Lexipedia

Decisione

14.2010.89

Opposizione a sequestro: foro del debitore domiciliato all'estero - condizioni - succursale svizzera di una società estera

17 novembre 2010Italiano24 min

Source ti.ch

Fatti

A. Con istanza 22 giugno 2010 AP 1, __________, ha chiesto al Pretore __________,

nei confronti di AO 1, __________, il sequestro in base all’art. 271 cpv. 1 n.

4 LEF di “tutti gli averi mobiliari, di qualunque genere, natura o valuta essi

siano, appartenenti alla convenuta AO 1, __________, che si trovano presso la

Banca __________ succursale di __________, in particolare la relazione cc. no. __________

USD e/o ogni altro conto in altre valute (CHF; EURO; ecc.), fino a concorrenza

dell’importo CHF 88'641.60 oltre interessi al 5% dal 20.06.2010”.

B. Stando all’istanza, AP 1, allora attiva nel settore del commercio

online di tabacchi lavorati e di sigarette, da un punto di vista logistico ha

fatto capo, per un breve periodo, alla convenuta AO 1, __________, che ha messo

a disposizione o, meglio che ha affermato di mettere a disposizione

dell’istante, la propria infrastruttura presso il punto franco di __________

(E.A.U.), da dove venivano poi imbustate e spedite all’estero le ordinazioni

raccolte dalla stessa AP 1. Richiamato il mandato di prestazione logistica del

10 giugno 2009 (doc. B inc. EF.2010.336) con cui le parti hanno inteso regolare

in modo completo i dettagli relativi all’esecuzione degli incarichi (presa

ordine, imballaggio, etichettatura, documenti necessari, spedizione), AP 1 ha dipoi rilevato che presso l’infrastruttura che AO 1 ha asserito di possedere a __________, essa

aveva il diritto di depositare un massimo di 7'500 stecche di sigarette,

rispettivamente 150 “master cases” da 50 stecche cadauno (doc. B allegato A

inc. EF.2010.336).

AP 1,

sempre stando all’istanza di sequestro, disponeva e dispone di uno stock di

merce superiore alle 150 “master cases,” il cui stoccaggio era compreso nelle

prestazioni di cui al mandato di prestazione logistica 10 giugno 2009 (doc. B

inc. EF.2010.336). Contestualmente alla firma di tale mandato, ha proseguito

l’istante, AO 1 ha così offerto a AP 1 in (sub)locazione uno spazio di 750 (settecentocinquanta) metri quadrati presso il punto franco di __________, al

prezzo di USD 80'000.- annui; convinta della correttezza e della buona fede

della controparte, essa l’ha per finire sottoscritto il 20 giugno 2009 (doc. C

inc. EF.2010.336). Tale contratto, ha spiegato l’istante, è però stato da lei

disdetto con effetto al 20 giugno 2010 (doc. D inc. EF.2010.336), giacché tanto

il mandato doc. B quanto un altro contratto relativo a un mandato di incasso

concluso con la stessa AO 1 erano terminati in quanto non sono stati confermati

entro la fine del periodo di prova (doc. E inc. EF.2010.336). AP 1 non era

infatti soddisfatta delle prestazioni della convenuta che, di fronte alla nuova

situazione, ha subito tentato in ogni modo di impedirle di ricuperare la merce

depositata presso gli spazi locati a __________, dove attualmente sono

depositate oltre 28'600 stecche di sigarette per un valore, al momento del loro

acquisto, di USD 400'000.- (doc. F inc. EF.2010.336). Sta di fatto che durante

i tentativi di ricuperare tale merce presso gli spazi di cui al contratto di (sub)locazione

doc. C, AP 1 ha scoperto che AO 1 non le ha messo a disposizione nemmeno un

metro quadro di magazzino presso il punto franco di __________. Approfittando

della fiducia accordatale, rispetti- vamente delle difficoltà di verificare in

loco l’effettiva esistenza dello spazio di 750 metri quadrati offerto in locazione nel giugno 2009, AO 1 ha infatti indotto l’istante a sottoscrivere il relativo contratto doc. C e a corrispondere canoni di locazione per

complessivi USD 80'000.-- pari a fr. 88'641.60 (doc. I inc. EF.2010.336), senza

mettere a disposizione alcuno spazio.

