15.2005.115
Sequestro di conti bancari di cui il debitore è avente diritto economico. Incompetenza territoriale dell'ufficio di esecuzione. Sequestro generico. Competenza dell'autorità di vigilanza.
26 gennaio 2006Italiano11 min
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Numero d'incarto:
15.2005.115
Data decisione, Autorità:
26.01.2006, CEF
Titolo:
Sequestro di conti bancari di cui il debitore è avente diritto economico. Incompetenza territoriale dell'ufficio di esecuzione. Sequestro generico. Competenza dell'autorità di vigilanza.
ESECUZIONE SEQUESTRO
art. 22 LEF
art. 275 LEF
art. 278 LEF
Incarto n.
15.2005.115
Lugano
26 gennaio
2006
CJ/sc/fb
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza
composta dei giudici:
Chiesa, presidente,
Pellegrini e Walser
segretario:
Jaques
statuendo sul ricorso 21 settembre 2005 di
RI 1, __________
rappr. dal RA 3 __________,
contro
l’operato dell’CO 1, e meglio contro il sequestro n° __________
eseguito su istanza di
PI 1 (I)
rappr. dall’ RA 1
nei confronti di
PI 2, __________ (I)
rappr. dall’__________. RA 2, __________;
letti ed esaminati gli atti;
ritenuto
Fatti
A. L’8 settembre 2005, il Pretore __________, su istanza di PI 1, ha
ordinato nei confronti di PI 2 il sequestro ai sensi dell’art. 271 cpv. 1 n. 4
LEF di “ogni avere patrimoniale di qualsiasi natura, compresi crediti, titoli
azionari ed obbligazioni e simili, depositati a nome e/o per conto del
debitore” presso __________, il tutto a concorrenza di fr. 4'999'945.--.
B. Il 9
settembre 2005, l’CO 1 ha proceduto all’esecuzione del sequestro di quanto
ordinato dal Pretore, ingiungendo a “__________”, nonché a tutte le sue succursali,
di non disporre dei beni sequestrati.
C. Con
ricorso 21 settembre 2005, la banca ha chiesto l’annullamento del
provvedimento, allegando che l’indicazione “ogni avere ... [omissis]
depositati a nome e/o per conto del debitore” sera troppo vaga.
D. Delle
osservazioni delle parti alla procedura esecutiva e dell’Ufficio si dirà, per
quanto necessario ai fini del giudizio, nei seguenti considerandi.
Considerandi
in diritto:
1.
Il
credito del debitore sequestrato domiciliato all'estero è considerato
localizzato al domicilio o alla sede in Svizzera del terzo debitore (cfr. DTF
128.
III 474, cons. 3.1, 109 III 90, cons. 1; 107 III 147, cons. 4; BlSchK 2000,
144, cons. 6; CEF 23 agosto 2004 [15.04.88]; Gilliéron,
Commentaire de la LP, vol. III, Losanna 2001, n. 39 ad art. 272). Il Tribunale federale ammette d’altronde che il sequestro di un
credito relativo ad affari trattati con la succursale della società terza
debitrice possa essere ordinato ed eseguito alla sede (svizzera) della
succursale (cfr. DTF 128 III 475, cons. 3.1, con rif.; 112
III 118, c. 3a i.f.; 107 III 147 ss.; CEF 12 novembre 2004 [15.04.153],
c. 2.2). Nel caso di specie, l’unica succursale di __________ nel Sopraceneri la
sede a __________. L’CO 1 non era pertanto territorialmente competente per
eseguire il sequestro (né la Pretura __________ per ordinarlo). Tuttavia, ove
il debitore sequestrato – come nella fattispecie – sia domiciliato all'estero,
il sequestro di un suo credito presso il terzo debitore domiciliato in Svizzera
a cura di un ufficio territorialmente incompetente non è nullo ma solo
annullabile, siccome non sono in gioco interessi di terzi (in assenza di un
foro esecutivo generale in Svizzera) (cfr. DTF 63 III 44 s.; CEF 12 novembre
2004.
[15.04.153], cons. 2.1). A questo stadio della procedura, la competenza
territoriale dell’CO 1, per quanto riguarda “tutte le succursali” di RI 1, deve
pertanto essere ammessa, poiché nessuna parte in questa procedura l’ha
contestata.
2.
Legittimata
a ricorrere giusta l’art. 17 LEF è quella parte che ha un interesse proprio,
attuale, pratico e degno di protezione nell’ambito di un’esecuzione o di un
fallimento (Cometta, BAKO, n. 38
ad art. 17; Cometta, Commentario,
n. 3.3.1 ad art. 7 p. 122; Gilliéron,
Commentaire de la loi fédérale sur la poursuite pour dettes et la faillite,
vol. I, Losanna 1999, n. 140 ss. ad art. 17; Lorandi, Betreibungsrechtliche
Beschwerde und Nichtigkeit, n. 168 ad art. 17).
