14.2010.31
Rigetto provvisorio. Riconoscimento di debito. Eccezione di falso
18 maggio 2010Italiano17 min
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AIUTO
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Numero d'incarto:
14.2010.31
Data decisione, Autorità:
18.05.2010, CEF
Titolo:
Rigetto provvisorio. Riconoscimento di debito. Eccezione di falso
RIGETTO PROVVISORIO DELL'OPPOSIZIONE
art. 20 cpv. 3 LALEF
art. 82 LEF
Incarto n.
14.2010.31
Lugano
18 maggio 2010
B/fp/fb
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Pellegrini, presidente,
Walser e Roggero-Will
segretaria:
Baur Martinelli,
vicecancelliera
statuendo sulla causa a procedura sommaria appellabile
promossa con istanza 19 gennaio 2010 da
AP 1
contro
AO 1 __________
patrocinata dall’ PA 1
tendente ad ottenere il rigetto provvisorio
dell’opposizione interposta al PE n. __________ del 10/17 settembre 2009
dell’UEF di __________;
sulla quale istanza il Pretore della Giurisdizione __________
“1. L’istanza è respinta.
2. Le
spese e la tassa di giustizia per complessivi fr. 600.-- sono a carico della
parte istante, la quale rifonderà a controparte fr. 1'600.-- a titolo di
indennità.”
Sentenza dedotta tempestivamente in appello da AP
1 che con atto
2 aprile 2010 postula l’accoglimento dell’istanza,
protestate le spese;
lette le osservazioni 26 aprile 2010 della parte
appellata;
ritenuto
Fatti
A.
Con PE n. __________ del 10/17 settembre
2009 dell’UEF di __________ AP 1 ha escusso la AO 1 per fr. 150'000.-- oltre
interessi al 5% dal 1. gennaio 2007, indicando quale titolo di credito:
“Commissioni 2001-2002-2003-2004-2005-2006. Secondo accordo scritto del 20.12.2004
– distinta stipendi annui per 2005 approvati dal CdA.” Interposta opposizione
dall’escussa, il procedente ne ha chiesto il rigetto provvisorio.
B. Con
l’istanza AP 1 ha asserito di essere stato assunto in qualità di responsabile
amministrativo da AO 1 con contratto 8 marzo 2001 (doc. A). Il salario mensile
è stato concordato in fr. 8'000.-- lordi per 13 mensilità più fr. 500.-- mensili
di rimborso spese per i primi 4 mesi di prova. Il contratto prevedeva inoltre
che al termine del periodo di prova della durata di 4 mesi sarebbe stato
discusso “un sistema di incentivi determinati dagli obiettivi fissati di
comune accordo con la direzione”. L’istante ha rilevato che, lo stesso
giorno della firma del contratto, è stato pattuito che dopo il periodo di prova
il salario base sarebbe aumentato a fr. 8'600.--. Questo accordo è stato
apposto manualmente sul contratto di lavoro originario e a partire dal 1.
giugno 2001 la AO 1 ha notificato al Fondo di previdenza LPP, contratto no. 0__________,
uno stipendio base di fr. 110'000.-- annui (doc. D). In seguito la sua funzione
è stata modificata in “controller aziendale” (doc. E, F e G). Il 26 febbraio 2002 ha poi concordato con la AO 1 l’ “Accordo quadro per il pagamento del premio di merito
secondo gli obiettivi”, oltre allo stipendio base, fermo restando che le
altre condizioni richiamate nel contratto di lavoro restavano immutate (doc.
