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Decisione

14.2010.75

Opposizione al sequestro. Legittimazione. Appartenenza dei beni sequestrati al debitore. Assistenza giudiziaria

7 ottobre 2010Italiano15 min

Source ti.ch

Fatti

I

sequestranti hanno osservato che l’affermazione dell’opponente secondo cui i

beni sequestrati non sarebbero di sua proprietà sarebbe infondata e palesemente

contraria alle stesse affermazioni del debitore.

G. Con sentenza 26

agosto 2010 il Pretore __________ ha respinto sia l'opposizione, confermando il

sequestro, sia - di nuovo -la domanda di assistenza giudiziaria e di gratuito

patrocinio.

A

mente del Pretore la tesi dell’opponente, secondo cui quanto sequestrato

apparterrebbe al padre, non andrebbe seguita. Infatti tale affermazione sarebbe

smentita dai doc. A e B dai quali emerge in modo inconfutabile l’appartenenza

all’opponente delle quote sociali della __________ Sagl. I documenti 4 e 5,

sottoscritti da __________ __________, e in base ai quali la quota gli sarebbe

stata ceduta dal figlio, sarebbero infatti superati dai doc. A e B. La

dichiarazione, sempre dello stesso __________ __________, del 2 agosto 2010

sarebbe stata allestita per bisogni di causa, motivo per il quale alla stessa

non potrebbe essere conferito alcun valore probatorio. In merito ai crediti

ceduti ai procedenti dal Comune di __________ __________, il primo giudice rileva

che gli stessi, essendo incorporati in attestati di carenza beni, non sarebbero

prescritti.

Il

Pretore ha poi nuovamente respinto la domanda di assistenza giudiziaria,

malgrado ora l’opponente abbia prodotto il preavviso favorevole del Comune di __________,

in quanto la causa non presentava probabilità di esisto favorevole.

H. Con l’appello AP

1 chiede l’accoglimento dell'opposizione, la revoca del sequestro e

l’ammissione al beneficio dell’assistenza giudiziaria e del gratuito

patrocinio.

L’appellante evidenzia

che con l’introduzione del nuovo diritto riguardante le società a garanzia

limitata per il trasferimento delle quote sociali non sarebbe più necessario

l’atto pubblico ma sarebbe sufficiente la forma scritta, che l’indicazione di

una persona a registro di commercio avrebbe unicamente effetto dichiarativo e

che il trasferimento delle quote sociali avrebbe validità dal momento della

firma della cessione e non dal momento dell’iscrizione nel registro di

commercio. Per questi motivi la quota sociale sequestrata sarebbe stata

validamente trasferita a __________ __________ e quindi l’opposizione andrebbe

accolta come pure, in considerazione di queste motivazioni, la domanda di

concessione dell’assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio.

I. AO

1 e AO 2 non hanno presentato osservazioni all’appello.

Considerandi

in

diritto: 1. La

decisione del giudice del sequestro -sia essa di annullamento o di conferma del

sequestro (cfr. Reiser, Basler

Kommentar zum SchKG, vol. III, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 44-45 ad art.

278)- che statuisce sull'opposizione (ai sensi dell'art. 278 cpv. 1 LEF) interposta

dal debitore destinatario del sequestro o da un terzo, può essere impugnata

entro dieci giorni davanti all'autorità giudiziaria superiore (art. 278 cpv. 3

primo periodo LEF), nel Cantone Ticino la Camera di esecuzione e fallimenti, con il rimedio dell'appello (art. 22 LALEF nonché 14 e 22 lett. c LOG), e ciò

qualora il valore litigioso sia pari o superiore a fr. 8'000.–. L'autorità

superiore deve verificare -sulla base delle allegazioni e dei documenti

prodotti dalle parti- se nel caso concreto in relazione al realizzarsi delle

condizioni del sequestro addotte dai creditori -e contestate dalla controparte-

è raggiunto il grado di verosimiglianza necessario per il mantenimento del

provvedimento conservativo, atteso che in caso negativo annullerà la decisione

del giudice di prime cure che ha confermato il sequestro, rispettivamente

confermerà la decisione che lo ha annullato, riservate soluzioni intermedie (Amonn/ Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs-

und Konkursrechts, 8a ed.,

Berna 2008, n. 74 ad § 51; Reeb,

Les mesures provisoires dans la procédure de poursuite, in: ZSR 1997/II, pag.

