14.2010.48
Appello contro la dichiarazione di fallimento. Nova autentici. Solvibilitâ
5 luglio 2010Italiano8 min
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Numero d'incarto:
14.2010.48
Data decisione, Autorità:
05.07.2010, CEF
Titolo:
Appello contro la dichiarazione di fallimento. Nova autentici. Solvibilitâ
RICORSO CONTRO IL FALLIMENTO
art. 174 cpv. 2 cf. 1 LEF
Incarto n.
14.2010.48
Lugano
5 luglio 2010
B/fp/fb
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Pellegrini, presidente,
Walser e Epiney-Colombo
segretaria:
Baur Martinelli,
vicecancelliera
statuendo sulla causa fallimentare dipendente dall’istanza
16 febbraio 2010 presentata da
AO 1 __________
contro
AP 1
patrocinata dall’ PA 1
sulla quale istanza il Pretore del Distretto di __________,
con sentenza 18 maggio 2010 ha così deciso:
“1. È pronunciato il fallimento della AP 1, __________,
a far tempo da mercoledì
19 maggio 2010 alle ore 10.00.
2./3./4. Omissis.”
Sentenza dedotta tempestivamente in appello da AP
1 che con atto
28 maggio 2010 ne postula l’annullamento;
preso atto che la parte appellata non ha
presentato osservazioni;
rilevato che con decreto presidenziale 2 giugno
2010 all’appello è stato concesso
effetto sospensivo parziale;
ritenuto
Fatti
A.
Nell’ambito dell’esecuzione n. __________
dell’UE di __________ la AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1 per il mancato
pagamento di fr. 6'410.-- oltre accessori, dedotti eventuali acconti.
B. All’udienza di contraddittorio del 5 maggio 2010 nessuno è comparso.
C. Con sentenza 18 maggio 2010 il Pretore del Distretto di __________, __________,
ha dichiarato il fallimento di AP 1 a far tempo da mercoledì 19 maggio 2010
alle ore 10.00.
D. Con l’appello AP 1 asserisce di avere saldato il suo debito nei
confronti della creditrice, producendo una ricevuta postale del 21 maggio 2010
relativa al pagamento di fr. 7'300.-- a favore della AO 1 (doc. D). In merito
alla sua solvibilità l’appellante rileva che nel 2007, nel corso della
realizzazione di un’abitazione privata, non le sono state pagate opere eseguite
per il valore di fr. 215'000.--. Il recupero dell’importo si è reso oltremodo
complesso, per cui, per l’esigenza di dimostrare la sua solvibilità nel termine
d’appello, il notaio avv. P__________ M__________, il 27 maggio 2010, ha rilasciato un’attestazione in cui dichiara che sul suo conto terzi è stato depositato un
importo a favore di AP 1 di fr. 238'324.90, destinato al pagamento dei suoi
debiti esigibili, ossia non oggetto di opposizione o contestazione, risultanti
dall’estratto delle sue esecuzioni (doc. C e F). L’appellante rileva poi di
essere creditrice per lavori eseguiti per un importo complessivo di fr.
208'569.32 (doc. da G a N1), di disporre di contratti d’appalto in essere per
un totale di fr. 295'000.-- (doc. O, N e P) e di contratti d’appalto già
firmati dai committenti, ma non ancora esecutivi per un importo complessivo di
fr. 107'298.-- (doc. Q e R). Inoltre è proprietaria di buona parte dei
macchinari utilizzati per la sua attività.
Considerato
Considerandi
1.
a) In virtù dell’art. 174 cpv.
2.
LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di
fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua
solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:
1) il
debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2) l'importo
dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a
disposizione del creditore; o che
3) il
creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
L’autorità
giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la
dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte
Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se
risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I
nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve
espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile
la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte
dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza
senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere
determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto
nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore
di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti
trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un
periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può
emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da
eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di
fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti
importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla
base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti,
estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del
debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere
verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La
solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che
l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di
appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità
influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo
(Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad
art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und
Konkursrechts, 8. ed Berna 2008, § 36 n. 58 p. 334/335, § 38 n. 14 p. 347;
Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes
gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und
Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
b) L’appellante ha
dimostrato di avere saldato il suo debito nei confronti dell’istante
posteriormente alla dichiarazione di fallimento, producendo una ricevuta 21
maggio 2010 dell’Ufficio postale di V__________ relativa al versamento di fr. 7'300.--
a favore dell’istante, per cui risulta adempiuto il requisito previsto all’art.