I). Il procedente ha poi rilevato che mediante decisione del 20 dicembre 2004 è
stato infine convenuto il pagamento di commissioni pari a fr. 25'000.--
all’anno con decorrenza dal 2001 (doc. K). Tale importo risulterebbe dalla
distinta degli stipendi annui 2005 (doc. M), dove è previsto uno stipendio
annuo di fr. 136'000.--composto di fr. 8'500.-- pari a fr. 110'500.-- più caro
vita e fr. 25'000.--, ossia fr. 136'000.-- annui (doc. N), che è stato
approvato dal CdA. L’istante ha poi rilevato di non avere mai ricevuto il
pagamento delle commissioni pattuite, nonostante egli avesse fatto parte dei
collaboratori che godevano di benefici aggiuntivi (doc. O) e che il 10 marzo 2006 ha scritto a D__________ A__________, chiedendo la sistemazione della pendenza contrattuale
(doc. P). In virtù dell’accordo del 20 dicembre 2004 la AO 1 ha allestito l’elenco degli stipendi per l’anno 2005, riconoscendogli uno stipendio totale annuo di
fr. 136'000.-- (doc. N). L’istante pretende il pagamento delle commissioni di
fr. 25'000.-- per gli anni 2001 (ottobre, novembre e dicembre), 2002, 2003,
2004, 2005 e 2006 per un importo complessivo di fr. 131'250.--. In seguito alla
sua malattia con una copertura al 100% dal 1. giorno, la AO 1 ha annunciato alla sua assicurazione uno stipendio annuo al 100% di fr. 139'443.70 (352.65 x 365
giorni = fr. 128'717.25 : 12 mesi = fr. 10'726.45 x 13 mesi = fr. 139'443.70).
La C__________ A__________ ha sempre pagato alla AO 1 il 90% sulla base dello
stipendio annuo (doc. R-S). Secondo l’istante l’accordo del 20 dicembre 2004,
la distinta degli stipendi per il 2005 e l’approvazione del CdA costituiscono
un chiaro riconoscimento di debito per fr. 131'250.-- da parte della AO 1.
C. All’udienza di contraddittorio l’istante si è confermato nella sua
domanda, mentre l’escussa ha rilevato che la stessa fattispecie è già stata
sottoposta alla medesima Pretura e, in seguito all’impugnazione della sentenza
pretorile, è gia stata esaminata pure dalla CEF, rinviando pertanto alle
motivazioni di queste istanze (doc. 2 e 3). La AO 1 ha poi nuovamente prodotto una dichiarazione di S__________ V__________ (doc. 4) e una sua comunicazione
20 dicembre 2004 di adeguamento dello stipendio (da fr. 8'500.-- a fr. 8'800.--
mensili) inviata all’istante (doc. 5), già presentati nella precedente causa.
L’escussa ha di nuovo sollevato l’eccezione di falso del doc. K.
Con
la replica AP 1 ha osservato che l’accordo doc. K è stato stipulato con D__________
A__________, in rappresentanza della AO 1. Il blocchetto OTAF è stato messo in
circolazione nel mese di novembre 2004 e quindi è giunto alla AO 1 quello
stesso mese di novembre 2004 dietro pagamento, come risulta sopra al doc. K, da
cui si evince la sigla “bonef 2004”. Il calcolo di D__________ A__________
effettuato sul doc. K è il risultato dell’importo di fr. 8'600.-- per 13 più
fr. 500.-- di rimborso spese oltre le commissioni e bonus secondo gli
obbiettivi fissati di comune accordo. I doc. K, M oltre ai doc. O e F
confluiscono esattamente nel doc. N agli atti firmato da A__________, W__________
e S__________, ove si evidenzia un suo stipendio annuo di fr. 136'000.--
relativo all’anno 2004. Il pagamento delle commissioni di fr. 25’000.--
all’anno deriva dall’assunzione da parte sua della responsabilità della
gestione informatica avvenuta nell’anno 2002, per cui dipendeva da una sua
prestazione lavorativa effettiva.
Duplicando
l’escussa ha evidenziato che qualora vi è un solo dubbio sull’esistenza di un
valido riconoscimento di debito, le parti sono rinviate alla procedura
ordinaria.