482).

2.

Le

decisioni in materia di sequestro, in tutte le istanze, sottostanno alla

procedura sommaria (art. 25 n. 2 lett. a LEF). Le norme cantonali che reggono

tale procedura devono rispettare la massima dispositiva, il principio

attitatorio nonché le massime di celerità e di concentrazione (Piégai, La protection du débiteur et

des tiers dans le nouveau droit du séquestre, tesi Losanna 1997, pag. 213 seg.

con rif.; Artho von Gunten, Die Arresteinsprache, tesi Zurigo 2001, pag. 73 segg.). Detto

altrimenti, il giudice non agisce d'ufficio, esamina solo ciò che è stato

allegato e decide unicamente in base alle prove addotte dalle parti e che

possono essere assunte seduta stante, salvo che il fatto allegato sia stato

ammesso o non contestato dalla controparte non contumace (Vogel/Spühler, Grundriss des

Zivilprozessrechts, 7a ed.,

Berna 2001, n. 24 ad cap. 6 e n. 12 ad cap. 10).

Il

giudice può accontentarsi della semplice verosimiglianza dei fatti ed esaminare

sommariamente i punti di diritto nella misura compatibile con l'esigenza di

celerità (Hohl, La réalisation du

droit et les procédures rapides, tesi Friborgo 1997, n. 453; Piégai, op. cit., pag. 212; Artho von Gunten, op. cit., pag. 85

segg.; Gilliéron, Commentaire de la LP, vol. IV, Losanna 2003, n. 10-15 ad art. 272). Il giudice apprezza liberamente le prove

(art. 20 cpv. 5 LALEF).

Inoltre,

i principi di celerità e di concentrazione impongono in particolare alle parti

alte esigenze di motivazione per poter giungere a un giudizio sollecito. Esse

devono sostanziare le loro tesi con riferimenti puntuali e d'immediato

riscontro nei documenti che considerano determinanti.

3.

In

virtù dell'art. 278 cpv. 3 LEF, le parti possono, nell'ambito del ricorso

contro la decisione su opposizione, avvalersi di fatti nuovi. Secondo la

giurisprudenza di questa Camera (CEF 10 aprile 2000 [14.1999.82], consid. 1.5e;

30.

ottobre 2001 [14.2001.75], consid. 1.5e) sono ricevibili sia fatti, prove ed

eccezioni nuovi che si sono verificati dopo l'emanazione della sentenza di

primo grado, sia quelli verificatisi prima. La possibilità di

addurre fatti nuovi comprende logicamente quella di produrre nuovi mezzi di

prova (Vogel/Spühler, op. cit.,

n. 42 ad cap. 13), altrimenti tale facoltà rimarrebbe frustrata, poiché i fatti

nuovi devono anch'essi essere resi verosimili per poter avere un influsso sulla

decisione. Per evidenti ragioni

pratiche, riconducibili al principio di celerità, i fatti e le allegazioni

nuovi di ogni tipo possono essere addotti solo fino alla fase dello scambio

degli allegati in sede di appello (CEF 5 luglio 1999 [14.1999.3], consid. 3).

Le limitazioni di cui all'art. 20 cpv. 2 e 3 LALEF non sono applicabili in

materia di sequestro (art. 22 cpv. 4 LALEF).

È così ammissibile il

nuovo documento (doc. C, libro delle quote) che l’opponente produce contestualmente

all'appello.

4.

Giusta l'art. 272 cpv. 1 LEF, il sequestro viene concesso dal giudice del luogo in cui si trovano i beni, purché il

creditore renda verosimile l'esistenza:

1.

del credito;

2.

di una causa di

sequestro;

3.

di beni appartenenti al

debitore.

