14.2015.125
Fallimento. Pagamento dopo il fallimento del credito posto in esecuzione. Solvibilità resa verosimile
24 luglio 2015Italiano8 min
Source ti.ch
Incarto n.
14.2015.125
Lugano
24 luglio 2015
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti
del Tribunale d’appello
composta del giudice:
Jaques,
presidente
vicecancelliera:
Simoni
statuendo quale giudice unico (art. 48b LOG)
nella causa SO.2015.1950 (fallimento) della Pretura del Distretto di Lugano,
sezione 5, promossa con istanza 28 aprile 2015 da
CO 1
contro
RE 1
(rappr. dall’avv. RA 1,)
giudicando sul reclamo del 26 giugno 2015 presentato dalla RE 1 contro
la decisione emessa il 18 giugno 2015 dal Pretore;
ritenuto
in fatto: A. Nell’ambito dell’esecuzione
n. __________ dell’Ufficio di esecuzione di Lugano, il 28 aprile 2015 la CO
1 ha chiesto alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, di decretare il
fallimento della RE 1 per il mancato pagamento di fr. 3'112.50 più
interessi e spese.
Fatti
B. All’udienza
di discussione 3 giugno 2015 è comparsa unicamente la parte istante, che ha
confermato la sua richiesta.
C. Statuendo
con decisione 18 giugno 2015 il Pretore ha dichiarato il fallimento della RE 1 a
far tempo dal 19 giugno 2015 alle ore 10.00, ponendo a carico della massa
fallimentare la tassa di giustizia di fr. 80.– e un acconto di fr. 920.–
per le spese esecutive.
D. Contro la sentenza appena citata la RE 1 è insorta a questa Camera con un reclamo 26 giugno 2015 per ottenere l’annullamento del fallimento, asserendo di avere saldato
il credito posto in esecuzione. Il 30 giugno 2015 il vicepresidente della
Camera ha conferito all’impugnazione effetto sospensivo parziale. Con scritto
spontaneo del 6 luglio 2015, la CO 1 si è opposta alla revoca del fallimento, facendo
valere la sussistenza di premi scoperti per gli anni 2014 e 2015 di fr. 8'924.85.
Considerandi
in diritto: 1. La sentenza impugnata – emanata in materia di fallimento – è una
decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 7 CPC),
contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 174 cpv. 1 LEF e 319 lett. a
CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del
Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG).
1.1
Pronunciata
in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con
reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 174 cpv. 1 LEF e 321 cpv.
2.
CPC). Presentato il 26 giugno 2015 contro la sentenza notificata alla RE 1 quello
stesso giorno, in concreto il reclamo è senz’altro tempestivo.
1.2
Il reclamo non è stato intimato alla controparte per osservazioni, poiché
la stessa ha perso ogni interesse degno di protezione in questa causa in
seguito all’estinzione del credito posto in esecuzione, eventuali altri suoi
crediti nei confronti della reclamante non conferendole il diritto di esigerne
il fallimento.
2.
In
virtù
dell’art. 174 cpv. 2 LEF l’autorità giudiziaria superiore può annullare la
dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende
verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo
il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto (n. 1), o che l’importo
dovuto è stato depositato presso l’autorità giudiziaria superiore a disposizione
del creditore (n. 2), oppure che il creditore ha ritirato la domanda di
fallimento (n. 3). L’enumerazione è esaustiva.
2.1
Questi
fatti nuovi (e le relative prove), subentrati dopo la dichiarazione di
fallimento (nova autentici o in senso proprio, denominati
in tedesco “echte Nova”, in contrapposizione agli pseudonova o “unechte
Nova” citati all’art. 174 cpv. 1, 2° periodo LEF), non vengono considerati
d’ufficio, ma spetta al debitore farli valere espressamente e provarne l’adempimento
con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Un fatto è reso
verosimile se il giudice, nel suo libero esame, giunge alla conclusione che
esso corrisponde con una sufficiente probabilità alle allegazioni della parte
(DTF 120 II 393 consid. 4c). Concretamente è pertanto sufficiente per l’annullamento
della dichiarazione di fallimento che la solvibilità del fallito sia più
probabile della sua insolvibilità. A tal proposito non devono essere poste esigenze
troppo severe, in modo particolare allorquando la possibilità che l’azienda
sopravviva economicamente non può essere negata a priori (FF 1991 III
80) e la mancanza di liquidità sufficiente appare passeggera (sentenza del
Tribunale federale 5A_328/2011 dell’11 agosto 2011, consid. 2).
L’illiquidità
dev’essere oggettiva, tale da impedire al debitore di tacitare i suoi creditori
alla scadenza dei loro crediti. Un indizio d’insolvibilità
può emergere dal numero e dall’importo delle esecuzioni pendenti, così come da
eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al
decreto di fallimento impugnato. Anche il fatto di non essere in grado di
pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità dev’essere resa
verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti
pagamenti, estratti bancari, contratti di credito e così via, mentre semplici
dichiarazioni del debitore sono insufficienti (Giroud
in:
Basler Kommentar, SchKG I, 2a ed. 2010, n. 26 ad art. 174 LEF).