D. Con sentenza 25 marzo 2010 il Pretore della Giurisdizione di __________
ha respinto l’istanza rilevando che, come già ritenuto nella precedente causa,
la dichiarazione di S__________ V__________ (doc. 4) è atta ad inficiare
l’asserito riconoscimento di debito (doc. K), atteso che egli ha attestato che
l’accordo sarebbe in realtà intervenuto tra lui e la AO 1, tramite il suo
direttore. Tale dichiarazione, secondo il primo giudice, è suffragata da un
primo riscontro oggettivo, rilevato che lo stipendio annuo di fr. 95'500.--
indicato nel doc. K, che S__________ V__________ ha dichiarato corrispondere
esattamente con quanto da lui percepito per l’anno 2005, non coincide con
quello dell’istante per nessuno degli anni oggetto della vertenza. Il Pretore
ha poi individuato un secondo riscontro nella lettera del 20 dicembre 2004
(doc. 5), con la quale la AO 1, proprio il medesimo giorno in cui sarebbe
intervenuto l’accordo di cui al doc. K, ha confermato all’istante l’adeguamento
del salario mensile (da fr. 8'500.-- a fr. 8'800.--) dal 1. gennaio 2005 senza
però menzionare le contestate commissioni. Inoltre il doc. K manca di
determinate caratteristiche formali altrimenti ossequiate nei rapporti tra le parti.
Secondo il primo giudice, nemmeno la distinta dei salari dell’anno 2005 (doc.
M) può avvalorare la tesi dell’istante, atteso che il conteggio totale dello stipendio
annuo viene maggiorato per tutti i dipendenti, compresi coloro che rivestono un
ruolo per il quale di regola non si riconoscono delle commissioni in aggiunta
allo stipendio mensile, per cui il reale significato della maggiorazione
riscontrabile nella voce “totale annuo” non appare sufficientemente liquido. Secondo
il Pretore, pure in relazione ai salari per l’anno 2006 (doc. Z) il calcolo
formulato dall’istante analogamente al doc. M non è attuabile. Infine nemmeno
le attestazioni dell’assicurazione malattia (doc. R e GG) sono state
considerate, per il fatto che le stesse sono in contraddizione sia tra di loro che
con gli altri documenti agli atti.
E. Con
l’appello AP 1 si riconferma in sostanza nelle sue allegazioni di prima sede.
In particolare l’appellante ha rinviato alle liste degli stipendi dei
dipendenti per gli anni 2004 (doc. T), 2005 (doc. M) e 2006 (doc. Z) rilevando
che il salario non si componeva unicamente dello stipendio base, che è stato aumentato
da fr. 8'000.-- iniziali lordi per 13 mensilità fino a giungere a fr. 8'800.--
per l’anno 2005, ma anche di un importo ulteriore che determinava il totale evidenziato
nell’ultima colonna delle tabelle. AP 1 rileva che nell’incarto, da lui
ritirato in Pretura per l’allestimento dell’appello, manca il doc. T,
presentato durante l’udienza di contraddittorio, e che da una verifica
telefonica effettuata dalla Pretura è emerso che il citato documento non si
trova nemmeno presso l’avv. PA 1. L’appellante ne chiede l’edizione da parte
della AO 1.
F. Delle
osservazioni della parte appellata, si dirà, se del caso, in seguito.
Considerato
Considerandi
1.
Se
il credito si fonda su un riconoscimento di debito constatato mediante atto
pubblico o scrittura privata, il creditore può chiedere il rigetto provvisorio
dell'opposizione (art. 82 cpv. 1 LEF). La nozione di riconoscimento di debito
constatato mediante scrittura privata, che non è definita dalla legge, implica
necessariamente il riconoscimento da parte dell'escusso o del suo
rappresentante di un'obbligazione in relazione ad una somma di denaro
determinata o facilmente determinabile. Il riconoscimento di debito può essere
dedotto anche da un insieme di documenti a condizione che da essi risultino gli
elementi necessari. Condizione essenziale è che la somma di denaro riconosciuta
sia facilmente determinabile secondo criteri oggettivi stabiliti in precedenza
e sottratti a possibilità di modifica unilaterale dipendente dalla volontà
delle parti (Cometta, Il rigetto
provvisorio dell'opposizione nella prassi giudiziaria ticinese, in: Rep 1989 pag. 338 con riferimenti).