Nel caso specifico

l'appellante con il gravame di data 2 settembre 2010 contesta che quanto sequestrato

gli appartenga.

5.

Il

sequestro può colpire soltanto beni di proprietà del debitore rispettivamente

crediti di cui egli è titolare (art. 272 cpv. 1 n. 3 LEF; DTF 105 III 112),

atteso che secondo la costante giurisprudenza del Tribunale federale

determinante è in linea di principio la realtà giuridica e non quella economica

(DTF 107 III 104 consid. 1; Amonn/Walther, op. cit., n. 7 ad §51): sono

quindi esclusi dal sequestro, in quanto considerati beni di terzi, tutti quelli

che secondo le regole del diritto civile appartengono ad una persona fisica o

giuridica diversa dal debitore sequestrato (DTF 106 III 89, 105 III 112).

Soltanto in casi eccezionali si può tenere conto dell'identità economica fra il

debitore escusso e il terzo (DTF 105 III 112-113, 102 III 165 segg.). Pertanto,

nella misura in cui i beni di cui è chiesto il sequestro si trovino in possesso

di un terzo o figurino a nome di un terzo, il creditore sequestrante deve

rendere verosimile che quei beni appartengono in realtà al debitore sequestrato

(cfr. art. 272 cpv. 1 n. 3 LEF; Messaggio

concernente la revisione della LEF dell'8 maggio 1991, in: FF 1991 III pag. 1

19; Stoffel, Basler

Kommentar zum SchKG, vol. III, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 61 segg.

ad art. 271 e n. 25 e 26 ad art. 272; CEF del 18 ottobre 2005 [14.2005.67],

consid. 3).

6.

In

casu appare sufficientemente verosimile, perché si possa confermare il

sequestro, che la quota sociale di fr. 19'000.-- della __________ Sagl sia di

proprietà di AP 1. Contrariamente a quanto da lui preteso la documentazione

agli atti è insufficiente ad inficiare l’apparente titolarità dell’appellante sulla

quota sociale sequestrata. Infatti in aperta contraddizione a quanto emerge dai

doc. 6 e 5, del 28 dicembre 1999 rispettivamente del 18 gennaio 2001, in base ai quali AP 1 avrebbe ceduto al padre la quota sociale, il 7 maggio 2009 lo stesso AP 1 ha dichiarato esplicitamente alla Pretura di __________ (__________) di essere il “titolare” della

società, circostanza che, unitamente al fatto che la cessione mai è stata

iscritta nel registro di commercio, fa sorgere il dubbio che i doc. 5 e 6 possano

essere stati allestiti solo per evitare il pignoramento della quota nell’ambito

delle esecuzioni allora promosse contro l’opponente dal Comune di __________ __________

(cfr. doc. 9). In considerazione di questa circostanza, anche l’ulteriore

documentazione prodotta da AP 1, in base alla quale egli successivamente

avrebbe nuovamente ceduto la quota sociale al padre (doc. C, D e doc. C

prodotto con l’appello), che come rilevato dal Pretore sembrerebbe essere stata

allestita per bisogni di causa, non è sufficiente a mettere ragionevolmente in

dubbio l’apparente titolarità dell’appellante sulla quota sociale sequestrata,

tanto più che contrariamente all’obbligo imposto dall’art. 791 CO la cessione

nemmeno è stata iscritta nel registro di commercio.

7.

A titolo abbondanziale va rilevato che,

anche volendo ammettere che __________ __________ sia giuridicamente titolare

della quota sociale sequestrata, secondo la giurisprudenza di questa Camera

(cfr. CEF 10 ottobre 2003 [14.03.64]; 9 gennaio 2004 [14.03.80], cons. 5.2), è

irricevibile per carenza di gravamen (carenza d'interesse giuridico)

l'opposizione contro un decreto di sequestro, risp. il ricorso contro la

decisione su opposizione, quando l'opponente/ricorrente, in qualità di debitore

sequestrato, si limita a contestare di essere proprietario dei beni sequestrati

senza rendere verosimile di subire pregiudizi concreti dal blocco di beni

(asseritamente) altrui. Trattandosi di presupposto processuale, l'esistenza di

un interesse giuridico dell'opponente va esaminato d'ufficio. Orbene, AP 1, se

la quota sociale sequestrata non fosse sua, non avrebbe reso verosimile di essere

pregiudicato nei suoi interessi personali, attuali e concreti.