2.2
Nel
caso in esame la reclamante ha prodotto una ricevuta rilasciata il 26 giugno
2015.
dall’Ufficio di esecuzione di Lugano relativa al versamento di fr. 3'572.10 a saldo dell’esecuzione promossa dall’istante (doc. G), per cui il presupposto di cui all’art.
174.
cpv. 2 n. 1 risulta adempiuto.
2.3
Per
quel che riguarda invece il requisito della solvibilità – condizione
indispensabile per ottenere l’annullamento della decisione impugnata poiché,
come visto, il pagamento della somma posta in esecuzione è avvenuto soltanto
dopo la pronuncia del fallimento – dall’estratto esecutivo (al 22 giugno 2015)
prodotto dalla reclamante (doc. B) si evince che nei suoi confronti erano pendenti
tredici esecuzioni, di cui sei giunte allo stadio dell’attestato di carenza di
beni. Tre di essi sono stati estinti in seguito per pagamento avvenuto il 26
giugno (doc. F). Successivamente la reclamante ha ancora pagato quattro
esecuzioni (estratto aggiornato del 16 luglio, doc. A1) e uno dei
tre attestati di carenza beni rimasti (n. __________). Per quanto attiene all’attestato
riferito a un debito di “IVA provvisoriamente dovuta (art. 86 LIVA)” per il
secondo trimestre del 2014 (n. __________), presentando i rendiconto a
posteriori la reclamante ha ottenuto la rettifica dell’imposta dovuta
provvisoriamente per il secondo trimestre del 2014 da fr. 14'000.– a fr. 13'804.20
(doc. E1) e ha già dato ordine alla sua banca di pagarla, comprese
le spese esecutive (doc. G1). Quanto all’ultimo attestato, relativo
all’IVA provvisoriamente dovuta per l’ultimo trimestre del 2013 (n. __________),
pari a fr. 9'442.70, grazie alle sue liquidità (doc. H) e i rimborsi d’IVA
la società pare essere in grado di poterlo estinguere a breve termine. La
reclamante ha d’altronde trovato un accordo con la CO 1 per la compensazione
dei premi ancora scoperti con l’avere di vecchiaia cumulato del suo amministratore
unico (doc. D1).
Tenuto
conto dei pagamenti effettuati dopo l’apertura del fallimento, di oltre fr. 17'000.–,
ciò porta a ritenere che la situazione finanziaria della reclamante è
sostanzialmente migliorata. Ricordato che secondo giurisprudenza e dottrina non
si possono imporre esigenze troppo severe alla verosimiglianza della solvibilità,
nel caso che ci occupa si può affermare che la capacità di pagamento della reclamante
appare più probabile della sua incapacità di pagamento, per cui la prognosi in
merito alla sua situazione finanziaria può essere ritenuta favorevole e la sua
solvibilità sufficientemente verosimile. Risultando adempiuti i requisiti di
cui all’art. 174 cpv. 2 LEF, il fallimento della RE 1 va annullato.
3.
La
tassa di giustizia (calcolata secondo gli art. 52 lett. a e 61 cpv. 1 OTLEF [RS 281.35]), come
pure le spese dell’Ufficio dei fallimenti, Lugano, sono poste in ambo le sedi a
carico della reclamante, il cui pagamento tardivo ha reso necessario l’avvio
della procedura giudiziaria (cfr. art. 107 cpv. 1 lett. f CPC). Alla controparte
non si assegnano ripetibili, non avendo dovuto la stessa redigere osservazioni
al reclamo. La
tassa di giustizia di primo grado sarà riversata all’istante prelevandola sull’anticipo
versato in questa sede.
Dispositivo
Per questi motivi,
pronuncia: I. Il reclamo è accolto e di conseguenza:
1. La dichiarazione di fallimento
pronunciata il 18 giugno 2015 dalla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5,
nei confronti della RE 1 è annullata.
2. La tassa di giustizia di prima
sede di fr. 80.–, da anticipare come di rito, è posta a carico della RE 1.
3. Le spese dell’Ufficio dei
fallimenti di Lugano, da anticipare come di rito, sono poste a carico della RE
1.
II. La
tassa di giustizia del presente giudizio di fr. 150.– è posta a carico della
RE 1. La parte eccedente dell’anticipo corrisposto dalla reclamante in
questa sede, pari a fr. 80.–, è versata alla CO 1 quale rimborso della
tassa di giustizia di primo grado di cui al soprastante dispositivo n. I.2.
III. Notificazione a:
–
;
–;
– Ufficio
di esecuzione, Lugano;
– Ufficio
dei fallimenti, Lugano;
– Ufficio
cantonale del Registro di commercio, Biasca;
– Ufficio
del Registro fondiario del Distretto di Lugano, Lugano.
Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5.
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d’appello
Il presidente La
vicecancelliera
Rimedi giuridici
Contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile (art. 74 cpv. 2 lett. d LTF) al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF). Il
termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 1 LTF).