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Decisione

14.2008.78

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

27 novembre 2008Italiano23 min

Source ti.ch

Fatti

B. L'istante

fonda la sua pretesa sulla sentenza 1° giugno 2007 della Corte Superiore dello

Stato __________, che facendo seguito ad una richiesta di conferma del lodo

arbitrale emesso il 10 maggio 2007 dall'__________, condanna fra l'altro AP 1 a

versargli USD 113'991.78 al tasso d'interesse del 10% (doc. D/D1). Produce

inoltre la sentenza 27 agosto 2007 della medesima Corte, che -per quanto qui di

rilievo- riconferma l'obbligo di pagamento dell'escusso nei confronti

dell'istante (doc. E/E1). La documentazione si completa della dichiarazione

giurata 12 ottobre 2007 (affidavit) dell'avv. __________, legale dell'istante

nell'ambito della procedura portata avanti negli Stati Uniti e rilasciata in

relazione all'intimazione della sentenza 1° giugno 2007 (doc. F/F1), della

copia del lodo arbitrale 10 maggio 2007 (doc. G/G1) con le relative motivazioni

in fatto e in diritto (doc. H/H1), della domanda di esecuzione 14 dicembre 2007

accompagnata dal tasso di conversione USD/CHF (doc. I), di un estratto di norme

del Codice di procedura civile __________ (doc. L/L1), di un'ulteriore dichiarazione

giurata del 23 gennaio 2008 (affidavit) dell'avv. __________ attestante l'esecutività

della sentenza 1° giugno 2007 (doc. M/M1) e della conferma 22 gennaio 2008 con

cui il Tribunale d'appello di Lugano ha attestato di avere notificato in via

rogatoriale a AP 1 le sentenze statunitensi 1° giugno e 27 agosto 2007 (doc. N).

Agli atti figura infine la dichiarazione di conformità 24 aprile 2008 relativa

alla traduzione in lingua italiana dei documenti (doc. O), la procura (doc. A)

e la dichiarazione giurata (affidavit) con cui __________ si propone quale

ufficiale dirigente e amministratore della società istante (doc. B/B1).

C. All'udienza

di contraddittorio 10 luglio 2008, la procedente ha confermato la sua domanda.

L'escusso ha anzitutto evidenziato l'assenza di documenti ufficiali attestanti l'esistenza

della società istante così come del potere di rappresentanza di __________. L'istante

poi, aveva fondato l'esecuzione sulla sentenza 1° giugno 2007 della Corte Superiore

__________, decisione non definitiva, ma senza alcun riferimento a quella del 27

agosto 2007 e alla sentenza arbitrale 10 maggio 2007, sola decisione

quest'ultima a valere semmai quale titolo di credito per la pretesa posta in

esecuzione. Oltretutto, le due sentenze civili non motivate e di primo acchito

manipolate, gli erano state notificate la prima volta il 22 gennaio 2008. Ha

quindi escluso di avere acconsentito alla procedura arbitrale, di essere stato

in quel contesto patrocinato da un legale e avere ricevuto comunicazioni,

citazioni ad udienze e notifiche di atti, di essersi avvalso dell'intervento della

sorella residente negli Stati Uniti quale sua rappresentante ed infine di essere

stato interpellato nella procedura di conferma del lodo arbitrale formulata

dall'istante davanti al giudice civile, circostanze queste che la controparte

non aveva documentato e per le quali le dichiarazioni giurate non costituivano prova

oggettiva, nemmeno per la crescita in giudicato di una sentenza. Tribunale

arbitrale e Corte Superiore __________ non erano competenti, mentre la sentenza

1° giugno 2007 risultava incompatibile giusta l'art. 27 LDIP con l'ordine

pubblico svizzero: sia perché dal profilo materiale egli non aveva mai intrattenuto

relazioni contrattuali con l'istante, di modo che la condanna di pagamento risultava

per finire incomprensibile, sia perché da quello processuale il suo diritto di

essere sentito era stato leso.

