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Decisione

14.2010.65

Sequestro. Tempestività delle osservazioni. Competenza. Ricevibilità dell'appello. Nova non ammessi. Grado di verosimiglianza

7 ottobre 2010Italiano13 min

Source ti.ch

Fatti

A.

Con istanza 1./2 luglio 2010 AP 2 e AP 1

hanno chiesto al Pretore della Giurisdizione di __________, in base all’art.

271 cpv. 1 n. 2 LEF di porre sotto sequestro:

“In

territorio del Comune di __________ sezione __________ mappale __________, RFD,

limitatamente alla quota C di 2/6 intestata alla debitrice. In territorio del

Comune di __________ sezione __________ mappale __________, RFD, limitatamente

alla quota A di 2/6 intestata a AO 1 come debitore solidale. Gli affitti e/o

pigioni del ristorante P__________ G__________, conduttore B__________ SA - via

__________ – __________ affitto mensile 1'300.--. La cauzione, come deposito a

garanzia, versato dalla B__________ SA, alla firma del contratto, del

09.04.2006. L’affitto dell’appartamento, G__________ N__________ __________,

mensile fr. 400.—“

Il

tutto sino a concorrenza dei loro crediti.

Gli

istanti hanno rilevato che AO 2 si è sottratta ripetutamente all’adempimento dei

suoi obblighi, ignorando i loro solleciti e diffide, inviatele anche per il

tramite del loro rappresentante legale. Essi hanno sostenuto che esiste un

fondato sospetto che la debitrice parta all’estero, essendo il marito di

nazionalitâ francese e possedendo un’abitazione secondaria nell’ovest della __________,

più precisamente in __________. In merito agli asseriti crediti gli istanti

hanno precisato che:

-

fr. 35'000.-- sono relativi alla quota di 1/6

delle locazioni dal 1995 al 30 settembre 2008, già dedotte le spese ammesse, di

spettanza di AP 1, come da richiesta dell’avv. __________ in data 23 marzo 2009

e come da contratto di locazione del 9 aprile 2006;

-

fr. 35'000.-- sarebbero relativi alla quota di

1/6 delle locazioni dal 1995 al 31 dicembre 2008, già dedotte le spese ammesse,

di spettanza di AP 2, come da richiesta dell’avv. __________ in data 23 marzo

2009, come da contratto di locazione del 9 aprile 2006;

-

fr. 2'593.-- relativi alla quota di 1/6 delle

locazioni dal 1. gennaio 2009 al 21 dicembre 2009, già dedotte le spese ammesse

in ambito fiscale di spettanza di AP 2, come da contratto di locazione del 9

aprile 2006;

-

fr. 58'134.-- sono in relazione alla procedura

pendente in Pretura, di cui all’inc. __________ a carico di AP 1 e AP 2,

promossa con petizione 7 aprile 2006 da B__________ S__________, per il debito

in conto corrente n. 3186741/008.000.001 di fr. 58'134.-- più interessi del

3.25% dal 31 dicembre 2001, debito comune che sarebbe “di spettanza di tutti i

Comproprietari”.

B. Con

sentenza 6 luglio 2010 il Pretore della Giurisdizione di Blenio ha respinto

l’istanza di sequestro, rilevando che, a prescindere dal grado di

verosimiglianza necessario, l’esistenza dell’asserita causa di sequestro non

risulta essere stata minimamente sostanziata, nulla figurando agli atti circa

l’intenzione dei debitori di stabilirsi all’estero o di sottrarsi ai loro

eventuali impegni. Il primo giudice ha poi di transenna osservato che nemmeno i

crediti su cui si fonda l’istanza in esame e la proprietà dei beni dei debitori

sono stati resi sufficientemente verosimili, atteso che agli atti è stato

prodotto unicamente il contratto di locazione in essere tra gli istanti e i

convenuti, da una parte e la B__________ SA, dall’altra, avente come oggetto la

locazione del R__________ P__________ G__________, con inizio il 14 aprile 2006

e di durata indeterminata.

