14.2010.99
Appello contro la dichiarazione di fallimento. Nova in senso proprio. Solvibilità resa verosimile
17 novembre 2010Italiano6 min
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Numero d'incarto:
14.2010.99
Data decisione, Autorità:
17.11.2010, CEF
Titolo:
Appello contro la dichiarazione di fallimento. Nova in senso proprio. Solvibilità resa verosimile
RICORSO CONTRO IL FALLIMENTO
art. 174 cpv. 2 cf. 1 LEF
Incarto n.
14.2010.99
Lugano
17 novembre 2010
B/fp/fb
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Pellegrini, presidente,
Walser e Epiney-Colombo
segretaria:
Baur Martinelli,
vicecancelliera
statuendo sulla causa fallimentare dipendente
dall’istanza 30 luglio 2010 presentata da
AO 1 __________
Contro
AP 1
sulla quale istanza il Pretore del Distretto di __________,
con sentenza
19 ottobre 2010 (EF.2010.__________) ha così
deciso:
“1. È
pronunciato il fallimento di AP 1, __________, a far tempo da mercoledì 20
ottobre 2010 alle ore 10.00.
2./3./4. Omissis.”
Sentenza
dedotta tempestivamente in appello da AP 1 che con atto 30 ottobre 2010 ne
postula l’annullamento;
preso che alla parte appellata non è stato
intimato l’atto di appello, il suo credito
essendo stato saldato;
rilevato che con decreto presidenziale 4 novembre
2010 all’appello è stato
concesso effetto sospensivo parziale;
ritenuto
Fatti
A.
Nell’ambito dell’esecuzione n. __________
dell’UE di __________ AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1 per il mancato pagamento
di fr. 8'004.05 oltre accessori, dedotti eventuali acconti.
B. All’udienza di contraddittorio del 29 settembre 2010 nessuno è
comparso.
C. Con sentenza 19 ottobre 2010 il Pretore del Distretto di __________,
ha dichiarato il fallimento di AP 1 a far tempo da mercoledì 20 ottobre 2010
alle ore 10.00.
D. Con l’appello AP 1 asserisce di avere saldato il debito dell’istante,
producendo una ricevuta del 27 ottobre 2010 dell’UE di __________ relativa al
versamento di fr. 9'028.-- a saldo dell’esecuzione n. __________ promossa
dall’istante (doc. A). L’appellante rileva poi di avere interposto opposizione contro
le ulteriori procedure esecutive promosse nei suoi confronti per asseriti
crediti fiscali, trattandosi di importi contestati (doc. B).
Considerato
Considerandi
1.
a) In virtù
dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la
dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende
verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:
1) il
debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2) l'importo
dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a
disposizione del creditore; o che
3) il
creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
L’autorità
giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la
dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte
Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se
risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I
nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve
espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile
la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte
dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza
senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere
determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto
nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore
di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti
trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un
periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può
emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da
eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di
fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti
importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla
base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti,
estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del
debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere
verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La
solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che
l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di
appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità
influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo
(Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad
art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und
Konkursrechts, 8. ed Berna 2008, § 36 n. 58 p. 334/335, § 38 n. 14 p. 347;
Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes
gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und
Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
b) L’appellante ha
dimostrato di avere saldato il suo debito nei confronti dell’istante,
posteriormente alla dichiarazione di fallimento, producendo una ricevuta del 27
ottobre 2010 dell’UE di __________ relativa al versamento di fr. 9'028.-- a
saldo dell’esecuzione in oggetto n. __________ promossa dall’istante, per cui
risulta adempiuto il requisito di cui all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.
Per
quel che riguarda invece il presupposto della solvibilità - condizione
indispensabile per ottenere l’annullamento della decisione impugnata poiché,
come visto, il pagamento della somma posta in esecuzione è avvenuto soltanto
dopo la pronuncia del fallimento - va osservato che dall’estratto dell’UE di __________
al 27 ottobre 2010 risulta che, oltre alla predetta esecuzione promossa
dall’istante, a carico dell’appellante sono pendenti cinque ulteriori procedure
esecutive. Contro queste esecuzioni risulta però essere stata interposta
opposizione, per cui a questo stadio di procedura gli eventuali debiti non sono
ancora stati accertati. A carico dell’appellante non risultano inoltre
attestati di carenza di beni. Le precedenti considerazioni portano a concludere che la convenuta è in grado di far fronte ai suoi
impegni, per cui la sua solvibilità va ritenuta resa verosimile. Risultando
adempiuti i requisiti di cui all’art. 174 cpv. 2 LEF, il fallimento di AP 1 va
annullato.
2.
L’appello va accolto.
La
tassa di giustizia è posta in ambo le sedi a carico dell’appellante (art. 48 e
49.
OTLEF), mentre non si assegnano indennità, a controparte non essendo stato
intimato l’appello.
Dispositivo
Per questi motivi,
richiamato l’art. 174
cpv. 2 LEF
pronuncia:
I. L’appello
è accolto.
“1. La
dichiarazione di fallimento 19 ottobre 2010 pronunciata dal Pretore del
Distretto di __________ inc. EF.2010.__________, nei confronti di AP 1, __________,
è annullata.
2. La
tassa di giustizia di prima sede di fr. 80.--, da anticipare come di rito, è
posta a carico di AP 1.
3.
Le spese dell’Ufficio fallimenti di __________,
da anticipare come di rito, sono poste a carico di AP 1.”
II. La
tassa di giustizia del presente giudizio di fr. 120.-- è posta a carico di AP 1.
III. Intimazione:
- AO 1,
__________;
- AO 1,
__________;
-
Ufficio esecuzione di __________, __________;
-
Ufficio fallimenti di __________, __________;
-
Ufficio cantonale del Registro di commercio, Lugano;
-
Ufficio del Registro fondiario del Distretto di __________;
Comunicazione alla Pretura del Distretto di
__________.
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello
Il presidente La
segretaria
Contro la presente decisione è possibile
presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14,
entro 30 giorni dalla notificazione (art. 72 e segg. LTF).
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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