14.2022.18
Rigetto definitivo dell’opposizione. Imposta cantonale. Attestati di carenza beni. Interessi di ritardo anche per le rate d’acconto. Spese giudiziarie ed esecutive. Tassa di diffida
11 luglio 2022Italiano15 min
definitivo, l’autorità fiscale deve dunque produrre anche il conguaglio (o conteggio
Source ti.ch
Incarto n.
14.2022.18
Lugano
11 luglio 2022
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti
del Tribunale d’appello
composta dei giudici:
Jaques,
presidente
Walser
e Grisanti
vicecancelliera:
Villa
statuendo nella causa __________ (rigetto definitivo
dell’opposizione) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, promossa
con istanza 16 dicembre 2021 dallo
Stato del Cantone Ticino, Bellinzona
(rappresentato dall’Ufficio esazione e
condoni, Bellinzona)
contro
CO 1
giudicando sul reclamo del 9 febbraio 2022 presentato dallo Stato del
Cantone Ticino contro la decisione emessa il 31 gennaio 2022 dal Pretore;
ritenuto
in fatto: A. In tre esecuzioni volte alla riscossione dell’imposta cantonale del
2011 dovuta da CO 1, fissata in fr. 7'472.35 con decisione di tassazione
del 17 aprile 2013, l’Ufficio d’esecuzione di Bellinzona ha rilasciato a favore
dello Stato del Cantone Ticino tre attestati di carenza di beni, il primo (n. __________26)
il 24 luglio 2015 per fr. 8'392.05, il secondo (n. __________14) il 22
marzo 2017 per fr. 8'485.65 e il terzo (n. __________54) il 15 novembre
2018 per fr. 8'650.95.
B. Con
precetto esecutivo n. __________61 emesso il 10 maggio 2021 dal-l’Ufficio d’esecuzione
di Lugano, lo Stato del Cantone Ticino ha escusso CO 1 per l’incasso di fr. 8'650.95,
indicando quale causa del credito la “Ripresa dell’ACB numero __________54 dell’Ufficio di esecuzione di
Bellinzona, Via Henri Guisan 3, 6500 Bellinzona, data del 15.11.2018”.
C. Avendo
CO 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza del 16 dicembre
2021 lo Stato del Cantone Ticino ne ha chiesto il rigetto definitivo alla Pretura
del Distretto di Lugano, sezione 5. Entro il termine assegnatogli per
presentare osservazioni all’istanza, CO 1 è rimasto silente.
D. Statuendo con decisione del 31 gennaio 2022, il Pretore ha parzialmente
accolto l’istanza e rigettato l’opposizione interposta dal convenuto per fr. 7'637.65
(anziché fr. 8'650.95), ponendo a suo carico le spese processuali di fr. 100.–
senz’assegnare indennità.
E. Contro
la sentenza appena citata lo Stato del Cantone Ticino è insorto a questa Camera con un reclamo del 9 febbraio 2022
per ottenerne l’annullamento e l’accoglimento integrale
dell’istanza, protestate la tassa di giustizia e le spese. CO 1 non si è
espresso sul reclamo entro il termine impartitogli.
Considerando
in diritto: 1. La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’opposizione
– è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n.
3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla
Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 48 lett.
e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.
1.1 Pronunciata
in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile entro
dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Visto che la notifica è
avvenuta in concreto allo Stato del Cantone Ticino il 1° febbraio 2022, il
termine d’impugnazione è scaduto venerdì 11 febbraio. Presentato due giorni
prima (data del timbro postale), il reclamo è dunque tempestivo.
1.2 La Camera decide in linea di principio in
base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2
CPC), limitando il suo esame, fatte salve carenze manifeste, alle censure motivate
(art. 321 cpv. 1 CPC)
contenute nel reclamo (DTF 147 III 179 consid. 4.2.1 e i rimandi). Secondo l’art. 320
CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del
diritto sia l’ac-certamento manifestamente errato dei fatti, fermo restando
che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prova nuovi
(art. 326 cpv. 1 CPC).