C. Con appello 16 luglio 2010 AP 2 e AP 1 chiedono di accogliere

l’istanza rilevando che le quote A e C di 2/6 ciascuno del mappale n. __________

RFD di __________ così come gli affitti pagati dalla B__________ SA e da N__________

G__________ sono da sequestrare per i loro crediti generati dagli affitti

incassati negli anni. AO 2 gestisce il citato fondo n. __________ a suo

piacimento dal 1995, come se tutto fosse di sua proprietà, ignorando i ripetuti

solleciti, incassando le pigioni su conti bancari e CCP intestati alla sua

persona come pure in contanti.

Gli

appellanti ritengono che esiste un fondato sospetto che la debitrice possa

trasferire il proprio domicilio in __________, il marito essendo di nazionalità

__________ e possedendo quest’ultimo un’abitazione secondaria in __________.

D. Con osservazioni 25 agosto 2010 AO 2 nega di essere intenzionata a

partire per l’estero, rilevando che il fatto che suo marito sia proprietario di

un bene immobile in __________ non è sufficiente a rendere verosimile la sua

intenzione di fuga all’estero.

AO 1 ha presentato le sue osservazioni con invio postale datato 31 agosto 2010.

Considerato

Considerandi

1.

Secondo

l’art. 314 CPC la parte appellata può entro il termine di dieci giorni dalla

notificazione dell’atto di appello, presentare le proprie osservazioni ed

eccezioni.

L’atto di

appello di AP 1 e AP 2 è stato recapitato a AO 1 il 13 agosto 2010. Il termine

di 10 giorni per presentare eventuali osservazioni è venuto pertanto a scadere

il 23 agosto 2010. Le osservazioni di AO 1 datate 30 agosto 2010 e inviate a

questa Camera il 31 agosto 2010 sono pertanto irricevibili per tardività.

2.

Per

crediti non garantiti da pegno il creditore può chiedere il sequestro di beni

del debitore, quando sia data una causa di sequestro (art. 271 cpv. 1 n. 1 a 5 LEF). Nel Cantone Ticino per valori superiori a fr. 2'000.-- competente per la concessione del

sequestro è il Pretore del luogo in cui si trovano i beni da sequestrare

indicati dal creditore (art. 14 cpv. 1 e 16 cpv. 3 LALEF, art. 5 cpv. 1 LOG).

3.

Contro

la decisione che rigetta integralmente o parzialmente una domanda di sequestro

è dato il rimedio di diritto cantonale dell'appello, a

condizione che emani dal Pretore e che il valore litigioso sia superiore a fr.

8'000.– (art. 18 cpv. 1 e 19 LALEF, e il rinvio all'art. 272 LEF; CEF 26 giugno

1998.

in re I. Spa c/ P. Spa; 29 maggio 2000 [14.99.83], consid.

1.

-1.6). In tale ipotesi, il legislatore federale ha infatti rinunciato a

istituire un rimedio di diritto federale (in particolare la via

dell'opposizione ai sensi dell'art. 278 LEF), lasciando tale facoltà ai singoli

Cantoni (cfr. Messaggio concernente la revisione della legge federale sulla

esecuzione e sul fallimento dell'8 maggio 1991, in: FF 1991 III 123; Stoffel,

op. cit., n. 53 ad art. 272). Nel caso concreto il

valore litigioso può essere stabilito in fr. 130'727.-- (art. 11 lett. e CPC e

25.

LALEF), da cui la ricevibilità dell'appello.

4.

Le decisioni in materia di sequestro vanno pronunciate in procedura

sommaria (art. 25 n. 2 lett. a LEF). Le norme cantonali che reggono tale tipo

di procedura devono rispettare la massima dispositiva (“Dispositionsmaxime”),

il principio attitatorio (“Verhandlungsmaxime”), nonché le massime di celerità

e di concentrazione (J. Piégai,

La protection du débiteur et des tiers dans le nouveau droit du séquestre, tesi

Losanna 1997, pag. 213 segg. con rif.; Y. Artho

von Gunten, Die Arresteinsprache, tesi Zurigo 2001, pag. 73 segg.).

