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Decisione

15.2007.115

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28 aprile 2008Italiano11 min

Source ti.ch

Fatti

A. Nell’ambito

delle esecuzioni n. __________, n. __________, n. __________,

n. __________, n. __________ e n. __________ il 26 ottobre 2007, l’CO 1 ha

pignorato a PI 1 un’autovettura e un natante motorizzato. Avendo la debitrice

dichiarato che questi beni appartengono a terzi, l’Ufficio ha avviato la

procedura di rivendicazione di cui agli art. 106 e segg. LEF. Nel verbale di

pignoramento l’Ufficio ha evidenziato che a seguito della decisione del 2

ottobre 2007 della __________ (in seguito: __________), che considera l’escussa

abile al lavoro al 100%, dal 1° ottobre 2007 essa non riceve più alcuna

indennità per l’infortunio occorsole nel 2004. L’Ufficio ha pure reso noto alle

parti che a liquidazione definitiva del caso l’assicurazione prevede il

versamento di un’indennità per menomazione dell’integrità fisica di fr.

26'700.--, indennità considerata impignorabile conformemente all’art. 92 cpv. 1

cifra 9 LEF.

Nel

verbale è inoltre precisato che l’escussa sta terminando il suo lavoro a

provvigione presso la società che ha rivendicato l’autovettura pignorata mentre

ha cessato l’attività a tempo parziale alla __________ di __________, trovando

un impiego a tempo parziale di 4 ore al giorno presso un ristorante di __________,

dove percepisce un salario lordo di fr. 1'100.-- che non le permette di far

fronte al proprio minimo vitale di fr. 1'850.-- mensili, composto di fr. 775.--

di minimo base, di fr. 1'000.-- per la locazione e di fr. 100.-- per le

trasferte.

B. Con

ricorso 19 novembre 2007 RI 1 chiede di pignorare l’indennità di fr. 26'700.--

versata dalla __________ alla debitrice e di pignorare parte del salario

percepito da quest’ultima.

La

ricorrente argomenta che non avendo la debitrice invocato l’applicazione

dell’art. 92 cpv. 1 cifra 9 LEF, l’Ufficio non avrebbe dovuto applicare questa

norma.

Con

la revisione della LEF, entrata in vigore il 1° gennaio 1997, le prestazioni

generali delle assicurazioni, che non sono impignorabili secondo l’art. 92 LEF,

rientrano nella categoria dei redditi limitatamente pignorabili. Nel caso in

esame l’indennità per menomazione dell’integrità fisica di fr. 26'700.-- che la

__________ prevede di versare a PI 1 sarebbe pignorabile perché costituirebbe una

prestazione generale della compagnia di assicurazione e non un’indennità a

titolo di riparazione morale o un risarcimento per le spese di cura o ancora un’indennità

per l’acquisto di beni ausiliari.

RI

1 contesta che l’escussa guadagni solo fr. 1'100.-- lordi mensili lavorando a

tempo parziale per 4 ore al giorno in un ristorante a __________. In base al

contratto collettivo di lavoro dell’industria alberghiera e della ristorazione infatti

il salario minimo per un collaboratore a tempo pieno senza un apprendistato

professionale sarebbe di fr. 3'242.-- e quindi dimezzando tale importo si

otterrebbe un salario minimo per un impiego al 50% di fr. 1'621.--.

La

ricorrente contesta pure che l’escussa debba versare fr. 1000.-- mensili al

proprio compagno per la partecipazione alle spese dell’affitto. Infatti

l’esistenza di un contratto scritto non significherebbe che lo stesso venga

anche adempiuto, circostanza del resto facilmente verificabile perché il beneficiario

dovrebbe farne dichiarazione nella propria notifica fiscale.

A

mente della ricorrente l’autovettura ed il natante motorizzato pignorati

sarebbero di proprietà dell’escussa perché immatricolati a suo nome ed in suo

possesso. Spettava infatti ai rivendicanti dimostrare la loro proprietà, ad

esempio producendo il relativo contratto d’acquisto, cosa che in concreto non

sarebbe avvenuta.

C. Delle

osservazioni 21 novembre e 19 dicembre 2007 dell’CO 1, chiedenti la reiezione

del gravame si dirà, per quanto necessario, in seguito.