2. In
virtù degli art. 80 e 81 LEF, il giudice pronuncia il rigetto definitivo dell’opposizione
ove il credito posto in esecuzione sia fondato su una decisione giudiziaria
esecutiva o un titolo parificato, a meno che l’escusso provi con documenti che
dopo l’emanazione della decisione il debito è stato estinto, il termine per il
pagamento è stato prorogato o che è intervenuta la prescrizione. La procedura
di rigetto è una procedura sommaria documentale (Aktenprozess), il cui scopo
non è di accertare l’esistenza del credito posto in esecuzione bensì l’esistenza
di un titolo esecutivo. Il giudice verifica solo la forza probatoria del titolo
prodotto dal creditore – la sua natura formale – e vi conferisce forza esecutiva
senza indugio (art. 84 cpv. 2 LEF) ove l’escusso non dimostri immediatamente
una delle eccezioni liberatorie enumerate all’art. 81 LEF (DTF 139 III 446,
consid. 4.1.1).
3. Nella
decisione impugnata, il Pretore ha rilevato che la decisione di tassazione del
17 aprile 2013, debitamente passata in giudicato, costituisce indubbiamente un
valido titolo di rigetto definitivo dell’opposizione per l’imposta cantonale
2011 di fr. 7'472.35. Contrariamente a quanto preteso dal procedente, egli
non ha invece esteso il rigetto all’intero credito risultante dall’attestato di
carenza di beni (ACB) fatto valere dall’istante (il terzo), ma solo alle spese
esecutive di fr. 165.30 ivi contenute. Onde l’accoglimento parziale dell’istanza.
4. Richiamata
la giurisprudenza di questa Camera secondo cui la decisione di tassazione vale
titolo di rigetto definitivo anche per gli interessi di mora dopo il loro
passaggio in giudicato qualora venga prodotta la documentazione che permette di
comprendere come sono stati calcolati, nel reclamo lo Stato del Cantone Ticino
rimprovera al Pretore una violazione dell’art. 320 CPC per non aver tenuto
conto dei medesimi, nonostante abbia allegato all’istanza tutti i documenti
necessari ad “acquisire la
liquidità del credito” e di conseguenza a verificarne
il calcolo. Fornisce al proposito una breve spiegazione per meglio comprendere
la lettura del conteggio accluso all’istanza. Il reclamante evidenzia d’altronde
che l’escusso non ha sollevato alcuna censura riguardo all’inesattezza dell’ACB,
il quale costituisce prova piena dei fatti che attesta finché non sia
dimostrata l’inesattezza del suo contenuto.
5. Giusta
l’art. 80 cpv. 2 n. 2 LEF sono parificate alle sentenze giudiziarie, e valgono
quindi quale titolo di rigetto definitivo, le deci-sioni di autorità
amministrative svizzere, purché siano esecutive. (Staehelin in: Basler Kommentar, SchKG I, 3a
ed. 2021, n. 110 ad art. 80 LEF). Per le imposte dirette,
tuttavia, la legge parifica a sentenze giudiziarie esecutive le decisioni di
tassazione “cresciute in giudicato” (art. 244 cpv. 3 LT).
5.1 Nel
caso specifico, non è contestato – ed è pacifico – che la decisione di
tassazione (dopo tassazione d’ufficio) del 17 aprile 2013 agli atti (doc. C
accluso all’istanza) è da tempo passata in giudicato (come risulta del resto
dal timbro apposto sulla medesima) e costituisce pertanto un valido titolo di
rigetto definitivo per l’imposta cantonale del 2011 di fr. 7'472.35,
come d’altronde stabilito dal Pretore.
5.2 Il
primo giudice ha inoltre a giusta ragione rigettato l’opposizione in via
definitiva anche per le “spese” di fr. 165.30 indicate nel terzo ACB (doc. B), giacché lo stesso,
benché non rappresenti un titolo di rigetto definitivo per i crediti fiscali,
lo è invece per le spese menzionate nell’atto,
stabilite in modo autoritativo dall’ufficio d’esecuzione, ossia dall’autorità
amministrativa preposta per legge a statuire
su tali spese (DTF 147 III 364 consid. 3.5.3; sentenze della CEF 14.2021.13 del 9 agosto 2021, consid. 5.2.1; 14.2018.171
del 12 marzo 2019 consid. 5.1; 14.2015.163/164 del 9 dicembre 2015
consid. 5.2; 14.2014.208 del 23 dicembre 2014, consid. 5.1 con riferimenti).
