14.2012.87
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8 agosto 2012Italiano20 min
Source ti.ch
Incarto n.
14.2012.87
Lugano
8 agosto 2012
CJ/fp/lw
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d'appello
composta
dei giudici:
Pellegrini, presidente,
Walser e Bozzini
segretario:
Jaques
statuendo sulla causa a procedura sommaria in tema di esecuzione e
fallimenti (inc. __________) promossa con istanza 1° luglio 2011 da
RE 1
patrocinata dall’ PA 1
contro
CO 1
patrocinato dall’ PA 2
tendente ad
ottenere il rigetto provvisorio dell’opposizione interposta al precetto esecutivo
n. __________ dell'Ufficio esecuzione __________ del 23 febbraio 2011;
sulla quale
istanza il Pretore del Distretto __________, con decisione 23 maggio 2012,
ha così deciso:
"1. I docc. 24-29 della parte istante sono estromessi
dagli atti di causa.
2. L’istanza 1°/4 luglio 2011 è respinta.
3. La tassa di giustizia in fr. 1’500.-- e le spese sono poste a
carico di RE 1, che rifonderà alla controparte fr. 16’000.-- a titolo di ripetibili.
4. omissis";
sentenza
tempestivamente impugnata dall'escutente, che con reclamo 4 giugno 2012, ne ha postulato
l’annullamento e il rinvio dell’esecutività, l’accoglimento dell’istanza e il
conseguente rigetto provvisorio dell’opposizione e la messa a carico
dell’escusso delle tasse spese e ripetibili;
viste le
osservazioni 29 giugno 2012 della parte convenuta, che si è opposta al gravame,
con protesta di spese e ripetibili;
ritenuto
Fatti
A. Con precetto esecutivo n. __________ dell’UEF di __________, RE 1
ha escusso CO 1 per l'incasso di fr. 3'904'200.-- oltre interessi al 10% dal
1° settembre 2009 e spese, indicando quale titolo di credito: “contratto di
prestito del 18 agosto 2006, cambiario, garantito con un avallo di cambiali
(Aval) di CO 1 del 18 agosto 2006, contratto di riconoscimento di debito del
22/29 dicembre 2008, corso del cambio all’8 febbraio 2011 (importo EUR 3 000
000); fruizione d’avallo del 18 agosto 2006”
(doc. 15). L’escusso ha interposto opposizione.
B. Con
istanza, l’escutente ha chiesto il rigetto provvisorio dell’opposizione, esponendo,
in sostanza, che con contratto 18 agosto 2006, lo S__________ Fund, un trust che
sarebbe stato costituito nel giugno 2006 secondo le leggi di Singapore, ha
concesso un prestito di € 3'000'000.-- alla società R__________ AG, detenuta al
100% dall’escusso CO 1. Lo S__________ Fund era rappresentato nel contratto dalla
sua amministratrice (“manager”), la società singaporese G__________ Ltd.,
mentre CO 1 vi è intervenuto quale garante (“Garantiegeber”) della
società mutuataria, avallando un vaglia cambiario a certo tempo vista (“Sicht-Eigenwechsel”)
tratta sulla R__________ AG di € 3'000'000.-- oltre interessi annui del 10%. Le
società H__________ GmbH e H__________ Verwaltungs GmbH, entrambe rappresentate
dallo stesso escusso, si sono inoltre impegnate a trasferire, in particolare,
diritti minerari (autorizzazioni esclusive di prospezione) alla società H__________
AG, CO 1 impegnandosi da parte sua a conferire il 100% delle azioni di
quest’ultima alla R__________ AG nel contesto di un aumento di capitale (doc.