174.
cpv. 2 n. 1 LEF.
Per
quel che riguarda invece il presupposto della solvibilità - condizione indispensabile
per ottenere l’annullamento della decisione impugnata poiché, come visto, il
pagamento della somma posta in esecuzione è avvenuto soltanto dopo la pronuncia
del fallimento - va osservato che dall’estratto delle esecuzioni di AP 1 dell’UE
di __________ al 19 maggio 2010 risulta che nei confronti dell’appellante sono
pendenti 53 esecuzioni per un valore di fr. 612'593.05. Di queste procedure per
12.
è già stata emessa la comminatoria di fallimento e per 2 ulteriori è stato
emesso l’avviso di pignoramento, per cui si tratta di debiti accertati ed
esigibili. Orbene, l’importo complessivo delle predette esecuzioni, ammontante a
fr. 225'325.--, risulta essere coperto dall’importo di fr. 238'324.90 indicato
nella dichiarazione del 27 maggio 2010 del notaio avv. P__________ M__________.
Quest’ultimo ha infatti dichiarato il suo impegno irrevocabile, considerata la
volontà di AP 1 di volere utilizzare il citato importo per la copertura
integrale di tutti i debiti oggetto di comminatoria di fallimento e pertanto
esigibili, a tenere a disposizione tale somma unicamente per saldare le pretese
dei creditori surriferiti o rispettivamente a metterla integralmente a
disposizione della scrivente Camera. Nel caso di specie la dichiarazione del notaio
avv. P__________ M__________, da cui si evince l’impegno irrevocabile di
saldare le pretese accertate ed esigibili, è determinante. Essa permette infatti
di ritenere che l’appellante, tramite il notaio avv. P__________ M__________,
dispone della liquidità sufficiente per saldare tutte le procedure pendenti nei
suoi confronti i cui crediti, accertati ed esigibili, sono oggetto di
comminatoria di fallimento rispettivamente di avviso di pignoramento. Ciò porta
a concludere che la convenuta è in grado di far fronte ai suoi impegni, per cui
la sua solvibilità va ritenuta resa verosimile. A questo proposito si osserva
che è compito del citato notaio di procedere al pagamento delle predette
procedure e che l’importo non va messo a disposizione di questa Camera.
Risultando
di conseguenza adempiuti i requisiti previsti dall’art. 174 cpv. 2 LEF, il
fallimento di AP 1 può essere annullato.
2.
L’appello va accolto.
La
tassa di giustizia è posta in ambo le sedi a carico dell’appellante (art. 48 e
49.
OTLEF), mentre non si assegnano indennità, controparte non avendo presentato
osservazioni.
Dispositivo
Per questi motivi,
richiamato l’art. 174
cpv. 2 LEF
pronuncia:
I. L’appello
è accolto.
“1. La
dichiarazione di fallimento 18 maggio 2010 pronunciata dal Pretore del
Distretto di __________, inc. EF.2010.__________, nei confronti di AP 1 __________,
è annullata.
2. La
tassa di giustizia di prima sede di fr. 80.--, da anticipare come di rito, è
posta a carico di AP 1.
3.
Le spese dell’Ufficio fallimenti di __________,
da anticipare come di rito, sono poste a carico di AP 1.”
II. La
tassa di giustizia del presente giudizio di fr. 120.-- è posta a carico di AP 1.
III. Intimazione:
- avv.
PA 1, __________;
- AO 1;
-
Ufficio esecuzione di __________, __________;
-
Ufficio fallimenti di __________, __________;
-
Ufficio cantonale del Registro di commercio, Lugano;
-
Ufficio del Registro fondiario del Distretto di __________, __________
Comunicazione alla Pretura del Distretto di
__________.
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello
Il presidente La
segretaria
Contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30
giorni dalla notificazione (art. 72 e segg. LTF).
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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