Egli ha nondimeno omesso di considerare che nella pretesa vantata dall’istante (v.
doc. F pag. 4) sono incluse le spese – rispettivamente di fr. 93.60 (doc.
D) e fr. 184.20 (doc. E) – fissate dall’ufficio d’esecuzione nei due
precedenti ACB. Ora, sono spese esecutive stabilite dall’Ufficio d’esecuzione,
cui va esteso il rigetto definitivo per i motivi testé ricordati (per ulteriori
fr. 277.80).
5.3 L’ente
reclamante chiede inoltre di estendere il rigetto all’intero credito posto in
esecuzione, quindi anche agli interessi di ritardo non riconosciuti dal
Pretore. Richiamato il conteggio prodotto con l’istanza, precisa che gli stessi
– calcolati al 2.5% come previsto dall’allegato al decreto esecutivo per il
2011 – decorrono dalla prima rata della richiesta d’acconto (ossia dal 1°
giugno 2011) sino alla determinazione del conguaglio di fr. 7'472.35 e che
il totale indicato di fr. 553.70 (recte: fr. 685.50) corrisponde alla somma degli interessi di fr. 553.70
maturati fino all’emissione del precetto esecutivo n. __________26 del 9
novembre 2014 e di fr. 131.80 da quest’ultima data sino all’emissione del
primo ACB del 24 luglio 2015.
5.3.1 Le
decisioni esecutive nel senso dell’art. 80 LEF valgono titolo di rigetto
definitivo anche per gli interessi di mora maturati dopo il loro passaggio in
giudicato sebbene non lo specifichino esplicita-mente (STAEHELIN,
op. cit., n. 49 ad art. 80). Per le decisioni di tassazione, tuttavia, la questione
degli interessi è disciplinata in modo diverso dalla legislazione speciale.
Così l’imposta cantonale diretta e gli interessi devono essere pagati nei
trenta giorni successivi alla loro scadenza (art. 242 cpv. 1 LT) e per gli
importi che non ha versato entro il termine stabilito, il debitore deve pagare
un interesse di ritardo il cui tasso è fissato dal Consiglio di Stato (art. 243
cpv. 1 LT) con apposito decreto esecutivo (in seguito “DE” valevole per il 2021
[RL 640.320] e per gli anni precedenti dal 1995 giusta l’art. 12 cpv. 2 dello
stesso), il quale stabilisce tre scadenze fisse (il 1° maggio, il 1° luglio e
il 1° settembre) per le rate d’acconto e una scadenza variabile alla data d’intimazione
del conteggio per la rata a conguaglio (art. 240 LT e 1 cpv. 3 DE). L’interesse
di ritardo decorre dal trentunesimo giorno successivo alla scadenza (art. 6
cpv. 1 DE). Il tasso d’interesse è stabilito di anno in anno, ma quello
applicabile all’inizio di una procedura d’esecuzione rimane valido sino alla
chiusura della stessa (art. 9 cpv. 2 DE).
5.3.2 Orbene,
come sottolineato dal reclamante, questa Camera ha più volte ricordato che il
rigetto può essere concesso di principio per gli interessi di mora qualora sia
stata prodotta la documentazione necessaria a determinare come gli stessi sono
stati calcolati (v. in particolare la già citata 14.2021.13 consid. 5.2.4.1 e i
rinvii), fermo restando che i crediti sui quali maturano devono essere oggetto
di un titolo di rigetto definitivo dell’opposizione regolarmente prodotto dall’istante.
5.3.3 Nella
fattispecie il reclamante fonda la sua pretesa per interessi sul conteggio
(doc. F) accluso all’istanza, secondo cui gl’interessi di ritardo, calcolati al
tasso del 2.5% stabilito dal Consiglio di Stato giusta l’allegato all’apposito
DE per gli anni dal 2011 al 2015 compresi,
ammontano a fr. 685.50 (doc. F pag. 2), pari alla somma degl’interessi
sulle tre rate d’acconto di fr. 2'069.– ciascuna, decorrenti dal 31
maggio, 31 luglio e 30 settembre 2011 ossia trentun giorni dopo la rispettiva
data d’intimazione, v. doc. F pag. 1) fino al 31 maggio 2013, data della
scadenza indicata nel conguaglio di fr. 1'265.35, verosimilmente intimato il
30 aprile 2013 (doc. F, pag. 1), e degl’interessi di ritardo sempre del 2.5%
dal 1° giugno 2013 fino all’emissione del primo ACB del 24 luglio 2015 (774
giorni).
