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Decisione

15.2007.13

Congiunzione di ricorsi. Interesse degno di protezione per poter ricorrere. Diritto di ritenzione del locatore. Persone giuridiche non beneficiano della protezione degli art. 92 e 93 LEF.

9 marzo 2007Italiano9 min

Source ti.ch

Fatti

A. Il 20 dicembre 2006 PI 1 ha chiesto all’CO 1 la formazione dell’inventario

degli oggetti vincolati al diritto di ritenzione della locatrice che si

trovavano presso il __________, per un credito di complessivi fr. 150’000.--.

B. Il 22

dicembre 2006 l’Ufficio ha proceduto all’allestimento dell’inventario indicando

543 posizioni. L’inventario è stato trasmesso a RI 1 il 23 gennaio 2007.

C. Con

tempestivo ricorso 30 gennaio 2007 la conduttrice si aggrava contro tale

provvedimento, postulando in via principale che l’inventario venga

integralmente annullato. In via subordinata la ricorrente chiede lo stralcio

dall’inventario degli oggetti di cui alle posizioni da n. 22 a n. 35, da 83 a

131, n. 134 e da 138 a 140.

A mente

della ricorrente le bevande e le vivande di cui alle posizioni sopra menzionate

non sarebbero soggette al diritto di ritenzione del locatore perché le

servirebbero per svolgere la propria attività di ristorazione. Neppure i

rimanenti beni potrebbero poi essere inventariati perché sarebbero di proprietà

di PI 1.

D. Con

osservazioni 2 febbraio 2007 l’CO 1 ha chiede la reiezione del gravame con

motivazioni di cui si dirà, per quanto necessario, in seguito.

E. Il

1° febbraio 2007 l’Ufficio ha completato l’inventario, includendo anche 15

televisori, 1 impianto di videosorveglianza, 15 frigoriferi, 20 impianti di

ventilazione.

F. Con ricorso 14 febbraio 2007 RI 1 si aggrava anche contro tale

provvedimento, perché quanto inventariato le servirebbe per svolgere la propria

attività di ristorazione e quindi non sarebbe pignorabile.

G. Delle

osservazioni 27 febbraio 2007 di PI 1 e 6 marzo 2007 dell’CO 1, chiedenti la

reiezione del gravame si dirà, per quanto necessario, in seguito.

Considerato

Considerandi

1.

a. Più

ricorsi – presentati tanto con atti separati quanto come atto unico e con un

solo petitum – formulati contro lo stesso provvedimento dell'organo

d'esecuzione forzata o contro una pluralità di atti esecutivi aventi il

medesimo oggetto o incentrati sostanzialmente sullo stesso complesso di fatti,

possono essere congiunti conformemente agli art. 5 cpv. 1 LPR e 51 LPamm, non

solo quando sviluppino allegazioni fattuali e in diritto del medesimo tenore ma

anche ove formulino tesi divergenti.

b. Il

giudizio di congiunzione, che determina la definizione delle vertenze con una sola

sentenza, preso nell'ossequio del principio dell'economia processuale, ha

natura ordinatoria e può essere pronunciato d'ufficio: le cause congiunte

conservano comunque la loro individualità nel senso che i dispositivi restano

separati e possono essere impugnati anche singolarmente (cfr., tra tante, CEF

16.

febbraio 1999 [15.98.225/231] cons. 1a; 4 gennaio 2000 [15.99.174/185/211],

cons. 1a; cfr. pure Cometta,

Commentario alla LPR, Lugano 1998, n. 2.1.1.a ad art. 5, p. 96 s., ed i rif. in

nota 6);

c. Il

gravame del 14 febbraio 2007 di RI 1 riprende parte delle argomentazioni già

formulate con il ricorso del 30 gennaio 2007. I due atti si basano sul medesimo

complesso di fatti e sono diretti contro il medesimo inventario di ritenzione allestito

dall’CO 1. Per questi motivi si giustifica quindi la congiunzione delle

procedure inc. 15.2007.__________ e inc. 15.2007.__________.

2.

a. Secondo un principio

generale del diritto, una delle condizioni di ricevibilità di un mezzo

d'impugnazione è l'esistenza di un interesse degno di protezione al ricorso (Vogel/Spühler, Grundriss des

Zivilprozessrechts, 7a ed., Berna 2001, n. 58 ad cap. 13; Hohl, Procédure civile, vol. II, Berna

2001, n. 2993). In virtù del principio dell'economia processuale, il giudice

deve di regola esaminare d'ufficio l'ossequio delle condizioni di ricevibilità

(cfr. Hohl, La réalisation du

droit et les procédures rapides, tesi Friborgo 1997, n. 2975). La

legittimazione per ricorrere, che costituisce un presupposto processuale, va

infatti distinta dalla legittimazione attiva ("Sachlegitimation"

oppure "Legitimation in der Sache"), la quale è questione di merito:

l’assenza d’interesse a ricorrere determina l’irricevibilità del ricorso mentre

l’accertamento dell’inesistenza del diritto vantato ha quale conseguenza la sua

reiezione.

b. Anche

in ambito di ricorso LEF, la questione dell’esistenza di gravame va esaminata

d'ufficio (cfr. Gilliéron,

Commentaire de la LP, vol. I, Losanna 1999, n. 140 ad art.