Il
giudice del rigetto accerta d'ufficio ed in ogni stadio di causa (quindi anche
in sede di appello) se la documentazione prodotta costituisce valido
riconoscimento di debito e se vi è identità fra il creditore, il debitore e il
credito indicati nel precetto esecutivo e nell'istanza con il creditore, il
debitore ed il credito di cui ai documenti prodotti (Cometta, op. cit., pag. 331).
La
dichiarazione di riconoscimento di debito è una dichiarazione di volontà con la
quale il debitore si obbliga a pagare una certa somma di denaro: essa
dev'essere chiara, esplicita, non equivoca, non discutibile o soggetta a
interpretazione (Panchaud/Caprez,
Die Rechtsöffnung, Zurigo 1980, § 1 n. 7 pag. 3).
Il
limitato potere di cognizione del giudice del rigetto provvisorio non consente
l’indagine volta a stabilire quale sia il reale significato di una
dichiarazione che non appaia sufficientemente liquida, ritenuto che tale
accertamento è compito del giudice ordinario (Cometta, op. cit. in Rep 1989 p.
330).
Per l’art. 82 cpv. 2 LEF il giudice pronuncia il rigetto provvisorio
dell’opposizione a meno che il debitore sollevi e giustifichi immediatamente delle
eccezioni tali da infirmare il riconoscimento di debito; all’escusso incombe
l’onere di dimostrare la verosimiglianza delle eccezioni che deduce in
giudizio. Secondo la giurisprudenza le eccezioni devono anche essere
sostanziate in modo per lo meno verosimile, nel senso che a confronto delle
allegazioni devono esserci riscontri oggettivi (cfr. DTF 104 Ia 413, consid. 4; jaeger/walder/Kull/kottmann,
Bundesgsetz über Schuldbetreibung und Konkurs, vol. I, 4a ed., Zurigo 1997, n.
28.
ad art. 82; staehelin, Basler
Kommentar zum SchKG, vol. I, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 87 seg. ad
art. 82; gilliéron, Commentarie
de la LP, vol. I, Losanna 1999, n. 82 ad art. 82; stücheli, Die Rechtsöffung, tesi Zurigo
200, pag. 350 con rif.).
L’escutente
pretende che l’accordo redatto a mano su un foglio di un bloc notes
illustrato, pubblicato dalla Fondazione __________, recante la data 20 dicembre
2004, firmato da D__________ A__________, direttore di AO 1 (doc. K), secondo
il quale gli sarebbero state riconosciute commissioni ammontanti a fr.
25'000.-- all’anno più rimborso spese a decorrere dal 2001, costituisce valido
riconoscimento di debito ai sensi dell’art. 82 cpv. 1 LEF. Ciò in particolare
per le commissioni poste in esecuzione di fr. 25'000.-- all’anno dal 2001 (per
i mesi di ottobre novembre e dicembre) al 2006, ossia per complessivi fr. 131’250.--.
AO
1.
solleva l’eccezione di falso e di non conformità del doc. K con l’originale.
In sostanza, motivo del contendere è la presenza all'incarto di un valido
riconoscimento di debito, indicato in quel documento.
2.
Secondo
l’art. 20 cpv. 3 LALEF nella procedura sommaria in tema di esecuzione e
fallimento nessuna prova per testimoni o perizia è ammissibile se non quale
dichiarazione scritta o perizia di parte, prodotta contemporaneamente
all’istanza scritta, se dall’attore, rispettivamente al principio dell’udienza,
se proposta dal convenuto. All’udienza di contraddittorio l’istante può
produrre qualsiasi nuovo documento, comprese deposizioni testimoniali in forma scritta
la cui efficacia probatoria è però minore (Cocchi/Trezzini,
TI-CPC, n. 10 ad art. 20 LALEF).
L’escussa
ha prodotto al contraddittorio una dichiarazione di S__________ __________ pure
suo dipendente (doc. 4).
