14.2016.131
Rigetto definitivo dell’opposizione. Imputazione dei pagamenti indicati sul precetto esecutivo. Deduzione degli acconti versati dal debitore. Difficoltà economiche del debitore
2 dicembre 2016Italiano16 min
Source ti.ch
Incarti n.
14.2016.131
14.2016.132
Lugano
2 dicembre 2016
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti
del Tribunale d’appello
composta dei giudici:
Jaques,
presidente
Walser
e Grisanti
vicecancelliera:
Fiscalini
statuendo nelle cause 220/A/16/S e 221/A/16/S (rigetto
definitivo e provvisorio dell’opposizione) della Giudicatura di pace del
Circolo di Lugano Ovest promosse con istanze 14 aprile 2016 dalla
CO 1 (AG)
contro
RE 1
giudicando sui reclami dell’11 giugno 2016 presentati da RE 1 contro le
due decisioni emesse il 2 giugno 2016 dal Giudice di pace;
ritenuto
in fatto: A. Nell’esecuzione n. __________0__________ promossa dalla CO 1, __________
(in seguito: CO 1) contro RE 1 per l’incasso di due fatture concernenti sua
figlia minorenne __________ (nata il 24 aprile 2001), l’8 aprile 2014 l’Ufficio
di esecuzione (UE) di Mendrisio ha rilasciato l’attestato carenza di beni n. 5__________
per complessivi fr. 796.70, indicando quali titoli del credito: “fattura no __________ del 03.11.2010 –
Fattura no __________ del 31.01.2011”.
Fatti
B. Con un ulteriore precetto esecutivo n. __________2__________
emesso il 19 agosto 2014 dall’UE di Lugano, la CO 1 ha
nuovamente escusso RE 1 per l’incasso di fr. 100.– e fr. 20.–, indicando
quali titoli di credito le “1)
tasse giudiziarie Decisione del 17.01.2014; 2) Spese di notifica”. A tale precetto esecutivo il debitore non ha interposto opposizione.
C. Il 26 agosto 2014 la creditrice ha proposto al debitore di pagare l’attestato
carenza di beni n. 5__________ “e
precetto esecutivo” di complessivi fr. 957.30 in
undici rate (tre di fr. 50.–, sette di fr. 100.– e l’ultima di fr. 107.30)
dal 20 settembre 2014 al 30 luglio 2015.
D. Mediante un terzo
precetto esecutivo (n. __________7) emesso il 25 settembre 2015 dall’UE di
Lugano, la CO 1 ha ancora escusso RE 1 per l’incasso di fr. 100.–,
indicando quale titolo di credito sempre le “Tasse giudiziarie. Decisione del 17.01.2014 rilasciata
dalla Giudicatura di pace del circolo del Ceresio”.
E. Infine, con un quarto precetto esecutivo
(n. __________9) emesso dall’UE di Lugano una prima volta il
25 settembre 2015 e una seconda il 12 ottobre 2015, dopo correzione dell’ultimo
acconto menzionato (di fr. 100.– anziché fr. 50.–), la CO 1 ha
escusso RE 1 per l’incasso di fr. 796.70, indicando quale titolo di
credito: “Ripresa dell’ACB
numero __________9 dell’UE Mendrisio, Via Pollini 29, 6850 Mendrisio, data del
08.04.2014. Pagamento parziale: fr. -50.00 del 06.10.2014; di fr. -50.00
del 17.12.2014; di fr. -50.00 del 19.01.2015; di fr. -100.00 del
17.03.2015”.
F. Avendo RE 1 interposto opposizione agli ultimi due precetti esecutivi, con istanze del 14 aprile 2016 la CO 1 ne ha chiesto dinanzi
alla Giudicatura di pace del Circolo di Lugano Ovest il rigetto definitivo per fr. 100.– nella
prima esecuzione (inc. __________) e il rigetto
provvisorio per fr. 796.70 nella seconda (inc. __________). Entro il termine impartito, con osservazioni scritte del 16 maggio 2016, presentate solo nella seconda
causa, la parte convenuta si è dichiarata disposta a
pagare le rimanenti sette rate mensili senza costi aggiuntivi a condizione che fossero
cancellati dapprima tutti i precetti esecutivi nei suoi confronti. Il debitore
ha inoltre chiesto di cancellare, dopo il pagamento dell’ultima rata, anche l’attestato
di carenza beni.
