Lexipedia

Decisione

14.2009.39

Appello contro la dichiarazione di fallimento. Novum autentico. Solvibilità

7 maggio 2009Italiano9 min

Source ti.ch

Fatti

Inc. CEF

no. 14.2009.27

A. Nell’ambito

dell’esecuzione n. __________ dell’UE di ____________________ la AO 1 ha

chiesto il fallimento della AP 1 per il mancato pagamento di fr. 2'348.90 oltre

accessori, dedotti eventuali acconti.

B. All’udienza di contraddittorio dell’11 marzo 2009 nessuno è

comparso.

C. Con sentenza 17 marzo 2009 il Pretore del Distretto di __________,

ha dichiarato il fallimento della AP 1 a far tempo da mercoledì 18 marzo alle

ore 10.00.

D. Con appello 18 marzo 2009 AP 1 asserisce di avere saldato

l’esecuzione in oggetto, producendo una ricevuta di quello stesso giorno

dell’UE di __________ relativa al pagamento di fr. 2'639.30 a saldo

dell’esecuzione n. __________. L’appellante rileva inoltre di essere in grado

di garantire la sua solvibilità con il pagamento dei suoi debiti.

Inc. no.

14.2009.39

Pure nell’ambito

dell’esecuzione n. __________ dell’UE di __________ la AO 1 ha chiesto il

fallimento della AP 1 per il mancato pagamento di fr. 1'165.40 oltre accessori,

dedotti eventuali acconti.

B. All’udienza

di contraddittorio dell’11 marzo 2009 nessuno è

comparso.

C. Con sentenza 20 aprile 2009 il Pretore del Distretto di

__________,

ha pronunciato di nuovo il fallimento della AP 1 a far tempo da martedì 21

aprile 2009 alle ore 10.00.

D. Con

appello 21 aprile 2009 e integrazione 24 aprile 2009 AP 1 asserisce di avere

saldato l’esecuzione in oggetto, producendo una ricevuta 24 aprile 2009 dell’UE

di __________ relativa al pagamento di fr. 1'470.-- a saldo dell’esecuzione n. __________

(doc. C). L’appellante rileva inoltre di avere saldato due ulteriori

esecuzioni, presentando due ricevute dell’UE di __________ sempre del 24

aprile 2009 relative al versamento di fr. 17'216.90 rispettivamente di fr.

2'245.90 a saldo delle esecuzioni n. __________ promossa dalla C__________ S__________

rispettivamente n. 1233094 promossa dalla C__________ c__________ di c__________

(doc. A e B).

AP 1

dichiara poi di essere intenzionata a pagare le ulteriori procedure pendenti a

suo carico presso l’Uffico esecuzione.

Considerato

Considerandi

1.

Gli

atti di appello 18 marzo 2009 e 21 aprile 2009 si riferiscono a due cause

pendenti tra le stesse parti per fattispecie di fallimento giuridicamente

analoghe. Le cause vanno quindi considerate connesse ai sensi dell’art. 320 CPC

(per il rinvio dell’art. 25 LALEF) e possono essere congiunte ed evase con una

sola sentenza, pur mantenendo la loro autonomia nel senso che i dispositivi

restano separati e possono essere impugnati singolarmente.

2.

a) In

virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare

la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende

verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:

1) il

debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

2) l'importo

dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a

disposizione del creditore; o che

3) il

creditore ha ritirato la domanda di fallimento.

L’autorità

giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la

dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio in

contrapposizione agli pseudonova o nova impropri) solo se risultano adempiuti i

presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non

vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far

valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità.

Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria

superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora

solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al

concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve

essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori

alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà

passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in

questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal

valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di

fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il

fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La

solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi,

quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di

credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le

esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono

però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa

appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la

produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione.

La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla

concessione dell’effetto sospensivo (Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des

Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14

p. 305; Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des

Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U.

Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).

b) Inc. CEF

14.2009.39

Dalla ricevuta 24 aprile 2009 dell’UE di __________ (doc. C)

emerge che l’appellante ha saldato l’esecuzione in oggetto n. __________

posteriormente alla dichiarazione di fallimento, per cui risulta adempiuto il

presupposto previsto all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.

Per quel

che concerne il requisito della solvibilità va rilevato che l’appellante ha

prodotto due ulteriori ricevute relative al saldo delle esecuzioni n. __________

promossa dalla C__________ S__________ rispettivamente n. __________ promossa

dalla C__________ c__________ di c__________ (doc. A e B). Dall’estratto delle

esecuzioni dell’UE di __________ al 5 maggio 2009 emerge però che a carico

dell’appellante sono ancora pendenti 19 procedure per un importo complessivo di

fr. 86'844.85, di cui per sei è stata concessa la dilazione di pagamento, che

costituisce già un indizio in merito alle difficoltà di pagamento dell’escussa,

mentre per due sono già stati emessi gli avvisi di pignoramento. Dal predetto

estratto risulta inoltre che a carico dell’appellante nel periodo dal 3 al 23

febbraio 2009 sono stati emessi, in ulteriori procedure esecutive, cinque

attestati di carenza di beni per complessivamente fr. 25'262.60. Ciò porta a

concludere che l’escussa non dispone di liquidità sufficiente a far fronte ai

suoi impegni, per cui il presupposto della solvibilità non può essere ritenuto

reso sufficientemente verosimile. Ai sensi dell’art. 174 cpv. 2 LEF il

fallimento di AP 1 non può essere annullato. L’appello va pertanto respinto.

c) Inc. CEF

14.2009

27

Nonostante

l’appellante abbia dimostrato di avere saldato l’esecuzione n. __________, nel

cui ambito il Pretore ha decretato il primo fallimento a far tempo dal 18

marzo 2009 alle ore 10.00 (EF.__________), le precedenti considerazioni in

merito alla carente solvibilità della AP 1 portano a respingere anche il primo appello

presentato contro tale decreto di fallimento, ove a ben vedere la situazione

finanziaria della fallita risultava ancor più compromessa.

2.

Essendo

stato concesso effetto sospensivo parziale ad ambedue gli appelli, il

fallimento deve essere nuovamente pronunciato.

La tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante (art. 49

OTLEF).

Dispositivo

Per questi motivi,

richiamato l'art. 174 cpv.

2 LEF

pronuncia:

1.L’appello 18 marzo 2009 della AP 1, __________

(inc. CEF 14.2009.27), è respinto.

2. L’appello 21 aprile 2009 della AP 1, __________ (inc. CEF

14.2009.39), è respinto.

3.Di conseguenza è dichiarato il

fallimento della AP 1, __________ a far tempo da

martedì 12 maggio 2009

alle ore 10.00.

4. La

tassa di giustizia del presente giudizio di fr. 120.--, già anticipata

dall’appellante, resta a carico della AP 1.

5. Intimazione a:

-

AO 1__________;

-

AO 1, __________;

- Ufficio __________, __________;

-

Ufficio __________;

-

Ufficio __________;

-

Ufficio del Registro fondiario del Distretto di __________;

Comunicazione

alla Pretura __________Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale

d’appello

Il

presidente

La segretaria

Contro la presente decisione è possibile presentare

ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30

giorni dalla notificazione (art. 72 e segg. LTF)

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

|

Informazioni legali |

Requisiti minimi |

Contatta il webmaster