2.1
Secondo la giurisprudenza
federale (DTF 112 III 1 cons. 1d e implicitamente anche
DTF 125 III 391), il terzo debitore è legittimato a ricorrere contro il
sequestro per salvaguardare i diritti che la legge gli accorda. La sua
legittimazione non è quindi sempre data (cfr. DTF 79 III 3), ma egli deve
rendere verosimile che il sequestro pregiudica in modo rilevante i propri
interessi di fatto (arrecando importanti disturbi alla sua attività economica,
cfr. DTF 80 III 124 s., cons. 2, 96 III 109 cons. 1) o lede i propri
diritti (carente indicazione dell’importo massimo da sequestrare, cfr. DTF 103
III 37 s., cons. 1).
2.2
Nel caso concreto, la
banca ricorrente allega di essere lesa nei suoi interessi giuridicamente
protetti, nella misura in cui il provvedimento impugnato, a causa della sua
formulazione poco chiara, potrebbe colpire beni di proprietà di terzi e
ingenerare così un pregiudizio. Invero, il danno è in tale
ipotesi subìto in modo diretto dai terzi e non dalla banca. Quest’ultima si
espone però a una possibile azione di responsabilità da parte del terzo qualora
prescinda dall’opporsi a un sequestro illegittimo dei valori affidatile, dal
momento che in virtù del suo dovere di diligenza è tenuta a custodire detti
valori con la stessa cura dedicata ai propri beni (cfr. Guggenheim, Les contrats de la pratique bancaire suisse, 4a.
ed., Ginevra 2000, p. 146 ad c). La banca non può infatti validamente esigere
dal cliente che interponga il ricorso a nome proprio, poiché tale esigenza
dovrebbe essere considerata quale violazione indiretta del segreto bancario
(cfr. art. 47 LB), che la banca è obbligata a preservare fintanto che il
sequestro non è definitivo (cfr. DTF 125 III 397, cons. 2e). La ricorrente ha
quindi un interesse personale, concreto ed attuale ad impugnare il sequestro,
donde la sua legittimazione.
2.3
Il
ricorso è d’altronde tempestivo.
3.
La
ricorrente sostiene che il sequestro impugnato, a causa della sua formulazione
troppo vaga, sarebbe contrario alla legge, abusivo e ineseguibile. Esso
configurerebbe un cosiddetto “Sucharrest”, ossia la ricerca indiscriminata e
sproporzionata di eventuali averi di pertinenza del debitore. Per quanto
concerne gli averi depositati a nome del debitore sarebbe necessaria la
menzione della relazione bancaria o perlomeno la sua individuazione specifica,
mentre in merito agli averi “detenuti per conto” del debitore si esigerebbe
almeno l’indicazione del nome del terzo detentore.
3.1
A
partire dalla riforma del diritto esecutivo entrata in vigore il 1° gennaio
1997, le competenze delle autorità di esecuzione forzata sono state limitate al
solo controllo della regolarità formale del decreto di sequestro e alle misure
d’esecuzione del sequestro propriamente dette, previste dagli art. 91 a 109 LEF
(richiamati dall’art. 275 LEF). Per contro, le censure che si riferiscono ai
presupposti materiali del sequestro, in particolare quelle che concernono la
proprietà o la titolarità dei beni da sequestrare, così come l’eccezione di abuso
di diritto, rientrano nella competenza del giudice dell’opposizione (art. 278),
sicché una decisione dell'autorità di vigilanza su tali questioni è da
considerare nulla (DTF 129 III 203 cons. 2, p. 205
ss. e cons. 3, p. 208; cfr. pure cfr. CEF 2 febbraio 2004 [15.03.210];
30.
gennaio 2003 [15.2003.13]; 22 novembre 2001 [15.2001.286]; 6
marzo 2001 [15.2001.18], cons. 2.1; 3 agosto 1999 [15.1998.117], cons. 2.4 e 3;
Gilliéron, Commentaire de la LP,
vol. IV, Losanna 2003, n. 12 s. e 44 ad art. 275; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und
Konkursrechts, 7a ed., Berna 2003, n. 50 i.f. ad § 51; Stoffel/Chabloz, Commentaire romand de la LP, Basilea/Ginevra/Monaco
2005, n. 42 s. ad art. 275). Contro l’esecuzione di un sequestro
da parte dell’ufficio di esecuzione è dato ricorso ai sensi dell’art. 17 LEF
unicamente per controllare se le condizioni legali imposte per l’esecuzione del
sequestro siano state rispettate oppure quando il decreto (o parte di
esso) si rivela manifestamente nullo (art. 22 LEF; Amonn/Walther, op. cit., n. 49 ad § 51 con rif.; Reiser, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco
1998, vol. III, n. 13 ad art. 275). Anche la questione della
designazione dei beni sequestrati è ora di esclusiva competenza del giudice
dell'opposizione ai sensi dell’art. 278 LEF (cfr. Gilliéron, op. cit., n. 44 ad art.
