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Decisione

14.2010.31

Rigetto provvisorio. Riconoscimento di debito. Eccezione di falso

18 maggio 2010Italiano17 min

Source ti.ch

Fatti

A.

Con PE n. __________ del 10/17 settembre

2009 dell’UEF di __________ AP 1 ha escusso la AO 1 per fr. 150'000.-- oltre

interessi al 5% dal 1. gennaio 2007, indicando quale titolo di credito:

“Commissioni 2001-2002-2003-2004-2005-2006. Secondo accordo scritto del 20.12.2004

– distinta stipendi annui per 2005 approvati dal CdA.” Interposta opposizione

dall’escussa, il procedente ne ha chiesto il rigetto provvisorio.

B. Con

l’istanza AP 1 ha asserito di essere stato assunto in qualità di responsabile

amministrativo da AO 1 con contratto 8 marzo 2001 (doc. A). Il salario mensile

è stato concordato in fr. 8'000.-- lordi per 13 mensilità più fr. 500.-- mensili

di rimborso spese per i primi 4 mesi di prova. Il contratto prevedeva inoltre

che al termine del periodo di prova della durata di 4 mesi sarebbe stato

discusso “un sistema di incentivi determinati dagli obiettivi fissati di

comune accordo con la direzione”. L’istante ha rilevato che, lo stesso

giorno della firma del contratto, è stato pattuito che dopo il periodo di prova

il salario base sarebbe aumentato a fr. 8'600.--. Questo accordo è stato

apposto manualmente sul contratto di lavoro originario e a partire dal 1.

giugno 2001 la AO 1 ha notificato al Fondo di previdenza LPP, contratto no. 0__________,

uno stipendio base di fr. 110'000.-- annui (doc. D). In seguito la sua funzione

è stata modificata in “controller aziendale” (doc. E, F e G). Il 26 febbraio 2002 ha poi concordato con la AO 1 l’ “Accordo quadro per il pagamento del premio di merito

secondo gli obiettivi”, oltre allo stipendio base, fermo restando che le

altre condizioni richiamate nel contratto di lavoro restavano immutate (doc.

I). Il procedente ha poi rilevato che mediante decisione del 20 dicembre 2004 è

stato infine convenuto il pagamento di commissioni pari a fr. 25'000.--

all’anno con decorrenza dal 2001 (doc. K). Tale importo risulterebbe dalla

distinta degli stipendi annui 2005 (doc. M), dove è previsto uno stipendio

annuo di fr. 136'000.--composto di fr. 8'500.-- pari a fr. 110'500.-- più caro

vita e fr. 25'000.--, ossia fr. 136'000.-- annui (doc. N), che è stato

approvato dal CdA. L’istante ha poi rilevato di non avere mai ricevuto il

pagamento delle commissioni pattuite, nonostante egli avesse fatto parte dei

collaboratori che godevano di benefici aggiuntivi (doc. O) e che il 10 marzo 2006 ha scritto a D__________ A__________, chiedendo la sistemazione della pendenza contrattuale

(doc. P). In virtù dell’accordo del 20 dicembre 2004 la AO 1 ha allestito l’elenco degli stipendi per l’anno 2005, riconoscendogli uno stipendio totale annuo di

fr. 136'000.-- (doc. N). L’istante pretende il pagamento delle commissioni di

fr. 25'000.-- per gli anni 2001 (ottobre, novembre e dicembre), 2002, 2003,

2004, 2005 e 2006 per un importo complessivo di fr. 131'250.--. In seguito alla

sua malattia con una copertura al 100% dal 1. giorno, la AO 1 ha annunciato alla sua assicurazione uno stipendio annuo al 100% di fr. 139'443.70 (352.65 x 365

giorni = fr. 128'717.25 : 12 mesi = fr. 10'726.45 x 13 mesi = fr. 139'443.70).

La C__________ A__________ ha sempre pagato alla AO 1 il 90% sulla base dello

stipendio annuo (doc. R-S). Secondo l’istante l’accordo del 20 dicembre 2004,

la distinta degli stipendi per il 2005 e l’approvazione del CdA costituiscono

un chiaro riconoscimento di debito per fr. 131'250.-- da parte della AO 1.