6). Il 7 novembre 2008, è stato decretato il fallimento di REN AG (doc. 7),
nell’ambito del quale lo S__________ Fund, il 4 febbraio 20120, si è visto
rilasciare un attestato di carenza di beni per un credito di fr. 4'498'500.--,
riconosciuto dalla fallita (doc. 8). Intimato a restituire il prestito concesso,
nel frattempo aumento a € 4'000'000.--, l’escusso ne ha restituito una parte,
pari a € 1'000'000.-- in date 20 e 25 novembre 2008 (doc. 9 e 10). Il 22
dicembre 2008, CO 1 ha confermato di dover personalmente allo S__________ Fund
l’importo originario di € 3'000'000.-- (doc. 12). Secondo l’istante, il
credito di restituzione del mutuo dello S__________ Fund, il quale non avrebbe
personalità giuridica, appartiene al suo amministratore fiduciario (trustee),
ovvero, originariamente alla società S__________ Trust (Asia) Ltd., a cui
sarebbe poi subentrata, in data 30 aprile 2007, la società P__________ Trust
(Singapore) Ltd. (doc. 2), alla quale sarebbe a sua volta succeduta l’istante
il 28 gennaio 2011 (doc. 3). Onde rafforzare la propria posizione, l’istante,
il 1° febbraio 2011, si è fatta cedere da G__________ Ltd. i crediti derivanti
dal contratto di mutuo “nella misura in cui tali crediti non spettino comunque”
all’istante (doc. 5). Quest’ultima sarebbe quindi legittimata a far valere il
credito in questione e quindi a chiedere il rigetto provvisorio dell’opposizione
sulla base del contratto di mutuo 18 agosto 2006 (doc. 6) e del riconoscimento
di debito del 22 dicembre 2008 (doc. 12).
C. Con
osservazioni del 24 agosto 2011, l’escusso si è opposto all’istanza,
contestando la legittimazione attiva dell’istante e facendo valere, in via
subordinata, la compensazione con un credito quantificato in oltre fr.
5'000'000.--. In sede di replica (del 13 settembre 2011) e di duplica (del 2
novembre 2011) scritte, le parti sono rimaste sulle proprie posizioni.
D. Con
decisione 23 maggio 2012, il Pretore del Distretto __________, dopo aver estromesso
i documenti (24-29) prodotti dall’istante dopo la presentazione della duplica,
ha respinto l’istanza, ritenendo che, pur essendo sufficientemente chiaro che
il convenuto si era riconosciuto debitore nei confronti di qualcuno, non era
altrettanto evidente – in procedura sommaria – identificare il creditore nella
persona di RE 1 Richiamando il criterio della verosimiglianza che caratterizza
la procedura in questione, il Pretore ha precisato di non poter escludere che
il rapporto debitorio potesse essere “inficiato da presupposti processuali o da
altre eccezioni” che avrebbero meritato di essere approfonditi in una procedura
ordinaria, visto il potere di cognizione (limitato e prudente) del giudice del
rigetto.
E. Contro
la sentenza pretorile si aggrava tempestivamente l’istante, che rimprovera al
primo giudice di aver accertato in modo manifestamente errato parte dei fatti
di causa, misconoscendo in particolare che il contratto di mutuo è stato
firmato da G__________ Ltd. per conto non dello S__________ Fund, che non ha
personalità giuridica, bensì dell’allora trustee S__________ Trust (Asia) Ltd.,
i cui diritti sono poi stati acquistati dal successivo trustee P__________
Trust (Singapore) Ltd. e in ultimo luogo dall’istante. Sarebbe del resto chiaro
a tutte le parti che il creditore è il trustee, tant’è vero che l’escusso avrebbe
riconosciuto che l’istante agisce per conto dello S__________ Fund (cita in
merito la dichiarazione del 9 settembre 2011, doc. 18). Inoltre, la cessione
del 1° febbraio 2011 sarebbe intervenuta solo nella misura in cui i crediti
ceduti non spettassero già all’istante, proprio allo scopo di neutralizzare
eventuali obiezioni dell’escusso. Sul piano del diritto, la reclamante ribadisce
che il contratto di mutuo e il riconoscimento di debito del 22 dicembre 2008
costituiscono, ciascuno per sé, un valido titolo di rigetto provvisorio
dell’opposizione. A suo avviso, il primo giudice non poteva validamente
respingere l’istanza, in considerazione di presupposti processuali o altre
eccezioni suscettibili d’inficiare il rapporto debitorio che l’escusso non
avesse reso verosimile giusta l’art. 82 cpv. 2 LEF. Infine, la ricorrente,
invocando il suo diritto di essere sentita, critica l’estromissione dei doc.
