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Decisione

14.2019.117

Rigetto provvisorio dell’opposizione. Cartella ipotecaria al portatore prodotta in fotocopia. Interpello. Buona fede

18 novembre 2019Italiano15 min

Source ti.ch

Fatti

i titoli di rigetto del­l’opposizione (FF 2006 6695; sentenza del Tribunale

federale 5A_467/2014 del 18 dicembre 2014 consid. 2.4; RtiD 2018 I 773 n. 44c

consid. 4.2/a e 2016 I 722 n. 43c consid. 6.1). Per eccezione, tuttavia, le

cartevalori devono essere presentate in originale (Staehelin, op. cit., n. 17 ad art. 82; Veuillet, op. cit., n. 30 ad art. 82)

per la stessa natura di questo genere di titolo, come spiegato poc’anzi (sopra

consid. 5.2). Tale presupposto non ha tanto per scopo il controllo dell’autenticità

(presunta) del titolo, quanto la verifica della qualità di creditore – portatore – dell’escu­tente (nello stesso senso: sentenza della CEF 14.2018.38 già

citata, consid. 7.2). La prima – e principale – censura della reclamante è

quindi da respingere.

6. Ciò posto, la seconda censura cade nel

vuoto. Il Pretore non ave­va alcun motivo di chiedere alla banca di produrre l’originale

della cartella ipotecaria in virtù dell’art. 180 cpv. 1 CPC, dal momento che ha

respinto l’istanza non perché dubitava dell’autenti­cità del titolo, bensì

perché l’istante non ha provato di esserne la portatrice.

6.1 Tutt’al

più ci si potrebbe interrogare se il Pretore non avrebbe dovuto interpellare la

banca in merito alla sua lettera dell’8 (recte 14) febbraio 2019, in cui gli comunicava

che la documentazione originale,

se necessaria, era a sua completa disposizione.

a) Secondo

l’art. 56 CPC, se le allegazioni di una parte non sono chiare, sono

contraddittorie o imprecise oppure manifestamente incomplete, il giudice dà

alla parte l’opportunità di rimediarvi ponendole pertinenti domande. L’istituto dell’interpello non

deve pe­rò servire a sanare negligenze processuali, ivi comprese quelle

relative ai mezzi di prova prodotti (sentenze del Tribunale federale 4A_487/2018 del 30 gennaio 2019, consid. 4.2.2

con i rinvii, e della CEF

14.2018.43 del 13 agosto 2018, consid. 6). Il limite del dovere d’interpello

risiede in effetti nell’obbligo d’imparzialità e di neutralità del giudice (sentenza

della CEF 14.2014.67 dell’8 agosto 2014, consid. 5.3). La norma non permette al giudice né di rendere le parti

attente su fatti ch’esse non hanno considerato, né di aiutarle a impostare

meglio la causa o suggerire loro quali argomenti pertinenti allegare per

vincerla (DTF 142 III 465 consid. 4.3).

b) Nel

caso specifico le allegazioni della RE 1 non erano oscure, contraddittorie o

imprecise oppure manifestamente incom­plete.

Il Pretore non era quindi tenuto a interpellarla. La norma dell’art. 56 CPC non entra in considerazione a fronte

di una parte che decide scientemente di produrre dei documenti che ritiene a

torto validi, come una copia al posto dell’originale (sentenza del Tribunale

federale 5A_818/2014 del 29 luglio 2015, consid. 4.2). Orbene, la banca credeva

che la copia della cartella fosse sufficiente, tanto che lo ha ribadito in

questa sede. Non si tratta di un caso di mancanza manifesta della parte che

giustifica un interpello (sentenza del

Tribunale federale 4A_301/2013 del 6 gennaio 2014 consid. 6.2), come quello in

cui l’istante dimentica inavvertitamen­te di produrre il precetto esecutivo o

il titolo di rigetto sebbene sia indicato

nell’istanza come annesso (Abbet

in : Abbet/Veuillet (ed.), La mainlevée de l’opposition, 2017, n.