C. All’udienza di contraddittorio l’istante si è confermato nella sua

domanda, mentre l’escussa ha rilevato che la stessa fattispecie è già stata

sottoposta alla medesima Pretura e, in seguito all’impugnazione della sentenza

pretorile, è gia stata esaminata pure dalla CEF, rinviando pertanto alle

motivazioni di queste istanze (doc. 2 e 3). La AO 1 ha poi nuovamente prodotto una dichiarazione di S__________ V__________ (doc. 4) e una sua comunicazione

20 dicembre 2004 di adeguamento dello stipendio (da fr. 8'500.-- a fr. 8'800.--

mensili) inviata all’istante (doc. 5), già presentati nella precedente causa.

L’escussa ha di nuovo sollevato l’eccezione di falso del doc. K.

Con

la replica AP 1 ha osservato che l’accordo doc. K è stato stipulato con D__________

A__________, in rappresentanza della AO 1. Il blocchetto OTAF è stato messo in

circolazione nel mese di novembre 2004 e quindi è giunto alla AO 1 quello

stesso mese di novembre 2004 dietro pagamento, come risulta sopra al doc. K, da

cui si evince la sigla “bonef 2004”. Il calcolo di D__________ A__________

effettuato sul doc. K è il risultato dell’importo di fr. 8'600.-- per 13 più

fr. 500.-- di rimborso spese oltre le commissioni e bonus secondo gli

obbiettivi fissati di comune accordo. I doc. K, M oltre ai doc. O e F

confluiscono esattamente nel doc. N agli atti firmato da A__________, W__________

e S__________, ove si evidenzia un suo stipendio annuo di fr. 136'000.--

relativo all’anno 2004. Il pagamento delle commissioni di fr. 25’000.--

all’anno deriva dall’assunzione da parte sua della responsabilità della

gestione informatica avvenuta nell’anno 2002, per cui dipendeva da una sua

prestazione lavorativa effettiva.

Duplicando

l’escussa ha evidenziato che qualora vi è un solo dubbio sull’esistenza di un

valido riconoscimento di debito, le parti sono rinviate alla procedura

ordinaria.

D. Con sentenza 25 marzo 2010 il Pretore della Giurisdizione di __________

ha respinto l’istanza rilevando che, come già ritenuto nella precedente causa,

la dichiarazione di S__________ V__________ (doc. 4) è atta ad inficiare

l’asserito riconoscimento di debito (doc. K), atteso che egli ha attestato che

l’accordo sarebbe in realtà intervenuto tra lui e la AO 1, tramite il suo

direttore. Tale dichiarazione, secondo il primo giudice, è suffragata da un

primo riscontro oggettivo, rilevato che lo stipendio annuo di fr. 95'500.--

indicato nel doc. K, che S__________ V__________ ha dichiarato corrispondere

esattamente con quanto da lui percepito per l’anno 2005, non coincide con

quello dell’istante per nessuno degli anni oggetto della vertenza. Il Pretore

ha poi individuato un secondo riscontro nella lettera del 20 dicembre 2004

(doc. 5), con la quale la AO 1, proprio il medesimo giorno in cui sarebbe

intervenuto l’accordo di cui al doc. K, ha confermato all’istante l’adeguamento

del salario mensile (da fr. 8'500.-- a fr. 8'800.--) dal 1. gennaio 2005 senza

però menzionare le contestate commissioni. Inoltre il doc. K manca di

determinate caratteristiche formali altrimenti ossequiate nei rapporti tra le parti.

Secondo il primo giudice, nemmeno la distinta dei salari dell’anno 2005 (doc.

M) può avvalorare la tesi dell’istante, atteso che il conteggio totale dello stipendio

annuo viene maggiorato per tutti i dipendenti, compresi coloro che rivestono un

ruolo per il quale di regola non si riconoscono delle commissioni in aggiunta

allo stipendio mensile, per cui il reale significato della maggiorazione

riscontrabile nella voce “totale annuo” non appare sufficientemente liquido. Secondo

il Pretore, pure in relazione ai salari per l’anno 2006 (doc. Z) il calcolo

formulato dall’istante analogamente al doc. M non è attuabile. Infine nemmeno

le attestazioni dell’assicurazione malattia (doc. R e GG) sono state

considerate, per il fatto che le stesse sono in contraddizione sia tra di loro che

con gli altri documenti agli atti.

E. Con

l’appello AP 1 si riconferma in sostanza nelle sue allegazioni di prima sede.