In

replica, per quanto attiene la sua esistenza l'istante ha rinviato all'estratto

internet, sito appartenente ad un ufficio analogo a quello -nel Canton Ticino- del

Registro di commercio, alle sentenze prodotte agli atti e alla dichiarazione

giurata di __________. L'escusso inoltre era intervenuto nella procedura negli

Stati Uniti avvalendosi di un legale. E, comunque sia, nulla aveva intrapreso dalla

notifica delle sentenze avvenuta tramite il Tribunale d'appello. Ha quindi

precisato che la sentenza 27 agosto 2007 non modificava alcunché rispetto alla

sentenza 1° giugno 2007, sola decisione determinante ai fini dell'esecuzione, opponendosi

ad un riesame di merito della vertenza e ad un accertamento del consenso dell'escusso

alla procedura arbitrale. A comprova della competenza del tribunale statunitense

-di per sé risultante dalle norme di legge prodotte agli atti- come pure della

crescita in giudicato della sentenza, della sua compatibilità con l'ordine

pubblico svizzero, della citazione e salvaguardia dei diritti di difesa

dell'escusso, vi erano poi le dichiarazione giurate della sua legale americana,

elementi di prova riconosciuti nei tribunali svizzeri. Sulla base dell'art. 228

n. 2 CPC ha invece proposto di escludere la dichiarazione constatata mediante

brevetto notarile della sorella dell'escusso e da lui prodotta per attestare

l'estraneità della stessa al procedimento tenutosi negli Stati Uniti. Ciò

posto, vista la conformità con l'ordine pubblico svizzero, nulla ostava al riconoscimento

e all'esecuzione della sentenza 1° giugno 2007.

L'escusso

ha infine ribadito il suo punto di vista e la legittimità della dichiarazione

della sorella non essendovi stata una sua audizione quale teste, evidenziando

di contestare il lodo arbitrale 10 maggio 2007, fondamento della sentenza 1°

giugno 2007, e che l'istante non aveva fatto valere a sostegno della sua

pretesa.

D. Con

sentenza del 17 luglio 2008, il Pretore __________, ha accertato l'esistenza

della società istante e il potere di rappresentanza di __________ sulla base

dell'estratto di “__________” parificandolo al Registro di commercio in Ticino,

delle sentenze e della dichiarazione giurata di __________. Ha quindi stabilito

che titolo di credito dell'obbligo di pagamento a carico dell'escusso era la sentenza

statunitense 1° giugno 2007, da riconoscere giusta gli art. 25 e segg. LDIP. Il

Pretore ha quindi ritenuto che il tribunale statunitense non fosse competente

per l'art. 26 lett. a LDIP, all'avvio della causa l'escusso non avendovi domicilio,

ma per l'art. 26 lett. c LDIP, visto che all'atto di introduzione della causa egli

si era incondizionatamente costituito in giudizio per il tramite di un avvocato

come attestava la dichiarazione giurata della patrocinatrice dell'istante, quella

della sorella dell'escusso dovendo essere esclusa per l'art. 228 n. 2 CPC. La

costituzione in giudizio, rendeva poi nulla la censura relativa alla mancata

citazione fondata sull'art. 27 cpv. 2 lett. a LDIP. Le dichiarazioni giurate della

legale dell'istante, davano inoltre atto della crescita in giudicato del lodo

arbitrale e di quella della sentenza 1° giugno 2007 immediatamente eseguibile, circostanze

che l'escusso non era riuscito a confutare. Il Pretore ha inoltre stabilito che

la notifica delle sentenze 1° giugno e 27 agosto 2007 per il tramite del

Tribunale d'appello era conforme alla Convenzione dell'Aja del 15 novembre 1965

(RS 0.274.131), che l'assenza di motivazione di una sentenza contumaciale

americana non era contraria all'ordine pubblico svizzero (art. 27 LDIP) all'escusso

essendo stato garantito il suo diritto di essere sentito. Ha infine escluso la

possibilità di un riesame di merito della vertenza (art. 27 cpv. 3 LDIP) e

precisato che la condanna al pagamento di una somma di denaro per

appropriazione indebita dovuta a violazione contrattuale non era incompatibile

con il sentimento di giustizia svizzero. Ciò posto, riconosciuta la sentenza 1°

giugno 2007, ha accolto l'istanza rigettando in via definitiva l'opposizione

interposta dall'escusso al precetto esecutivo.

E. Contro

la sentenza pretorile si aggrava tempestivamente AP 1, contestando l'esistenza

della società istante e il potere di rappresentanza di __________. A suo dire,

titolo di credito dell'esecuzione era poi il lodo arbitrale 10 maggio 2007 e non

le sentenze 1° giugno 2007 o 27 agosto 2007, in apparenza modificate manualmente.