17). I criteri validi per la ricevibilità del ricorso dell’art. 17 LEF sono

quelli della procedura amministrativa federale, ossia

l'esistenza di un interesse degno di protezione (cfr. Gilliéron, op. cit., n. 152 ad art. 17; Cometta,

Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/ Ginevra/Monaco 1998, vol. I, n. 36

e 38 ad art. 17).

c. In concreto l’escussa

non può essere pregiudicata nei propri interessi dal fatto che nell’inventario

degli oggetti vincolati dal diritto di ritenzione sarebbero contenuti anche dei

beni appartenenti alla stessa locatrice. RI 1 non è quindi legittimata ad

interporre ricorso nella misura in cui si avvale di tale argomentazione.

Analogamente a quanto avviene nel caso in cui un sequestro colpisce

diritti patrimoniali di un terzo (Gilliéron,

op. cit., vol. IV, Losanna 2004, n. 54 ad art. 278, con rif. a DTF 114

Ia 383, cons. 2c; CEF 4 settembre 2003 [14.03.64]; 9 gennaio 2004 [14.03.80], 26

gennaio 2005 [14.04.109]), la conduttrice deve limitarsi ad annunciare

all'ufficio il fatto che parte dei beni inventariati apparterrebbero alla

locatrice.

3.

a. Il

locatore di locali commerciali ha un diritto di ritenzione sulle cose mobili

che vi si trovano e servono al loro uso e godimento: il diritto si estende in

termini temporali alla pigione annuale scaduta e a quella del semestre in corso

(art. 268 cpv. 1 CO).

La LEF ha

previsto disposizioni speciali in materia di pigioni e affitti. Infatti, giusta

l’art. 283 cpv. 1 LEF anche prima di iniziare l’esecuzione, il locatore di

locali commerciali può domandare l’assistenza dell’ufficio di esecuzione per la

provvisoria tutela del suo diritto di ritenzione. L’ufficio fa l’inventario

degli oggetti vincolati al diritto di ritenzione e fissa al locatore un termine

per promuovere l’esecuzione in via di realizzazione del pegno (art. 283 cpv. 3

LEF). Sono esenti dal diritto di ritenzione gli oggetti che non potrebbero

essere pignorati dai creditori del conduttore (cfr. art. 268 cpv. 3 CO; Schnyder/Wiede, Basler Kommentar zum

SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 26 ad art. 283 LEF).

b. Sulla

pignorabilità degli oggetti inventariati decide l’organo d’esecuzione e, su

ricorso, l’autorità di vigilanza (DTF

82.

III p. 85 ss; cfr. Amonn/ Walther, Grundriss

des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 34 n. 20 p. 276).

c. Giusta

l’art. 92 cpv. 1 n. 3 LEF sono esclusi dal pignoramento gli arnesi, gli

apparecchi, gli strumenti e i libri, in quanto siano necessari al debitore e

alla sua famiglia per l’esercizio della professione.

4.

Le

persone giuridiche e le società commerciali non beneficiano però della

protezione legale degli art. 92 e 93 LEF, essendo le stesse soggette

all’esecuzione con tutto il loro patrimonio (DTF 67 III 21; Amonn/ Walther, op.cit., § 23 n. 24 p.

170; Favre, Droit de poursuite,

Fribourg 1974, p.182). Per questo motivo quindi anche se parte dei beni

inventariari servono effettivamente alla ricorrente per espletare la propria

attività aziendale, l’ufficio si è correttamente determinato includendoli

nell’inventario.

5.

Nella misura in cui è ricevibile, il ricorso 30 gennaio 2007 di RI

1, è respinto. Pure respinto è il ricorso 14 febbraio 2007.

Visto

l’esito, per ragioni di economia processuale, l’autorità di vigilanza prescinde

dal notificare il ricorso 30 gennaio 2007 (inc. n. 15.2007.13) a PI 1 per le

osservazioni.

Non si

prelevano spese (art. 61 cpv. 2 lett. a OTLEF) e non si assegnano indennità

(art. 62 cpv. 2 OTLEF).

Dispositivo

Per questi motivi;

richiamati gli art. 17, 92, 93, 283 cpv. 1 e 3

LEF; 268 cpv. 1 CO; 5 cpv. 1 LPR; 51 LPamm; 61 cpv. 2 lett. a, 62 cpv. 2 OTLEF

pronuncia:

1. Le

procedure inc. n. 15.2007.__________ e n. 15.2007.__________ sono dichiarate

congiunte.

2. Il

ricorso 30 gennaio 2007 di RI 1, __________, in quanto ricevibile, è respinto.

2.1. Non

si prelevano spese, né si assegnano indennità

3. Il

ricorso 14 febbraio 2007 di RI 1 , __________, è respinto.

3.1. Non si prelevano spese, né si assegnano indennità

4. Intimazione

a:

- __________

RA 1, __________;

- __________

RA 2, __________.

Comunicazione

all’CO 1.

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del

Tribunale d’appello

quale autorità di vigilanza

Il presidente Il

segretario

Contro le presenti

decisioni -a norma dell’art. 72 e segg. LTF- è possibile presentare ricorso

in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 10

giorni dalla notificazione, il termine è di 5 giorni dalla

notificazione nel caso in cui la decisione impugnata è stata pronunciata

nell’ambito di un’esecuzione cambiaria.

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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