24-29, la cui produzione si sarebbe resa necessaria solo dopo che l’escusso
aveva fatto valere, in sede di duplica, che mancava il “Trust Deed” e le successive
regolamentazioni atte a dimostrare che l’istante è legittimato a far valere i
diritti dello S__________ Fund.
F. Delle
osservazioni della parte convenuta si dirà, per quanto necessario ai fini del
giudizio, nei successivi considerandi.
Considerato
Considerandi
1.
Premesso
che sia l’istanza di rigetto dell’opposizione, proposta il 1° luglio 2011, sia
la decisione impugnata, che risale al 23 maggio 2012, sono posteriori
all’entrata in vigore (il 1° gennaio 2011) del Codice di diritto processuale
svizzero (CPC), tanto la procedura di prima istanza quanto quella ricorsuale
sono rette dal nuovo diritto.
2.
Secondo l’art. 319 cpv. 1 lett. a CPC sono impugnabili mediante
reclamo, tra l’altro, le decisioni inappellabili di prima istanza. Tale è il
caso per le decisioni nelle pratiche a tenore della LEF, segnatamente in tema
di rigetto dell’opposizione ex art. 80-84 LEF (cfr. art. 309 lett. b n. 3 CPC).
Trattandosi di un’impugnazione contro una decisione pronunciata in procedura
sommaria (art. 251 lett. a CPC), il termine per l’inoltro del reclamo è di
dieci giorni (art. 321 cpv. 2 CPC). Essendo la notifica della sentenza impugnata
avvenuta il 24 maggio 2012, il reclamo, proposto il lunedì 4 giugno, si rivela
tempestivo, stante il riporto del termine che scadeva il 3 giugno al primo
giorno feriale successivo (art. 142 cpv. 3 CPC), e, siccome rientra nella
competenza della Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello
(art. 48 lett. e n. 1 LOG), è di principio ammissibile.
3.
Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia
l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente inesatto
dei fatti.
4.
Giusta l’art. 82 cpv. 1 LEF se il credito si fonda sopra un riconoscimento
di debito constatato mediante atto pubblico o scrittura privata, il creditore
può chiedere il rigetto provvisorio dell'opposizione.
4.1
Il
giudice del rigetto accerta d'ufficio e in ogni stadio di causa – quindi anche
in seconda sede, e ciò a prescindere dalla presenza delle parti all’udienza di
primo grado e, se presenti, dalle ragioni da loro sostenute (CEF 30 giugno 1972
pubblicata in Rep. 1972, p. 344, cons. 6; CEF 8 aprile 1974 pubblicata in Rep.
1975, p. 101) – se la documentazione prodotta costituisce valido riconoscimento
di debito (cfr. Cometta, Il
rigetto provvisorio dell'opposizione nella prassi giudiziaria ticinese, in Rep 1989, p. 331; Gilliéron, Commentaire de la LP, vol. I,
Losanna 1999, n. 73 ad art. 82 e n. 68 ad art. 84; Stücheli, Die Rechtsöffnung, tesi Zurigo 2000, p. 112 ad c; Staehelin, Basler Kommentar zum SchKG,
vol. I, 2a ed., Basilea 2010, n. 50 ad art. 84).