Esclude quindi di avere acconsentito alla procedura arbitrale, di essersi

costituito in giudizio per il tramite di un avvocato, che atti ufficiali e

citazioni ad udienze gli siano stati notificati consentendogli una difesa adeguata,

che sua sorella sia intervenuta per suo conto e in sua rappresentanza, che per

il tramite di un secondo legale e prima della notifica avvenuta tramite il

Tribunale d'appello egli abbia espresso l'intenzione di ricorrere contro la

sentenza 1° giugno 2007, e che le due sentenze civili siano cresciute in

giudicato. Tutte queste circostanze si fonderebbero sulle dichiarazioni

unilaterali della patrocinatrice statunitense dell'istante, ma non avrebbero alcun

riscontro oggettivo. Ciò posto, né il tribunale arbitrale né quello civile

erano competenti. Mentre l'assenza di rapporti contrattuali con la controparte,

di una motivazione nella sentenza 1° giugno 2007 oltre al mancato rispetto del

suo diritto di essere sentito e il tasso d'interesse del 10% -quello ammesso in

Svizzera essendo del 5%- rendevano incompatibile con l'ordine pubblico svizzero

(art. 27 LDIP) il riconoscimento della sentenza 1° giugno 2007.

F. Con

le sue osservazioni, l'istante propone di respingere l'appello con

argomentazioni che, se del caso, saranno riprese nel seguito.

Considerandi

in diritto: 1. Nelle sue osservazioni, l'istante mette in dubbio la tempestività

dell'appello, il convenuto non avendo prodotto la busta d'intimazione della

sentenza impugnata. Ora, la decisione pretorile è stata intimata l'11 agosto

2008.

(timbro della Pretura sul retro della medesima) per invio raccomandato e,

al più presto poteva essere ritirata l'indomani presso la Posta. In tal caso, il

termine di dieci giorni per proporre l'appello (art. 22 cpv. 1 LALEF) avrebbe cominciato

a decorrere mercoledì 13 agosto 2008 (art. 131 cpv. 1 CPC per il rinvio

dell'art. 25 LALEF) per scadere venerdì 22 agosto 2008. In concreto, l'atto

d'appello -giunto in Pretura il 22 agosto 2008 (timbro esibito n. 20448)- è

datato 20 agosto 2008 ed è stato consegnato alla posta quel medesimo giorno,

come si evince dal timbro apposto sull'originale della busta di spedizione agli

atti. Pacifica quindi, la sua tempestività.

2.

La

capacità di una parte di stare in lite e la legittimazione dei suoi

rappresentanti al patrocinio, costituiscono un presupposto processuale che il

giudice esamina d'ufficio, in ogni stadio di causa (art. 97 n. 4 CPC,

applicabile anche nelle procedure previste dall'art. 20 LALEF, per il rinvio

dell'art. 25 LALEF): quindi anche in sede di appello.

Il

Pretore ha ritenuto che l'istante avesse fornito elementi sufficienti a

comprova dell'esistenza della società istante e del potere di rappresentanza di

__________. L'appellante censura queste sue conclusioni sorrette da documenti

unilaterali, non ufficiali e da una dichiarazione giurata non tradotta in

lingua italiana (appello, pag. 3 n. 4). Se non che, dagli atti risulta che nella

procedura di emanazione del lodo arbitrale 10 maggio 2007 la società istante ricopriva

il ruolo di attrice (doc. G1, pag. 1) e, nel contesto delle sentenze

civili 1° giugno 2007 e 27 agosto 2007, quello di parte civile (doc. D1,

pag. 1 e E1, pag. 1). Il portale “__________” poi è gestito da un ufficio

governativo (“__________”) della __________ accessibile in ogni tempo al pubblico

-come lo è appunto il registro di commercio in Ticino- all'indirizzo __________

e, per l'elenco delle società al sito __________. Invero, l'estratto prodotto

dall'istante ne attesta l'esistenza al 9 novembre 2007 (doc. B, pag. 5), ma la semplice

consultazione permette di constatare che la società è ancora attualmente

attiva. Questi elementi trovano riscontro nella dichiarazione giurata di __________

-la cui autenticità non è in dubbio essendo provvista della postilla conformemente

alla Convenzione del 5 ottobre 1961 che sopprime la legalizzazione degli atti

pubblici esteri (RS.0.172.030.4) e la cui traduzione in italiano a differenza

di quanto sostiene l'appellante si trova agli atti- laddove egli afferma che la

AO 1 esiste tuttora come società ed è pienamente attiva (doc. B1, pag. 2). Anche

il potere di rappresentanza di __________, che in quella sua medesima dichiarazione

attesta di essere l'unico ufficiale dirigente ed amministratore della AO 1 (doc.

