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Decisione

14.2010.48

Appello contro la dichiarazione di fallimento. Nova autentici. Solvibilitâ

5 luglio 2010Italiano8 min

Source ti.ch

Fatti

A.

Nell’ambito dell’esecuzione n. __________

dell’UE di __________ la AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1 per il mancato

pagamento di fr. 6'410.-- oltre accessori, dedotti eventuali acconti.

B. All’udienza di contraddittorio del 5 maggio 2010 nessuno è comparso.

C. Con sentenza 18 maggio 2010 il Pretore del Distretto di __________, __________,

ha dichiarato il fallimento di AP 1 a far tempo da mercoledì 19 maggio 2010

alle ore 10.00.

D. Con l’appello AP 1 asserisce di avere saldato il suo debito nei

confronti della creditrice, producendo una ricevuta postale del 21 maggio 2010

relativa al pagamento di fr. 7'300.-- a favore della AO 1 (doc. D). In merito

alla sua solvibilità l’appellante rileva che nel 2007, nel corso della

realizzazione di un’abitazione privata, non le sono state pagate opere eseguite

per il valore di fr. 215'000.--. Il recupero dell’importo si è reso oltremodo

complesso, per cui, per l’esigenza di dimostrare la sua solvibilità nel termine

d’appello, il notaio avv. P__________ M__________, il 27 maggio 2010, ha rilasciato un’attestazione in cui dichiara che sul suo conto terzi è stato depositato un

importo a favore di AP 1 di fr. 238'324.90, destinato al pagamento dei suoi

debiti esigibili, ossia non oggetto di opposizione o contestazione, risultanti

dall’estratto delle sue esecuzioni (doc. C e F). L’appellante rileva poi di

essere creditrice per lavori eseguiti per un importo complessivo di fr.

208'569.32 (doc. da G a N1), di disporre di contratti d’appalto in essere per

un totale di fr. 295'000.-- (doc. O, N e P) e di contratti d’appalto già

firmati dai committenti, ma non ancora esecutivi per un importo complessivo di

fr. 107'298.-- (doc. Q e R). Inoltre è proprietaria di buona parte dei

macchinari utilizzati per la sua attività.

Considerato

Considerandi

1.

a) In virtù dell’art. 174 cpv.

2.

LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di

fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua

solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:

1) il

debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

2) l'importo

dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a

disposizione del creditore; o che

3) il

creditore ha ritirato la domanda di fallimento.

L’autorità

giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la

dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte

Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se

risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I

nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve

espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile

la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte

dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza

senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere

determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto

nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore

di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti

trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un

periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può

emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da

eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di

fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti

importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla

base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti,

estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del

debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere

verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La

solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che

l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di

appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità

influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo

(Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad

art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und

Konkursrechts, 8. ed Berna 2008, § 36 n. 58 p. 334/335, § 38 n. 14 p. 347;

Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes

gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und

Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).

b) L’appellante ha

dimostrato di avere saldato il suo debito nei confronti dell’istante

posteriormente alla dichiarazione di fallimento, producendo una ricevuta 21

maggio 2010 dell’Ufficio postale di V__________ relativa al versamento di fr. 7'300.--

a favore dell’istante, per cui risulta adempiuto il requisito previsto all’art.

174.

cpv. 2 n. 1 LEF.

Per

quel che riguarda invece il presupposto della solvibilità - condizione indispensabile

per ottenere l’annullamento della decisione impugnata poiché, come visto, il

pagamento della somma posta in esecuzione è avvenuto soltanto dopo la pronuncia

del fallimento - va osservato che dall’estratto delle esecuzioni di AP 1 dell’UE

di __________ al 19 maggio 2010 risulta che nei confronti dell’appellante sono

pendenti 53 esecuzioni per un valore di fr. 612'593.05. Di queste procedure per

12.

è già stata emessa la comminatoria di fallimento e per 2 ulteriori è stato

emesso l’avviso di pignoramento, per cui si tratta di debiti accertati ed

esigibili. Orbene, l’importo complessivo delle predette esecuzioni, ammontante a

fr. 225'325.--, risulta essere coperto dall’importo di fr. 238'324.90 indicato

nella dichiarazione del 27 maggio 2010 del notaio avv. P__________ M__________.

Quest’ultimo ha infatti dichiarato il suo impegno irrevocabile, considerata la

volontà di AP 1 di volere utilizzare il citato importo per la copertura

integrale di tutti i debiti oggetto di comminatoria di fallimento e pertanto

esigibili, a tenere a disposizione tale somma unicamente per saldare le pretese

dei creditori surriferiti o rispettivamente a metterla integralmente a

disposizione della scrivente Camera. Nel caso di specie la dichiarazione del notaio

avv. P__________ M__________, da cui si evince l’impegno irrevocabile di

saldare le pretese accertate ed esigibili, è determinante. Essa permette infatti

di ritenere che l’appellante, tramite il notaio avv. P__________ M__________,

dispone della liquidità sufficiente per saldare tutte le procedure pendenti nei

suoi confronti i cui crediti, accertati ed esigibili, sono oggetto di

comminatoria di fallimento rispettivamente di avviso di pignoramento. Ciò porta

a concludere che la convenuta è in grado di far fronte ai suoi impegni, per cui

la sua solvibilità va ritenuta resa verosimile. A questo proposito si osserva

che è compito del citato notaio di procedere al pagamento delle predette

procedure e che l’importo non va messo a disposizione di questa Camera.

Risultando

di conseguenza adempiuti i requisiti previsti dall’art. 174 cpv. 2 LEF, il

fallimento di AP 1 può essere annullato.

2.

L’appello va accolto.

La

tassa di giustizia è posta in ambo le sedi a carico dell’appellante (art. 48 e

49.

OTLEF), mentre non si assegnano indennità, controparte non avendo presentato

osservazioni.

Dispositivo

Per questi motivi,

richiamato l’art. 174

cpv. 2 LEF

pronuncia:

I. L’appello

è accolto.

“1. La

dichiarazione di fallimento 18 maggio 2010 pronunciata dal Pretore del

Distretto di __________, inc. EF.2010.__________, nei confronti di AP 1 __________,

è annullata.

2. La

tassa di giustizia di prima sede di fr. 80.--, da anticipare come di rito, è

posta a carico di AP 1.

3.

Le spese dell’Ufficio fallimenti di __________,

da anticipare come di rito, sono poste a carico di AP 1.”

II. La

tassa di giustizia del presente giudizio di fr. 120.-- è posta a carico di AP 1.

III. Intimazione:

- avv.

PA 1, __________;

- AO 1;

-

Ufficio esecuzione di __________, __________;

-

Ufficio fallimenti di __________, __________;

-

Ufficio cantonale del Registro di commercio, Lugano;

-

Ufficio del Registro fondiario del Distretto di __________, __________

Comunicazione alla Pretura del Distretto di

__________.

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale

d’appello

Il presidente La

segretaria

Contro la presente decisione è possibile presentare

ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30

giorni dalla notificazione (art. 72 e segg. LTF).

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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