4.2
La
nozione di riconoscimento di debito constatato mediante scrittura privata
giusta l’art. 82 cpv. 1 LEF, che non è definita dalla legge, implica
necessariamente il riconoscimento da parte dell'escusso o del suo
rappresentante di un'obbligazione in relazione ad una somma di denaro
determinata o facilmente determinabile. Il riconoscimento di debito può essere
dedotto anche da un insieme di documenti a condizione che da essi risultino gli
elementi necessari, nella misura in cui quello firmato si riferisce direttamente
a quelli che ne determinano l’importo (DTF 132 III 480-1, cons. 4.1). Conditio
sine qua non è che la somma di denaro riconosciuta sia facilmente determinabile
secondo criteri oggettivi stabiliti in precedenza e sottratti a possibilità di
modifica unilaterale dipendente dalla volontà delle parti (cfr. Cometta, op. cit., p. 338 con
riferimenti). Il limitato potere di cognizione del giudice del rigetto
provvisorio non consente l'indagine volta a stabilire quale sia il reale
significato di una dichiarazione che non appaia sufficientemente liquida,
ritenuto che tale accertamento è compito del giudice ordinario (Cometta, op. cit., p. 330).
4.3
Il
giudice esamina anche d'ufficio se sono date le tre identità tra titolo di
rigetto (riconoscimento di debito) e precetto esecutivo: identità dell'escusso
e della persona indicata nel titolo di rigetto come debitrice; identità
dell'escutente e della persona indicata nel titolo di rigetto come creditore;
identità del credito invocato nell'esecuzione e del credito riconosciuto nel
titolo di rigetto (per tutti: Gilliéron,
op. cit., n. 22 ad art. 80, 13 ad art. 81, ed i rif. e n. 74 ad art. 82). Il
rigetto provvisorio può essere concesso a chi prende il posto del creditore
indicato nel riconoscimento di debito, in particolare mediante cessione, se la
cessione è provata con documenti (CEF 7 settembre 2009, inc. n. 14.09.69, cons.
5; Staehelin, op. cit., n. 73 ad
art. 82; Panchaud/Caprez, Die Rechtsöffnung,
Zurigo 1980, § 18 pag. 41).
5.
Nel
caso in esame, non è contestato che sia il contratto di mutuo del 18 agosto
2006.
(doc. 6 allegato all’istanza) sia il riconoscimento di debito del 22 dicembre
2008.
(doc. 12) costituiscono un valido riconoscimento da parte dell’escusso di
un suo debito di € 3'000'000.--, pari a fr. 3'904'200.-- (doc. 16), oltre
interessi al 10% dal 1° settembre 2009 (doc. 12 ad 1). Lo ammettono sia il
primo giudice (sentenza impugnata, cons. 9
a pag. 4) sia lo stesso escusso (cfr. osservazioni al reclamo, ad III).
6.
La contestazione verte invece sull’identità tra creditore ed escutente,
ovvero sul fatto di sapere se RE 1 sia titolare del credito (doppiamente) riconosciuto
dal convenuto.
6.1
A questo
proposito, la reclamante ha esposto dettagliatamente i motivi per cui si
ritiene legittimata a far valere il credito posto in esecuzione, sia quale
(terzo) trustee sia in virtù della cessione 1° febbraio 2011 conclusa con G__________
Ltd (cfr. ad B). Il primo giudice ha però omesso di esporre i motivi per cui
non ha ritenuto convincente tale (doppia) motivazione e in particolare non ha
accertato chiaramente l’esistenza o l’inesistenza dei fatti allegati
dall’istante, ciò che costituisce un motivo di annullamento ai sensi dell’art.