B1, pag. 2), trova conforto nel registro “__________” consultabile al citato sito

governativo (doc. B, pag. 5). Peraltro, il connubio tra quel nominativo è la

società istante risulta altresì dal documento “Collection Agreement” (contratto

di riscossione) prodotto in bozza dal medesimo escusso (doc. 7, pag. 6).

Vero è

che la procura agli atti conferita dall'istante alla sua patrocinatrice legale -pure

provvista della postilla istituita dalla predetta Convenzione dell'Aja del 5

ottobre 1961- è stata prodotta solo in lingua inglese. Ora, il Tribunale

federale (STF 5P.475/2000 dell'8 febbraio 2001) ha censurato la giurisprudenza

di questa Camera, riconoscendo la facoltà del giudice, qualora abbia motivo di

dubitare della capacità di rappresentare e nel caso la stessa carenza possa

essere sanata entro breve, di fissare un termine alla parte per produrre i

documenti atti ad attestare questo presupposto processuale (CEF, 11 settembre

2006.

[14.2006.3] consid. 1). In concreto, si può soprassedere alla fissazione

di un termine per la produzione del testo in italiano della procura, dalla

stessa potendosi facilmente e comunque evincere che è stata firmata per conto

della società istante da __________, del cui potere di rappresentanza si è già detto.

Dal canto suo, in merito l'appellante non ha mosso obiezioni alcuna, né in sede

di udienza cui la mandataria dell'istante ha partecipato né in sede di

appello.

3.

In virtù dell'art. 80 cpv. 1 LEF quando il credito sia fondato su una

sentenza esecutiva, il creditore può chiedere in giudizio il rigetto definitivo

dell'opposizione. Sono segnatamente parificate a sentenze esecutive le

transazioni e i riconoscimenti di debito giudiziali (art. 80 cpv. 2 n. 1 LEF). Questa

definizione concerne tuttavia solo i titoli retti dal diritto federale o

cantonale (Gilliéron, Commentaire

de la LP, vol. I, Losanna 1999, n. 30 ad art. 80; apparentemente in questo

senso: Staehelin, Basler Kommentar

zum SchKG, vol. I, Basilea/Ginevra/ Monaco 1998, n. 3 ad art. 80). Il

riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni e titoli assimilati esteri è

regolato dalle convenzioni bilaterali o multilaterali concluse dalla Svizzera

o, per difetto, dalla LDIP (art. 25 segg. e 28 LDIP). Trattandosi di una

decisione estera di condanna al pagamento di una somma di denaro, l'eventuale

pronuncia del rigetto dell'opposizione richiesto sulla base di questo titolo

presuppone la dichiarazione di esecutività da parte del giudice del rigetto

(procedura di exequatur, Staehelin,

op. cit., n. 59 ad art. 80).

Tra la Svizzera e gli

Stati Uniti d'America non è stato concluso alcun trattato in materia di

riconoscimento ed esecuzione delle rispettive decisioni giudiziarie, per cui le

condizioni per il riconoscimento e l'esecuzione di una sentenza americana sono stabiliti

dagli art. 25 e segg. LDIP. In particolare secondo l'art. 25 LDIP una sentenza

straniera è riconosciuta in Svizzera se vi era competenza dei tribunali o delle

autorità dello Stato in cui fu pronunciata (lett. a), se non può più essere

impugnata con un rimedio giuridico ordinario o è definitiva (lett. b) e se non

sussiste alcun motivo di rifiuto giusta l'art. 27 LDIP (lett. c). Dal concetto

di decisione giudiziaria ai sensi dell'art. 25 LDIP esulano tuttavia le

sentenze arbitrali il cui riconoscimento e la cui esecuzione dipendono dall'art.

