14.2009.18
Appello contro la dichiarazione di fallimento. Novum autentico. Solvibilità resa verosimile
25 marzo 2009Italiano7 min
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Numero d'incarto:
14.2009.18
Data decisione, Autorità:
25.03.2009, CEF
Titolo:
Appello contro la dichiarazione di fallimento. Novum autentico. Solvibilità resa verosimile
RICORSO CONTRO IL FALLIMENTO
art. 174 cpv. 2 cf. 1 LEF
art. 174 cpv. 2 cf. 3 LEF
Incarto n.
14.2009.18
Lugano
25 marzo 2009
B/fp/fb
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Pellegrini, presidente,
Walser e Roggero-Will
segretaria:
Baur Martinelli,
vicecancelliera
statuendo sulla causa fallimentare dipendente dall’istanza
1. dicembre 2008 presentata da
AO 1 (rappr. da: RA 1
contro
AP 1 __________
(patrocinato dall’ PA 1 __________)
sulla quale istanza il Pretore del Distretto di __________,
con sentenza 4 marzo 2009 ha così deciso:
“1. È pronunciato il fallimento di AP 1, __________, a
far tempo da giovedì
5 marzo 2009 alle ore 10.00.
2./3./4. Omissis.”
Sentenza dedotta tempestivamente in appello AP 1
che con atto
12 marzo 2009 ne ha postulato l’annullamento;
preso atto che la AO 1 con scritto 11 marzo 2009 ha
ritirato l’istanza
di fallimento, per cui non le stato assegnato il
termine per presentare
eventuali osservazioni;
rilevato che con ordinanza presidenziale 16 marzo
2009 all’appello è stato
concesso effetto sospensivo parziale;
ritenuto
Fatti
A. Nell’ambito
dell’esecuzione n. __________ dell’UE __________ la AO 1 ha chiesto il fallimento
di AP 1 per il mancato pagamento di fr. 2'000.--.
B. All’udienza di contraddittorio del 18 aprile 2009 nessuno è
comparso.
C. Con
sentenza 4 marzo 2009 il Pretore del Distretto __________, __________, ha
dichiarato il fallimento di AP 1 a far tempo da giovedì 5 marzo 2009 alle ore
10.00.
D. Con
l’appello AP 1 sostiene di avere saldato l’esecuzione in oggetto, producendo
una ricevuta 5 marzo 2009 dell’UE di __________ relativa al versamento di fr.
2'259.-- a saldo dell’esecuzione n. __________ (doc. D). L’appellante asserisce
poi di essere solvibile, rilevando che le esecuzioni, che risultano ancora
pendenti nei suoi confronti (doc. H) sono in parte state pagate, altre sono
allo stadio di opposizione, per altre ancora è stata rifiutata la relativa
domanda di proseguimento. A suo carico non vi sono inoltre attestati di carenza
di beni.
Considerato
Considerandi
1.
a) In
virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare
la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende
verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:
1) il
debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2) l'importo
dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a
disposizione del creditore; o che
3) il
creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
L’autorità
giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la
dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio in
contrapposizione agli pseudonova o nova impropri) solo se risultano adempiuti i
presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non
vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far
valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità.
Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità
giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di
debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata
ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF.
L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare
i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di
una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo
indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere
dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali
nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento
in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi
indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di
riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti
bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore
sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua
solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa
verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal
debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti
dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti
pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Giroud, Basler
Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF;
Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003,
§ 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung
des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in
Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95
(1999) n. 8 p. 172).
b) Dalla ricevuta 5 marzo 2009 __________
(doc. D) risulta che l’appellante ha saldato l’esecuzione in oggetto n. __________
posteriormente alla dichiarazione di fallimento. Lo stesso giorno ha ritirato
la domanda di fallimento (doc. H), per cui
risultano
adempiuti sia il presupposto previsto all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF che quello
di cui all’art. 174 cpv. 2 n. 3 LEF.
Per
quel che concerne il requisito della solvibilità va rilevato che dall’estratto
delle esecuzioni __________ al 13 marzo 2009 (doc. H) si evince che nei
confronti dell’appellante sono pendenti 15 esecuzioni per un importo
complessivo di fr. 37'510.70. Di queste procedure 8 si trovano allo stadio di
opposizione totale, per cui in questa fase di procedura il relativo debito
posto in esecuzione non è ancora stato accertato, in 2 procedure la domanda di
proseguimento è stata rifiutata, mentre le rimanenti 5 esecuzioni sono state
pagate. A carico del convenuto non risultano attestati di carenza di beni. Le
precedenti considerazioni portano a concludere che l’appellante dispone di
liquidità sufficiente a far fronte ai suoi obblighi accertati, per cui il
presupposto della solvibilità può essere ritenuto reso sufficientemente
verosimile. Ai sensi dell’art. 174 cpv. 2 LEF il fallimento di AP 1 va
annullato.
2.
L'appello va pertanto accolto.
La
tassa di giustizia è posta in ambo le sedi a carico dell'appellante (art. 49
OTLEF).
Le
spese dell’Ufficio fallimenti sono caricate all’appellante.
Dispositivo
Per questi motivi,
richiamato l'art. 174 cpv.
2 LEF
pronuncia:
I. L'appello
è accolto.
“1. La
dichiarazione di fallimento 4 marzo 2009 pronunciata dal Pretore del __________,
inc. EF. __________ nei confronti di AP 1AP 1, è annullata.
2. La tassa di
giustizia di prima sede di fr. 80.--, da anticipare come di rito, è posta a
carico di AP 1. Non si assegnano indennità.
3. Le spese __________
__________, da anticipare come di rito, sono poste a carico di AP 1”.
II. La
tassa di giustizia del presente giudizio di fr. 120.--, già anticipata
dall’appellante, resta a carico di AP 1. Non si assegnano indennità.
III. Intimazione a:
-
AO 1;
-
RA 1, __________;
- Ufficio __________, __________;
-
Ufficio __________;
-
Ufficio __________;
-
Ufficio del Registro fondiario del Distretto di __________;
Comunicazione
alla Pretura __________Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello
Il presidente
La segretaria
Contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30
giorni dalla notificazione (art. 72 e segg. LTF).
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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