Considerato

in

diritto:

1. Per

l’art. 92 cpv. 1 n. 9 LEF sono impignorabili le rendite, le indennità in

capitale e altre prestazioni elargite alla vittima o ai suoi parenti per

lesioni corporali, danno alla salute o morte, in quanto costituiscano indennità

a titolo di riparazione morale, o risarcimento per le spese di cura o per

l’acquisto di mezzi ausiliari. Queste prestazioni sono impignorabili

indipendentemente dal carattere pubblico o privato dell’ente che le eroga (Gilliéron,

Commentaire de la LP, vol. II, Losanna 2000, n. 9 e 87 ad art. 92, e per quanto concerne le assicurazioni private: n. 174 ss. ad art.

92).

Considerandi

2.

Nel caso di specie la somma di fr. 26'700.-- è stata riconosciuta a PI

1.

dalla __________ quale indennità per la menomazione all’integrità fisica che

l’escussa ha subito a seguito dell’infortunio del 25 maggio 2004 nel quale,

inciampando in un tappeto della propria abitazione, si fratturò il femore

sinistro. Questa prestazione, erogata dall’assicurazione in conformità dell’art.

24.

LAINF, è, in virtù dell’art. 92 cpv. 1 n. 9 LEF, assolutamente impignorabile (Vonder

Mühll, Basler Kommentar zum SchKG,

Basilea/Ginevra/ Monaco 1998, n. 34 ad art. 92; Jaeger/Walder/Kull/Kottmann, SchKG, Zurigo 1997, n. 53 ad art. 92). L’CO 1 si è pertanto

correttamente determinato non pignorando all’escussa l’indennità concessale: ciò

anche nell’ipotesi in cui quest’ultima, come preteso dalla ricorrente, avesse

omesso di invocare l’applicazione dell’art. 92 cpv. 1

cifra 9 LEF eccependo l’impignorabilità dell’indennità. Questo perché

nell’ambito della procedura di pignoramento l’organo d’esecuzione, se non vuole

commettere un diniego di giustizia, deve assicurarsi d’ufficio che i diritti

patrimoniali che sta per pignorare possano effettivamente esserlo (Gilliéron, op.

cit., n. 38 ad art. 92).

3.

Nel procedere al sequestro o al pignoramento del reddito del

debitore le autorità di esecuzione sono tenute ad accertare d’ufficio le

circostanze determinanti al momento dell’esecuzione del sequestro o del

pignoramento, ossia il reddito del debitore e il fabbisogno suo o della sua

famiglia (DTF 112 III 21; 108 III 12; 106 III 13; Vonder Mühll, op. cit.,

n. 17 ad art. 93), ritenuto che delle successive modifiche della situazione

potrà essere tenuto conto soltanto mediante riesame del pignoramento (DTF 108 III

13).

4.

Nell’esecuzione del pignoramento o del sequestro di salario l’organo

di esecuzione forzata allestisce il relativo verbale, tenendo conto dei ricavi

e delle spese effettivi mensili.

5.

Nell'ambito del

pignoramento l'escusso deve informare esaurientemente l'ufficio circa la sua

sostanza e il suo reddito, fintanto che questi non siano sufficienti a coprire

tutte le esecuzioni che partecipano al pignoramento (cfr. art 91 cpv. 1 n. 2

LEF; DTF

117.

III 61 ss.; Lebrecht,

Basler Kommentar zum SchKG, Vol. II, Basilea/Ginevra/ Monaco 1998, n. 9 ad art.

91). Gli uffici sono tenuti a verbalizzare le dichiarazioni dell'escusso, che

le deve sottoscrivere. L’ufficio di esecuzione nell’allestimento del verbale di

pignoramento deve di regola attenersi alle indicazioni fornite dal debitore e

non è tenuto ad effettuare ulteriori ricerche sulla base di semplici asserzioni

del creditore (cfr. Lebrecht, op. cit., n. 12 e 13 ad art. 91), se non quando vi siano indizi

concreti in tal senso.

6.