194.

LDIP (Berti/Däppen, Basler

Kommentar, Internationales Privatrecht, 2a

ed., Basilea 2007, n. 4 ad art. 25).

4.

Nella sua istanza la

procedente chiede il riconoscimento e l'esecuzione della sentenza 1° giugno

2007.

e della sentenza 27 agosto 2007, emesse dalla Corte Superiore dello Stato __________

(act. I, pag. 1 e 12). La medesima domanda è poi stata confermata anche in sede

di contraddittorio (verbale, pag. 1).

In concreto, la prima di

queste due decisioni si presenta quale sentenza modificata (“amended

Dispositivo

judgment”) di una precedente sentenza in contumacia emessa il 21 marzo

2007 dalla Corte Superiore __________ (doc. D1, pag. 2, primo paragrafo) che in

virtù di un non meglio precisato “accordo” stipulato il 20 giugno 2006 sarebbe

entrata immediatamente in vigore, ma di cui nulla è dato di sapere e che

non figura agli atti. Dalla sentenza 1° giugno 2007 si evince però in modo

chiaro che, contestualmente ad altre richieste, l'istante ha presentato una

mozione volta a confermare la sentenza arbitrale 10 maggio 2007 emessa

contro l'imputato AP 1, così da permettergli di avvalersi anche presso

di lui per la somma di $113'991.78 (doc. D1, pag. 2, 2° paragrafo). Il

relativo lodo arbitrale in effetti, stabiliva che l'attrice AO 1 incassi dal

convenuto AP 1 la somma di USD 113'991.78 oltre agli interessi su tale somma al

tasso del 10% (dieci percento) per anno a far tempo dalla data di emissione del

presente lodo e fino al relativo pagamento (doc. G1, pag. 2). Ciò posto, nel

dispositivo della sentenza 1° giugno 2007 il giudice della Corte Superiore ha quindi

ripreso il predetto ordine e autorizzato l'istante ad ottenere dall'imputato

AP 1 la somma di $113'991.78 ad un tasso di interesse del dieci percento (10%)

annuo, dalla data di esecuzione della presente sentenza e fino a quando la

somma non sarà stata interamente risarcita, ed anche le spese legali relative

all'istanza di conferma della sentenza arbitrale” (doc. D1, pag. 2 n. 3). Dal

canto suo, la decisione 27 agosto 2007, che si presenta quale sentenza

ulteriormente modificata (“further amended judgment”) -per quanto di

rilievo ai fini della presente vertenza- non fa che confermare il dispositivo

del giudizio del 1° giugno 2007 e quindi l'obbligo di pagamento dell'escusso (doc.

E1, pag. 2 n. 3), le modifiche aggiunte essendo in relazione ad una richiesta

di conferma di sentenza arbitrale del 25 maggio 2007 a favore di una terza creditrice

(doc. E1, pag. 2 4° paragrafo).

5. Ora, il sistema

giuridico americano riconosce a chi è parte di una procedura di arbitrato svoltasi

in territorio statunitense e che a suo favore ha così ottenuto un lodo

arbitrale, la possibilità di chiederne conferma -in contrapposizione ad una

domanda di annullamento, modifica o rettifica- al giudice civile (“confirmation

order”: Schack, Einführung in das

US-amerikanische Zivilprozessrecht, 3a

ed., Monaco 2003, pag. 89 con rinvio a §9 FAA [Federal Arbitration Act del

1925] in: 9 USC [United States Code]). La sentenza (“judgment”) così emessa avrà

gli stessi effetti di una decisione giudiziaria ordinaria e, come tale sarà quindi

registrata ed eseguita (Schack, op.

cit., pag. 89 seg. con rinvio a §13 FAA [Federal Arbitration Act del 1925] in:

9 USC [United States Code]). Sostanzialmente, negli Stati Uniti il lodo arbitrale

viene così soppiantato in tutto e per tutto da una sentenza civile ordinaria (Schack, op. cit., pag. 90). Si parla allora

di “doctrine of merger” (“merger”= fusione, concentrazione: Il Ragazzini,

Dizionario Inglese/Italiano - Italiano/Inglese, 4a ed., Zanichelli, Bologna 2008), concetto conosciuto nell'ordinamento

giuridico angloamericano tramite il quale lo Stato di origine di un lodo

arbitrale emesso sul suo territorio può renderlo esecutivo assimilandone il contenuto

ed integrandolo poi in una sentenza esecutiva così da trasformarlo in una decisione

giudiziaria vera e propria (Walter, Internationales

Zivilprozessrecht der Schweiz, 4a

ed., Berna/Stoccarda/Vienna, 2007, pag. 382, §8 II 2 lett. a). Lodo arbitrale e

decisione giudiziaria diventano in tal modo un'entità unica (Walter, op. cit., pag. 571, §13 III 4

lett. cc).