Detto altrimenti, il giudice non agisce d'ufficio, egli esamina solo ciò che è

stato allegato e decide unicamente in base alle prove addotte dalle parti

(“quod non est in actis, non est in mundo”) e che possono essere assunte seduta

stante (“Beweismittelbeschränkung”).

Il

giudice può accontentarsi della semplice verosimiglianza dei fatti

(“Beweisstrengebeschränkung”) ed esaminare sommariamente i punti di diritto

(“prima facie cognitio”), nella misura compatibile con l'esigenza di celerità

(F. Hohl, La réalisation du droit

et les procédures rapides, tesi Friborgo 1997, n. 453; Gilliéron, Le séquestre dans la LP révisée, in: BlSchK 1995, pag. 138, B; Piégai, op. cit., pag.

212; Artho von Gunten, op. cit.,

pag. 85 segg.). Il giudice apprezza liberamente le prove (art. 20 cpv. 5

LALEF). Nell'ambito dell'appellazione contro il rifiuto

parziale o integrale del sequestro, non sono ammessi allegazioni e mezzi di

prova nuovi – cosiddetti “nova” (CEF 29 maggio 2000 [14.99.83], consid. 1.9;

art. 321 cpv. 1 lett. b CPC e, a contrario, 22 cpv. 4 LALEF).

Ai fini

del presente giudizio è pertanto irricevibile il decreto di sequestro 1. luglio

2010.

del Pretore del Distretto di __________ prodotto in appello quale doc. D,

insieme ad ogni riferimento ad esso ricondotto (appello, pag. 2 n. 2 e 3), lo

scritto 23 marzo 2009 dell’avv. __________ all’avv. __________, prodotto in

appello quale doc. E e lo scritto 15 giugno 2010 di AP 2 inviato pure all’avv. __________,

prodotto in appello quale doc. F.

5.

Vi

è verosimiglianza quando esiste una certa probabilità che i fatti allegati corrispondano

al vero (Piégai, op. cit., n.

792, pag. 173). Il grado di verosimiglianza richiesto è oggetto di apprezzamenti

divergenti. Secondo questa Camera, la verosimiglianza è data a due condizioni

cumulative (CEF 15 maggio 2002 [14.2002.6], consid. 1.5d):

1) vi

è un “inizio di prova” (“commencement de preuve”, DTF 107 III 36, 39 e 40,

cons. 3 e 5; Stoffel, op. cit.,

n. 3 ad art. 272), ossia indizi oggettivi e concreti a conforto della tesi del

sequestrante, non bastando di regola fatture o altri elementi allestiti

unilateralmente dal sequestrante o da suoi organi o persone ausiliarie (CEF 13

agosto 2004 [14.04.71], consid. 1.2);

2) dall'esame

degli allegati e mezzi di prova si ricava l'impressione che i fatti rilevanti

per il giudizio si siano comunque realizzati, pur senza poter escludere la

probabilità nello stesso ordine di grandezza di una realtà di segno opposto;

detto altrimenti, si ha verosimiglianza (semplice) quando sono possibili anche

altre soluzioni altrettanto probabili; viceversa, un fatto è da ritenere

inverosimile quando si ha la netta impressione che i fatti si siano svolti

diversamente da quanto affermato dal sequestrante.

6.

Giusta l'art. 272 cpv. 1 LEF, il

sequestro viene concesso dal giudice

del luogo in cui si trovano i beni, purché il creditore renda verosimile

l'esistenza:

1.

del credito;

2.

di una causa di sequestro;

3.

di beni appartenenti al debitore.

Causa

di sequestro

Gli

appellanti reputano adempiuta la causa prevista dall’art. 271 cpv. 1 n. 2 LEF,

che consente al creditore di chiedere il sequestro dei beni del debitore quando

questi, nell’intenzione di sottrarsi all’adempimento delle sue obbligazioni,

trafughi i suoi beni, si renda latitante o si prepari a prendere la fuga.