320.
lett. b CPC (cfr. Trezzini,
Commentario al CPC, Lugano 2011, p. 1409 ad 2). Occorre infatti ricordare che
se, in ragione del carattere sommario della procedura (art. 251 lett. a CPC), la
motivazione della decisione di rigetto dell’opposizione può essere molto
concisa (cfr. Staehelin/Staehelin/Grolimund,
Zivilprozessrecht, Zurigo/Basilea/Ginevra 2008, n. 47 ad §21), il giudice
deve comunque esaminare gli argomenti e le prove pertinenti portati dalle parti
– ad eccezione degli atti prolissi, che possono essere ritornati al loro autore
per essere sanati (cfr. art. 132 cpv. 2 CPC) – e motivare la sua decisione in
modo tale che il destinatario possa capirla e se del caso contestarla con
cognizione di causa, e che l’autorità di ricorso possa esercitare il proprio controllo
(cfr. STF 4 settembre 2006,5P.334/2006, cons. 2.1). Il titolo di rigetto
dev’essere esaminato con un pieno potere di cognizione, a differenza delle
eccezioni dell’escusso, per le quali è sufficiente la mera verosimiglianza
(art. 82 cpv. 2 LEF). Ciò posto, la Camera ritiene comunque opportuno entrare
nel merito del reclamo, siccome la causa, in cui è già intervenuto un doppio
scambio di allegati in prima istanza, è matura per il giudizio (cfr. art. 327
cpv. 3 lett. b CPC).
6.2
Il
contratto di mutuo 18 agosto 2006 è stato concluso, in qualità di mutuante, da “S__________
Fund, ein Singapore Unit Trust, c/o SG__________ Limited”, rappresentato dalla
società “G__________ Ltd, Singapore”; CO 1 è intervenuto nel contratto quale
garante (“Garantiegeber”) della società mutuataria (doc. 6 annesso
all’istanza). Con il “contratto” del 22 dicembre 2008 (doc. 12 annesso
all’istanza), CO 1 si è poi riconosciuto personalmente debitore di €
3'000'000.-- nei confronti di “P__________ Ltd nella sua qualità di “trustee
di S__________ Fund”, rappresentato in tale occasione dal direttore di G__________
Ltd. Il 1° febbraio 2011, quest’ultima società ha poi ceduto all’istante i
crediti derivanti dal contratto di mutuo del 18 agosto 2008 (recte:
2006) “nella misura in cui tali crediti non spettino comunque” alla cessionaria
(doc. 5b annesso all’istanza).
a) Con la
sua risposta 13 settembre 2011 (ad n. 14, pag. 5), CO 1
ha contestato sia l’esistenza della società G__________ Ltd. sia il potere di
rappresentanza dei firmatari della cessione, __________ e __________, in quanto
agli atti non figurava (allora) alcun documento simile ad un estratto del
registro di commercio riferito a tale società. Il convenuto ha riproposto tale
censura nella sua risposta al reclamo in esame (osservazioni 20 giugno 2012, ad
n. 11, 3°). Sennonché l’istante, con la replica, ha prodotto un estratto del
registro delle imprese di Singapore relativo a G__________ Ltd (doc. 19), da
cui risulta che __________ e __________ ne sono direttori (cfr. pag. 2). Il convenuto,
in sede di duplica, non si è espresso su questo documento, limitandosi a
rinviare a quanto da lui esposto nella risposta (cfr. duplica 2 novembre 2011,
ad 7). In assenza di obiezioni circostanziate, questa Camera non ha motivo di
dubitare della validità della cessione del 1° febbraio 2011, regolarmente sottoscritta
dalla rappresentante (“manager”) dello S__________ Fund (cfr. doc. 6 e
12.
allegati all’istanza), né quindi della legittimazione dell’istante a
chiedere il rigetto provvisorio dell’opposizione (cfr. supra cons. 4.3).
La censura riguardo alla stessa esistenza del trust concerne invece il merito
del credito posto in esecuzione e va quindi esaminata quale eccezione giusta
l’art. 82 cpv. 2 LEF (cfr. infra ad cons. 7.1).
b) In sede
di risposta (ad n. 15, pag. 5), CO 1 ha inoltre sostenuto che anche se fosse
valida, la cessione sarebbe ovviamente in conflitto con l’art. 1 del
riconoscimento di debito, secondo cui, a differenza della traduzione incompleta
di cui al doc. 12b, egli si sarebbe “personalmente” impegnato verso lo S__________
Fund “personalmente”. Si potrebbe disquisire sulla questione di sapere se il
duplice impiego della parola “persönlich” sia atto a neutralizzare gli
effetti della cessione o sia solo un’inavvertenza. Ciò non è tuttavia
necessario, dal momento che una simile riserva non esiste nel contratto di
mutuo 18 agosto 2006, che come visto (supra cons. 5), costituisce
anch’esso un titolo di rigetto provvisorio per il credito posto in esecuzione.
