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Decisione

14.2011.24

Opposizione al sequestro. Verosimiglianza dell'esistenza del credito accertato in una sentenza non ancora definitiva e della causa del sequestro (trafugamento di un fondo)

3 maggio 2011Italiano20 min

Source ti.ch

Fatti

i principi di celerità e di concentrazione impongono in particolare alle parti

alte esigenze di motivazione per poter giungere a un giudizio sollecito. Esse

devono sostanziare le loro tesi con riferimenti puntuali e d'immediato riscontro

nei documenti (o, eccezionalmente, nelle altre prove) che considerano

determinanti.

1.2 Vi è verosimiglianza

quando esiste una certa probabilità che i fatti allegati corrispondano al vero

(Piégai, op. cit. n. 792, p. 173).

Secondo

questa Camera, la verosimiglianza è data a due condizioni cumulative (cfr. CEF 15 maggio 2002 [14.2002.6], cons. 1.5d):

- che

vi sia un “inizio di prova” (“commencement de preuve”, DTF 107 III 36, 39 e 40,

cons. 3 e 5; Stoffel, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, 2a ed., Basilea

2010, n. 4-7 ad art. 272), ossia indizi oggettivi e concreti a conforto della

tesi del sequestrante;

- che

dall’esame degli allegati e dei mezzi di prova si ricavi l’impressione che i

fatti rilevanti per il giudizio si siano comunque realizzati, pur senza poter

escludere la probabilità nello stesso ordine di grandezza di una realtà di

segno opposto; detto altrimenti, vi è verosimiglianza (semplice) quando sono

possibili anche altre soluzioni altrettanto probabili; viceversa, un fatto è da

ritenere inverosimile, quando si ha la netta impressione che i fatti si siano

svolti diversamente da quanto affermato dal sequestrante.

2. Giusta

l’art. 272 cpv. 1 LEF, il sequestro viene concesso dal giudice del luogo

dell’esecuzione o dal giudice del luogo in cui si trovano i beni, purché il

creditore renda verosimile l’esistenza:

1. del

credito;

Considerandi

2.

di

una causa di sequestro;

3.

di

beni appartenenti al debitore.

a) Esistenza

del credito

La

verosimiglianza di un credito concerne in prima linea l’esposizione della

probabilità della sua esistenza. Questa comprende l’esistenza del credito sia

di fatto che di diritto. Il rendere verosimile la sua esistenza avviene di

regola tramite l’esposizione delle circostanze fattuali della sua origine

(Stoffel, op. cit. n. 8 ad art. 272).

I

sequestranti sostengono che vi è una sentenza esecutiva secondo la quale CO 1

deve pagare fr. 250'000.-- in relazione alla divisione dell’eredità del loro defunto

padre T__________ B__________ o adempiere ad altri obblighi.

Orbene

con sentenza 1° giugno 2010 il Pretore del Distretto di __________ ha accertato

un credito di fr. 250'000.-- della Successione fu T__________ B__________ nei

confronti del coerede CO 1 rispettivamente altre obbligazioni derivanti da

collazione. La predetta decisione è stata impugnata presso la prima camera

Civile di questo Tribunale, che con pronunciato 3 dicembre 2010 ha dichiarato l’appello irricevibile. Contro questa sentenza CO 1 il 21 gennaio 2011 ha presentato al Tribunale federale un ricorso in materia civile e sussidiario in

materia costituzionale che è tuttora pendente.

Ai sensi

dell’art. 103 cpv. 1 LTF di regola il ricorso al Tribunale federale non ha

effetto sospensivo, mentre secondo l’art. 103 cpv. 2 lett. a LTF, nei limiti

delle conclusioni presentate, il ricorso ha effetto sospensivo, in materia

civile, se è diretto contro una sentenza costitutiva. Orbene, nel caso

concreto, CO 1 non ha chiesto al Tribunale federale la concessione dell’effetto

sospensivo al suo ricorso, né pretende di averlo chiesto. La questione a sapere

se con il ricorso al Tribunale federale l’esecutività della sentenza 1° giugno

2010.

sia stata sospesa o meno in base all’art. 103 cpv. 2 lett. a LTF

questione che meriterebbe comunque approfondimento - non è tuttavia determinante

nel caso di specie, non avendo i sequestranti fondato la loro istanza di

sequestro sul nuovo art. 271 cpv. 1 cifra 6 LEF (che presuppone, affinché il

creditore possa chiedere il sequestro, che egli possieda nei confronti del

debitore un titolo definitivo di rigetto dell’opposizione e pertanto una

sentenza esecutiva), ma bensì sul sospetto del trafugamento dei beni da parte

del convenuto allo scopo di sottrarsi all’adempimento delle sue obbligazioni

(cfr. art. 271 cpv. 1 cifra 2 LEF).