3.
A
proposito del doc. K, S__________ V__________ ha attestato che:
- gli
appunti indicati riguardano la calcolazione pattuita con D__________ A__________
per quel che riguarda il mio operato, valida per la determinazione dell’acconto
di giugno 2005;
- sul
foglio in questione erano riportate originariamente soltanto le parti
scritte in nero, di proprio pugno da__________, in mia presenza;
- lo
scritto è stato stilato in occasione di un incontro tenutosi nel corso del
mese di giugno 2005;
- sia
l’importo indicato alla voce stipendio (Fr. 95'500.00) sia il totale (Fr.
120'000.00) non sono stati cancellati da D__________ A__________ in mia
presenza;
- gli
importi riportati, compresa la voce “stipendio” sono quelli discussi in
occasione dell’incontro.
- Durante
il periodo 1 gennaio-31 dicembre 2005 il mio salario percepito ammontava
esattamente a fr. 95'500.00”.
Come
già ritenuto nella sentenza precedente di questa Camera (cfr. CEF sentenza del
31.
ottobre 2007 [14.2007.14], esaminando il doc. K si giunge di nuovo alla
conclusione che questo documento non è stato allestito allo scopo di concedere
una provvigione di fr. 25'000.-- all’appellante. Infatti l’indicazione delle
percentuali delle provvigioni legate al raggiungimento di prefissate cifre
d’affari (1<1%, 2>1,5%, 2-3 2%), i relativi importi di provvigione (10'000.--,
15'000.--), il loro totale (25'000.--) più l’importo dello stipendio base
(95'500.--), nonché il totale 120'000.-- sono stati scritti con penna nera
verosimilmente da D__________ A__________, direttore di AO 1, che vi ha apposto
la sua firma, mentre la seconda parte del documento, del seguente tenore: “OK
Va bene frs. 25'000.— annui di commissioni + rimborso spese come da contratto
08/03/2001, decorrenza 2001” più la data “20/12/2004”, l’indicazione “Per
Accordo” e la firma “AP 1” è stata invece scritta con penna blu e
calligrafia diversa, verosimilmente da AP 1, che vi ha apposto pure la sua
firma. Determinante è che proprio lo stipendio, cancellato con tratto di penna
blu, di fr. 95'500.-- corrisponde esattamente allo stipendio che S__________ V__________
ha dichiarato di avere percepito dal 1. gennaio al 31 dicembre 2005, il quale
ha pure affermato che la voce stipendio di fr. 95'500.-- e il totale di fr.
120'000.-- (incluso la provvigione di fr. 25'000.--) non sono state cancellate
da D__________ A__________ in sua presenza (doc. 4). D’altro canto il predetto
stipendio di fr. 95'500.-- non corrisponde allo stipendio percepito da AP 1 al
20.
dicembre 2004 ammontante a fr. 8'500.-- al mese, ossia a fr. 110'500.--
annui, come emerge dallo scritto del 20 dicembre 2004, con cui la AO 1 ha notificato all’appellante l’adeguamento del suo salario per il 2005 da fr. 8'500.-- a fr.
8'800.-- (doc. 5). Che il doc. K concerneva S__________ V__________ appare
ancor più verosimile esaminando lo scritto del 17 gennaio 2000 della AO 1 a quest’ultimo (doc. LL), in cui sono indicate, per il calcolo delle provvigioni sulla cifra
d’affari da lui conseguita, esattamente le stesse percentuali (1, 1.5, 2%)
menzionate sul doc. K. Concedere delle provvigioni legate al raggiungimento di
precise cifre d’affari ad un responsabile di vendita per l’Italia come S__________
V__________ (doc. G e LL) è più plausibile che ad un dipendente del settore
amministrativo e finanziario. Orbene le precedenti considerazioni portano a
concludere che l’appellata ha reso verosimile, sulla base di riscontri
oggettivi, che il doc. K non è stato allestito allo scopo di riconoscere
all’appellante provvigioni per l’importo posto in esecuzione. L’appellante ha
fondato la sua richiesta pure su tre documenti indicati quali distinte di
salario per gli anni 2004 (doc. T), 2005 (doc. M) e 2006 (doc. Z). A proposito
del doc. T, di cui l’appellante chiede l’edizione, non risultando più agli
atti, va rilevato che questo documento non è stato consegnato a questa Camera
con l’invio da parte della Pretura degli allegati delle parti. Poco importa. Trovandosi
agli atti due documenti definiti dallo stesso appellante analoghi, ossia i doc.