5.3.4 In
una recente decisione relativa alla riscossione provvisoria dell’imposta
federale (sentenza 14.2021.50 del 6 ottobre 2021, RtiD 2022 I 669 n. 39c
consid. 5.2.2), la Camera ha rilevato che un conteggio provvisorio può essere
parificato a un titolo di rigetto solo se è emesso sotto forma di una decisione
impugnabile, ciò che è per esempio il caso nei cantoni di Lucerna e Friborgo
per l’esazione degli acconti d’imposte dirette cantonali e comunali (Staehelin, op. cit., n. 114 ad art. 80; Abbet in : Abbet/Veuillet (ed.), La mainlevée de l’opposition, 2017, n. 136 ad art. 80 LEF), ma non del diritto
federale, che non prevede alcun ricorso contro la riscossione provvisoria dell’imposta
federale (art. 162 cpv. 1 e 132 LIFD; sentenza del Tribunale federale
2C_586/2010 del 24 marzo 2011 consid. 3), in quanto adotta il sistema del conteggio
delle imposte riscosse provvisoriamente in
quelle dovute conformemente alla tassazione definitiva, il saldo, a
seconda che è positivo o negativo, dovendo essere richiesto al contribuente o
restituitogli (art. 162 cpv. 2 e 3 LIFD). Ne segue che l’imposta provvisoria e
Fatti
i relativi interessi di mora possono essere contestati solo con un reclamo
contro il conguaglio.
Ciò
vale anche per le imposte dirette ticinesi: quelle provvisorie riscosse in rate
sono infatti conteggiate in quelle dovute conformemente alla tassazione
definitiva (art. 241 cpv. 3 LT) e il saldo, positivo o negativo, è stabilito
dall’autorità di riscossione nel conteggio definitivo (conguaglio) (art. 241
cpv. 4 LT), che può essere impugnato con reclamo all’autorità di riscossione e
con ricorso alla Camera di diritto tributario (art. 241 cpv. 5 LT).
Dato
il carattere documentale della procedura di rigetto dell’opposizione (sopra
consid. 2), se intende ottenere il rigetto definitivo dell’opposizione anche
per gli interessi di mora maturati su imposte cantonali dirette tra la notifica
del conteggio provvisorio (o richiesta d’acconto) e quella del conteggio
definitivo, l’autorità fiscale deve dunque produrre anche il conguaglio (o conteggio
definitivo), ossia la decisione (giusta l’art. 80 cpv. 2 n. 2 LEF) che appunto
accerta l’importo degl’interessi in questione, mentre la decisione di
tassazione non contiene alcun accertamento al riguardo (come già stabilito
dalla Camera per l’imposta federale diretta nella citata 14.2021.50, consid.
5.2.3).
5.3.5 Ne segue che, in concreto, la decisione
impugnata va confermata per quanto attiene agli interessi di mora fino al
conteggio definitivo (o conguaglio) dal momento che l’istante non ha prodotto
tale atto. Il conteggio agli atti (doc. F) non costituisce al riguardo una decisione impugnabile, anche perché è stato
allestito solo alla data dell’inoltro dell’istanza. Per il periodo
successivo, nulla osta a estendere il rigetto dell’opposizione agli interessi
calcolati sull’importo dell’imposta stabilita nella decisione di tassazione, di
fr. 7'472.35 (doc. C), giacché l’istante ha debitamente prodotto tale
decisione. Calcolati al 2.5% su fr. 7'472.35 dall’emissione del conguaglio
(31 maggio 2013) fino all’emissione del primo ACB del 24 luglio 2015 (774
giorni), gl’interessi in questione ascendono a fr. 401.10 (cfr. doc.
F, pag. 2). Il reclamo va accolto entro in questi limiti.
5.4 Per quanto concerne invece la tassa di diffida di fr. 50.–
indicata nel conteggio e inclusa nel saldo scoperto di fr. 8'650.95
vantato dal reclamante (v. doc. F pag. 5), non figura alcuna decisione agli
Considerandi
atti che ne stabilisca l’effettiva esistenza e l’importo, sicché il rigetto non può essere esteso anche a siffatta
pretesa (sentenza della CEF 14.2017.63 del 6 settembre 2017 consid. 5.4,
massimata in RtiD 2018 I 769 n. 40c).