Proseguendo

il suo esposto, AP 1 ha asserito che nel tentativo di accertare quanto meno lo

stato di conservazione della merce (tabacchi lavorati) depositata a __________,

essa ha incaricato una terza persona di fare eseguire una ispezione presso il

punto franco di __________, dove avrebbe dovuto essere situato l’ente locato di

cui al doc. C. Nel suo rapporto quest’ultima ha purtroppo fatto presente che nessuna

delle persone da essa contattate ha potuto confermare che, almeno fino a maggio

2009, AO 1 disponesse presso il punto franco di __________ di uno spazio di 750 metri quadrati (doc. G inc. EF.2010.336). La persona in questione, dopo avere eseguito i controlli

di cui alla dichiarazione doc. F, ha incaricato una società di __________,

attiva a livello mondiale nel campo della certificazione e delle spedizioni di

merce, di verificare lo stato di conservazione dei tabacchi depositati negli

spazi di cui al doc. C. Risultato dell’indagine: AO 1 non è nota alla società

che gestisce il punto franco di __________ a __________ (doc. H inc.

EF.2010.336) e, per questa semplice ragione, non può avere messo a diposizione

di AP 1 lo spazio offerto in locazione in virtù del contratto doc. C.

Ciò

posto, AP 1 ha pertanto giustificato la richiesta di sequestro sulla base di un

suo preteso credito volto al rimborso dei canoni di locazione versati

indebitamente e ciò ex art. 41 e segg. CO nell’ipotesi in cui la fattispecie

che vede coinvolta AO 1 dovesse configurare il reato di truffa, rispettivamente

ex art. 97 e segg. CO (inadempimento contrattuale), rispettivamente ex art. 62

e segg. CO (indebito arricchimento); credito ammontante ad almeno fr. 88'641.60

pari a USD 80'000.00. Il tutto sulla base del titolo di sequestro di cui

all’art. 271 cpv. 1 n. 4 LEF, secondo cui il creditore può chiedere il

sequestro dei beni del debitore quando esso “non dimora in Svizzera, se non vi è

altra causa di sequestro, ma il credito abbia un legame sufficiente con la

Svizzera o si fondi su di una sentenza esecutiva o di un riconoscimento di

debito”. AO 1, ha fatto puntualizzato l’istante, ha sede a __________ ed è

pertanto da considerare un debitore all’estero, ritenuto che l’apertura di una

sua succursale a __________ non osta alla concessione del sequestro, il

contratto di locazione doc. C, avente per oggetto degli spazi siti a __________,

essendo infatti stato sottoscritto da AO 1, __________ e non da AO 1, __________,

succursale di __________.

C. Il 24 giugno 2010 il Pretore __________ ha ordinato il sequestro

come richiesto (EF.2010.336).

D. Il 12 luglio 2010 AO 1 ha inoltrato opposizione al sequestro, contestando

non solo il credito di controparte, ma anche l’esistenza della causa di

sequestro dell’art. 271 cpv. 1 n. 4 LEF (domicilio all’estero del debitore),

per il fatto che AO 1 ha sì la sede a __________, ma ha pure una succursale

attiva a __________, che comprende degli uffici, due direttori e del personale.

