Sahverhalten” e “internationalen Sachverhal-

ten”), che tuttavia sembra aver cambiato parere successiva- mente (Stoffel, Voies d’éxécution, Berna 2002,

n. 24 ad § 8). Infatti, l’assenza di dimora in Svizzera era intesa quale

assenza di foro esecutivo già prima della riforma del 1997 (cfr. i rif. citati

da Pedrotti, op. cit., in nota 7

p. 135), la quale non ha modificato niente su questo punto (cfr. FF 1991 III

117.

ad 208.1 e Pedrotti, op. cit,

p. 133 : CEF, sentenza del 22 gennaio 2003, inc. n. 14.2002.101, consid. 5.2).

In virtù dell’art. 46 cpv.

1.

LEF, il foro ordinario d’esecuzione per le persone fisiche si trova al

domicilio dell’escusso. La nozione di “domicilio” ai sensi di questa norma non

è quella del diritto amministrativo, bensì quella del diritto civile (art. 23

CC), ossia il luogo dove la persona dimora con l’intenzione di stabilirvisi

durevolmente (Schmid, Basler

Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, vol. I, n. 33 ad art. 46; Gilliéron, Commentaire de la LP, vol.

I, Losanna 1999, n. 10 ad art. 46; Stoffel,

Voies d’éxécution, n. 102 ad § 3), con la differenza che la finzione del

domicilio prolungato di cui all’art. 24 cpv. 1 CC è senza portata per la determinazione

del foro esecutivo (Gilliéron,

op. cit., n. 14 ss. ad art. 46; CEF, sentenza citata).

4.

Nel caso di specie,

come visto, l’appellante reitera nel sostenere di avere prodotto un certificato

ufficiale che attesta in modo incontrovertibile di avere domicilio in Svizzera,

segnatamente ad __________ (act. C annesso all’opposizione al sequestro); certificato

che, secondo l’appellante, non è stato messo in discussione né da controparte,

né dal primo giudice, per cui si deve fare pieno affidamento sul suo contenuto.

Del resto, fa valere l’appellante, non esiste agli atti una sola prova che

possa lasciare intendere come fittizia la dimora di __________, per cui ne

discende che la creditrice, o presunta tale, non ha alcuna necessità di essere

protetta dall’istituto del sequestro. Il Pretore, rileva l’appellante, ha

invece stravolto il senso della norma, suffragando la sua tesi dando per

scontato che si tratterebbe – la citata “Wohnsitzbescheinigung ” – di un

richiamo strumentale ed adombrando che la debitrice, in caso di esecuzione, si

avvarrebbe della propria dimora in Germania. Sennonché, essa assevera, ci si

chiede con quale credibilità essa stessa potrebbe prevalersi di una

argomentazione del genere dopo avere sostenuto il contrario in questa sede. L’appellante

ha perciò dimora in Svizzera e in Svizzera potrà, se del caso, essere escussa

dalla creditrice.

5.

La “Wohnsitzbescheinigung” (act. C) rilasciata il 25 aprile 2008 dal

comune di __________ attesta che AP 1 è iscritta da1.11.2003 nel registro degli

abitanti di quel comune (“Bewillligung: Niederlassung CH”), a seguito del suo

trasferimento dal comune di __________. Tale attestazione sarà anche

determinante dal profilo amministrativo, ma non necessariamente da quello

civile. Giacché il suo valore indiziario risulta controbilanciato – stando alla

sentenza impugnata – dall’act. 1 rilasciato il 14 aprile 2008 dall’

”Einwohnermeldeamt” di __________ (Germania), che attesta invece che dal 24

maggio 1998 l’opponente ha la propria residenza principale (“Hauptwohnung”) in

via __________, __________; dall’ act. 2 rilasciato dalla medesima autorità germanica,

che attesta che la figlia minorenne della stessa opponente risiede al medesimo

indirizzo con la madre; dall’act. 3, ossia dallo scritto 6 agosto 2007 con il

quale l’opponente ha preteso dal notaio __________ che le notificasse il testamento

della defunta zia in Germania (al citato indirizzo), dolendosi della notifica

avvenuta a __________, suo precedente domicilio, come pure del fatto che la

raccomandata fosse stata rispedita ad __________, dato che in quel comune

risiederebbe sua madre e non lei. Orbene, ritenendo che la parte sequestrante

abbia fornito elementi suscettibili di far pendere la bilancia a suo favore, rendendo

verosimile che l’opponente non abbia in realtà mai risieduto nel Canton __________,

segnatamente all’indirizzo indicato nell’attestazione di cui all’act. C con

l’intenzione di stabilirvisi durevolmente, così da determinare un foro

esecutivo in Svizzera ex art. 46 LEF, il Pretore ha statuito correttamente.

