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Decisione

14.2013.85

Fallimento. Esecuzione saldata. Solvibilità resa verosimile

19 giugno 2013Italiano7 min

Source ti.ch

Fatti

A. Nell’ambito dell’esecuzione

n. __________ dell’Ufficio esecuzione e fallimenti di Locarno CO 1 ha chiesto

il fallimento di RE 1 per il mancato pagamento di fr. 4'133.30 compresi

interessi e spese.

B. All’udienza di discussione

del 3 maggio 2013 la convenuta che ha dichiarato di ritenere l’importo posto in

esecuzione non dovuto.

C. Con decisione del 16 maggio 2013

il Pretore aggiunto della Giurisdizione di Locarno-Città ha dichiarato il

fallimento di RE 1 a far tempo da quello stesso giorno alle ore 15.00.

D. Con il reclamo RE 1

asserisce di avere nel frattempo pagato l’esecuzione in oggetto, producendo una

ricevuta del 17 maggio 2013 dell’Ufficio esecuzione e fallimenti di Locarno

relativa al versamento di fr. 4'140.40 a saldo dell’esecuzione n. __________ promossa

dall’istante (doc. 4). La reclamante rileva poi di essere intenzionata a pagare

tutte le procedure esecutive pendenti nei suoi confronti.

Considerandi

in

diritto:

1.

La decisione del giudice

del fallimento può essere impugnata entro dieci giorni mediante reclamo secondo

il CPC. In

virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare

la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende

verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:

1) il

debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

2) l'importo

dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a

disposizione del creditore; o che

3) il

creditore ha ritirato la domanda di fallimento.

a) L’autorità

giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la

dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte

Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se

risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I

nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve

espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile

la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte

dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza

senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere

determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto

nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore

di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti

trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un

periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può

emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da

eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di

fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti

importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla

base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti,

estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del

debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere

verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La

solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che

l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di

appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità

influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Giroud, Basler Kommentar zum SchKG II,

2a ed., Basilea 2010, n. 26 ad art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und

Konkursrechts, 8a ed., Berna 2008, § 36 n. 58 pag. 334/335, § 38 n.

14.

pag. 347).

b) Nel caso in

esame, la reclamante ha prodotto una ricevuta del 17 maggio 2013 dell’Ufficio

esecuzione e fallimenti di Locarno relativa al versamento di fr. 4'140.40 a

saldo dell’esecuzione in oggetto n. 877148 promossa dall’istante, per cui

avendo provato di avere saldato il suo debito nei confronti della procedente

posteriormente alla dichiarazione di fallimento, il presupposto di cui all’art.

174.

cpv. 2 n. 1 LEF risulta adempiuto.

Per

quel che riguarda invece il requisito della solvibilità - condizione

indispensabile per ottenere l’annullamento della decisione impugnata poiché,

come visto, il pagamento della somma posta in esecuzione è avvenuto soltanto

dopo la pronuncia del fallimento - va osservato che dall’estratto dell’Ufficio

esecuzione e fallimenti di Locarno al 14 giugno 2013 si evince che tutte le 22

esecuzioni pendenti nei confronti della reclamante sono state saldate, ad

eccezione della n. 866786 promossa da GS Gitterrost + Bauteile AG per la quale

tuttavia agli atti risulta una ricevuta del 21 agosto 2012 relativa al

pagamento di fr. 4'645.10 a saldo delle fatture pendenti. Ciò porta a ritenere

che la situazione finanziaria della convenuta non sta peggiorando e che il

mancato pagamento dei debiti accertati è un evento di natura transitoria

rispettivamente che si è trattato di una mancanza di liquidità a breve (cfr.

SJZ 99 (2003) n. 13 pag. 308). A questo proposito va osservato che

dall’estratto delle esecuzioni si evince che a carico della reclamante non vi

sono attestati di carenza di beni. Va poi ricordato che, secondo giurisprudenza

e dottrina, non si possono imporre esigenze troppo severe alla verosimiglianza

della solvibilità. La ratio legis dell’art. 174 LEF è infatti quella di evitare

il fallimento quando il debitore sembra capace di sopravvivere economicamente e

la mancanza di liquidità sufficiente appare passeggera (cfr. anche sentenza del

Tribunale federale 5A_328/2011 dell’11 agosto 2011, consid. 2 con rif. ). Nel

caso che ci occupa si può affermare che la capacità di pagamento della

convenuta appare più probabile che la sua incapacità di pagamento, per cui la

prognosi in merito alla sua situazione finanziaria può essere ritenuta

favorevole. Le precedenti considerazioni portano a concludere che il

presupposto della solvibilità può essere considerato reso sufficientemente

verosimile.

Risultando

adempiuti i requisiti di cui all’art. 174 cpv. 2 LEF, il fallimento di Passalia

Metalcostruzioni Sagl va annullato.

2.

Il reclamo è accolto.

La tassa di giustizia è posta in ambo

le sedi a carico della reclamante (art. 48, 61 cpv. 1 OTLEF e 106 cpv. 1 CPC).

Dispositivo

Per questi motivi,

richiamato l’art. 174 cpv. 2 LEF

pronuncia:

I. Il reclamo è accolto e di

conseguenza:

1. La

dichiarazione di fallimento del 16 maggio 2013 pronunciata dal Pretore aggiunto

della Giurisdizione di Locarno-Città (inc. SO.2013.213), nei confronti di AP 1,

è annullata.

2. La tassa

di giustizia di prima sede di fr. 80.--, da anticipare come di rito, è posta a

carico di AP 1RE 1Le spese dell’Ufficio esecuzione e fallimenti di __________,

da anticipare come di rito, sono poste a carico di AP 1.

II. La tassa di

giustizia del presente giudizio di fr. 150.-- è posta a

carico di RE 1

III. Notificazione:

-

-

- Ufficio

esecuzione e fallimenti di Locarno;

- Ufficio

cantonale del Registro di commercio, Biasca;

- Ufficio del Registro fondiario

del Distretto di Locarno,

Locarno.

Comunicazione alla Pretura della

Giurisdizione di Locarno-Città.

Per

la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il

presidente La

segretaria

Contro la presente

decisione è possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale

federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 72 e segg.

LTF).