A mente dell’opponente torna perciò applicabile l’art. 50 cpv. 1 LEF, secondo

cui per le obbligazioni assunte a conto di una loro azienda in Svizzera, i

debitori domiciliati all’estero possono essere escussi alla sede della

medesima. Essa adduce che tutta l’operazione è stata gestita in Ticino, e non a

__________, ove la convenuta ha la sede principale, dalla direttrice della

medesima signora __________ (doc. AA/22 inc. EF.2010.360), segnatamente nella

succursale sita nel punto franco di __________, da dove venivano curati i contatti

con la parte istante e sottoscritta la contrattualistica in calce alla quale

veniva pure apportata l’indicazione della succursale di __________ (doc. B/2,

C/3, D/4 e E/5 inc. EF.2010.360), sul cui conto andava addossata la stessa, non

da ultimo quella relativa alla (sub)locazione. E’ da __________ che sono stati

effettati i collegamenti tra le parti per l’invio della merce a __________ e

per la consegna dei documenti di spedizione da annettere ai container. Ed è

sempre da __________ che sono stati preparati e discussi con la AP 1 e la __________

i giustificativi (bill of lading), intrattenuti colloqui telefonici e

incontri tra i rappresentanti della AP 1 e della __________. I fili dell’opera-zione,

ha insistito nell’affermare l’opponente, sono stati dunque tirati dalla sede di

__________, da dove partiva anche la fatturazione finale (doc.L/10 a BB/23 inc.

EF.2010.360). Unico addentellato estero era quello di __________, ove avveniva

lo stoccaggio delle master cases, l’imbustaggio e la spedizione delle

stecche ai clienti, il tutto sotto gli ordini passati dalla “stanza dei bottoni”

di __________. Trattasi perciò, sempre secondo l’opponente, di obbligazioni

della convenuta assunte dalla sua succursale di __________. In considerazione

dei danni provocati all’opponente dal sequestro, l’istante – ha concluso l’opponente

- deve essere astretta al pagamento di una garanzia ex art. 273 LEF.

All’udienza

di discussione del 24 settembre 2010 AO 1 si è confermata nella propria opposizione.

In risposta alle allegazioni di controparte, AP 1 ha prodotto un proprio memoriale, unitamente ai doc. 1-7, con cui ha chiesto la reiezione

dell’opposizione al sequestro. Tra l’altro, pur non contestando che AO 1 abbia

una succursale a __________, ha nondimeno rilevato che il suo raggio di azione

è però circoscritto dai confini cantonali, mentre che i doc. CC, DD, EE

dimostrano invece come controparte sia stata costretta a trasferire a __________

la propria attività o almeno quella parte di essa che vede coinvolta la

sequestrante. In replica e in duplica le parti si sono confermate nelle

rispettive ragioni. Su richiesta del giudice, AP 1 ha però ridotto l’importo della pretesa creditoria a fr. 72'021.30.

F. Con sentenza del 24 settembre 2010 il Pretore __________ ha accolto

l’opposizione di AO 1, annullando il sequestro. Premesso che l’art. 50 cpv. 1

LEF stabilisce che per le obbligazioni assunte a conto di una loro azienda

nella Svizzera i debitori domiciliati all’estero possono essere escussi alla

sede della medesima se esiste effettivamente un’azienda in Svizzera di un

debitore domiciliato all’estero e se le pretese per le quali si vuole procedere

in Svizzera in via esecutiva siano state assunte per conto dell’azienda

svizzera (sentenza, pag. 3, consid. 3.1), il primo giudice ha anzitutto

rilevato che AO 1 con sede principale a __________, possiede una succursale a __________,

ossia la AO 1, __________, succursale di __________ (doc. AA/22 inc.

EF.2010.360). Dalla documentazione agli atti, ha proseguito lo stesso giudice,

risulta altresì che dalla succursale di __________, che dispone di uffici

situati nello __________ del Punto Franco di __________, viene gestito un

commercio internazionale di tabacchi (doc. AA/22, HH/29, II/30, LL/31, MM/32,

NN/33, OO/34) e che questa attività è effettivamente svolta da AO 1 succursale

di __________ ( doc. 1 e 2 prodotti al dibattimento, BB/23 e M/11). L’esistenza

di una azienda deve perciò, secondo il Pretore, essere ritenuta più che

provata, tanto che il contratto sul quale la parte istante fonda il sequestro

risulta concluso in Svizzera, sulla base del formulario allestito dalla CATEF,

per gli enti locati in Ticino, sulla scorta delle norme svizzere sul contratto

di locazione, con l’indicazione specifica, quale locatore, di “AO 1, __________”,

malgrado l’ente locato si trovasse a __________ (doc. E/5 inc. EF.2010.360).