La

realizzazione di questa causa di sequestro presuppone la riunione di una

circostanza oggettiva (trafugamento di beni, latitanza o preparazione alla

fuga) e di una circostanza soggettiva (intenzione di sottrarsi all'adempimento

delle sue obbligazioni) (Amonn/Walther,

op. cit., n. 13 ad §33 e n. 14 ad §51; Stoffel,

op. cit., n. 62-64 ad art. 271). Le circostanze oggettive possono consistere

nella fuga o nella preparazione alla fuga del debitore. Decisiva non è un

partenza normale, bensì la rinuncia al domicilio (e con ciò al foro esecutivo),

senza la costituzione di uno nuovo. Determinante è una partenza che desti

sospetti. Indizi sono tutti i comportamenti che indicano una partenza

precipitosa o segreta (Stoffel,

Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco, 1998, n. 63 ad art. 271; Gilliéron, Commentaire

de la LP, vol. IV, Losanna 2003, n. 43 ad art. 271). Dal

profilo soggettivo, vi devono essere indizi oggettivi e concreti che il

debitore fosse cosciente (intenzione o dolo eventuale) che il suo comportamento

fosse idoneo ad ostacolare l'esercizio dei diritti del creditore o almeno a

renderlo (molto) più difficile (cfr. Jaeger/Walder/Kull/

Kottmann, Bundesgesetz über Schuldbetreibung und

Konkurs, vol. II, 4a

ed., Zurigo 1997/1999, n. 25 ad art. 271).

Come

correttamente ritenuto dal primo giudice, gli appellanti non hanno minimamente

sostanziato l’asserita causa di sequestro. Essi si sono limitati a dichiarare

che il marito di AO 2, di nazionalità francese, possiede un’abitazione in __________

e precisamente in __________, senza fornire alcun indizio che possa indurre a

ritenere che la convenuta stia preparandosi per una fuga precipitosa o segreta

all’estero. Il solo fatto che il marito di AO 2 possiede un immobile in __________

non rende ancora verosimile che la debitrice sia intenzionata a prendere la

fuga per l’estero e a sottrarsi ai suoi eventuali impegni. In merito a AO 1 gli

appellanti non si sono neppure espressi.

Esistenza

del credito e appartenenza dei beni ai debitori

In via

abbondanziale si osserva che gli appellanti non hanno reso sufficientemente

verosimile nemmeno l’esistenza dei crediti fatti valere con l’istanza di

sequestro in esame e la proprietà da parte dei convenuti dei beni da

sequestrare, avendo essi prodotto unicamente il contratto di locazione

stipulato tra essi stessi e i convenuti, quali locatori e la B__________ SA,

quale conduttrice, avente per oggetto la locazione del R__________ P__________

G__________, con inizio il 14 aprile 2006 e di durata indeterminata.

Le

precedenti considerazioni portano a concludere che il primo giudice ha

correttamente respinto l’istanza di sequestro.

7.

L’appello

va pertanto respinto.

La tassa

di giustizia è a carico degli appellanti, i quali rifonderanno a AO 2

un’indennità, come richiesto con le osservazioni.

Richiamati gli art. 271 segg. LEF, 18 e 19 LALEF,

48, 49, 61 e 62 OTLEF,

pronuncia:

1.

L’appello è respinto.

2.

La tassa di giustizia di fr. 300.--, già anticipata dagli appellanti, è posta in

solido a loro carico, i quali rifonderanno, sempre in solido, a AO 2 fr. 50.--

quale indennità.

3.

Intimazione:

- AP

1, __________

-

AP 2, __________

-

AO 2, __________

-

AO 1, __________

Comunicazione

alla Pretura della Giurisdizione di __________.

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale

d’appello

Il presidente La

segretaria

Giacché il valore litigioso della vertenza è di fr.

130'727.--, contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in

materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione

(art. 72 e segg. LTF), con la limitazione di cui all’art. 98 LTF.

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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