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Decisione

14.2016.111

Rigetto provvisorio dell’opposizione. Reclamo insufficientemente motivato. Irricevibilità

22 luglio 2016Italiano6 min

Source ti.ch

Fatti

B. Avendo RE 1 interposto opposizione al

precetto esecutivo, con istanza 5 marzo 2016 CO 1 ne ha chiesto il rigetto provvisorio

alla Pretura della Giurisdizione di Mendrisio-Sud. Nel

termine impartito, la parte convenuta si è opposta all’istanza con osservazioni scritte del 15 marzo 2016. Nella replica del 6 aprile e nella duplica del 21 aprile le parti sono

rimaste sulle rispettive posizioni.

C. Statuendo con decisione 2 maggio 2016, il Pretore aggiunto ha accolto l’istanza

e rigettato in via provvisoria l’opposizione interposta dalla parte convenuta,

ponendo a suo carico le spese processuali di fr. 250.– e un’indennità di fr. 60.–

a favore dell’istante.

D. Contro

la sentenza appena citata RE 1 è insorto a questa Camera con un reclamo dell’11 maggio 2016 per ottenerne l’annullamento

e la reiezione dell’istanza. Stante l’esito del giudizio odierno il reclamo non

è stato notificato alla controparte per osservazioni.

Considerandi

in diritto: 1. La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’op­­posizione

– è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n.

3.

CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art.

48.

lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.

1.1

Pronunciata

in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con

reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC).

Presentato l’11 maggio 2016 contro la sentenza notificata a RE 1 il 6 maggio,

in concreto il reclamo è senz’altro tempestivo.

1.2

Il

reclamo dev’essere “motivato” (art. 321 cpv. 1 CPC), ciò che la

Camera verifica d’ufficio. Il reclamante è così tenuto a formulare delle

conclusioni chiare, a designare dettagliatamente sia i punti contestati della

sentenza impugnata sia i documenti sui quali fonda la sua critica e a spiegare

perché la motivazione della decisione sarebbe erronea, e non (solo) perché le

sue opinioni sarebbero pertinenti (DTF 138 III 375, consid. 4.3.1 e sentenza

del Tribunale federale 5A_247/2013 del 15 ottobre 2013, consid. 3.3). Doglianze

generiche e recriminazioni di carattere generale non sono sufficienti, come non

basta ripetere nel reclamo le argomentazioni esposte in prima sede. Solo a tali

condizioni è possibile entrare nel merito del ricorso, poiché giudicare un reclamo

non significa rifare il processo di primo grado, ma verificare se la sentenza

impugnata resista alla critica. La

Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della

giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC). Secondo

l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione

errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti, fermo

restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di

prova nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC).

1.3

Nel

caso in esame, RE 1 ribadisce la regolarità della sua disdetta del contratto di

locazione, la presentazione di un subentrante solvibile avendolo liberato da

suoi obblighi verso il locatore. Ripete inoltre il suo consenso alla

liberazione del deposito di garanzia per il pagamento delle pigioni da agosto a

ottobre 2015. Chiede infine la restituzione dei fr. 1'500.– pagati al

locatore per la ripresa dei mobili del precedente inquilino.

a) Il

reclamante non si confronta con la motivazione del Pretore aggiunto secondo cui

non risulta dagli atti che RE 1 abbia proposto a CO 1 un subentrante solvibile.

La sua censura è quindi irricevibile. Comunque sia, l’istante ha contestato che

gli interessati indicati dall’inquilino abbiano confermato il loro interesse

(replica, let. c delle conclusioni) e i due documenti prodotti dal reclamante

con le osservazioni all’istanza nulla indiziano al riguardo.

b) Il

reclamante non spiega perché il locatore sarebbe tenuto per legge a incassare

la garanzia affitti per estinguere i crediti posti in esecuzione. Anche questa

censura è inammissibile. Contrariamente a quanto egli allega, del resto, il

deposito in questione non serve solo da garanzia per le pigioni arretrate ma

anche per eventuali danni all’ente locato causati dall’inquilino.

c) Pure

irricevibile, poiché nuova (sopra consid. 1.2), è la conclusione intesa alla

restituzione dei fr. 1'500.– pagati al locatore per la ripresa dei mobili

del precedente inquilino, a prescindere dalla questione se fosse possibile per

lui formularla quale domanda riconvenzionale in una procedura di natura

sommaria. Il reclamo si rivela di conseguenza integralmente irricevibile.

2.

La tassa del presente giudizio, stabilita

in applicazione degli art. 48 e 61 cpv. 1 OTLEF (RS 281.35), segue la soccombenza

(art. 106 cpv. 1 CPC). Non si pone invece questione di ripetibili, il reclamo

non essendo stato intimato a CO 1 per osservazioni.

Dispositivo

Per questi motivi,

pronuncia: 1. Il reclamo è irricevibile.

2. Le

spese processuali di complessivi fr. 260.– relative al presente giudizio,

già anticipate dal reclamante, sono poste a suo carico.

3. Notificazione a:

–;

–.

Comunicazione

alla Pretura della Giurisdizione di Mendrisio-Sud.

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del

Tribunale d’appello

Il presidente La

vicecancelliera

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è possibile presentare

ricorso in materia civile (art. 72 cpv. 2 lett. a LTF) al Tribunale federale,

1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF) solo

se la controversia concerne “una questione di diritto di importanza

fondamentale” (art. 74 cpv. 2 LTF). Laddove tale presupposto non sia adempiuto

è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale

al Tribunale federale per i motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF).

Il termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 1

LTF).