Ciò posto, ha concluso il primo giudice, si può senz’altro ritenere che, per le

obbligazioni che fossero nate a dipendenza di questo contratto e, in genere,

delle attività della succursale svizzera di AO 1, esista il foro esecutivo

ordinario in Svizzera, previsto dall’art. 50 cpv. 1 LEF, di modo che la causa

di sequestro invocata dall’istante (domicilio all’estero del debitore ex art.

271 cpv. 1 n. 4 LEF) non può essere riconosciuta (sentenza, pag. 4, consid.

3.2).

G. Con il presente appello AP 1 chiede in via principale di confermare

invece il sequestro ordinato il 24 giugno 2010, ritenendo anzitutto di avere

reso verosimile il preteso credito posto a fondamento dell’istanza di sequestro

e l’esistenza in Svizzera di beni da sequestrare e dissentendo poi dalla

conclusione del Pretore, secondo cui sussisterebbe un foro esecutivo ordinario

in Svizzera ex art. 50 cpv. 1 LEF per promuovere esecuzione contro l’opponente.

E’ infatti pacifico, assevera l’appellante, che i mandati di cui di doc. B/2 e

C/2 inc. EF.2010.360 prevedevano l’elaborazione, da parte di AO 1, delle

vendite online effettuate da AP 1, facendo capo alle infrastrutture logistiche

della stessa controparte negli Emirati Arabi Uniti presso il punto franco di __________.

Dagli atti, sempre secondo l’appellante, emerge inoltre che AO 1 è attiva a

livello internazionale con più stabilimenti permanenti in Svizzera e a __________.

Un’azienda ai sensi dell’art. 50 LEF, obietta l’appellante, è un concetto più

ampio di quello di succursale, nel senso che può essere definita come una

“private geschäftliche Leistungseinheit (“Zweigbetrieb”), die in der Schweiz

Sachgüter oder Dienstleistungen für Dritten gegen Entgelt produziert un deren

Inhaber im Ausland domiziliert ist “(appello ,a pag. 5-6 con riferimento a BS-

SchKG, n. 9 ad art. 50 LEF). Essa non necessita di iscrizione a registro di

commercio. Controparte, puntualizza l’appellante, ha uno stabilimento

permanente, almeno ai sensi dell’art. 50 LEF, anche negli Emirati Arabi Uniti,

luogo di smistamento, imballaggio, francatura e spedizione delle vendite online

di tabacchi. La tesi di controparte fatta propria, almeno in parte, dal

Pretore, non può pertanto essere seguita: giacché la Succursale (o un’azienda

ai sensi dell’art. 50 LEF), di AO 1 può assumere obbligazioni a suo conto in

Svizzera e non in uno stato terzo come gli Emirati Arabi Uniti, dove, semmai,

essa ha costituito, di fatto, un’altra succursale o un altro stabilimento. In

altre parole, fa presente l’appellante, una succursale (o una azienda ai sensi

della LEF) non può, a sua volta, costituire di fatto una stabilimento

permanente all’estero (“succursale quadrato”); nella misura in cui AO 1,

Succursale di __________, ha assunto obblighi nei confronti di AP 1 relativamente

all’attività svolta a __________, lo ha fatto a nome e per conto della sede

principale di __________. AO 1, conclude l’appellante, deve perciò essere

considerata una persona all’estero ai sensi dell’art. 271 cpv. 1 n. 4 LEF, per

cui l’art 50 cpv. 1 LEF non osta alla conferma del sequestro.