6. Invero però, non è

affatto chiaro se questo tipo di decisioni siano suscettibili di riconoscimento

e di esecuzione in un paese estero, ossia fuori dal territorio statunitense (Schack, op. cit., pag. 90 nota 731). Una

parte della dottrina tende a considerale a tutti gli effetti delle sentenze giudiziarie

e come tali le reputa riconoscibili in uno stato estero (Schwab/Walter, Schiedsgerichtsbarkeit,

7a ed., Monaco 2005, pag. 261,

Kap. 30 n. 15 e rinvio alla nota 31), mentre la Corte suprema federale (“Bundesgerichthof”)

della Repubblica federale di Germania, in due decisioni emesse nel corso del

1984 ha riconosciuto al creditore la possibilità di scegliere liberamente fra lodo

arbitrale e decisione di conferma dello Stato di origine (Schwab/Walter, op. cit., pag. 261, Kap.

30 n. 15 e rinvii alle note 31 e 33; Geimer,

Internationales Zivilprozessrecht, 5a

ed., Colonia 2005, pag. 1171 n. 3891 e pag. 1173 n. 3899). La dottrina più

recente pare invece sostenere la tesi secondo cui in casi analoghi solo il lodo

arbitrale debba essere oggetto di riconoscimento e di esecuzione in un paese

estero (Schwab/ Walter, op. cit.,

pag. 261, Kap. 30 n. 15; Geimer,

op. cit., pag. 1173 n. 3899 con rinvio). Nel medesimo senso sembra altresì andare

la dottrina in Svizzera, laddove considera che il lodo arbitrale non viene

cancellato allorquando viene “incorporato” in una sentenza giudiziaria, ma mantiene

tutta la sua validità: in quest'ottica, è la sentenza arbitrale a dover essere

riconosciuta ed eseguita e non la decisione di conferma che lo rendeva

esecutivo (Walter, op. cit., pag.

571 § 13 III 4; Patocchi/Jermini, Basler

Kommentar, Internationales Privatrecht, 2a

ed., Basilea 2007, n. 11 ad art. 194 con riferimenti; Siehr, Zürcher Kommentar zum IPRG, 2a ed., Zurigo 2004, n. 2 ad art. 194; per

analogia, in materia di Convenzione di Lugano del 16 settembre 1988 (CL) che esclude

però l'arbitrato dal suo campo di applicazione: Knoepfler/Schweizer, Arbitrage international, Zurigo 2003,

pag. 414 segg. [SZIER/RSDIE 4/5/99 pag. 624 segg.] e in particolare le

considerazioni esposte a pag. 418 n. 7).

7. Ciò posto, in

concreto e per quanto concerne l'escusso, la decisione 1° giugno 2007 della

Corte Superiore __________ assimila in sé il lodo arbitrale 10 maggio 2007

emesso dalla __________ -importante organizzazione per l'arbitrato negli Stati

Uniti (Schack, op. cit., pag.

87)- limitandosi a dar atto della richiesta formulata dall'istante intesa a

confermarne il contenuto, segnatamente la condanna al pagamento di USD

113'991.78 che riporta nel suo dispositivo. Per il resto, rinvia a un non

meglio precisato Accordo 20 giugno 2006 e a una non meglio precisata sentenza

in contumacia 21 marzo 2007 della medesima Corte, di cui però nulla è dato

di sapere (sopra, consid. 4). Di modo che, per i motivi esposti (sopra, consid.

6) nella misura in cui con la sua istanza, la creditrice chiede espressamente il

riconoscimento e l'esecuzione della sentenza 1° giugno 2007 e sentenza 27

agosto 2007 (act. I, pag. 12), la richiesta deve essere respinta.