G. Statuendo con due decisioni del 2 giugno 2016, il Giudice di pace ha
accolto le due istanze e rigettato la prima opposizione in via definitiva e la
seconda in via provvisoria, ponendo a carico del convenuto in entrambe le cause
le spese processuali di fr. 40.– nella prima e di fr. 80.– nella
seconda e un’indennità rispettivamente di fr. 10.– e fr. 20.– a
favore della parte istante.
H. Contro
le sentenze appena citate RE 1 è insorto a questa Camera con due reclami dell’11 giugno 2016 per ottenerne
l’annullamento così come, prima del pagamento delle rimanenti sette rate, la
cancellazione di tutti i precetti esecutivi nei suoi confronti e, versata l’ultima
rata, la cancellazione dell’attestato di carenza beni. Debitamente
invitata a presentare osservazioni, la CO 1 è rimasta silente.
Considerandi
in diritto: 1. Le sentenze impugnate – emanate in materia di rigetto dell’opposizione
– sono decisioni di prima istanza finali e inappellabili (art. 309 lett. b n. 3
CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art.
48.
lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.
1.1
I
reclami in esame oppongono le stesse parti, sono diretti contro decisioni
fondate su un medesimo complesso di fatti e vertono sull’applicazione di norme
giuridiche analoghe. Si giustifica così, per economia di procedura, di congiungere le due procedure e di emanare una sentenza unica (art.
125.
lett. c CPC), pur mantenendone l’autonomia nel senso che i
Dispositivo
dispositivi restano separati e possono essere impugnati anche singolarmente.
1.2 Pronunciate in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), le decisioni sono
impugnabili con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2
CPC). Presentati entrambi l’11 giugno 2016 contro le sentenze notificate ad RE
1 al più presto il 3 giugno 2016, in concreto i reclami sono tempestivi.
1.3 La Camera decide in linea di principio in
base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC),
limitando il suo esame, fatte salve carenze manifeste, alle censure contenute
nel reclamo (DTF 142 III 417 consid. 2.2.4). Secondo l’art.
320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del
diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti, fermo restando che
sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prova nuovi
(art. 326 cpv. 1 CPC).
2. In
virtù degli art. 80 e 81 LEF, il giudice pronuncia il rigetto definitivo
dell’opposizione ove il credito posto in esecuzione sia fondato su una
decisione giudiziaria esecutiva o un titolo parificato, a meno che l’escusso
provi con documenti che dopo l’emanazione della decisione il debito è stato
estinto, il termine per il pagamento è stato prorogato o che è intervenuta la
prescrizione. In virtù dell’art. 82 LEF, invece, il giudice pronuncia il
rigetto provvisorio dell’opposizione ove il credito posto in esecuzione
sia fondato su un riconoscimento di debito constatato mediante atto pubblico o
scrittura privata (cpv. 1), a meno che l’escusso sollevi e giustifichi immediatamente
eccezioni tali da infirmare il riconoscimento di debito (cpv. 2).
La procedura di rigetto è una procedura documentale (Aktenprozess),
il cui scopo non è di accertare l’esistenza del credito posto in esecuzione
bensì l’esistenza di un titolo esecutivo. Il giudice verifica solo la forza
probatoria del titolo prodotto dal creditore – la sua natura formale – e vi
conferisce forza esecutiva ove l’escusso non provi immediatamente (art. 81 LEF)
o renda verosimili (art. 82 cpv. 2 LEF) eccezioni liberatorie (DTF 132 III 142,
consid. 4.1.1). La decisione di rigetto dispiega
solo effetti di diritto esecutivo, senza regiudicata quanto all’esistenza del
credito (DTF 136 III 587 consid. 2.3). Il pronunciato sull’istanza di rigetto
provvisorio non priva le parti del diritto di sottoporre nuovamente il litigio
al giudice ordinario (art. 79 o 83 cpv. 2 LEF; DTF 136 III 530 consid. 3.2).
3. In
entrambe le decisioni impugnate, il Giudice di pace si è limitato a constatare
che il convenuto si è dichiarato disposto a pagare quanto richiesto in rate
mensili di fr. 100.–, ma siccome
non ha formalmente ritirato le opposizioni, il primo giudice è entrato nel
merito “a titolo cautelativo”, stabilendo, nella prima causa, che la decisione inerente alle spese
giudiziarie è passata in giudicato, ciò che giustifica il rigetto definitivo
della prima opposizione, mentre nella seconda ha rigettato l’opposizione in via
provvisoria sulla base dell’attestato di carenza di beni, ritenendo di non avere
“più potere decisionale così
come quello sulla rateazione”.