L’applicazione

dell’art. 272 cpv. 1 cifra 2 LEF richiede solo che il creditore renda

verosimile l’esistenza del credito. Per raggiungere un grado sufficiente di

verosimiglianza del credito non è necessario che la sentenza del 1° giugno 2010

di condanna al pagamento di fr. 250'000.-- e a ulteriori obblighi derivanti da

collazione sia esecutiva. È infatti sufficiente che l’esistenza del credito sia

già stata esaminata e accertata dal Pretore, come nel caso concreto, senza per

questo poter già escludere che possa darsi una verità di segno contrario (cfr.

DTF 132 III 140 consid. 3.2; CEF 26 giugno 1998 [inc. n. 14.1998.03]. Ritenendo pertanto il primo giudice frettolosamente che l’esistenza, o meno, del

credito in esame dipende dalla decisione del Tribunale federale, per cui non

l’ha ritenuta resa sufficientemente verosimile, tanto meno provata, ha

applicato erroneamente il diritto ai sensi dell’art. 320 lett. a CPC.

Determinante

è tuttavia, come si vedrà al prossimo considerando, che il Pretore ha ritenuto

non resa sufficientemente verosimile la causa del sequestro.

b) Causa

di sequestro

I

reclamanti reputano adempiuta la causa prevista dall’art. 271 cpv. 1 n. 2 LEF,

che consente al creditore di chiedere il sequestro dei beni del debitore quando

questi, nell’intenzione di sottrarsi all’adempimento delle sue obbligazioni,

trafughi i suoi beni, si renda latitante o si prepari a prendere la fuga.

La

realizzazione di questa causa di sequestro presuppone la riunione di una

circostanza oggettiva (trafugamento di bene, latitanza o preparazione alla

fuga) e di una circostanza soggettiva (intenzione di sottrarsi all’adempimento

delle sue obbligazioni) (Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und

Konkursrechte, 8. ed., Berna 2008, n. 13 e 14 ad § 51; Stoffel, op. cit., n.

62-64 ad art. 271). Le circostanze oggettive consistono in prima linea, nel

caso concreto, nel trafugamento dei beni. Questa fattispecie comprende sia il

nascondere, che il regalare, lo svendere o il portare all’estero (Stoffel, op.

cit., n. 69 ad art. 271; DTF 119 III 92 consid. 3.b). Determinante è però

l’elemento soggettivo, ossia “l’intenzione di sottrarsi all’adempimento dei

propri obblighi” (Stoffel, op. cit. n. 71 ad art. 271).

Quali

circostanze oggettive i reclamanti hanno indicato il frazionamento del fondo

originario part. n. __________ RFD __________ con la creazione di una nuova

part. __________ RFD __________, che il convenuto sarebbe in procinto di

vendere ad un potenziale acquirente e il fatto che il convenuto avrebbe già “prodotto

l’istanza di costruzione”. Avendo il Pretore ritenuto che si tratta di

affermazioni di parte non suffragate da indizi atti rendere verosimile quanto

affermato, non ha operato un apprezzamento delle allegazioni dei sequestranti

incompatibile con la nozione di verosimiglianza, di cui al considerando sub

1.2

Infatti decisivo è che i reclamanti non hanno fornito alcun indizio

documentale, ma si sono limitati a mere affermazioni. D’altro canto il

frazionamento di una particella non comporta necessariamente la sua vendita.

Nessuno indizio è stato poi fornito dai sequestranti in merito all’elemento

soggettivo, ossia al fatto che CO 1 intenda sottrarsi ai suoi obblighi

ereditari qualora gli stessi dovessero essere confermati dal Tribunale

federale. L’impugnazione della sentenza della prima Camera civile dinanzi al

Tribunale federale non è infatti indizio alcuno, ritenuto che ciò rientra nel

suo diritto di parte nel contenzioso che lo oppone ai reclamanti.

c) Appartenenza

dei beni al debitore

Il fatto

che i beni appartengano al convenuto, essendo iscritti a suo nome a Registro

fondiario, non è decisivo, ritenuto che l’istanza di sequestro va respinta, non

avendo i reclamanti reso verosimile la causa del sequestro, come ritenuto sub

b.

3.

Il

reclamo va pertanto respinto.

La tassa

di giustizia è posta a carico dei reclamanti, i quali rifonderanno a CO 1

un’indennità come richiesto con le osservazioni (art. 48, 61 cpv. 1 OTLEF; art.

106.

cpv. 1 CPC).

Per i quali motivi,

richiamati gli art. 271 segg. LEF, 106 cpv. 1 CPC,

48.

e 61 cpv. 1 OTLEF

pronuncia:

1.

Il

reclamo è respinto.

2.

La

tassa di giustizia di complessivi fr. 600.--, già anticipata dai reclamanti, è

posta in solido a loro carico, i quali rifonderanno, sempre in solido a CO 1 fr.

100.

-- titolo di ripetibili.

3.

Intimazione:

- avv. PA 1, __________;

- CO 1, __________

Comunicazione

alla Pretura del Distretto di __________.

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale

d’appello

Il presidente La

segretaria

Giacché il valore litigioso della vertenza è di fr.

250'000.--, contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in

materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla

notificazione (art. 72 e segg. LTF), con la limitazione di cui all’art. 98 LTF.

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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