In particolare l’appellante ha rinviato alle liste degli stipendi dei

dipendenti per gli anni 2004 (doc. T), 2005 (doc. M) e 2006 (doc. Z) rilevando

che il salario non si componeva unicamente dello stipendio base, che è stato aumentato

da fr. 8'000.-- iniziali lordi per 13 mensilità fino a giungere a fr. 8'800.--

per l’anno 2005, ma anche di un importo ulteriore che determinava il totale evidenziato

nell’ultima colonna delle tabelle. AP 1 rileva che nell’incarto, da lui

ritirato in Pretura per l’allestimento dell’appello, manca il doc. T,

presentato durante l’udienza di contraddittorio, e che da una verifica

telefonica effettuata dalla Pretura è emerso che il citato documento non si

trova nemmeno presso l’avv. PA 1. L’appellante ne chiede l’edizione da parte

della AO 1.

F. Delle

osservazioni della parte appellata, si dirà, se del caso, in seguito.

Considerato

Considerandi

1.

Se

il credito si fonda su un riconoscimento di debito constatato mediante atto

pubblico o scrittura privata, il creditore può chiedere il rigetto provvisorio

dell'opposizione (art. 82 cpv. 1 LEF). La nozione di riconoscimento di debito

constatato mediante scrittura privata, che non è definita dalla legge, implica

necessariamente il riconoscimento da parte dell'escusso o del suo

rappresentante di un'obbligazione in relazione ad una somma di denaro

determinata o facilmente determinabile. Il riconoscimento di debito può essere

dedotto anche da un insieme di documenti a condizione che da essi risultino gli

elementi necessari. Condizione essenziale è che la somma di denaro riconosciuta

sia facilmente determinabile secondo criteri oggettivi stabiliti in precedenza

e sottratti a possibilità di modifica unilaterale dipendente dalla volontà

delle parti (Cometta, Il rigetto

provvisorio dell'opposizione nella prassi giudiziaria ticinese, in: Rep 1989 pag. 338 con riferimenti).

Il

giudice del rigetto accerta d'ufficio ed in ogni stadio di causa (quindi anche

in sede di appello) se la documentazione prodotta costituisce valido

riconoscimento di debito e se vi è identità fra il creditore, il debitore e il

credito indicati nel precetto esecutivo e nell'istanza con il creditore, il

debitore ed il credito di cui ai documenti prodotti (Cometta, op. cit., pag. 331).

La

dichiarazione di riconoscimento di debito è una dichiarazione di volontà con la

quale il debitore si obbliga a pagare una certa somma di denaro: essa

dev'essere chiara, esplicita, non equivoca, non discutibile o soggetta a

interpretazione (Panchaud/Caprez,

Die Rechtsöffnung, Zurigo 1980, § 1 n. 7 pag. 3).

Il

limitato potere di cognizione del giudice del rigetto provvisorio non consente

l’indagine volta a stabilire quale sia il reale significato di una

dichiarazione che non appaia sufficientemente liquida, ritenuto che tale

accertamento è compito del giudice ordinario (Cometta, op. cit. in Rep 1989 p.

330).

Per l’art. 82 cpv. 2 LEF il giudice pronuncia il rigetto provvisorio

dell’opposizione a meno che il debitore sollevi e giustifichi immediatamente delle

eccezioni tali da infirmare il riconoscimento di debito; all’escusso incombe

l’onere di dimostrare la verosimiglianza delle eccezioni che deduce in

giudizio. Secondo la giurisprudenza le eccezioni devono anche essere

sostanziate in modo per lo meno verosimile, nel senso che a confronto delle

allegazioni devono esserci riscontri oggettivi (cfr. DTF 104 Ia 413, consid. 4; jaeger/walder/Kull/kottmann,

Bundesgsetz über Schuldbetreibung und Konkurs, vol. I, 4a ed., Zurigo 1997, n.

28.

ad art. 82; staehelin, Basler

Kommentar zum SchKG, vol. I, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 87 seg. ad

art. 82; gilliéron, Commentarie

de la LP, vol. I, Losanna 1999, n. 82 ad art. 82; stücheli, Die Rechtsöffung, tesi Zurigo

200, pag. 350 con rif.).

L’escutente

pretende che l’accordo redatto a mano su un foglio di un bloc notes

illustrato, pubblicato dalla Fondazione __________, recante la data 20 dicembre

2004, firmato da D__________ A__________, direttore di AO 1 (doc. K), secondo

il quale gli sarebbero state riconosciute commissioni ammontanti a fr.

25'000.-- all’anno più rimborso spese a decorrere dal 2001, costituisce valido

riconoscimento di debito ai sensi dell’art. 82 cpv. 1 LEF. Ciò in particolare

per le commissioni poste in esecuzione di fr. 25'000.-- all’anno dal 2001 (per

i mesi di ottobre novembre e dicembre) al 2006, ossia per complessivi fr. 131’250.--.