5.5
A
scanso di equivoci, occorre precisare, all’indirizzo del reclamante, che una
decisione di rigetto dell’opposizione ha effetti vincolanti solo nell’esecuzione
cui si riferisce, sicché non può costituire un titolo di rigetto in una
successiva esecuzione (sentenza della CEF 14.2019.107 del 25 ottobre 2019
consid. 5.2 e i rinvii). D’altronde, pur essendo un pubblico documento
facente prova dei fatti che attesta finché non sia dimostrata l’inesattezza del
suo contenuto (art. 9 cpv. 1 CC), l’ACB non costituisce una decisione – a parte
per le spese esecutive (DTF 147 III 364 consid. 3.5.3) – né quindi un titolo di
rigetto definitivo nel senso dell’art. 80 LEF, bensì solo un titolo di rigetto
provvisorio per i crediti di diritto privato e per quelli di diritto pubblico,
per il cui accertamento l’ente pubblico non gode di un potere decisionale, ma
deve far capo alla via dell’azione di diritto amministrativo (art. 149 cpv. 2
LEF; sentenze del Tribunale federale 5A_31/2019 del 31 maggio 2019 consid. 5.1
e della CEF 14.2014.208 [già citata] consid. 5.1; cfr. DTF 147 III 361
consid. 3.3.1).
6.
In definitiva, il reclamo merita parziale
accoglimento e la decisione impugnata va modificata nel senso che l’opposizione
interposta al precetto esecutivo è rigettata in via definitiva per fr. 8'316.55
(pari al capitale di fr. 7'472.35 + le spese del primo ACB di fr. 184.20,
del secondo di fr. 93.60 e del terzo di fr. 165.30 [consid. 5.2] +
gli interessi di fr. 401.10
[consid. 5.3.5]), ad esclusione
della tassa di diffida di fr. 50.– (consid. 5.4).
7.
In
entrambe le sedi la tassa,
stabilita in applicazione degli art. 48 e 61 cpv. 1 OTLEF (RS 281.35), segue la soccombenza pressoché totale del convenuto (art. 106 cpv. 2 CPC).
Non si pone invece problema di ripetibili, il reclamante non avendo motivato la
sua domanda al riguardo in prima sede, contrariamente a quanto richiesto dall’art.
95.
cpv. 3 lett. c CPC, mentre in seconda sede ha postulato solo la rifusione
delle spese. È del resto dubbio che enti di diritto pubblico agenti nell’esercizio
delle proprie attribuzioni uf-ficiali abbiano diritto
a un’indennità d’inconvenienza (sentenza della CEF 14.2015. 50 del 17 luglio 2015
consid. 6).
8.
Circa i rimedi esperibili sul piano
federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso, di fr. 1'013.30
(pari alla differenza tra quanto richiesto dall’istante, ossia fr. 8'650.95,
e quanto accordato dal Pretore, ovvero fr. 7'637.65), non raggiunge la
soglia di fr. 30'000.– ai fini dell’art. 74 cpv. 1
lett. b LTF.
Dispositivo
Per questi motivi,
pronuncia:
1. Il reclamo è parzialmente accolto e di
conseguenza il dispositivo n. 1 della decisione impugnata è così riformato:
“1. L’istanza è parzialmente accolta e di conseguenza l’opposizione
interposta al precetto esecutivo n. __________61 dell’Ufficio d’esecuzione di
Lugano è rigettata in via definitiva limitatamente a fr. 8'316.55”.
2. Le
spese processuali di complessivi fr. 250.– relative al presente giudizio sono
poste a carico di CO 1.
3. Notificazione a:
– ;
– .
Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5.
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d’appello
Il presidente La
vicecancelliera
Rimedi giuridici
Contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile (art. 72 cpv. 2 lett. a LTF) al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF) solo
se la controversia concerne “una questione di diritto di importanza
fondamentale” (art. 74 cpv. 2 LTF). Laddove tale presupposto non sia adempiuto
è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia
costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall’art. 116 LTF
(art. 113 LTF). Il termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie
(art. 46 cpv. 1 LTF).