275), riservati i casi in cui un'eventuale carenza impedisce oggettivamente
l'esecuzione del sequestro, nel senso che il debitore o il terzo non è in grado
di determinare cosa sia stato sequestrato.
3.2
Il
sequestro in esame si caratterizza quale sequestro generico
("Gattungsarrest"), il quale è oggi ammesso, purché il luogo di
deposito degli attivi, rispettivamente l'identità del terzo debitore siano indicati
(cfr. DTF 100 III 28; 103 III 86 e 91; Stoffel,
op. cit., n. 29-30 ad art. 272; Reiser,
op. cit., n. 45 ad art. 275; Gilliéron,
op. cit., n. 53 ad art. 272; troppo restrittivi: Amonn/Walther, op. cit., n. 35 ad § 51), ciò
che risulta essere il caso nella fattispecie. Per evitare il rischio di un
sequestro puramente esplorativo (cosiddetto "Sucharrest"), il
sequestrante deve rendere verosimile, mediante documenti, l’esistenza di almeno
una relazione del debitore presso la banca indicata (cfr. CEF 25 luglio 2000
[15.00.75], cons. 4.3; 10 aprile 2000 [14.99.80], cons. 5). Tuttavia, come
detto (cons. 3.1), l'esame di questo presupposto è di esclusiva competenza
delle autorità giudiziarie di sequestro. La censura non può quindi essere
sollevata nell’ambito di un ricorso (giusta l’art. 17 LEF) all’autorità di
vigilanza. Di conseguenza, giova in concreto confermare l’esecuzione del
sequestro nella misura in cui verte su “ogni avere patrimoniale di qualsiasi
natura, compresi crediti, titoli azionari ed obbligazioni e simili depositati a
nome del debitore”.
3.3
Il
sequestro di beni formalmente intestati a terzi è possibile a determinate
condizioni, il cui esame spetta tuttavia esclusivamente al giudice del
sequestro (cfr. DTF 125 III 396, cons. 2d/cc; CEF 5 luglio 1999 [14.99.3/6],
cons. 4.7). Questa Camera, nella sua veste di autorità di vigilanza, non
sarebbe quindi competente per costringere un ufficio esecuzione a non eseguire
un decreto di sequestro vertente su averi patrimoniali depositati “per conto
del debitore”. In una recente sentenza (DTF 130 III 579 ss.), il Tribunale
federale ha però considerato ineseguibile il sequestro di averi bancari
depositati su conti non intestati al debitore (sebbene egli risulti esserne
l’avente diritto economico) se il nome del titolare della relazione non è
indicato sul decreto di sequestro. L’esecuzione di un simile sequestro sarebbe
pertanto nulla (art. 22 LEF). A prescindere dai dubbi che si possono avere
sull’asserita inattuabilità del sequestro in queste condizioni (posto che le
banche sono tenute per legge a far compilare ai propri cliente il formulario
“A” relativo alla determinazione dell’avente diritto economico del conto), questa
giurisprudenza vincola le autorità cantonali di vigilanza. Il provvedimento
impugnato va quindi annullato laddove si riferisce al sequestro degli averi
depositati presso la ricorrente “per conto” del debitore.
3.4
Visto
quanto precede, le misure d’istruzione richieste dalla sequestrante nelle sue
osservazioni sono da considerare irrilevanti. Le censure, modifiche o precisazioni
riferite al decreto di sequestro devono infatti essere proposte esclusivamente
nell’ambito della procedura di opposizione al sequestro (art. 278 LEF).
4.
Il
ricorso va pertanto parzialmente accolto.
Non si preleva
la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv. 2 lett. a e 62
cpv. 2 OTLEF).
richiamati gli art. 17, 20a, 22, 275, 278 LEF, 61
e 62 OTLEF;
pronuncia:
1.
Il
ricorso 21 settembre 2005 di RI 1, __________, è parzialmente accolto.
1.1
Di
conseguenza il provvedimento 9 settembre 2005 dell’CO 1 riferito all’esecuzione
del sequestro n° __________ è così modificato:
“Più precisamente sono da sequestrare
presso il __________ (ed in tutte le succursali secondo la sentenza BlSchK 2000,
p. 142): ogni avere patrimoniale di qualsiasi natura, compresi crediti, titoli
azionari ed obbligazioni e simili depositati a nome del debitore, il tutto fino
a concorrenza di fr. 5'005'000.--”.
2.
Non
si prelevano spese né si assegnano indennità.
3.
Contro
questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni
e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della
scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in
conformità dell’art. 19 LEF.
4.
Intimazione
a: – RA 3, __________, __________;
–
avv. RA 1, __________;
–
avv. RA 2, __________.
Comunicazione
all’CO 1.
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello
quale autorità di vigilanza
Il presidente Il
segretario
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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