8. A sua difesa, è l'escusso

medesimo a sostenere -e lo ribadisce in appello- che determinante ai fini della

presente vertenza è il lodo arbitrale cui incontestabilmente la predetta

sentenza fa specifico riferimento (verbale, pag. 5 ad C; appello, pag. 3). Ora,

per l'art. 194 LDIP il riconoscimento e l'esecuzione di lodi stranieri sono

regolati dalla Convenzione di New York del 10 giugno 1958 concernente il

riconoscimento e l'esecuzione delle sentenze arbitrali estere, che è entrata in

vigore per la Svizzera il 30 agosto 1965 e per gli Stati Uniti il 29 dicembre

1970 (RS 0.277.12). Ciò posto, giusta l'art. IV n. 1 Conv. di

New York, per ottenere il riconoscimento e l'esecuzione di un lodo arbitrale,

il richiedente deve produrre insieme all'istanza l'originale della sentenza, debitamente autenticato, e l'originale della

convenzione di arbitrato (clausola compromissoria o compromesso: art. II n. 2

Conv. New York), oppure una copia di tali atti che soddisfi alle condizioni

richieste per l'autenticità, come pure una loro traduzione in una lingua ufficiale

del paese in cui l'esecuzione è chiesta (Staehelin, op. cit., n.

95 ad art. 80; Patocchi/Jermini, op.

cit., n. 42 ad art. 194). Un'attestazione

di esecutività non è per contro richiesta (STF 5P.292/2005 del 3 gennaio 2006; Staehelin, op. cit., n. 95 ad art.

80).

Se non

che, nel caso specifico, agli atti figura soltanto la copia del lodo arbitrale

e le relative conclusioni in fatto e in diritto, tradotte in lingua italiana

(doc. G/G1 e H/H1). I documenti sono tuttavia sprovvisti della debita postilla

che ne attesti l'autenticità e, soprattutto, manca la convenzione con cui le

parti hanno deciso di sottoporre ad arbitrato la risoluzione della vertenza (cfr.

doc. H1, pag. 2 n. 2), fatto questo che il convenuto contesta esplicitamente

(verbale, pag. 4 in alto). A prescindere dalla richiesta di giudizio formulata

con riferimento alla decisione 1° giugno e 27 agosto 2007 (act. I, pag. 12), il

riconoscimento e l'esecuzione del lodo arbitrale non avrebbe potuto entrare in

considerazione (Staehelin, op.

cit., n. 96 ad art. 80; Patocchi/ Jermini,

op. cit., n. 43 ad art. 194). Di conseguenza, anche sotto questo profilo

l'istanza non avrebbe potuto essere accolta.

9. Vista

l'assenza di un titolo di credito riconoscibile ed esecutivo, tale da

consentire il rigetto definitivo dell'opposizione formulata dall'escusso, l'appello

merita per finire accoglimento. La tassa di giustizia e le indennità seguono la

soccombenza dell'istante (art. 48, 49, 61 cpv. 1 e 62 cpv. 1 OTLEF).

Per i quali motivi,

richiamati gli art. 80 LEF, 48, 49, 61 cpv. 1 e 62 cpv. 1 OTLEF;

pronuncia: 1. L'appello 20 agosto 2008 di AP

1, __________, è accolto. Di conseguenza, i dispositivi n. 1 e 2 della sentenza

17 luglio 2008 del Pretore __________, sono così riformati:

“1. L'istanza 30 aprile 2008 di rigetto

dell'opposizione in via definitiva, con domanda di exequatur, formulata da AO

1, __________, è respinta.

2. La

tassa di giustizia di fr. 300.–, da anticipare dalla parte istante resta a suo

carico, con l'obbligo di rifondere alla controparte fr. 2'000.– a titolo di

ripetibili.”

2. La tassa di

giustizia di fr. 450.–, già anticipata dall'appellante, è posta a carico di AO

1, __________, obbligata a rifondere a AP 1, __________, fr. 1'500.– a titolo

di indennità.

3. Intimazione:

–;

–.

Comunicazione alla Pretura

__________.

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale

d’appello

Il presidente La

segretaria

Giacché il valore litigioso della vertenza è di fr.

129'504.–, contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in

materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni

dalla notificazione (art. 72 e segg. LTF).

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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