AO

1.

solleva l’eccezione di falso e di non conformità del doc. K con l’originale.

In sostanza, motivo del contendere è la presenza all'incarto di un valido

riconoscimento di debito, indicato in quel documento.

2.

Secondo

l’art. 20 cpv. 3 LALEF nella procedura sommaria in tema di esecuzione e

fallimento nessuna prova per testimoni o perizia è ammissibile se non quale

dichiarazione scritta o perizia di parte, prodotta contemporaneamente

all’istanza scritta, se dall’attore, rispettivamente al principio dell’udienza,

se proposta dal convenuto. All’udienza di contraddittorio l’istante può

produrre qualsiasi nuovo documento, comprese deposizioni testimoniali in forma scritta

la cui efficacia probatoria è però minore (Cocchi/Trezzini,

TI-CPC, n. 10 ad art. 20 LALEF).

L’escussa

ha prodotto al contraddittorio una dichiarazione di S__________ __________ pure

suo dipendente (doc. 4).

3.

A

proposito del doc. K, S__________ V__________ ha attestato che:

- gli

appunti indicati riguardano la calcolazione pattuita con D__________ A__________

per quel che riguarda il mio operato, valida per la determinazione dell’acconto

di giugno 2005;

- sul

foglio in questione erano riportate originariamente soltanto le parti

scritte in nero, di proprio pugno da__________, in mia presenza;

- lo

scritto è stato stilato in occasione di un incontro tenutosi nel corso del

mese di giugno 2005;

- sia

l’importo indicato alla voce stipendio (Fr. 95'500.00) sia il totale (Fr.

120'000.00) non sono stati cancellati da D__________ A__________ in mia

presenza;

- gli

importi riportati, compresa la voce “stipendio” sono quelli discussi in

occasione dell’incontro.

- Durante

il periodo 1 gennaio-31 dicembre 2005 il mio salario percepito ammontava

esattamente a fr. 95'500.00”.

Come

già ritenuto nella sentenza precedente di questa Camera (cfr. CEF sentenza del

31.

ottobre 2007 [14.2007.14], esaminando il doc. K si giunge di nuovo alla

conclusione che questo documento non è stato allestito allo scopo di concedere

una provvigione di fr. 25'000.-- all’appellante. Infatti l’indicazione delle

percentuali delle provvigioni legate al raggiungimento di prefissate cifre

d’affari (1<1%, 2>1,5%, 2-3 2%), i relativi importi di provvigione (10'000.--,

15'000.--), il loro totale (25'000.--) più l’importo dello stipendio base

(95'500.--), nonché il totale 120'000.-- sono stati scritti con penna nera

verosimilmente da D__________ A__________, direttore di AO 1, che vi ha apposto

la sua firma, mentre la seconda parte del documento, del seguente tenore: “OK

Va bene frs. 25'000.— annui di commissioni + rimborso spese come da contratto

08/03/2001, decorrenza 2001” più la data “20/12/2004”, l’indicazione “Per

Accordo” e la firma “AP 1” è stata invece scritta con penna blu e

calligrafia diversa, verosimilmente da AP 1, che vi ha apposto pure la sua

firma. Determinante è che proprio lo stipendio, cancellato con tratto di penna

blu, di fr. 95'500.-- corrisponde esattamente allo stipendio che S__________ V__________

ha dichiarato di avere percepito dal 1. gennaio al 31 dicembre 2005, il quale

ha pure affermato che la voce stipendio di fr. 95'500.-- e il totale di fr.

120'000.-- (incluso la provvigione di fr. 25'000.--) non sono state cancellate

da D__________ A__________ in sua presenza (doc. 4). D’altro canto il predetto

stipendio di fr. 95'500.-- non corrisponde allo stipendio percepito da AP 1 al

20.

dicembre 2004 ammontante a fr. 8'500.-- al mese, ossia a fr. 110'500.--

annui, come emerge dallo scritto del 20 dicembre 2004, con cui la AO 1 ha notificato all’appellante l’adeguamento del suo salario per il 2005 da fr. 8'500.-- a fr.

