14.2012.91
Reclamo contro la dichiarazione di fallimento. Esecuzione in oggetto saldata. Solvibilità resa verosimile
26 giugno 2012Italiano8 min
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Numero d'incarto:
14.2012.91
Data decisione, Autorità:
26.06.2012, CEF
Titolo:
Reclamo contro la dichiarazione di fallimento. Esecuzione in oggetto saldata. Solvibilità resa verosimile
RICORSO CONTRO IL FALLIMENTO
art. 174 cpv. 2 cf. 1 LEF
Incarto n.
14.2012.91
Lugano
26 giugno
2012
B/fp/fb
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Pellegrini, presidente,
Walser e Epiney-Colombo
segretaria:
Baur Martinelli,
vicecancelliera
statuendo sulla causa a procedura sommaria in tema di
fallimento promossa con istanza 23 marzo 2012 da
CO 1
contro
RE 1
sulla quale
istanza il Pretore della Giurisdizione di Mendrisio-Nord con sentenza 6 giugno 2012 (SO.2012.216) ha così deciso:
“1. È pronunciato il fallimento di RE 1, __________,
a far tempo dal giorno
di mercoledì 6 giugno 2012 alle ore 14.00.
2./3./4. Omissis.”
Sentenza tempestivamente impugnata da RE 1 che con
reclamo 14 giugno 2012 ne postula l’annullamento;
rilevato che all’ istante non è stato intimato il
reclamo, il suo credito essendo stato saldato;
preso atto che con decreto presidenziale 18 giugno
2012 al reclamo è stato concesso effetto sospensivo parziale;
ritenuto
Fatti
A.Nell’ambito dell’esecuzione n. __________
dell’Ufficio esecuzione e fallimenti di Mendrisio CO 1 ha chiesto il fallimento
di RE 1 per il mancato pagamento di fr. 8'498.90 oltre interessi e spese.
B. All’udienza di discussione dell’8 maggio 2012 il convenuto ha asserito
di essere in attesa di incassare una somma di denaro derivante dalla vendita
di un appartamento e di un locale commerciale, per cui il Pretore gli ha
fissato un termine scadente il 23 maggio 2012 per saldare il suo debito.
C. Non avendo il debitore saldato il suo debito entro il predetto
termine, il Pretore della Giuridizione di Mendrisio-Nord con decisione 6 giugno
2012 ha dichiarato il fallimento di RE 1 a far tempo da quello stesso giorno
alle ore 14.00.
D. Con il reclamo RE 1 asserisce di avere pagato il suo debito nei
confronti dell’istante, producendo una ricevuta dell’Ufficio esecuzione e
fallimenti di Mendrisio relativa al versamento di fr. 9'615.-- a saldo
dell’esecuzione n. __________ promossa da CO 1 (doc. A). Il reclamante sostiene
poi di avere saldato le ulteriori procedure esecutive pendenti nei suoi
confronti, ad eccezione di una che è intenzionato a pagare appena in possesso
del ricavato proveniente dalla vendita per fr. 168'000.-- di una sua PPP, il
cui rogito è stato eseguito il 16 maggio 2012. Il reclamante ha poi prodotto un
estratto delle sue esecuzioni all’11 giugno 2012 dell’Ufficio esecuzione e
fallimenti di Mendrisio rispettivamente un estratto al 14 giugno 2012
dell’Ufficio esecuzione di Lugano, con l’indicazione “partito per Coldrerio”
(doc. B e C).
Considerandi
in diritto:
1.
a) In virtù dell’art. 174 cpv.
2.
LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di
fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua
solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:
1) il
debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;
2) l'importo
dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a
disposizione del creditore; o che
3) il
creditore ha ritirato la domanda di fallimento.
L’autorità
giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la
dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte
Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se
risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I
nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve
espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile
la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte
dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza
senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere
determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto
nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore
di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti
trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un
periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può
emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da
eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di
fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti
importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla
base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti,
estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del
debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere
verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La
solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che
l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di
appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità
influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo
(Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, 2. ed. 2010, n. 26 ad art. 174
LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 8. ed Berna
2008, § 36 n. 58 p. 334/335, § 38 n. 14 p. 347; Brönnimann, Novenrecht und
Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p.
446.
ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994;
SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).
b) Il
reclamante ha prodotto una ricevuta dell’11 giugno 2012 dell’Ufficio esecuzione
e fallimenti di Mendrisio relativa al pagamento di fr. 9'615.-- a saldo
dell’esecuzione in oggetto n. 773682 promossa dall’istante, per cui avendo
provato di avere saldato il suo debito nei confronti dell’istante
posteriormente alla dichiarazione di fallimento, il presupposto di cui all’art.
174.
cpv. 2 n. 1 LEF risulta adempiuto.
Per
quel che riguarda invece il presupposto della solvibilità - condizione
indispensabile per ottenere l’annullamento della decisione impugnata poiché,
come visto, il pagamento della somma posta in esecuzione è avvenuto soltanto
dopo la pronuncia del fallimento - va osservato che dall’estratto dell’UEF di __________
all’11 giugno 2012 emerge che le tre esecuzioni pendenti nei confronti del
reclamante sono state pagate, mentre dall’estratto dell’UE di Lugano al 14
giugno 2012 si evince che delle 4 procedure pendenti tre sono state pagate e
contro una, ammontante a fr. 1'487.55, è stata interposta opposizione. Il
reclamante si è dichiarato intenzionato a saldare anche quest’ultima esecuzione,
appena in possesso del ricavato della vendita di una sua PPP. Inoltre ha dimostrato
di avere pagato sia l’esecuzione in oggetto di importo elevato che le altre
esecuzioni pendenti nei suoi confronti. Ciò porta a ritenere che la situazione
finanziaria del convenuto non sta peggiorando e che da parte sua sussiste la
seria volontà di saldare anche la rimanente procedura. Il fatto poi che a
carico del reclamante non risultano attestati di carenza di beni, lascia
ritenere che le sue difficoltà di pagamento sono state solo di natura
transitoria rispettivamente che si è trattato di una mancanza di liquidità a
breve (cfr. SJZ 99 (2003) n. 12 pag. 308). A questo punto va poi osservato che
secondo giurisprudenza e dottrina non si possono imporre esigenze troppo severe
alla verosimiglianza della solvibilità. La ratio legis dell’art. 174 LEF è
infatti quella di evitare il fallimento quando il debitore sembra capace di
sopravvivere economicamente e la mancanza di liquidità sufficiente appare
passeggera (cfr. anche sentenza del Tribunale federale 5A_328/2011 dell’11.8.2011,
consid. 2 con rif.). Nel caso che ci occupa si può affermare che la capacità di
pagamento del reclamante appare più probabile che la sua incapacità di
pagamento, per cui la prognosi in merito alla sua situazione finanziaria può
essere ritenuta favorevole. Le precedenti considerazioni portano a concludere
che il presupposto della solvibilità può essere considerato reso
sufficientemente verosimile.
Risultando
adempiuti i requisiti di cui all’174 cpv. 2 LEF, il fallimento di AP 1 va
annullato.
2.
Il
reclamo va pertanto accolto.
La tassa
di giustizia è posta in ambo le sedi a carico del reclamante (art. 48, 61 cpv.
1.
OTLEF e 106 cpv. 1 CPC).
Le spese
dell’Ufficio fallimenti sono pure poste a carico del reclamante.
Alla
controparte non si assegnano ripetibili, il reclamo non essendole stato
intimato per osservazioni.
Dispositivo
Per questi motivi,
richiamato l’art. 174 cpv. 2 LEF
pronuncia:
I. Il
reclamo è accolto.
“1.
La dichiarazione di fallimento 6 giugno 2012 pronunciata dal Pretore della
Giurisdizione di Mendrisio-Nord (inc. SO.2012.__________), nei confronti di RE
1, è annullata.
2. La tassa di giustizia di prima sede di fr. 60.--, da anticipare come
di rito, è posta a carico di RE 1.
3. Le spese dell’Ufficio esecuzione e fallimenti di Mendrisio, da
anticipare come di rito, sono poste a carico di RE 1.”
II. La tassa di giustizia del presente giudizio di fr. 120.-- è posta a
carico
di RE 1.
III. Notificazione:
- __________;
- __________;
- Ufficio esecuzione e fallimenti di Mendrisio, Mendrisio;
- Ufficio cantonale del Registro di commercio, Lugano;
- Ufficio del Registro fondiario del Distretto di Mendrisio__________Mendrisio;
Comunicazione
alla Pretura della Giurisdizione di Mendrisio-Nord
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello
Il presidente La
segretaria
Contro la
presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 72 e segg.
LTF).
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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