In via

subordinata AP 1 chiede il rinvio degli atti alla Pretura per nuova giudizio.

H. Con osservazioni dell’8 novembre 2010 AO 1 chiede la reiezione

dell’appello.

considerato

Considerandi

1.

La decisione del giudice del sequestro – sia essa di annullamento o

di conferma del sequestro (cfr. rieser,

Basler Kommentar zum SchKG ad art. 278) – che statuisce sull’opposizione (si

sensi dell’art. 278 LEF) interposta dal debitore destinatario del sequestro o

da un terzo, può essere impugnata entro dieci giorni davanti all’autorità

giudiziaria superiore (art. 278 cpv. 3 primo periodo LEF), nel Cantone Ticino

la Camera di esecuzione e fallimenti, con il rimedio dell’appello (art. 22

LALEF nonché 14 e 22 lett. c LOG), e ciò qualora il valore litigioso sia pari o

superiore a fr. 8’000.-. L’autorità superiore deve verificare – sulla base

delle allegazioni e dei documenti prodotti dalle parti – se nel caso concreto

in relazione al realizzarsi delle condizioni del sequestro addotte dai

creditori - contestate dalla controparte – è raggiunto il grado di

verosomiglianza necessario per mantenere il provvedimento conservativo, atteso

che in caso negativo annullerà la decisione del giudice di prime cure che ha

confermato il sequestro, rispettivamente confermerà la decisione che lo ha

annullato, riservate soluzioni intermedie (ammon/walther,

Grundriss des Schuldbetreibungs-und Konkursrechts, 7a ed., Berna 2003, n. 74 ad

§ 51; reeb, Les mesures

provisoires dans la procédure de poursuite, in: ZSR 1998/II, pag. 482).

2.

Le decisioni in materia di sequestro, in tutte le istanze,

sottostanno alla procedura sommaria (art. 25 n. 2 lett. a LEF). Le norme

cantonali che reggono tale procedura devono rispettare la massima dispositiva,

il principio attitatorio nonché le massime di celerità nonche di concentrazione

(Piégat, La protection du débiteur

et des tiers dans le nouveau droit de séquestre, tesi Losanna 1997, pag. 213

seg., con rif.; artho von gunten,

Die Arresteinsprache, tesi Zurigo 2001, pag. 73 segg.). Detto altrimenti, il

giudice non agisce d’ufficio, esamina solo ciò che è allegato e decide

unicamente in base alle prove addotte e che possono essere assunte seduta

stante, salvo che il fatto allegato sia stato ammesso o non contestato dalla

controparte non contumace (vogel/spühler,

Grundriss des Zivilprozessrechts, 7a ed., Berna 2001, n. 24 ad cap. 6 e n. 12

ad cap. 10).

Il

giudice può accontentarsi della semplice verosomiglianza ed esaminare

sommariamente i punti di diritto nella misura compatibile con l’esigenza di

celerità (hohl, La réalisation du

droit et les procédures rapides, tesi Friborgo, n. 453; piégat, op. cit. pag. 212; artho

von guten, op. cit. pag. 85 segg.; gilliéron,

Commentaire de la LP, vol. IV, Losanna 2003, n. 10-15 ad art. 272). Il giudice

apprezza liberamente le prove (art. 20 cpv. 5 LEF).

Inoltre,

i principi di celerità e di concentrazione impongono in particolare alle parti

alte esigenze di motivazione per poter giungere a un giudizio sollecito. Esse

devono sostanziare le loro tesi con riferimenti puntuali e d’immediato

riscontro nei documenti che considerano determinanti.

3.