M e Z, l’acquisizione mediante richiamo (edizione) da controparte (ammesso che
un’iniziativa del genere sia compatibile con l’art. 20 cpv. 3 LALEF) del doc. T
si rivelerebbe, comunque sia, ininfluente ai fini del giudizio. Infatti,
l’esame dei doc. M e Z non permette di stabilire in modo sufficientemente
liquido come si è giunti a calcolare per AP 1 un “totale annuo” per il
2005.
di fr. 136'000.-- (doc. M) rispettivamente per il 2006 di fr. 136'565.80
(doc. Z), ritenuto che sommando gli importi ivi indicati (fr. 114'920.--
secondo il doc. M risp. fr. 116'740.-- secondo il doc. Z) alla provvigione di
fr. 25'000.-- fatta valere dall’appellante, si giunge a importi ben superiori a
quelli menzionati quali “totali annui”. Non solo. L’esame di questi
documenti, indicati dall’appellante quali “programmi salariali”, induce
a ritenere che si tratta di preventivi salariali, in cui nei totali annui sono stati
conteggiati dalla AO 1, oltre agli stipendi base, pure il carovita, le spese effettive/forfettarie,
la quota di oneri sociali e di cassa pensione a suo carico e altro. D’altro
canto, come giustamente rilevato dal primo giudice, da questi documenti si
evince che il conteggio totale dello stipendio annuo viene maggiorato per tutti
i dipendenti, compresi coloro che esercitano una funzione per la quale di regola
non viene riconosciuta una provvigione in aggiunta allo stipendio mensile. Che
nel “totale annuo” indicato in questi documenti è inclusa anche la
provvigione di fr. 25'000.-- pretesa dall’appellante non appare verosimile,
atteso che l’appellante, pur essendo stato responsabile amministrativo anche
dei “salari/stipendi, conteggi di fine anno a enti sociali” (cfr. doc.
A, E e L) non ha fornito chiarimenti convincenti. L’accordo sulla provvigione
di fr. 25'000.-- non può nemmeno essere ricostruito attraverso le attestazioni
dell’assicurazione malattia (doc. R e GG). Le precedenti considerazioni portano
a concludere che le provvigioni fatte valere da AP 1 non possono essere
determinate nell’ambito di questa procedura, che non permette un’indagine volta
a stabilire quale sia il reale significato di documenti che non appaiono
sufficientemente liquidi, ritenuto che, se del caso, tale accertamento è
compito del giudice ordinario.
L’istanza
di AP 1 è stata pertanto correttamente respinta in sede pretorile, in mancanza
di un valido riconoscimento di debito ai sensi dell’art. 82 LEF.
4.
L’appello
va respinto.
Tassa
di giustizia e indennità seguono la soccombenza (art. 48, 49, 61 cpv. 1 e 62
cpv. 1 OTLEF).
Per i quali motivi,
richiamato l’art. 82
LEF
pronuncia:
1.
L’appello
è respinto.
2.
La
tassa di giustizia di fr. 800.--, già anticipata da AP 1, resta a suo carico,
il quale rifonderà a AO 1 fr. 1'600.-- di indennità.
3.
Intimazione: -
AP 1, __________
-
avv. PA 1, __________
Comunicazione
alla Pretura della Giurisdizione di __________
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello
Il presidente La
segretaria
Giacchè il valore litigioso della vertenza è di fr.
131'250.--, contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in
materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla
notificazione (art. 72 e segg. LTF).
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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