Nel caso di

specie in sede di pignoramento PI 1, resa attenta delle

conseguenze penali di una falsa dichiarazione, ha

dichiarato all’Ufficio di svolgere attività lucrativa a

tempo parziale e di percepire un salario di fr. 1’009.--

mensili netti. A sostegno di quanto dichiarato PI 1ha consegnato all’Ufficio

copia del contratto di lavoro di data 28 settembre 2007 dal quale emerge che

ella lavora dal 1° settembre 2007 a tempo parziale e più precisamente per 15

ore settimanali presso il __________ di __________, percependo un salario lordo

di fr. 1'110.--. Questo importo corrisponde grossomodo al salario lordo minimo mensile

in base al contratto collettivo nazionale di lavoro dell’industria alberghiera

e della ristorazione di fr. 3'242.-- (art. 10 cpv. 1 CCNL) rapportato al grado

di occupazione dell’escussa di 15 ore settimanali sulle 44 ore settimanali

massime concesse in piccole aziende (art. 15 cpv. 2 CCNL). A fronte del

contratto di lavoro versato agli atti dall’escussa e in

assenza di indizi concreti su altre entrate di quest’ultima oltre a quanto da lei

dichiarato, l’operato dell’Ufficio, che ha ritenuto quale reddito del lavoro di

PI 1 l’importo da lei indicato, è quindi stato corretto.

7.

RI 1 chiede di non riconoscere nella determinazione del minimo vitale

l’importo di fr. 1'000.-- che l’escussa asserisce di corrispondere al proprio

compagno per la locazione. In sede di pignoramento l’escussa, resa attenta delle conseguenze penali di una falsa dichiarazione, ha dichiarato all’Ufficio che l’affitto di

fr. 2'000 mensili dell’appartamento nel quale essa vive con il compagno viene

pagato per metà ciascuno dai due conviventi. A sostegno

di quanto dichiarato da PI 1 agli atti vi è il contratto di locazione al nome

dell’escussa e del compagno nonché la dichiarazione di quest’ultimo secondo cui

essa paga metà degli oneri della locazione. A fronte della documentazione prodotta

dall’escussa e in assenza di concreti indizi a conforto della veridicità dell’asserzione della creditrice,

l’operato dell’Ufficio, che ha riconosciuto l’importo

di fr. 1'000 per le spese della locazione senza procedere ad effettuare

ulteriori ricerche, segnatamente senza verificare le dichiarazioni delle

imposte dell’escussa e del proprio compagno, è stato corretto. Se la creditrice

ritiene contrarie al vero le dichiarazioni dell’escussa, potrà trovare

eventuale tutela nelle sedi cui rinvia l’art. 91 LEF, sfuggendo tale questione

al potere di cognizione di questa Camera.

8.

La ricorrente

argomenta che l’autovettura ed il natante pignorati sarebbero di proprietà dell’escussa.

Tale questione non può essere decisa dall’organo di esecuzione, non potendosi

quest’ultimo sostituire al giudice civile competente per decidere sul merito. Per gli art. 106 e segg. LEF infatti l’Ufficio deve dare avvio alla

procedura di rivendicazione quando come in concreto il debitore sostiene che

l’oggetto del pignoramento (rispettivamente del sequestro) è proprietà o pegno

di un terzo, rispettivamente quando un terzo fa valere sul bene un diritto di

proprietà o di pegno o altro diritto incompatibile con il pignoramento

(rispettivamente con il sequestro) e la pretesa del terzo sia contestata dal

debitore o dal creditore. In concreto quindi l’ CO 1 pignorando dapprima i beni

oggetto della rivendicazione e avviando poi la procedura di rivendicazione di

cui agli art. 106 e segg. LEF si è determinato correttamente.

9.

Il ricorso 19 novembre 2007 di RI 1 è quindi respinto.

Non si prelevano spese

(art. 61 cpv. 2 lett. a OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2

OTLEF).

Dispositivo

Per questi motivi;

richiamati gli art. 17, 91, 92 cpv. 1 n. 9, 93, 106 e segg. LEF; 24 LAINF; 10 cpv. 1, 15 cpv. 2 CCNL; 61 cpv. 2 lett. a, 62 cpv. 2 OTLEF

pronuncia: 1. Il

ricorso 19 novembre 2007 di RI 1, __________, è respinto.

2. Non si prelevano

spese e non si assegnano indennità.

3. Intimazione:

- __________

RA 1, __________;

- PI

1 __________.

Comunicazione

all’CO 1.

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale

d’appello

quale autorità di vigilanza

Il presidente Il

segretario

Contro la presente

decisione è possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale

federale, 1000 Losanna 14, entro 10 (dieci) giorni dalla notificazione,

rispettivamente entro 5 (cinque) giorni dalla notificazione nel caso in

cui la decisione impugnata è stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione

cambiaria.

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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