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Decisione

15.2009.35

Necessità di accertare se utilizzo dell'auto per recarsi al lavoro e espletare lo stesso è necessario. Retrocessione dell'incarto all'Ufficio

7 maggio 2009Italiano9 min

Source ti.ch

Fatti

A.

Nell’ambito dell’esecuzione n. __________promossa

da RI 1 contro PI 1 il 4 marzo 2009, l’CO 1ha emesso a favore della ricorrente

e contro l’escusso un attestato di carenza di beni indicando nella rubrica “Risultato del pignoramento” quanto segue: “Coniugato,

rappresentante/impiegato amministrativo con entrate mensili inferiori al minimo

di esistenza. La moglie è assistente di cura. (omissis) l’escusso non possiede

beni di sorta da potersi appignorare, né mobili, né fondi o crediti”. L’Ufficio ha determinato l’assenza di ogni eccedenza pignorabile

sulla base del seguente conteggio:

Reddito

debitore fr.

3’342.-- 66%

coniuge fr.

1’698.-- 34%

totale

mensile fr. 5’040.-- 100%

Minimo

d’esistenza

Importi

di base fr. 1’550.--

Affitto

fr. 1’716.--

Riscaldamento fr.

98.--

Cassa

malati fr. 612.00

Trasferte

fr. 514.--

Pasti

fuori domicilio fr. 440.--

Vestiario fr.

100.--

Spese

mediche fr. 102.--

Totale fr.

5'132.--.

B.

Il 12 marzo 2009 RI 1 ha contestato l’emissione

dell’attestato di carenza di beni, sostenendo che la trattenuta mensile dal

salario per la cassa pensione di fr. 402.70 sarebbe eccessiva.

La

ricorrente contesta inoltre quanto riconosciuto dall’Ufficio per le trasferte e

per i pasti fuori domicilio poiché abitando a __________ e lavorando a __________

PI 1 potrebbe utilizzare i mezzi pubblici pagando fr. 62.-- di abbonamento

arcobaleno e potrebbe inoltre rientrare al domicilio per consumare il pasto di

mezzogiorno. RI 1 ha pure chiesto di verificare se lo stipendio di fr. 4'250.--

mensili è comprensivo anche della tredicesima mensilità.

C. Con

osservazioni 26 marzo 2009 l’CO 1 ha chiesto che il ricorso venga respinto

rilevando che nel verbale ad uso interno per le operazioni di pignoramento

l’escusso ha dichiarato che nel salario mensile è già compresa la tredicesima

mensilità. Quanto dedotto per le trasferte e per i pranzi fuori domicilio riguarda

poi sia il marito che la moglie. In merito alle spese di trasferta l’escusso avrebbe

dichiarato di non beneficiare di un rimborso spese malgrado egli debba

spostarsi molto per lavoro. A tal riguardo egli ha prodotto degli scontrini

relativi ai rifornimenti di carburante che dimostrano un costo medio di fr.

414.-- mensili. Ulteriori fr. 100.-- sono poi stati riconosciuti per le spese

di trasferta della moglie.

Considerato

Considerandi

1.

Nel procedere al sequestro o al pignoramento del reddito del

debitore le autorità di esecuzione sono tenute ad accertare d’ufficio le

circostanze determinanti al momento dell’esecuzione del sequestro o del

pignoramento, ossia il reddito del debitore e il fabbisogno suo o della sua

famiglia (DTF 112 III 21; 108 III

12; 106 III 13; Vonder Mühll,

Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/ Monaco 1998, n. 17 ad art. 93),

ritenuto che delle successive modifiche della situazione potrà essere tenuto

conto soltanto mediante riesame del pignoramento (DTF 108 III 13).

2.

Nell’esecuzione del pignoramento o del sequestro di salario l’organo

di esecuzione forzata allestisce il relativo verbale, tenendo conto dei ricavi

e delle spese effettivi mensili.

3.

Nell'ambito del

pignoramento l'escusso deve informare esaurientemente l'ufficio circa la sua

sostanza e il suo reddito, fintanto che questi non siano sufficienti a coprire

tutte le esecuzioni che partecipano al pignoramento (cfr. art 91 cpv. 1 n. 2

LEF; DTF

117.

III 61 ss.; Lebrecht,

Basler Kommentar zum SchKG, Vol. II, Basilea/Ginevra/ Monaco 1998, n. 9 ad art.

91). Gli uffici sono tenuti a verbalizzare le dichiarazioni dell'escusso, che

le deve sottoscrivere. L’ufficio di esecuzione nell’allestimento del verbale di

pignoramento deve di regola attenersi alle indicazioni fornite dal debitore e

non è tenuto ad effettuare ulteriori ricerche sulla base di semplici asserzioni

del creditore (cfr. Lebrecht, op. cit., n. 12 e 13 ad art. 91), se non quando vi siano indizi

concreti in tale senso.

4.

Per l’art. 21 cpv. 4 LPR la sentenza che ammette il ricorso può

riformare il provvedimento impugnato o annullarlo con rinvio all’organo di

esecuzione e fallimento per un nuovo giudizio. Se il provvedimento impugnato

contiene accertamenti di fatto sufficienti, l’Autorità di vigilanza riforma il

pregresso giudizio; in caso contrario la vertenza è rinviata all’organo di

esecuzione affinché completi gli accertamenti ed emani un nuovo provvedimento.

La decisione sulla specie d’effetto rientra nel potere discrezionale

dell’Autorità di vigilanza (Cometta, Commentario alla LPR, Lugano 1998, n. 2 ad art. 21, p. 260).

5.

