14.2010.62
Appello contro la dichiarazione di fallimento. Nova autentici. Solvibilitâ
17 agosto 2010Italiano6 min
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Numero d'incarto:
14.2010.62
Data decisione, Autorità:
17.08.2010, CEF
Titolo:
Appello contro la dichiarazione di fallimento. Nova autentici. Solvibilitâ
RICORSO CONTRO IL FALLIMENTO
art. 174 cpv. 2 cf. 1 LEF
Incarto n.
14.2010.62
Lugano
17 agosto 2010
B/fp/fb
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Pellegrini, presidente,
Walser e Roggero-Will
segretaria:
Baur Martinelli,
vicecancelliera
statuendo sulla causa fallimentare dipendente dall’istanza
4 maggio 2010 presentata da
AO 1
contro
AP 1
sulla quale istanza il Pretore del Distretto di __________,
con sentenza 2 luglio 2010 ha così deciso:
“1. È pronunciato il fallimento di AP 1, __________,
a far tempo da lunedì
5 luglio 2010 alle ore 10.00.
2./3./4. Omissis.”
Sentenza dedotta tempestivamente in appello da AP
1 che con atto
13 luglio 2010 ne ha postulato l’annullamento;
preso atto che la parte appellata non ha
presentato osservazioni;
rilevato che con decreto presidenziale 15 luglio
2010 all’appello è stato concesso
effetto sospensivo parziale;
ritenuto
Fatti
A. Nell’ambito
dell’esecuzione n. __________ dell’UE di __________ la AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1 per il mancato pagamento di fr. 4'499.-- oltre accessori, dedotti
eventuali acconti.
B. All’udienza di contraddittorio del 23 giugno 2010 nessuno è
comparso.
C. Con sentenza 2 luglio 2010 il Pretore del Distretto di __________, __________,
ha pronunciato il fallimento di AP 1 a far tempo da lunedì 5 luglio 2010 alle
ore 10.00.
D. Con l’appello AP 1 asserisce di avere saldato l’esecuzione in
oggetto, producendo una ricevuta del 13 luglio 2010 dell’UE di __________ relativa
al pagamento di fr. 5'438.20 a saldo dell’esecuzione n. __________ promossa
dalla creditrice (doc. 3). L’appellante sostiene poi di avere pagato
all’istante pure l’anticipo spese per la procedura di fallimento (doc. 4).
Questi versamenti dimostrerebbero la sua capacità di far fronte ai suoi
impegni.
Considerato
Considerandi
1.
a) In virtù
dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la
dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende
verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:
1) il
debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2) l'importo
dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a
disposizione del creditore; o che
3) il
creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
L’autorità
giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la
dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte
Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se
risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I
nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve
espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile
la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte
dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza
senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere
determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto
nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore
di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti
trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un
periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può
emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da
eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di
fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti
importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla
base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti
bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore
sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua
solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa
verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal
debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti
dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti
pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Giroud, Basler
Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF;
Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 8. ed Berna
2008, § 36 n. 58 p. 334/335, § 38 n. 14 p. 347; Brönnimann, Novenrecht und
Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p.
446.
ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994;
SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
b) L’appellante ha
dimostrato di avere saldato il suo debito nei confronti dell’istante
posteriormente alla dichiarazione di fallimento, producendo una ricevuta del 13
luglio 2010 dell’UE di __________ relativa al versamento di fr. 5'438.20 a saldo dell’esecuzione in oggetto, per cui risulta adempiuto il requisito previsto all’art.
174.
cpv. 2 n. 1 LEF.
Per
quel che riguarda invece il presupposto della solvibilità - condizione
indispensabile per ottenere l’annullamento della decisione impugnata poiché,
come visto, il pagamento della somma posta in esecuzione è avvenuto soltanto
dopo la pronuncia del fallimento - va osservato che dall’estratto delle
esecuzioni dell’UE di __________ al 9 luglio 2010 risulta che nei confronti
dell’appellante sono pendenti 61 esecuzioni per un importo complessivo di fr. 276'172.75.
Determinante
è
che nell’anno in corso per 8 esecuzioni è stata emessa la comminatoria di
fallimento. Inoltre nel periodo dal 21 dicembre 2009 al 22 luglio 2010 sono
stati emessi a carico di AP 1 37 atti di carenza di beni per un importo
complessivo di fr. 134'793.20. Ciò porta a concludere che l’appellante non
dispone della liquidità necessaria a far fronte ai suoi debiti. Decisivo è che
l’appellante renda verosimile, nel termine d’appello, di disporre di mezzi
liquidi oggettivamente sufficienti non solo per pagare la pretesa oggetto dell’esecuzione
in esame, ma anche le ulteriori procedure esecutive, i cui debiti sono ormai
accertati.
I
precedenti considerandi portano a concludere che l’appellante non ha reso
sufficientemente verosimile la sua solvibilità. Il fallimento di AP 1 non può
quindi essere annullato.
2.
L’appello va respinto.
Essendo
stato concesso effetto sospensivo parziale all’appello, il fallimento deve
essere nuovamente pronunciato.
La
tassa di giustizia è posta a carico dell’appellante (art. 48 e 49 OTLEF), mentre
non si assegnano indennità la controparte non avendo presentato osservazioni.
Dispositivo
Per questi motivi,
richiamato l’art. 174
cpv. 2 LEF
pronuncia:
1. L’appello
è respinto.
1.1. Di
conseguenza è dichiarato il fallimento di AP 1 __________, a far tempo da
giovedì
19 agosto 2010 alle ore 10.00.
2. La
tassa di giustizia del presente giudizio di fr. 120.-- è posta a carico di AP 1.
3. Intimazione:
- AP
1, __________ - AO 1, __________;
-
Ufficio esecuzione di __________, __________;
- Ufficio
fallimenti di __________, __________;
-
Ufficio cantonale del Registro di commercio, Lugano;
-
Ufficio del Registro fondiario del Distretto di __________, __________;
Comunicazione alla Pretura del Distretto
di __________.
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello
Il presidente La
segretaria
Contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30
giorni dalla notificazione (art. 72 e segg. LTF).
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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