57 ad art. 84 LEF; sentenza della CEF

14.2018.126 del 14 gennaio 2019 consid. 1.2/b).

c) Del

resto, anche se era incerta sulla necessità di produrre l’origi­nale, la

reclamante non poteva, come ha tentato di fare, demandare la decisione al

Pretore. Stante il principio attitatorio (art. 55 CPC), applicabile anche nelle

procedure sommarie (art. 255 CPC a contrario), le parti hanno l’onere (e

la responsabilità) di addurre nel processo i fatti rilevanti e i relativi mezzi

di prova (sentenza del Tribunale federale 4D_57/2013 del 2 dicembre 2013 consid.

3.2; Trezzini in:

Commentario pratico al Codice di diritto processuale civile svizzero, vol. I, 2a

ed. 2017, n. 14 ad art. 55 CPC).

Il giudice non è tenuto – né autorizzato – ad assumere d’ufficio documenti non

allegati all’istanza (sentenza della CEF 14.2017.92 del 23 ottobre 2017 consid. 5.5,

massimata in RtiD 2018 I 771 n. 43c; Staehelin, op. cit., n. 51 e 52 ad art. 84), pena la violazione

del suo obbligo d’imparzialità e

di neutralità. Anche sotto questo profilo il reclamo si rivela infondato.

6.2 Per

abbondanza, giova rilevare che l’applicazione del dovere d’in­­terpello nella

procedura sommaria è limitato (Staehelin, op. cit., n. 51

ad art. 84) per le sue

stesse caratteristiche quali in particolare l’imperativo di celerità e l’assenza

di perdita della pretesa in caso di reiezione dell’istanza (già citata

14.2014.67 consid. 5.3/a). Anziché perdere tempo e denaro con un reclamo per

ovviare a una propria negligenza processuale, la parte può semplicemente

ripresentare una nuova istanza con i documenti mancanti (DTF 140 III 461 consid.

2.5, RtiD 2016 II 653 n. 42c consid. 7.3/b).

7. Contrariamente

a quanto esposto dal Pretore per abbondanza, il giudice del rigetto non è

tenuto a richiedere la produzione dell’ori­ginale del titolo di rigetto neppure

all’udienza se, come nella fattispecie, non sono dati i presupposti dell’art.

180 o 56 CPC (sentenza della CEF 14.2017.8 del 10 maggio 2017, RtiD 2018 I 768

n. 37c, consid. 5.4/c). Ciò però non giova alla tesi – opposta – della

reclamante. Ad ogni modo essa avrebbe potuto consegnare senza difficoltà l’originale

della cartella allo sportello della Pretura (già citata 14.2018.38, consid.

7.4).

8. Infine,

la reclamante sostiene che il Pretore, con la sua attitudine passiva, l’ha

indotta a credere che la documentazione da lei fornita fosse sufficiente,

violando così il principio di buona fede (art. 52 CPC). Già si è detto,

tuttavia, che il primo giudice non era tenuto a interpellare la reclamante e

che la stessa non aveva il diritto di demandargli la decisione relativa alla

scelta dei documenti da produrre (v. sopra consid. 6.1/c). Di conseguenza la RE

1 non poteva in buona fede aspettarsi una risposta del Pretore.

9. In

definitiva, il reclamo va respinto. Alla procedente, ad ogni modo, rimane salva

la possibilità di chiedere di nuovo il rigetto dell’oppo­sizione, anche nella

stessa esecuzione, producendo questa volta la cartella ipotecaria originale (v.

sopra consid. 6.2).

10. La tassa del presente giudizio, stabilita

in applicazione degli art. 48 e 61 cpv. 1 OTLEF (RS 281.35) segue la

soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC). Non si pone invece problema di ripetibili,

non avendo il convenuto presentato osservazioni al reclamo.

11. Circa

i rimedi esperibili sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore

litigioso, di fr. 683'626.–, supera ampiamente la soglia di fr. 30'000.–

ai fini dell’art. 74 cpv. 1 lett. b LTF.

Per

questi motivi,

pronuncia: 1. Il reclamo è respinto.

Considerandi

2.

Le

spese processuali di complessivi fr. 600.– relative al presente giudizio,

già anticipate dalla reclamante, sono poste a suo carico.

3.

Notificazione a:

– ;

– .

Comunicazione

alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5.

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del

Tribunale d’appello

Il presidente La

vicecancelliera

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è possibile presentare

ricorso in materia civile (art. 72 cpv. 2 lett. a LTF) al Tribunale federale,

1000.

Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF). Il

termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 1 LTF).