c) Infine,
il convenuto, sempre in sede di risposta (ad n. 16, pag. 5), sostiene che la
stessa cessione dimostrerebbe chiaramente che il subentro dell’istante quale
nuovo trustee dello S__________ Fund (doc. 3 annesso all’istanza) non sarebbe
sufficiente per stabilire una sua pretesa verso il convenuto. Ammessa la
validità della cessione, la censura diventa però priva di oggetto, dal momento
che la legittimazione dell’istante si fonda allora sulla cessione e non sulla
sua asserita qualità di trustee. È del resto proprio il senso della riserva
espressa in fondo all’atto di cessione, secondo cui la stessa viene concessa
“nella misura in cui tali crediti non spettino comunque” alla cessionaria. È
quindi inutile verificare se l’istante sia (anche) trustee, poiché sebbene non
lo fosse essa risulta comunque titolare del credito posto in esecuzione in base
alla cessione del 1° febbraio 2011.
7.
Per l’art. 82 cpv. 2 LEF il giudice pronuncia il rigetto provvisorio
dell’opposizione a meno che il debitore sollevi e giustifichi immediatamente
delle eccezioni tali da infirmare il riconoscimento di debito; all’escusso
incombe l’onere di dimostrare la verosimiglianza delle eccezioni che deduce in
giudizio (DTF 132 III 142 cons. 4.1.1 con rinvii). Secondo la giurisprudenza le
eccezioni non solo devono essere esposte in modo convincente ma devono anche
essere sostanziate in modo perlomeno verosimile nel senso che a conforto delle
allegazioni devono esserci riscontri oggettivi (cfr. DTF 104 Ia 413, cons. 4; Jaeger/Walder/Kull/ Kottmann, Bundesgesetz
über Schuldbetreibung und Konkurs, vol. I, 4a ed., Zurigo 1997, n. 28 ad art.
82; Gilliéron, op. cit., n. 82 ad
art. 82; Stücheli, op. cit., p.
350, con rif.; Staehelin, op. cit.,
n. 87 s. ad art. 82).
7.1
In prima
istanza, il convenuto ha contestato che lo S__________ Fund fosse un trust ai
sensi dell’art. 149a LDIP, non escludendo che potesse essere invece un fondo
d’investimento, e ne ha comunque contestato l’esistenza, affermando di essere
stato informato della sua liquidazione (risposta 24 agosto 2011, ad III/1). In
questa sede, il convenuto non ha più riproposto tale censura, condividendo
addirittura la sentenza impugnata, laddove indica lo S__________ Fund quale
parte creditrice (cfr. osservazioni 29 giugno 2012, ad n. 9, 2°). In ogni caso,
CO 1 non ha reso verosimile la censura in questione, segnatamente non ha
spiegato perché ha firmato ben due volte atti giuridici in cui lo S__________
Fund era chiaramente indicato quale parte creditrice (cfr. doc. 6 e 12 allegati
all’istanza) né ha sostanziato con indizi oggettivi e concreti l’asserita
liquidazione successiva del trust.