4. Nel
primo reclamo, RE 1 postula, in quanto “doppioni”, la cancellazione del secondo
(n. __________2__________) e del terzo precetto esecutivo (n. __________7),
entrambi di fr. 100.–, sottolineando
come tale importo sia poi stato incorporato nella somma di complessivi fr. 957.30
menzionata nella proposta di rateazione del 26 agosto 2014.
Nel secondo reclamo, riferito alla quarta
esecuzione (n. __________9) per fr. 796.70, pur
rilevando la “mancanza di serietà” della CO 1, che nel 2011 avrebbe inviato un precetto esecutivo unico
per fatture intestate a tre persone diverse, RE 1 conferma la propria
intenzione di saldare il debito. Asserisce di aver interrotto temporaneamente
il pagamento delle rate dopo aver saldato le prime quattro (di complessivi fr. 250.–),
in modo da poter aiutare sua moglie a pagare un’altra fattura della stessa creditrice,
ma spiega di aver comunicato a quest’ultima le sue “strettissime disponibilità economiche”.
Ciò nondimeno la creditrice ha fatto spiccare un terzo precetto esecutivo di fr. 100.–
e un quarto di fr. 796.70. A mente sua, tuttavia, l’importo totale
posto in esecuzione, di fr. 896.70 (fr. 796.70 +
fr. 100.–), non corrisponderebbe
al saldo di fr. 707.30 ancora dovuto, ovvero fr. 957.30 della
proposta di pagamento a rate meno fr. 250.– già versati. Ciò ricordato, RE
1 chiede la cancellazione di tutti i precetti esecutivi prima ch’egli inizi a
pagare le rimanenti sette rate, nonché la cancellazione dell’attestato di
carenza beni una volta pagata l’ultima rata.
5. In
ogni stadio di causa (quindi anche in sede di reclamo), il giudice esamina d’ufficio
(DTF 103 Ia 52 consid. 2/e), a prescindere dalle allegazioni delle parti, se la
documentazione prodotta costituisce valido titolo di rigetto dell’opposizione. Il
giudice appura anche d’ufficio se l’esecuzione è manifestamente perenta o nulla.
Per contro non può rilevare un vizio della procedura di esecuzione di cui l’interessato
deve prevalersi tramite ricorso all’autorità di vigilanza (DTF
139 III 447 consid. 4.1.1).
Sul
primo reclamo (inc. 220/A/16/S, 14.2016.131)
6. Giusta
l’art. 80 cpv. 1 LEF se il credito è fondato su una decisione giudiziaria
esecutiva, il creditore può chiedere in giudizio il rigetto definitivo dell’opposizione.
6.1 Nella
fattispecie l’istante fonda la sua pretesa di fr. 100.–
nei confronti del convenuto sulla decisione 17 gennaio 2014 del Giudice di pace
del circolo del Ceresio, e più precisamente sul dispositivo n. 3 inerente alle
spese giudiziarie stabilite appunto in fr. 100.–
(doc. B). Poiché esecutiva – l’escusso non pretende di avere interposto reclamo
e ottenuto l’effetto sospensivo – la menzionata decisione costituisce in
principio un valido titolo di rigetto definitivo dell’opposizione in virtù dell’art.
80 cpv. 1 LEF per le spese giudiziarie in questione.
6.2 In virtù dell’art. 81 cpv. 1 LEF l’escusso può opporsi al
rigetto definitivo ove provi con documenti che dopo la sentenza il debito è
stato estinto o il termine per il pagamento è stato prorogato ovvero dimostri
che è prescritto. Motivi di estinzione verificatisi prima e che sarebbero
potuti essere sollevati già nella procedura che ha portato alla sentenza non
possono più essere fatti valere in sede di rigetto (DTF 138 III 586 consid.
6.1.2; 135 III 320 consid. 2.5; sentenza della CEF 14.2015.14 del 23 marzo 2015
consid. 5.2).
6.3 Nel caso specifico il reclamante sostiene che il
debito di fr. 100.– (indicato sia nel secondo
che nel terzo precetto esecutivo) è stato incorporato nell’importo di complessivi
fr. 957.30 indicato nella proposta di rateazione sulla quale si fonda la
quarta esecuzione oggetto del secondo reclamo. La CO 1 non si è espressa al riguardo,
ma in ognuno dei due precetti esecutivi come titolo di credito sono indicate le
tasse giudiziarie stabilite nella decisione 17 gennaio 2014 del Giudice di pace
del circolo del Ceresio. Se non che l’emissione di due precetti esecutivi per
lo stesso credito non è vietata, finché nessuna delle esecuzioni è giunta allo
stadio della continuazione (DTF 139 III 447 consid. 4.1.2).
