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Decisione

15.2009.59

Consultazione di atti esecutivi giusta l’art. 8a cpv. 1 LEF. Nozione di verosimiglianza dell'interesse alla consultazione

5 giugno 2009Italiano6 min

Source ti.ch

Fatti

4.2). La verosimiglianza dell’interesse alla consultazione giusta l’art.

8a cpv. 1 LEF va esaminata caso per caso sulla base delle peculiarità

della vicenda sottoposta ad esame giudiziale, ritenuto che occorrono indizi

oggettivi, non bastando che il creditore affermi unilateralmente tesi di parte

senza che si dia possibilità di riscontri ancorché con il grado di prova

limitato alla verosimiglianza (CEF 15 settembre 2003, inc. 15.03.109). Una

fattura sia su carta intestata che senza intestazione è da sola inidonea a

rendere verosimile l’interesse richiesto dall’art. 8a LEF (STF del 6 gennaio 2004 [7B.229/2003], cons. 4.3, che conferma la

sentenza della CEF citata sopra; CEF 14 novembre 2007, inc. 15.07.76, cons. 4).

4.2. Contrariamente a

quanto afferma la ricorrente, l’Ufficio non esige per il rilascio

d’informazioni la produzione di un riconoscimento di debito in senso stretto,

bensì solo documenti firmati dalla persona oggetto della richiesta, ad esempio

bollettini di consegna o conferme d’ordine (che non sono riconoscimenti di

debito ai sensi dell’art. 82 LEF). Certo, tale esigenza appare eccessiva alla

luce della giurisprudenza testè richiamata. Viceversa, il Tribunale federale ha

però statuito che una fattura, sia su carta intestata che senza intestazione, è

da sola inidonea a rendere verosimile l’interesse richiesto dall’art. 8a

LEF. Nella fattispecie, la fattura (“invoice”) prodotta dalla ricorrente è un

atto puramente unilaterale, che in sé è insufficiente a rendere verosimile il

suo interesse ad essere informata sulla situazione esecutiva di B__________ S.A. Ciò posto, va comunque rilevato come alla ricorrente

non sia definitivamente precluso l’accesso all’informazione richiesta. In

effetti, in una normale relazione contrattuale, la pretesa della parte

creditrice di solito non è fondata unicamente su una fattura – se così fosse,

le sue possibilità d’incassare il proprio asserito credito in via esecutiva

sarebbero del resto molto scarse – ma anche su fatti che possono essere comprovati,

rispettivamente resi verosimili, con altri documenti e dichiarazioni scritte di

terzi. Nel caso concreto, risulta dalla procura prodotta dal patrocinatore

della ricorrente che la stessa è difatti in possesso di altri documenti (corrispondenza

via mail tra le parti contrattuali, ordine definitivo, bolla di consegna con

lettera di vettura, ecc.) che probabilmente avrebbero giustificato, se fossero

stati prodotti, il rilascio delle informazioni richieste dalla ricorrente.

5. Il

ricorso va pertanto respinto.

Non si

preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv. 2

lett. a, e 62 cpv. 2 OTLEF). Essendo la procedura dell’art. 8a LEF

unilaterale, B__________ S.A. non è stata sentita e non le verrà intimata la

presente decisione.

Richiamati gli art. 8a, 17, 20a LEF;

61, 62 OTLEF;

pronuncia:

1. Il

ricorso è respinto.

Considerandi

2.

Non

si prelevano spese, né si assegnano indennità.

3.

Intimazione

all’avv. dott. PA 1, __________.

Comunicazione

all’CO 1.

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale

d’appello

quale autorità di vigilanza

Il presidente Il

segretario

Contro la presente

decisione è possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale

federale, 1000 Losanna 14, entro 10 (dieci) giorni dalla notificazione,

rispettivamente entro 5 (cinque) giorni dalla notificazione nel caso in

cui la decisione impugnata è stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione

cambiaria.

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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