Come rilevato dalla creditrice nelle proprie osservazioni all’appello, la

debitrice non ha suffragato con alcun altro riscontro la bontà dell’attestazione

rilasciata dal controllo abitanti del comune di __________ (ad esempio producendo

dichiarazioni di terzi confermanti la sua effettiva e regolare presenza in quel

comune, fatture attestanti le spese connesse con la sua effettiva presenza nel

comune, oppure altri documenti – ad esempio scambio di corrispondenza con terzi

– che consentono di ritenere che essa abbia veramente soggiornato all’indirizzo

svizzero invocato). In realtà, risulta invece che l’opponente ha di fatto

addirittura negato ogni valenza al recapito svizzero di cui all’act C, pretendendo

dal notaio che il testamento della defunta zia le fosse notificato in Germania

e protestando perfino non solo per la notifica al vecchio indirizzo di __________,

ma anche per la trasmissione del relativo plico ad __________, ove risiederebbe

–per sua stessa ammissione – solo sua madre e non lei (act. 3). Certo,

l’appellante assevera che facendo ora valere di avere valido domicilio in

Svizzera, essa non potrebbe in futuro più invocare la residenza germanica, a

meno di violare il principio della buona fede. Sennonché, tale puntualizzazione

non consente di escludere che anche in futuro essa potrebbe essere tentata di

eccepire la mancanza di un foro esecutivo in Svizzera, specie qualora si

proponesse di dimostrare, dandosene il caso, di non avere soggiornato ad __________

con l’intenzione di stabilirvisi durevolmente, ossia di stabilire un domicilio

ai sensi dell’art. 23 CC (del resto nemmeno davanti a questa Camera l’opponente

ha preteso di avere in Svizzera un domicilio ex art. 23 CC, per cui nulla le

impedirebbe in futuro di riconsiderare la sua posizione di fronte all’avvio di

una procedura esecutiva nel Canton __________). La dichiarazione di intenti –

peraltro, come visto, contraddetta dallo scritto di cui all’act. 3 indirizzato

al suo notaio proprio per farle pervenire il testamento delle defunta zia in Germania

e per diffidare, in buona sostanza, lo stesso notaio dal recapitargli la corrispondenza

ad __________, ove essa non risiederebbe – non è perciò di alcun giovamento. Ciò

posto, non può che discenderne la reiezione dell’appello, le ulteriori

considerazioni dell’opponente sulla rilevanza della documentazione prodotta

dalla sequestrante, specie con riferimento agli act. 1 e 2 (attestazioni

dell’autorità germanica sulla effettiva residenza a __________ dell’appellante e

di sua figlia), rivelandosi prive di qualsiasi pregio.

6.

Tassa di giustizia e indennità seguono la soccombenza dell’appellante

(art. 48, 49, 61 cpv. 1 e 62 cpv. 2 OTLEF.

Dispositivo

Per questi motivi,

richiamati gli art. 271 segg. LEF, 48, 49, 61 cpv.

1 e 62 cpv. 2 OTLEF

pronuncia:

1. L’appello

è respinto.

2. La

tassa di giustizia per fr. 1’500.- è posta a carico dell’appellante, che

rifonderà alla AO 1 la somma di fr. 1'800.- a titolo di indennità.

3. Intimazione a: - __________ PA 1;

-

PA 2.

Comunicazione

alla Pretura __________.

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale

d’appello

Il presidente La

segretaria

Giacché il valore litigioso della vertenza è di fr.

140'000.--, contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in

materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni

dalla notificazione (art. 72 e segg. LTF).

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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