Ma ciò che più conta in questa sede la censura fondata sull’esistenza di “doppioni” non
rientra fra le eccezioni dell’art. 81 cpv. 1
LEF e potrebbe essere sollevata solo nel quadro di un ricorso all’autorità di
vigilanza (art. 17 LEF e sopra consid. 5). Soltanto il
pagamento effettivo del credito posto in esecuzione (o un altro motivo d’estinzione,
di prescrizione o di dilazione) ostacola il rigetto definitivo dell’opposizione.
Incombeva quindi al reclamante di provare di avere estinto il suo debito di fr. 100.–.
a) Orbene,
RE 1 ha allegato, seppure solo nel secondo reclamo (inc. 14.2016.132, pag. 2
verso il basso), di avere pagato quel credito con gli acconti, di complessivi fr. 250.–,
menzionati dalla stessa istante sul quarto precetto esecutivo (n. __________9). E non è seriamente
dubbio – e comunque l’istante non l’ha contestato – che “il precetto esecutivo”
indicato nella proposta di
“pagamento rateale” del 26 agosto 2014 (doc. 5 nell’inc. __________) è proprio il secondo di fr. 100.– più fr. 20.– del 19 agosto
2014 (doc. 4), che è quindi stato incorporato nell’importo complessivo di fr. 957.30.
Certo, non si evince dagli atti che il reclamante abbia dichiarato, all’atto del
pagamento degli acconti, che intendeva soddisfare il credito di fr. 120.– nel
senso dell’art. 86 cpv. 1 CO. E anzi l’istante non l’ha capito così, dal momento
che ha avviato il 25 settembre 2015 una nuova (terza) esecuzione sempre per
quelle spese processuali di fr. 100.– (doc. 7). Sta però di fatto che RE 1 ha immediatamente contestato l’emissione di quel precetto esecutivo
il 30 settembre 2016 invocando anche il pagamento dell’acconto di fr. 100.–
del 17 marzo 2015 (doc. 8). Si deve pertanto considerare comprovato il pagamento
del credito di fr. 100.– oggetto della (terza) esecuzione (n. __________7) ancora prima
della sua introduzione. Il (primo) reclamo va così accolto su questo punto.
b) È invece inammissibile la richiesta di cancellazione del secondo
e del terzo precetto esecutivo (n. __________2__________ e
__________7) poiché non rientra nella competenza del giudice di rigetto dell’opposizione
(sopra consid. 5), bensì in quella dell’ufficio
d’esecuzione (sentenza della CEF 14.2016.137 del 24 novembre 2016 consid. 2.1).
Ad ogni modo anche le procedure esecutive perente (giusta l’art. 88 cpv. 2 LEF)
o per le quali è stata respinta la domanda di rigetto dell’opposizione
provvisorio o definitivo rimangono iscritte nei registri dell’ufficio d’esecuzione
e continuano a essere comunicate ai terzi interessati durante cinque anni (art.
8a cpv. 4 LEF; Istruzione n. 4 sull’estratto semplice del registro esecuzioni
e fallimenti 2016, n. 7 e 8; sentenza della CEF 15.2001.262 del 16 ottobre
2001; Staehelin in: Basler
Kommentar, SchKG I, 2a ed. 2010, n. 68 ad art. 84 LEF; Möckli in: SchKG, Kurzkommentar, 2a ed. 2014, n. 27 ad art.
8a LEF).
Sul
secondo reclamo (inc. 221/A/16/S, 14.2016.132)
7. L’attestato
di carenza di beni rilasciato l’8 aprile 2014 dall’Ufficio esecuzione di
Mendrisio per fr. 796.70 (doc. B) vale, secondo l’art.
149 cpv. 2 LEF, come riconoscimento di debito ai sensi dell’art. 82 cpv. 1
LEF. Solo che dai fr. 796.70 devono essere dedotti gli acconti già versati
dal debitore indicati dalla stessa escutente sia nel precetto
esecutivo n. __________9, sia nell’istanza di rigetto (fr. 50.– il 6 ottobre 2014; fr. 50.– il 17 dicembre 2014; fr. 50.–
il 19 gennaio 2015), ad eccezione di quello di fr. 100.– del 17 marzo 2015
di cui già si è tenuto conto nella terza esecuzione n. __________7 (sopra consid.
