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Decisione

15.2008.51

Sequestro. Rivendicazione di un terzo. Limitazione del sequestro a quanto necessario per coprire il credito del sequestrante e le spese. Beni impignorabili non utilizzati dall'escusso al momento del s

12 settembre 2008Italiano9 min

Source ti.ch

Fatti

i presupposti materiali del sequestro, in particolare quelle che concernono la

proprietà o la titolarità dei beni da sequestrare e l’abuso di diritto,

rientrano nell’esclusiva competenza del giudice dell’opposizione ai sensi

dell’art. 278 LEF (DTF 129 III 203 cons. 2, p. 205

ss. e cons. 3, p. 208; CEF 30 gennaio 2003 [15.2003.13]). La censura, che del resto le ricorrenti hanno fatto valere anche con opposizione

al decreto di sequestro (cfr. inc. 14.08.73), è di conseguenza inammissibile. È

addirittura doppiamente irricevibile per quanto concerne RI 1, siccome essa non

ha reso verosimile quale interesse legittimo possa avere a contestare il

sequestro di beni che sostiene non siano suoi (cfr. CEF 26 gennaio 2005

[14.04.109], cons. 3.2). Non risulta poi che RI 2 abbia formulata una

rivendicazione sui beni sequestrati prima della presentazione del ricorso in

esame. Lo scritto 15 maggio 2007 (doc. A) concerneva infatti un’altra procedura

esecutiva.

5. Le

ricorrenti rimproverano all’Ufficio di aver sequestrato troppi beni, giacché il

valore di stima complessivo (fr. 14'541.--) eccede l’importo del credito

indicato nel decreto di sequestro (fr. 3'396,70). Giusta l’art. 97 cpv. 2 LEF,

applicabile per analogia in materia di sequestro per il rinvio dell’art. 275

LEF, il pignoramento dev’essere limitato a quanto basti per soddisfare le

pretese dei creditori pignoranti in capitale, interessi e spese. È determinante

a questo riguardo la stima dei beni pignorati o sequestrati indicata nel

verbale di pignoramento o di sequestro (art. 97 cpv. 1, 112 cpv. 1 e 275 LEF). Nel

caso concreto, l’Ufficio avrebbe quindi dovuto limitare il sequestro alla parte

dei beni necessari alla copertura del credito indicato nel decreto di sequestro

(fr. 3'396,70, senza interessi), alle tasse e spese di emissione del decreto di

sequestro e di esecuzione del sequestro e alle tasse e spese dell’ese­cuzione a

convalida del sequestro, comprese quelle relative ad un’eventuale procedura di

rigetto dell’oppo­sizione (DTF 73 III 133 segg.; Gilliéron, Commentaire de la LP, vol. IV, Losanna 2003, n. 95

ad art. 275). S’impone quindi di retrocedere l’incarto all’Ufficio affinché

determini tale copertura e limiti il sequestro nella corrispondente misura. Nel

scegliere i beni da dissequestrare, l’Ufficio terrà conto dell’ordine di pignoramento

prescritto all’art. 95 LEF (Stoffel/Chabloz,

Commentaire romand de la LP, Basilea/Ginevra/Monaco

2005, n. 20 ad art. 275). In particolare, se RI 2

dovesse formalizzare la sua rivendicazione, l’Ufficio manterrà il sequestro in

priorità sui beni non rivendicati (art. 95 cpv. 3 LEF), ricordato che la rinuncia

del terzo rivendicante a promuovere azione di accertamento del proprio diritto

ha effetti preclusivi limitati all’esecuzione in atto (art. 107 cpv. 5 LEF). Inoltre,

l’Ufficio, in ossequio di quanto ordinato dal giudice del sequestro, veglierà a

sequestrare solo beni che sono ritratti nella documentazione fotografica

prodotta dal sequestrante quale doc. D.