In virtù dell’art. 278 cpv. 3 LEF, le parti possono, nell’ambito del

ricorso contro la decisione su opposizione, avvalersi di fatti nuovi. Secondo

giurisprudenza di questa Camera (CEF 29 luglio 2010, inc. n. 14.2010.43,

consid. 3 con richiami), sono ricevibili sia fatti sia prove ed eccezioni nuovi

che si sono verificati dopo l’emanazione della sentenza di primo grado, sia

quelli verificatisi prima. La possibilità di addurre fatti nuovi comprende

logicamente quella di produrre nuovi mezzi di prova (vogel/spühler, op. cit., n. 42 ad cap. 13), altrimenti tale

facoltà rimarrebbe frustrata, poiché i fatti nuovi devono anch’essi essere resi

verosimili per poter avere un influsso sulla decisione. Per evidenti ragioni

pratiche, riconducibili al principio di celerità, i fatti e le allegazioni

nuovi di ogni tipo possono essere addotti solo fino allo scambio degli allegati

in sede di appello (CEF 29, sentenza citata, consid. 3 con richiami). Le

limitazioni di cui all’art. 20 cpv. 2 e 3 LALEF non sono applicabili in materia

di sequestro (art. 22 cpv. 4 LAEF).

4.

Giusta l’art. 272 cpv. 1 LEF , il sequestro viene concesso dal

giudice del luogo in cui si trovano i beni, purché il creditore renda

verosimile l’esistenza:

1.

del

credito;

2.

di una

causa di sequestro;

3.

di

beni appartenenti al debitore.

Controversa

in concreto è anzitutto l’esistenza di una valida causa di sequestro che la

procedente fonda sull’art. 271 cpv. 1 n. 4 LEF, secondo cui per i crediti

scaduti, in quanto non garantiti da pegno, il creditore può chiedere il

sequestro quando il debitore non dimori in Svizzera, se non vi è un’altra causa

di sequestro, ma il credito abbia un legame sufficiente con la Svizzera o si

fondi su un sentenza esecutiva o su un riconoscimento di debito ai sensi

dell’art. 82 cpv. 1 LEF. Farebbe infatti difetto, secondo l’opponente e il

primo giudice, il requisito del domicilio all’estero del debitore, segnatamente

della convenuta, ciò che comporta ipso facto l’ammissione dell’opposizione al

sequestro. Ora, come correttamente rilevato nel giudizio impugnato, per

debitore che non dimori in Svizzera, bisogna intendere la mancanza, in Svizzera,

di un foro d’esecuzione ordinario (art. 46 LEF), rispettivamente speciale

(art.48-52 LEF), ove poter promuovere l’esecuzione nei suoi confronti (hunkeler, SchKG-Kurzkommentar, Basilea

2009, n. 9 ad art. 271). Sennonché, trattandosi nel caso in esame di un

debitore, segnatamente di una persona giuridica con domicilio all’estero (ossia

con sede principale a __________), questi(a) non dispone però di un foro

esecutivo ordinario in Svizzera ex art. 46 LEF (foro ordinario d’esecuzione:

domicilio del debitore, rispettivamente sede della società). Rimane perciò

soltanto aperta l’ipotesi di un foro esecutivo speciale, segnatamente di quello

del debitore domiciliato all’estero ex art. 50 cpv. 1 LEF.

5.

Giusta l’art. 50 cpv. 1 LEF, per le obbligazioni assunte a conto di

una loro azienda nella Svizzera i debitori domiciliati all’estero possono

essere escussi alla sede della medesima. Ora, un procedimento (esecutivo)

contro un debitore domiciliato all’estero al luogo della sua azienda in

Svizzera per obbligazioni assunte da quest’ultima, richiede, cumulativamente,

che il debitore possieda in Svizzera una sua azienda e che il debito posto in

esecuzione concerna la stessa azienda e non il domicilio principale,

rispettivamente la sede principale all’estero (hunkeler,

op. cit. n. 3 ad art. 50). L’azienda con sede in Svizzera – tale è il caso per

una succursale (schmid, Basler

Kommentar zum SchKG, vol. I, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 7 ad art. 50 LEF)

