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Decisione

15.2005.86

pignoramento di redditi. Minimo di esistenza. Competenza territoriale nei casi in cui il datore di lavoro del debitore ha la sede fuori dal circondario dell'ufficio che dirige l'esecuzione. Accertamen

14 settembre 2005Italiano7 min

Source ti.ch

Fatti

A. RI 1 procede contro PI 1 per l’incasso di fr. 3'854,50 in base a un

precedente attestato di carenza di beni rilasciatogli dall’CO 1 il 26 dicembre

1998. Il 13 aprile 2005, il procedente ha chiesto la prosecuzione

dell’esecuzione.

B. Il

17 maggio 2005, dopo aver accertato che l’escusso, benché domiciliato a __________,

lavorava a __________, l’CO 1 ha chiesto in via rogatoriale al corrispondente

ufficio di __________ di pignorare i beni dell’escusso, e in mancanza di beni

mobili o immobili, di accertare i suoi redditi e di fissare il minimo di

esistenza.

C. Il 2

giugno 2005, l’Ufficio esecuzione di __________ ha accertato l’esistenza di

un’eccedenza pignorabile mensile di fr. 53.--, secondo il calcolo seguente:

reddito netto dell’escusso fr. 2'935.--

minimo

base fr. 775.--

alimenti fr. 550.--

locazione

fr. 750.--

cassa

malati fr. 281.80

spese

di trasporto fr. 150.--

appartamento

in Lugano fr. 375.--

Totale fr. 2'882.--

Eccedenza

pignorabile: fr. 53.--

D. Il

23 giugno 2005, l’CO 1 ha emesso a favore di RI 1 un (nuovo) attestato di

carenza di beni per l’importo di fr. 4'011.--, indicando di non aver accertato

l’esistenza di beni pignorabili né di aver potuto procedere a un pignoramento

di salario, con la seguente precisazione: “Divorziato. 1 figlio minorenne.

Domiciliato a __________. Attualmente lavora a __________ dove guadagna netti

fr. 2935.-- al mese. Affitto a __________ e a __________ fr. 1125.-- al mese.

CM: fr. 282.-- al mese. Alimenti fr. 550.--, trasferte fr. 150. -- al mese,

spese per uscita figlio fr. 100.---. Nullatenente”.

E. Con

il ricorso in esame, RI 1 chiede che l’attestato di carenza di beni venga

annullato e che gli atti siano rinviati all’CO 1 affinché renda una nuova

decisione. Il ricorrente contesta l’inclusione nel minimo di esistenza dei

canoni di locazione di due appartamenti, ritenendo che l’escusso, poiché lavora

a __________, non abbia necessità di mantenere il domicilio, con relativo

alloggio, a __________; critica inoltre le spese di trasferta __________-__________,

chiedendo che l’escusso produca i relativi giustificativi. Infine, il

ricorrente esprime riserve sulla voce “uscita figlio” di fr. 100.--, non essendo

dato di sapere di cosa si tratti.

F. Nelle

sue osservazioni, l’CO 1 chiede la reiezione del ricorso.

Considerandi

in diritto:

1.

La

competenza per escutere una persona fisica spetta all’ufficio di esecuzione del

domicilio della stessa (art. 46 cpv. 1 LEF). Il pignoramento di beni situati

fuori dal circondario dell’ufficio competente deve però imperativamente

avvenire in via rogatoriale, ossia essere eseguito dall’ufficio nel circondario

del quale si trovano i beni (art. 4 cpv. 2, 2° periodo LEF). I crediti

dell’escusso domiciliato in Svizzera non incorporati in un titolo sono reputati

situati al suo domicilio. L’ufficio che dirige l’esecuzione, indipendentemente

dal domicilio o dalla sede del datore di lavoro dell’escusso, può quindi sempre

eseguire il pignoramento di salario (dopo avere chiarito in via rogatoriale i

fatti determinanti per il calcolo del minimo di esistenza) oppure – se

l’escusso ha cambiato domicilio dopo la comunicazione dell’avviso di

pignoramento (cfr. art. 53 LEF) – farlo eseguire dall’ufficio del domicilio

dell’escusso. Eventuali ricorsi (art. 17 LEF) sono da rivolgere all’autorità di

vigilanza alla quale è sottoposto l’ufficio cha ha eseguito il pignoramento. In

ogni caso, sono determinanti le direttive sul calcolo del minimo di esistenza

del domicilio dell’escusso (cfr. DTF 91 III 81 ss.; vonder Mühll, Basler Kommentar zum

SchKG, vol. II, Basilea/ Ginevra/Monaco 1998, n. 47 ad art. 93; Gilliéron, Commentaire de la LP, vol. II,

Losanna 1999, n. 20 e 175 ad art. 93).