6. Anche

quando esegue un sequestro l’ufficio di esecuzione deve verificare – d’ufficio

– che i beni indicati nel decreto non siano impignorabili giusta gli art. 92 e

93 LEF (art. 275 LEF). In questa sede, le ricorrenti non hanno contestato la

pignorabilità dei beni sequestrati, ma RI 1 ha successivamente sostenuto

ch’essi le fossero indispensabili ai sensi dell’art. 91 cpv. 1 n. 1 LEF nel ricorso

contro la reiezione della loro opposizione al sequestro. Non si può però

nascondere che l’assenza di contestazione nel ricorso in esame e il fatto che RI

1 non sembra tuttora essere ritornata ad abitare nell’ap­partamento di __________

fanno seriamente dubitare che i mobili in questione le siano davvero indispensabili.

Occorre infatti precisare, rispetto a quanto deciso dalla Camera in una

precedente procedura esecutiva che opponeva le stesse parti (CEF 4 marzo 2008 [15.07.116]),

che l’ufficio di esecuzione deve tenere conto solo delle concrete possibilità

che un determinato bene, che l’escusso è temporaneamente impossibilitato ad utilizzare,

possa in futuro ridiventargli indispensabile, e non invece di semplici

possibilità indeterminate né di un bisogno futuro solo ipotetico (DTF 82

III 106-107, cons. 3; 83 III 33-34 ; Gilliéron,

Commentaire de la LP, vol. II, Losanna 2000, n. 69 ad art. 92). In altri

termini, l’Ufficio dovrà in concreto determinare se – e quali – mobili

potrebbero verosimilmente essere indispensabili all’escussa a breve o medio

termine, tenuto conto della sua sistemazione attuale.

7. Il ricorso va pertanto parzialmente accolto. Non si preleva la tassa

di giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv. 2 lett. a, e 62 cpv. 2

OTLEF).

8. AP

1 chiede di essere messa al beneficio del gratuito patrocinio.

8.1. Risulta

dalla legge cantonale sul patrocinio d’ufficio e sull’assistenza giudiziaria

(Lag, RL 3.1.1.7) che l’assistenza giudiziaria è concessa alle condizioni

cumulative seguenti:

– il

richiedente è una persona fisica indigente (art. 3);

– la

procedura per la persona richiedente presenta probabilità di esito favorevole e

una persona ragionevole e di condizioni agiate non rinuncerebbe alla procedura

a causa delle spese che questa comporta (art. 14 cpv. 1 a contrario);

– per

il gratuito patrocinio vi è necessità oggettiva di patrocinio (art. 14 cpv. 2 a

contrario), ossia:

– la

persona richiedente non è in grado di procedere con atti propri, o

– la

designazione di un patrocinatore è necessaria alla corretta tutela dei suoi

interessi, oppure

– la

causa presenta difficoltà particolari.

8.2. Nel caso di specie,

non vi era necessità oggettiva di patrocinio, dal momento che sarebbe stato

sufficiente per RI 1, con l’aiuto della figlia, segnalare all’Ufficio che il

suo provvedimento non rispettava quanto indicato nel decreto di sequestro (“e meglio quello di cui alla documentazione fotografica (doc. D),

sino a concorrenza del credito”) e che parte dei beni sequestrati sono –

a parere loro – proprietà di RI 2.

Richiamati

gli art. 17, 20a, 92, 95, 97, 106, 275 LEF; 21 LPR; 61, 62 OTLEF;

pronuncia:

1. Il

ricorso è parzialmente accolto.

1.1. Di

conseguenza, gli atti sono ritornati all’CO 1 affinché allestisca un nuovo

verbale di sequestro sulla base delle indicazioni contenute nei considerandi 5

e 6 della presente decisione.

Considerandi

2.

Non

si prelevano spese, né si assegnano indennità.

3.

L’istanza

di AP 1 tendente alla concessione del beneficio dell’assistenza

giudiziaria è respinta.

4.

Intimazione

a: – avv. RA 1, __________;

– Studio

legale RA 2, __________.

Comunicazione

all’CO 1.

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale

d’appello

quale autorità di vigilanza

Il presidente Il

segretario

Contro la presente

decisione è possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale

federale, 1000 Losanna 14, entro 10 (dieci) giorni dalla notificazione,

rispettivamente entro 5 (cinque) giorni dalla notificazione nel caso in

cui la decisione impugnata è stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione

cambiaria.

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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