- deve ancora esistere al momento dell’esecu-zione, bastando al riguardo in

ogni modo che essa non sia ancora stata liquidata (DTF 114 III 10, 11). Senza

importanza è invece la natura (contrattuale o per atto illecito)

dell’obbligazione assunta dall’azienda svizzera, ritenuto che ciò che conta è

che la stessa “muss sich nur aus dem Betrieb der Geshäftsnieder-lassung ergeben

haben” (hunkeler, op. cit. loc.

cit; cfr. anche schmid, op. cit.

n. 11 ad art. 50 LEF). Sapere se il debito concerne effetti- vamente l’azienda

in Svizzera e non, per contro, la sede principale all’estero del debitore è una

questione di fondo da porsi nella procedura sommaria di rigetto

dell’opposizione (DTF 114 III 10), segnatamente - nel caso in esame - nella

procedura di opposizione al sequestro. Se è data un’azienda in Svizzera ex art.

50.

LEF, è invece una questione, nell’ambio della procedura esecutiva, da

dirimere nella procedura di ricorso davanti all’autorità di vigilanza ex art.

17.

LEF (hunkeler, op. cit. n. 4 e

7.

art. 50; DTF 47 III 16).

Al foro (speciale)

esecutivo ex art. 50 cpv. 1 LEF soggiacciono, come visto, soltanto obbligazioni

dell’azienda derivanti dalla sua attività commerciale in Svizzera (DTF 59 III

5; 47 III 16; schmid, op. cit., n.

11.

ad art. 50 LEF, il che esclude la via esecutiva speciale per obbligazioni

del debitore alla sua sede all’estero (hunkeler,

op. cit., n. 7 ad art. 50). Per essere compatibili con l’art. 50 cpv. 1 LEF,

deve trattarsi, in altri termini, di obbligazioni “die gegenüber der Schweizer

Niederlassung <<effektiv und originär begründet wurden>>” (hunkeler, op. cit., n. 12 ad art. 50 ).

6.

Stando agli accertamenti contenuti nell’impugnato giudizio (pag. 4,

consid. 3.2), AO 1 con sede (principale) a __________ possiede una succursale a

__________, la AO 1, __________, succursale di __________ (doc. AA/22 inc.

EF.2010.360). Sempre stando alla sentenza impugnata, dal fascicolo processuale

risulterebbe che detta succursale dispone di uffici situati nello __________

del Punto Franco di __________, che dalla stessa viene gestito un commercio

internazionale di tabacchi (doc. AA/22, HH/29, II/30, LL/31, MM/32, NN/33 e

OO/34) e che questa attività viene effettivamente svolta da AO 1 succursale di __________

(doc. 1 e 2 prodotti al dibattimento, e doc. BB/23 e M/11). Orbene, di fronte a

riscontri del genere, del resto non contestati, ben si può affermare che AO 1, __________,

succursale di __________, costituisce un’azienda ai sensi dell’art. 50 cpv. 1

LEF.

Quanto al

secondo requisito, ossia all’esistenza di obbligazioni assunte a conto dell’azienda

dell’opponente in Svizzera, il primo giudice ha – come visto – considerato

decisivo il fatto che il contratto (doc. E/5), sul quale la sequestrante ha

fondato il sequestro, ossia il credito derivante da presunte inadempienze della

citata pattuizione da parte della locatrice, risulta concluso in Svizzera,

sulla base del formulario allestito dalla CATEF, per gli enti locati che si

trovano in Ticino, come pure sulla scorta delle norme svizzere sul contratto di

locazione, con l’indicazione, specifica, quale locatore, di “AO 1, __________”;

il che fa ritenere, sempre secondo lo stesso giudice, che per le obbligazioni

che fossero nate a dipendenza del contratto in rassegna e, in genere, delle

attività della succursale svizzera di AO 1, esista un foro esecutivo ordinario (recte:

speciale) in Svizzera, previsto dall’art. 50 cpv. 1 LEF (sentenza, pag. 4,

consid. 3.2).