7.2
In prima
istanza e in via subordinata, l’escusso ha anche invocato la compensazione con
una pretesa che ha quantificato in oltre fr. 5'000'000.--, fondata sul fatto
che lo S__________ Fund avrebbe disatteso un suo impegno d’investire € 50 mio.
nella società R__________ AG, determinandone il fallimento e il ritiro dei
diritti minerari di un valore di € 3,525 mio. conferiti alla sua società H__________
GmbH.
a) Dato
che il convenuto non ha riproposto l’eccezione di compensazione in sede di
reclamo, ci si potrebbe chiedere se non vi ha tacitamente rinunciato, dal
momento ch’egli doveva aspettarsi che la Camera potesse statuire direttamente
sull’istanza, stante la facoltà di riforma della sentenza impugnata riservata
all’art. 323 cpv. 3 lett. b CPC. La questione può tuttavia rimanere indecisa,
poiché l’eccezione è comunque manifestamente infondata.
b) In
effetti, l’eccezione di estinzione del debito per compensazione – eccezione che
il debitore può opporre anche con riferimento a un credito contestato che egli
ha contro il procedente (cfr. art. 120 cpv. 2 CO) – può essere accolta unicamente
nella misura in cui il credito posto in compensazione sia reso attendibile (CEF
9.
gennaio 2004, 14.03.52, cons. 5.1/c; Panchaud/Caprez,
Die Rechtsöffnung, Zurigo 1980, § 36 n. 1 ss. p. 80 ss.; Staehelin, op. cit., n. 93 ad art. 82).
A tal fine spetta all’escusso rendere verosimile non solo il suo diritto a far
valere la compensazione, ma anche, sulla base di giustificativi, la causa e
l’importo del credito, ritenuto che la compensazione può avvenire solo nel caso
in cui l'importo e l'esigibilità della contropretesa risultano con sufficiente
chiarezza dalla documentazione agli atti (Panchaud/Caprez,
op. cit., § 36 n. 1 e 2, p. 81). Ora, nel caso in esame, non risulta né dal
contratto di mutuo 18 agosto 2006 (doc. 6 allegato all’istanza) né dai
documenti prodotti dal convenuto (doc. 2-11) – che non si riferiscono allo S__________
Fund – che quest’ultimo si fosse impegnato ad investire € 50 mio. nella società
R__________ AG. Il danno ch’egli dice di aver subito non appare quindi
verosimile.
8.
Visto
l’esito del presente giudizio, la questione dell’estromissione dei doc. 24-29
prodotti dall’escutente il 21 novembre 2011 è diventata priva di oggetto.
9.
Nella
misura in cui non è privo di oggetto, il reclamo va quindi accolto.
Spese
processuali e ripetibili, queste ultime determinate in funzione dei minimi
stabiliti dall’art. 11 cpv. 1 e 2 lett. a-b del Regolamento sulla tariffa per i casi di patrocinio d’ufficio e di assistenza
giudiziaria e per la fissazione delle ripetibili (RL 3.1.1.7.1), seguono la soccombenza (art. 48 e 61 cpv. 1 OTLEF, 95 segg. CPC).
Per i quali motivi,
richiamati gli art. 82 LEF nonché 48 e 61 OTLEF, 95
segg. CPC;
pronuncia
1.
Nella misura in cui è divenuto privo d’oggetto il reclamo è accolto.
1.1
Di conseguenza,
i dispositivi n. 2 e 3 della decisione 23 maggio 2012 del Pretore del Distretto
di Vallemaggia (inc. SO.2011.95) sono annullati e riformati come segue:
“2. L’istanza è accolta e di conseguenza
l’opposizione interposta al precetto esecutivo n. __________ del’UEF di
Vallemaggia è rigettata in via provvisoria.__________
3.
La tassa di giustizia in fr. 1’500.-- e le
spese sono poste a carico di CO 1, che rifonderà all’istante fr. 16’000.-- a
titolo di ripetibili.”
2.
La
tassa di giustizia di fr. 2’500.--, già anticipata dalla reclamante, è posta a
carico di CO 1, che le rifonderà fr. 6’000.-- a titolo di ripetibili.
3.
Notificazione a:
– ;
– .
Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Vallemaggia.
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d’appello
Il presidente Il
segretario
Giacché il valore litigioso della
vertenza è di fr. 3'904'200.--, contro la presente decisione è possibile
presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna
14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 72 e segg. LTF).