8'800.-- (doc. 5). Che il doc. K concerneva S__________ V__________ appare

ancor più verosimile esaminando lo scritto del 17 gennaio 2000 della AO 1 a quest’ultimo (doc. LL), in cui sono indicate, per il calcolo delle provvigioni sulla cifra

d’affari da lui conseguita, esattamente le stesse percentuali (1, 1.5, 2%)

menzionate sul doc. K. Concedere delle provvigioni legate al raggiungimento di

precise cifre d’affari ad un responsabile di vendita per l’Italia come S__________

V__________ (doc. G e LL) è più plausibile che ad un dipendente del settore

amministrativo e finanziario. Orbene le precedenti considerazioni portano a

concludere che l’appellata ha reso verosimile, sulla base di riscontri

oggettivi, che il doc. K non è stato allestito allo scopo di riconoscere

all’appellante provvigioni per l’importo posto in esecuzione. L’appellante ha

fondato la sua richiesta pure su tre documenti indicati quali distinte di

salario per gli anni 2004 (doc. T), 2005 (doc. M) e 2006 (doc. Z). A proposito

del doc. T, di cui l’appellante chiede l’edizione, non risultando più agli

atti, va rilevato che questo documento non è stato consegnato a questa Camera

con l’invio da parte della Pretura degli allegati delle parti. Poco importa. Trovandosi

agli atti due documenti definiti dallo stesso appellante analoghi, ossia i doc.

M e Z, l’acquisizione mediante richiamo (edizione) da controparte (ammesso che

un’iniziativa del genere sia compatibile con l’art. 20 cpv. 3 LALEF) del doc. T

si rivelerebbe, comunque sia, ininfluente ai fini del giudizio. Infatti,

l’esame dei doc. M e Z non permette di stabilire in modo sufficientemente

liquido come si è giunti a calcolare per AP 1 un “totale annuo” per il

2005.

di fr. 136'000.-- (doc. M) rispettivamente per il 2006 di fr. 136'565.80

(doc. Z), ritenuto che sommando gli importi ivi indicati (fr. 114'920.--

secondo il doc. M risp. fr. 116'740.-- secondo il doc. Z) alla provvigione di

fr. 25'000.-- fatta valere dall’appellante, si giunge a importi ben superiori a

quelli menzionati quali “totali annui”. Non solo. L’esame di questi

documenti, indicati dall’appellante quali “programmi salariali”, induce

a ritenere che si tratta di preventivi salariali, in cui nei totali annui sono stati

conteggiati dalla AO 1, oltre agli stipendi base, pure il carovita, le spese effettive/forfettarie,

la quota di oneri sociali e di cassa pensione a suo carico e altro. D’altro

canto, come giustamente rilevato dal primo giudice, da questi documenti si

evince che il conteggio totale dello stipendio annuo viene maggiorato per tutti

i dipendenti, compresi coloro che esercitano una funzione per la quale di regola

non viene riconosciuta una provvigione in aggiunta allo stipendio mensile. Che

nel “totale annuo” indicato in questi documenti è inclusa anche la

provvigione di fr. 25'000.-- pretesa dall’appellante non appare verosimile,

atteso che l’appellante, pur essendo stato responsabile amministrativo anche

dei “salari/stipendi, conteggi di fine anno a enti sociali” (cfr. doc.

A, E e L) non ha fornito chiarimenti convincenti. L’accordo sulla provvigione

di fr. 25'000.-- non può nemmeno essere ricostruito attraverso le attestazioni

dell’assicurazione malattia (doc. R e GG). Le precedenti considerazioni portano

a concludere che le provvigioni fatte valere da AP 1 non possono essere

determinate nell’ambito di questa procedura, che non permette un’indagine volta

a stabilire quale sia il reale significato di documenti che non appaiono

sufficientemente liquidi, ritenuto che, se del caso, tale accertamento è

compito del giudice ordinario.

L’istanza

di AP 1 è stata pertanto correttamente respinta in sede pretorile, in mancanza

di un valido riconoscimento di debito ai sensi dell’art. 82 LEF.

4.

L’appello

va respinto.

Tassa

di giustizia e indennità seguono la soccombenza (art. 48, 49, 61 cpv. 1 e 62

cpv. 1 OTLEF).

Per i quali motivi,

richiamato l’art. 82

LEF

pronuncia:

1.

L’appello

è respinto.

2.

La

tassa di giustizia di fr. 800.--, già anticipata da AP 1, resta a suo carico,

il quale rifonderà a AO 1 fr. 1'600.-- di indennità.

3.

Intimazione: -

AP 1, __________

-

avv. PA 1, __________

Comunicazione

alla Pretura della Giurisdizione di __________

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale

d’appello

Il presidente La

segretaria

Giacchè il valore litigioso della vertenza è di fr.

131'250.--, contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in

materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla

notificazione (art. 72 e segg. LTF).

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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