14.2010.71
Appello contro la dichiarazione di fallimento. Nova autentici. Solvibilitâ
10 settembre 2010Italiano6 min
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Numero d'incarto:
14.2010.71
Data decisione, Autorità:
10.09.2010, CEF
Titolo:
Appello contro la dichiarazione di fallimento. Nova autentici. Solvibilitâ
RICORSO CONTRO IL FALLIMENTO
art. 174 cpv. 2 cf. 1 LEF
Incarto n.
14.2010.71
Lugano
10 settembre
2010
B/fp/fb
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Pellegrini, presidente,
Walser e Roggero-Will
segretaria:
Baur Martinelli,
vicecancelliera
statuendo sulla causa fallimentare dipendente dall’istanza
14 luglio 2010 presentata da
AO 1 __________
contro
AP 1
sulla quale
istanza il Pretore della Giurisdizione di __________ ha così deciso:
“1. È pronunciato il fallimento della AP 1, __________,
a far tempo dal
giorno lunedì 9 agosto 2010 alle ore 11.00.
2./3./4. Omissis.”
Sentenza dedotta tempestivamente in appello da AP
1 che con atto 18 agosto
2010 ne postula l’annullamento;
preso atto che alla parte appellata non è stato
intimato l’atto di appello, il suo credito
essendo stato saldato;
rilevato che con decreto presidenziale 23 agosto
2010 all’appello è stato concesso
effetto sospensivo parziale;
ritenuto
Fatti
A. Nell’ambito
dell’esecuzione n. __________ dell’UEF di __________ la AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1 per il mancato pagamento di fr. 11'698.-- compresi interessi e
spese.
B. All’udienza
di contraddittorio del 4 agosto 2010 nessuno è comparso.
C. Con
sentenza 9 agosto 2010 il Pretore della Giurisdizione di __________ ha
dichiarato il fallimento di AP 1 a far tempo da quello stesso giorno alle ore
11.00.
D. Con
l’appello AP 1 sostiene di avere saldato il 10 agosto 2010 tutti i suoi debiti
direttamente all’UEF di __________, producendo due ricevute di questo ufficio del
10 agosto 2010 relative al versamento di fr. 12'000.-- rispettivamente fr.
470.-- (doc. B) e un estratto delle sue esecuzioni al 18 agosto 2010, da cui
risulta che le tre esecuzioni a carico dell’appellante sono state saldate (doc.
D).
Considerato
Considerandi
1.
a) In virtù dell’art. 174 cpv.
2.
LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di
fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità
e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:
1) il
debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2) l'importo
dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a
disposizione del creditore; o che
3) il
creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
L’autorità
giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la
dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte
Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se
risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I
nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve
espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile
la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte
dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza
senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere
determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto
nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore
di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti
trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un
periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può
emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da
eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di
fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti
importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla
base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti,
estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del
debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere
verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La
solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che
l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di
appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità
influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo
(Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad
art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und
Konkursrechts, 8. ed Berna 2008, § 36 n. 58 p. 334/335, § 38 n. 14 p. 347;
Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes
gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und
Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
b) L’appellante ha
dimostrato di avere saldato il suo debito nei confronti dell’istante posteriormente
alla dichiarazione di fallimento, producendo due ricevute 10 agosto 2010
dell’UEF di __________ relative al versamento di fr. 12'000.- rispettivamente
fr. 470.-- destinate al pagamento delle sue esecuzioni, per cui con questo
versamento ha saldato anche l’esecuzione in oggetto e di conseguenza adempiuto
il requisito previsto all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.
Per
quel che riguarda invece il presupposto della solvibilità - condizione
indispensabile per ottenere l’annullamento della decisione impugnata poiché,
come visto, il pagamento della somma posta in esecuzione è avvenuto soltanto
dopo la pronuncia del fallimento - va osservato che dalle ricevute del 10
agosto 2010 rispettivamente dall’estratto dell’UE di __________ al 18 agosto
2010.
risulta che tutte le ulteriori procedure pendenti nei confronti di AP 1
sono state saldate. A carico dell’appellante non vi sono inoltre attestati di
carenza di beni. Ciò porta a concludere che la
convenuta è in grado di far fronte ai suoi impegni, per cui la sua solvibilità
va ritenuta resa verosimile. Risultando adempiuti i requisiti di cui all’art.
174.
cpv. 2 LEF, il fallimento di AP 1 va annullato.
2.
L’appello va accolto.
La
tassa di giustizia è posta in ambo le sedi a carico dell’appellante (art. 48 e
49.
OTLEF), mentre non si assegnano indennità, a controparte non essendo stato
intimato l’appello.
Dispositivo
Per questi motivi,
richiamato l’art. 174
cpv. 2 LEF
pronuncia:
I. L’appello
è accolto.
“1. La
dichiarazione di fallimento 9 agosto 2010 pronunciata dal Pretore della Giurisdizione
di __________, inc. EF.2010.__________, nei confronti di AP 1, __________, è
annullata.
2. La
tassa di giustizia di prima sede di fr. 60.--, da anticipare come di rito, è
posta a carico di AP 1.
3.
Le spese dell’Ufficio esecuzione e fallimenti
di __________, da anticipare come di rito, sono poste a carico di AP 1.”
II. La
tassa di giustizia del presente giudizio di fr. 120.-- è posta a carico di AP 1.
III. Intimazione:
- AP 1,
__________;
- AO 1,
__________;
-
Ufficio esecuzione e fallimenti di __________, __________;
-
Ufficio cantonale del Registro di commercio, Lugano;
-
Ufficio del Registro fondiario del Distretto di __________;
Comunicazione alla Pretura della
Giurisdizione di __________.
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello
Il presidente La
segretaria
Contro la presente decisione è possibile
presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14,
entro 30 giorni dalla notificazione (art. 72 e segg. LTF).
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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