8.

AP

1.

chiede l’ammissione al beneficio dell’assistenza giudiziaria e la concessione

del gratuito patrocinio.

Risulta

dalla legge cantonale sul patrocinio d’ufficio e sull’assistenza giudiziaria

(Lag, RL 3.1.1.7) che l’assistenza giudiziaria è concessa alle condizioni

cumulative seguenti:

– il

richiedente è una persona fisica indigente (art. 3);

– la

procedura per la persona richiedente presenta probabilità di esito favorevole e

una persona ragionevole e di condizioni agiate non rinuncerebbe alla procedura

a causa delle spese che questa comporta (art. 14 cpv. 1 a contrario);

– per

il gratuito patrocinio vi è necessità oggettiva di patrocinio (art. 14 cpv. 2 a contrario), ossia:

– la

persona richiedente non è in grado di procedere con atti propri, o

– la

designazione di un patrocinatore è necessaria alla corretta tutela dei suoi

interessi, oppure

– la

causa presenta difficoltà particolari.

La necessità oggettiva

di un patrocinio è data quando il ricorrente, privo di nozioni giuridiche

adeguate, è colpito in modo rilevante dal provvedimento impugnato e le

questioni di diritto da risolvere sono complesse.

Nel caso di specie

l’appello dell’opponente non presentava la benché minima possibilità di esisto favorevole,

ritenuto che lo stesso è, per i motivi sopra addotti, ampiamente infondato, non

essendo AP 1 riuscito a mettere ragionevolmente in dubbio l’apparente

sua titolarità di quanto sequestrato. Inoltre, anche

nell’ipotesi ciò gli fosse riuscito, l’opposizione da lui interposta non

presentava probabilità di esito favorevole, dal momento che, come visto

in precedenza, l'escusso che pretende che i beni sequestrati sono di terzi non

è pregiudicato nei propri interessi e pertanto non è legittimato a interporre

opposizione al decreto di sequestro.

Per

questo motivo la richiesta di ammissione al beneficio dell’assistenza

giudiziaria e del gratuito patrocinio presentata da AP 1 deve essere respinta.

9.

In conclusione,

la sentenza impugnata è confermata, mentre l'appello è respinto. La tassa di

giustizia segue la soccombenza dell'appellante, mentre non si assegnano

indennità, in quanto gli appellati non hanno presentato osservazioni (art. 48,

49, 61 cpv. 1 e 62 cpv. 1 OTLEF).

Per i quali motivi,

richiamati

gli art. 272 cpv. 1, 278 cpv. 1 e 3 LEF; 20 cpv. 2 e 3, 22 LAEF; 14 e 22 LOG; 1,

3, 14 cpv. 1 e 2 Lag; 48, 49, 61 cpv. 1 e 62 cpv. 1 OTLEF

pronuncia:

1.

L'appello è respinto.

2.

La

domanda di ammissione al beneficio dell’assistenza giudiziaria e del gratuito

patrocinio è respinta.

3.

La

tassa di giustizia della presente decisione di fr. 270.-- è posta a carico di AP

1.

Non si assegnano indennità.

4.

Intimazione:

- __________.

PA 2, __________;

- __________.

PA 1, __________ (__________).

Comunicazione

alla Pretura __________.

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale

d’appello

Il presidente Il

segretario

Giacché il valore litigioso della

vertenza, di fr. 19'000.-- (art. 11 lett. a CPC) non raggiunge il limite di legge di fr. 30'000.-, contro la presente

decisione è possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale

federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione, solo se

la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale

(art. 74 cpv. 2 lett. a LTF).

Nello stesso termine è possibile

proporre al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, anche ricorso sussidiario

in materia costituzionale (art. 113 e segg. LTF).

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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