1.1

Nel

caso concreto, non è contestato che l’escusso sia domiciliato a __________.

Anche il ricorrente l’ha implicitamente ammesso, nel chiedere la prosecuzione

dell’esecuzione all’CO 1 e nel criticare il mantenimento del domicilio a __________.

1.2

L’CO

1.

era pertanto competente per pignorare il salario dell’escusso. Dalla

rogatoria del 17 maggio 2005, si evince del resto che l’ufficio non ha chiesto

al suo omologo grigionese di pignorare i redditi dell’escusso, ma unicamente di

accertarli e di fissare il minimo di esistenza. Questa Camera è pertanto

competente per determinarsi sia sull’emissione dell’attestato di carenza di

beni sia sulla questione pregiudiziale dell’accertamento del minimo di

esistenza.

2.

Nel

procedere al sequestro o al pignoramento del reddito le autorità di esecuzione

sono tenute ad accertare d’ufficio le circostanze determinanti al momento

dell’esecuzione del sequestro o del pignoramento, ossia il reddito del debitore

e il fabbisogno suo o della sua famiglia (DTF 112 III 21; 108 III 12; 106 III

13), ritenuto che delle successive modifiche della situazione potrà essere

tenuto conto soltanto mediante riesame del pignoramento (DTF 108 III 13).

2.1

Nel

caso di specie gli accertamenti dell’ufficio appaiono insufficienti o almeno

insufficientemente documentati.

a) L’Ufficio

esecuzione di __________, nel determinare il minimo di base in fr. 775.--,

sembra aver implicitamente considerato che l’escusso viva in concubinato con

un’altra persona senza figli comuni (cfr. DTF 130 III 765 ss), poiché ha

dimezzato sia l’importo di base di fr. 1'550.-- ammesso per i debitori

coniugati sia le spese di locazione dell’appartamento di __________ (con il

rilievo che l’escusso ha firmato il contratto di locazione solidalmente con

tale __________); tuttavia tale circostanza non è indicata nel verbale di

pignoramento né risulta confermata dall’escusso, il cui interrogatorio non pare

essere stato verbalizzato. Non è poi dato di sapere se l’__________ ha fondato

o no la decisione impugnata sulla stessa cifra.

b) Tra

gli allegati al verbale grigionese non figura la sentenza di divorzio in base

alla quale l’escusso è tenuto a versare alimenti per fr. 550.-- al mese. Non è

pertanto possibile determinare l’estensione e le modalità (in particolare con

riferimento al luogo in cui può essere esercitato) del suo probabile diritto di

visita sul figlio undicenne. Di conseguenza mancano gli elementi per poter

stabilire se le spese riferite all’appartamento di __________ e le relative

spese di trasferta sono o no ammissibili.

c) Anche

la posta “uscita figlio” non è né motivata né documentata.

2.2

In

queste condizioni, l’attestato di carenza di beni emesso il 23 giugno 2005 va

annullato e l’incarto è rinviato all’CO 1 affinché proceda a ricalcolare il

minimo di esistenza tenendo conto delle indicazioni di cui al considerando 2.1.

3.

Il

ricorso va pertanto accolto.

Non si

preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv. 2

lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF).

Richiamati gli art. 4, 17, 20a, 46, 89, 93 LEF; 61

e 62 OTLEF;

pronuncia:

1.

Il

ricorso 4 luglio 2005 di RI 1, __________, è accolto.

1.1

Di

conseguenza, l’attestato di carenza di beni emesso il 23 giugno 2005

nell’esecuzione n° __________ è annullato.

1.2

L’incarto

è rinviato all’CO 1 affinché proceda a ricalcolare il minimo di esistenza

tenendo conto delle indicazioni di cui al considerando 2.1.

2.

Non

si prelevano spese né si assegnano indennità.

3.

Contro

questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni

e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della

scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in

conformità dell’art. 19 LEF.

4.

Intimazione a:

– avv. RA

1, __________;

– PI 1, __________.

Comunicazione

all’CO 1.

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale

d’appello

quale autorità di vigilanza

Il presidente Il

segretario

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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