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Decisione

14.2010.34

Appello contro la dichiarazione di fallimento. Nova autentici. Solvibilitâ

7 maggio 2010Italiano7 min

Source ti.ch

Fatti

A. Nell’ambito dell’esecuzione __________

dell’UEF di __________ la AO 1 ha chiesto il fallimento della AP 1 per il

mancato pagamento di complessivamente fr. 6'176.35.

B. All’udienza di contraddittorio del 22 marzo 2010 nessuno è

comparso.

C. Con sentenza 22 marzo 2010 il Pretore del Distretto di __________ ha

dichiarato il fallimento della AP 1 a far tempo da martedì 23 marzo 2010 alle

ore 09.00.

D. Con

l’appello la AP 1 asserisce di avere saldato l’esecuzione in esame, producendo

copia di una ricevuta postale del 27 marzo 2010 relativa al versamento di fr. 6'339.70 a favore dell’istante (doc. C) e uno scritto di quest’ultima in cui viene confermato il

pagamento a saldo dell’esecuzione in oggetto (doc. D). L’appellante ha inoltre presentato

un estratto delle sue esecuzioni ammontanti complessivamente a fr. 157'517.47

(doc. E), rilevando che 48 sono già state pagate, alcune non corrispondono

all’importo che deve essere ancora versato, mentre altre sono state poste in

esecuzione in doppio, per cui al 31 marzo 2010 le esecuzioni a suo carico

ammontano a fr. 64'270.90. La debitrice ha poi prodotto una garanzia della B__________

d__________ S__________ __________ C__________ T__________ emessa l’8 aprile

2010 (doc. G), con cui la banca si è irrevocabilmente impegnata a pagare

l’importo di fr. 157'517.47, ossia l’importo complessivo delle esecuzioni

ancora pendenti compresi gli accessori.

Considerato

Considerandi

1.

a) In virtù

dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la

dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende

verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:

1) il

debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

2) l'importo

dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a

disposizione del creditore; o che

3) il

creditore ha ritirato la domanda di fallimento.

L’autorità

giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la

dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte

Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se

risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I

nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve

espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile

la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte

dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza

senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere

determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto

nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore

di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti

trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un

periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può

emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da

eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di

fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti

importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla

base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti,

estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del

debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere

verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La

solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che

l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di

appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità

influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo

(Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad

art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und

Konkursrechts, 8. ed Berna 2008, § 36 n. 58 p. 334/335, § 38 n. 14 p. 347;

Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes

gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und

Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).

b) L’appellante ha

dimostrato di avere saldato il suo debito nei confronti dell’istante

posteriormente alla dichiarazione di fallimento, producendo una ricevuta del 27

marzo 2010 relativa al versamento di fr. 6'339.70 a saldo dell’esecuzione in

oggetto, per cui risulta adempiuto il requisito previsto all’art. 174 cpv. 2 n.

1.

Per quel che

riguarda invece il presupposto della solvibilitâ – condizione indispensabile

per ottenere l’annullamento della decisione impugnata poiché, come visto, il

pagamento della somma posta in esecuzione è avvenuto soltanto dopo la pronuncia

del fallimento – va osservato che dall’estratto delle esecuzioni dell’UEF di __________

al 29 marzo 2010 emerge che nei confronti dell’appellante sono pendenti 26

esecuzioni per un importo complessivo di fr. 157'517.47, 49 esecuzioni essendo

state pagate. Orbene, a prescindere dal fatto che l’appellante sostiene che

parte di queste esecuzioni sono già state solute e che alcune non corrispondono

all’importo che dovrà essere pagato oppure sono state erroneamente notificate

in doppio, determinante è che l’appellante ha prodotto la garanzia dell’8

aprile 2010 della B__________ d__________ S__________ __________ C__________ T__________

(doc. G), indicata nella narrativa fattuale sub D, da cui si evince l’impegno

irrevocabile della citata banca di pagare all’UEF di __________ l’importo di

fr. 157'517.47 da considerare quale finanziamento del correntista G__________ S__________

per la liquidazione delle esecuzioni pendenti al momento del fallimento,

impegno condizionato all’accoglimento dell’appello in oggetto e

all’annullamento del fallimento decretato per il 23 marzo 2010. Questa

dichiarazione permette di ritenere che l’appellante, tramite la B__________ d__________

S__________ __________ C__________ T__________, che agisce in seguito al

finanziamento dell’amministratore unico della AP 1, dispone della liquidità

sufficiente per saldare tutte le procedure pendenti nei suoi confronti. Il

presupposto della solvibilità appare pertanto reso sufficientemente verosimile.

Risultando di conseguenza adempiuti i requisiti previsti dall’art. 174 cpv. 2

LEF, il fallimento della AP 1 può essere annullato.

2.

L’appello

va accolto.

La

tassa di giustizia è posta a carico dell’appellante in entrambe le sedi (art.

49.

OTLEF).

Non

si assegnano indennità, la parte appellata non avendo presentato osservazioni

(art. 62 cpv. 2 OPTLEF).

Le

spese dell’Ufficio esecuzione e fallimenti sono caricate all’appellante.

Per

questi motivi,

richiamato

l’art. 174 cpv. 2 LEF

pronuncia:

I. L’appello

è accolto.

“1. La

dichiarazione di fallimento 22 marzo 2010 pronunciata dal Pretore del Distretto

di __________, EF. 2010.__________, nei confronti della AP 1, __________, è

annullata.

2.

La

tassa di giustizia di prima sede di fr. 150.--, da anticipare come di rito, è

posta a carico della AP 1.

3.

Le

spese dell’Ufficio esecuzione e fallimenti di __________, da anticipare come di

rito, sono poste a carico della AP 1. “

II. La

tassa di giustizia di fr. 220.-- del presente giudizio, già anticipata dall’appellante,

resta a carico della AP 1. Non si assegnano indennità.

III. Intimazione: - avv.

PA 1, __________;

- AO

1, __________;

- Ufficio

esecuzione e fallimenti di __________, __________;

- Ufficio

cantonale del Registro di commercio, Lugano;

- Uffico

del Registro fondiario del Distretto di __________, __________;

Comunicazione

alla Pretura del Distretto di __________, __________.

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale

d’appello

Il presidente La

segretaria

Contro la presente decisione è possibile presentare

ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30

giorni dalla notificazione (art. 72 e segg. LTF).

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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