Nel caso di specie in sede di pignoramento PI 1, reso attento delle

conseguenze penali di una falsa dichiarazione, ha comunicato di lavorare quale “rappresentante/impiegato

amministrativo” e di percepire fr. 3'342.-- mensili netti comprensivi della

tredicesima mensilità. A sostegno di quanto asserito PI 1 ha consegnato

all’Ufficio il foglio paga per il mese di agosto 2008, dal quale emerge che egli

guadagna fr. 4'250.-- lordi, a cui vengono dedotte le trattenute per il

pagamento degli oneri sociali, tra cui fr. 402.70 per la cassa pensione. A

fronte di quanto asserito e di quanto prodotto dall’escusso e in assenza di

elementi concreti che facciano ritenere che egli riceva oltre allo stipendio

mensile anche una tredicesima mensilità oppure che non gli vengano effettivamente

trattenuti fr. 402.70 per il pagamento dei contributi alla cassa pensione,

l’Ufficio non è tenuto ad effettuare ulteriori ricerche e deve attenersi alle

indicazioni fornitegli da PI 1. Il suo operato è quindi stato corretto e

nessuna violazione dei propri doveri nell’esecuzione del pignoramento a carico

di PI 1 è a tal riguardo ravvisabile. Se la creditrice ritiene comunque

contrario al vero quanto sostenuto dall’escusso, potrà trovare tutela nelle

appropriate sedi penali, alle quali d’altronde rinvia l’art. 91 LEF, sfuggendo

tale questione al potere di cognizione di questa Camera.

6.

E’ principio giurisprudenziale e dottrinale

indiscusso che le spese fisse e correnti connesse all’uso di un’automobile rientrano

nel minimo di esistenza del debitore solo se il veicolo viene dichiarato

impignorabile ex art. 92 n. 3 LEF, ossia se il veicolo è necessario al debitore

per l’esercizio della sua professione (cfr. DTF 117 III 22, 104 III 73, 97 III 52; Amonn/ /Walther, op. cit., n. 27 ad § 23; Fritzsche/Walder, Schuldbetreibung und Konkurs nach

schweizerischem Recht, vol. I, Zurigo 1984, § 24 n. 60; Guidicelli/Piccirilli, op. cit., n. 171

e segg.).

7.

Il

debitore che è costretto, per motivi di lavoro, a prendere i pasti fuori

dell’economia domestica ha diritto a un supplemento di fr. 11.-- per ogni pasto

principale (cfr. Tabella per il calcolo del minimo di

esistenza agli effetti del diritto esecutivo, pubblica sul FUCT n. 2/2001 del 5

gennaio 2001 pag. 74 seg., punto 2.4b). PI 18. In

casu PI 1 abita a __________ e lavora a __________ mentre la moglie lavora

quale assistente di cure a domicilio presso __________. L’Ufficio ha riconosciuto

a titolo di spese di trasferta l’importo mensile di fr. 414.-- mensili per

l’escusso e di fr. 100.-- per la moglie e complessivi fr. 440.-- per i pasti

fuori domicilio dei due.

In concreto non è

dato di sapere all’Autorità di vigilanza se per PI 1 e per la moglie -sebbene

per quest’ultima parrebbe di sì considerato che dal conteggio di salario per il

mese di agosto 2008 emerge che le vengono rifuse le spese per i chilometri

percorsi durante il lavoro- sia necessario e se sì, in quale misura, l’utilizzo

di una vettura privata per recarsi al lavoro e per espletare lo stesso, atteso

che la produzione delle ricevute di acquisto di carburante non costituisce

sufficiente riscontro in considerazione segnatamente della circostanza che tale

consumo potrebbe anche avvenire durante il tempo libero. Inoltre neppure è dato

di sapere se i coniugi __________ possano rientrare al domicilio durante il

mezzogiorno. Abitando a __________ e lavorando a __________ rispettivamente a __________,

vi è infatti da presumere, in assenza di motivi particolari, la possibilità

concreta da parte dell’escusso e della moglie di far capo all’uso dei mezzi

pubblici e di preparare e consumare i pasti di mezzogiorno presso l’economia

domestica. Siffatti accertamenti devono essere eseguiti quindi dall’Ufficio di

esecuzione. Di conseguenza il provvedimento impugnato viene annullato e l’incarto

retrocesso all’CO 1 per esperire i necessari accertamenti e valutazioni e,

nell’eventualità di un’eccedenza pignorabile, per ordinarne il pignoramento.

L’organo di esecuzione forzata dovrà tener conto degli orientamenti

giurisprudenziali richiamati ai cons. 6 e 7. Ne discende pertanto, entro questi

limiti, il parziale accoglimento del ricorso.

9.

Non si prelevano spese (art. 61 cpv. 2 lett. a OTLEF) e non si

assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF).

Per questi

motivi,

richiamati

gli art. 17, 91, 92 LEF; 21 cpv. 4 LPR; 61 cpv. 2

lett. a, 62 cpv. 2 OTLEF

pronuncia:

1.

Il ricorso è parzialmente accolto.

1.1

Di

conseguenza l’attestato di carenza beni emesso 4 marzo 2009 nell’esecuzione n. __________

è annullato e gli atti sono retrocessi all’CO 1 affinché abbia a determinarsi

come al considerando 8 di questa sentenza.

2.

Non

si prelevano spese, né si assegnano indennità.

3.

Intimazione a:

- RI 1, __________;

-

PI 1, __________.

Comunicazione

all’CO 1.

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale

d’appello

quale autorità di vigilanza

Il presidente Il

segretario

Contro la presente

decisione -a norma dell’art. 72 e segg. LTF- è possibile presentare ricorso

in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 10

giorni dalla notificazione, il termine è di 5 giorni dalla

notificazione nel caso in cui la decisione impugnata è stata pronunciata

nell’ambito di un’esecuzione cambiaria.

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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