6.3/a). Ne consegue che il Giudice di pace avrebbe dovuto rigettare in
via provvisoria l’opposizione interposta dal reclamante limitatamente a fr. 646.70. Il (secondo) reclamo va quindi accolto in questa misura. Per i motivi
già indicati in precedenza (sopra consid. 6.3/b), la richiesta di cancellazione
dei tre precetti esecutivi e dell’attestato di carenza di beni è inammissibile.
8. Quanto alle difficoltà economiche allegate da RE 1, esse
non sono comunque un motivo che, secondo la legge (art. 81 e 82 cpv. 2 LEF),
autorizza il giudice del rigetto – né tantomeno la Camera – a respingere o a
sospendere le istanze di rigetto dell’opposizione. Semmai, il convenuto potrà
far valere tale censura davanti all’ufficio d’esecuzione, il quale sarà legittimato
a pignorare le sue entrate solo nella misura in cui eccede il proprio minimo
esistenziale (art. 93 LEF), mentre se il pignoramento dovesse vertere su beni
mobili, esso potrà se del caso chiedere la rateazione del pagamento del credito
posto in esecuzione (art. 123 LEF) (sentenza della CEF 14.2015.163/164 del 9
dicembre 2015).
9. Le tasse del presente giudizio seguono la
soccombenza totale dell’istante nella prima causa (art. 106 cpv. 1 CPC) e
parziale e reciproca nella seconda (art. 106 cpv. 2 CPC). Non si pone invece problema di ripetibili, il reclamante
non avendo formulato alcuna domanda motivata al riguardo nella prima procedura
(v. art. 95 cpv. 3 lett. c CPC) e l’escutente essendo rimasta silente nella
seconda.
Anche i dispositivi sulle
spese processuali di prima sede devono essere corretti in base al grado di
soccombenza mentre non devono essere attribuite ripetibili in assenza di domande
motivate delle parti.
10. Circa i rimedi esperibili sul piano
federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), i valori litigiosi, di fr. 100.– e
di fr. 796.70, non raggiungono la soglia di fr. 30'000.–
ai fini dell’art. 74 cpv. 1 lett. b LTF.
Per questi motivi,
pronuncia: 1. Nella misura in cui è ammissibile, il
reclamo interposto nella causa n. __________ (inc. 14.2016.131) è accolto e i
dispositivi n. 1 e 2 della decisione impugnata sono così riformati.
1. L’istanza è respinta.
2. La tassa di giustizia di fr. 40.–, da anticipare dalla parte
istante, è posta a suo carico.
1.1 La
domanda di cancellazione dei precetti esecutivi n.
__________7 e __________2__________ è
irricevibile.
1.2 Le
spese processuali di complessivi fr. 60.– relative al presente giudizio,
già anticipate dal reclamante, sono poste a carico della CO 1.
2. Nella
misura in cui è ammissibile, il reclamo interposto nella causa n. __________ (inc.
14.2016.132) è parzialmente accolto e di conseguenza i dispositivi n. 1 e 2
della decisione impugnata sono così riformati:
1. L’istanza è parzialmente accolta
e di conseguenza l’opposizione interposta al precetto esecutivo n. __________9
dell’Ufficio di esecuzione di Lugano è rigettata in via provvisoria limitatamente
a fr. 646.70.
2. La tassa di giustizia di fr. 80.–,
da anticipare dalla parte istante, è posta a suo carico per fr. 15.– e a
carico del convenuto per fr. 65.–.
2.1 La
domanda di cancellazione dei precetti esecutivi n.
__________9 __________7 e __________2__________, così come
dell’attestato di carenza di beni n. 5__________, è irricevibile.
2.2 Le
spese processuali di complessivi fr. 100.– relative al presente giudizio,
già anticipate dal reclamante, sono poste a suo carico per fr. 80.– e a carico
della CO 1 per fr. 20.–.
3. Notificazione a:
–;
–.
Comunicazione alla Giudicatura di pace del Circolo di Lugano Ovest.
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d’appello
Il presidente La
vicecancelliera
Rimedi giuridici
Contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile (art. 72 cpv. 2 lett. a LTF) al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF) solo
se la controversia concerne “una questione di diritto di importanza
fondamentale” (art. 74 cpv. 2 LTF). Laddove tale presupposto non sia adempiuto
è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale
al Tribunale federale per i motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF).
Il termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 1
LTF).