7.

Tale conclusione va condivisa. Benché l’oggetto della locazione

(doc. E/5) fosse situato all’estero, ossia a __________, e benché le parti

abbiano eletto il foro di situazione dell’ente locato per qualsiasi

contestazione che potesse sorgere a dipendenza dello stesso contratto, come si

evince dalla pag. 6 in fondo (questione da non confondere con il foro

esecutivo), non vi è dubbio che AO 1 abbia assunto le obbligazioni derivanti

dal citato contratto di locazione nella sua qualità di succursale con sede a __________,

avendo essa non soltanto sottoscritto tale contratto a __________ mediante un

suo organo (la direttrice __________, con diritto di firma individuale; doc.

AA/22), firmandolo come AO 1, __________, ma avendo essa fatto capo –

unitamente alla controparte – sia contratto tipo CATEF sia al codice delle

obbligazioni svizzero per quanto riguarda il diritto applicabile, come si

evince dalle singole clausole contrattuali. Che quanto stipulato mediante il

contratto doc. E/5 sia da mettere in relazione all’attività in Ticino di AO 1

quale succursale con sede propria a __________ lo si evince con ogni evidenza

anche dalle altre pattuizioni, segnata- mente dal mandato di prestazione

logistica del 10 giugno 2009 (doc. C/3), dal complemento allegato A 13 gennaio

2010.

al mandato di gestione logistica (doc. B/2) e dal mandato 25 settembre 2009

(doc. D/4) – pattuizioni connesse con il contratto di locazione – nelle quali

come mandataria figura sempre la AO 1, __________ nella sua funzione di

fornitrice di prestazioni derivanti dalla sua attività di succursale con sede a

__________ (cfr. anche i doc. 1 e 2 prodotti al dibattimento). Di fronte a riscontri

del genere si rilevano prive di pregio le considerazioni dell’appellante, con

le quali essa, in buona sostanza, si propone di rendere verosimile lo scenario

secondo cui, in fin dei conti, AO 1 avrebbe assunto obbligazioni a suo conto

non in Svizzera, ma in uno Stato estero, costituendo di fatto un’altra

succursale o un altro stabilimento permanente in quel paese, in modo da far

ritenere che AO 1, succursale di __________, avrebbe assunto obblighi nei

confronti di AP 1 relativamente all’attività svolta a __________, non a nome

proprio, ma a nome e per conto della sede principale a __________. Il contenuto

delle diverse pattuizioni, segnatamente per quanto qui di rilievo nel doc. E/5

(causale posta alla base dell’istanza di sequestro) non è infatti compatibile,

come a giusta ragione rilevato dal Pretore, con un’ipotesi del genere.

8.

Ne discende pertanto la reiezione dell’appello, con conseguente

conferma della sentenza impugnata. Tassa di giustizia e indennità seguono la

soccombenza dell’appellante (art. 48, 49, 61 cpv. 1 e 62 cpv. 1 OLEF).

Dispositivo

Per questi motivi,

richiamata la OTLEF

pronuncia:

1. L’appello

è respinto.

2. La

tassa di giustizia di fr. 750.-, già anticipata dall’appellante, resta a suo

carico, con l’obbligo di rifondere a AP 1 fr. 1'500.- di indennità.

3. Intimazione

a:

-,

-,.

Comunicazione

alla Pretura __________.

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale

d’appello

Il presidente La

segretaria

Trattandosi di

misura cautelare, ritenuto che il valore litigioso della vertenza può essere

stabilito in fr. 72'021.30, contro la presente decisione è possibile presentare

ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 4, entro 30

giorni dalla notificazione (art. 72 segg. LTF), con la limitazione di cui

all’art. 98 LTF.

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

|

Informazioni legali |

Requisiti minimi |

Contatta il webmaster