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Decisione

15.2010.128

Interesse degno di protezione al ricorso. Pignoramento complementare. Beni da pignorare

7 febbraio 2011Italiano12 min

Source ti.ch

Fatti

A. Il 6 febbraio 2009 l’CO 1 ha effettuato contro PI 1 un pignoramento

a favore dell’esecuzione n. __________ promossa dallo PI 2 e dell’esecuzione n.

__________ promossa dalla PI 3.

È stata pignorata la quota di comproprietà A di 1/3 di spettanza del

debitore del fondo n. __________ RFD di __________ intestato a __________, __________

e PI 1. L’Ufficio ha assegnato al fondo pignorato un valore di stima di fr. 164'676.00,

rilevando che la stesso è gravato da due cartelle ipotecarie per complessivi

fr. 40'000.00.

B. A seguito delle

domande di vendita presentate contro PI 1 e delle domande di vendita presentate

da creditori procedenti in esecuzioni promosse nei confronti degli altri due comproprietari,

__________ e __________, con avviso d’incanto pubblicato sul FUCT __________/2010

del __________ __________ 2010, l’Ufficio ha fissato al __________ __________

2010 il termine per le insinuazioni, al ____________________ __________ 2010 il

deposito dell’elenco oneri e al __________ __________ 2010 la data

dell’incanto.

C. Con scritto 10

maggio 2010 __________. RI 1 ha comunicato all’Ufficio che le due cartelle

ipotecarie di fr. 20'000.00 cadauna erano depositate __________. __________,

suo collega di studio, e che alla morte di quest’ultimo le stesse sono state

rinvenute in cassaforte senza alcuna indicazione che permettesse di riconoscere

il motivo del deposito. In archivio vi sarebbe un incarto al nome di __________,

dal quale emerge che __________. __________ aveva scambiato della corrispondenza

relativamente ad un possibile scioglimento della comproprietà sulla particella

n. __________ RFD di __________. Per questo motivo non sarebbe ____________________

__________ spossessarsi delle due cartelle ipotecarie, in quanto non potrebbe

essere escluso che un terzo creditore ne rivendicherà la consegna. __________. __________

ha pertanto proposto all’Ufficio di trattenere dal ricavato della vendita

l’importo di fr. 40'000.00 oltre interessi al 7% per gli ultimi cinque anni e

di versare tale somma sul suo conto deposito notarile.

D. Sub Crediti

garantiti da pegno immobiliare B. Ipoteche convenzionali, l’Ufficio ha iscritto

nell’elenco oneri l’importo complessivo per capitale e interessi di fr.

48'400.00, garantito dalle due cartelle ipotecarie di nominali fr. 20'000.00

cadauna.

E. Il 29 settembre

2010 la particella n. __________ RFD di __________ è stata aggiudicata a pubblico

incanto per fr. 53'069.60.

F. Il 1° ottobre

2010 ____________________ RI 1 ha trasmesso all’Ufficio le cartelle ipotecarie.

G. Il 26 ottobre

2010 l’Ufficio ha allestito lo stato di riparto, attribuendo alle due cartelle

ipotecarie l’importo iscritto nell’elenco oneri di fr. 48'400.00, da versare

all’__________. RI 1.

H. Con scritto 15

novembre 2010 lo PI 2 e la PI 3 hanno chiesto il pignoramento complementare della

somma destinata alle cartelle ipotecarie di 1° e 2° grado già depositate presso

lo studio __________ dell’__________. RI 1, argomentando che presumibile

proprietario delle stesse è il debitore. Il 18 novembre 2010 l'Ufficio ha proceduto al complemento richiesto pignorando: “Il credito

vantato dal debitore nei confronti dell’Ufficio esecuzione, __________,

relativo alla realizzazione pubblica del mappale n. __________ RFD di __________.

Si tratta di un credito di fr. 48'400.00 destinato al pagamento delle cartelle

ipotecarie di 1° e 2° rango, già depositate presso lo studio legale dell’__________.

RI 1, ma verosimilmente di proprietà del debitore escusso”.

I. Il 26 novembre

2010 l’__________. RI 1 ha inoltrato ricorso contro il complemento di

pignoramento argomentando – dopo aver evidenziato di essere legittimato a

presentare ricorso perché possessore delle cartelle ipotecarie e gravato

dall’incombenza di tutelare gli interessi del proprietario delle stesse, al

momento ignoto - di aver cercato, dopo la morte dell’__________. __________, di

individuare il titolare rispettivamente i titolari del credito garantito dalle

cartelle ipotecarie, ma senza successo. Per il ricorrente è infondato e nemmeno

verosimile che PI 1 sia il creditore garantito dalle cartelle ipotecarie:

infatti se l’escusso fosse il creditore non avrebbe avuto motivo di emettere queste

cartelle.

L. Con osservazioni

15 dicembre 2010 lo PI 2 e la PI 3 si sono opposti al gravame argomentando che

l’__________. __________ non sarebbe legittimato a presentare ricorso contro il

pignoramento avente per oggetto beni di proprietà del debitore.

A mente degli osservanti

le cartelle ipotecarie sono state consegnate all’__________. __________ da PI 1 in garanzia, in pagamento o per lo scioglimento della comproprietà e per la successiva vendita. In

quest’ultima ipotesi il rapporto giuridico alla base della consegna dei titoli

sarebbe venuto meno e pertanto l’effettivo proprietario sarebbe il proprietario

del fondo. In ogni caso l’accertamento della proprietà di quanto pignorato dovrebbe

avvenire tramite l’azione di cui agli art. 106 e ss. LEF.

M. Delle

osservazioni 14 dicembre 2010 dell’CO 1 si dirà, per quanto necessario, in

seguito.

N. In replica il

ricorrente ha argomentato che il depositario delle cartelle ipotecarie è possessore

derivato ed è pertanto legittimato a tutelare l’oggetto depositato contro

tentativi di terzi di togliergli la proprietà o di diminuirla.

L’__________. __________

sostiene che le cartelle ipotecarie non sarebbero mai appartenute ai fratelli __________,

atteso che essi mai avrebbero reagito alle numerose richieste formulate loro:

se le cartelle fossero state di loro proprietà, essi si sarebbero prontamente

annunciati e le avrebbero rivendicate. Le cartelle infatti sarebbero state

verosimilmente allestite per garantire un credito concesso da terzi ai fratelli

o ad uno dei fratelli __________.

Considerato

Considerandi

1.

1.1

Secondo

un principio generale del diritto, una delle condizioni di ricevibilità di un

mezzo d'impugnazione è l'esistenza di un interesse degno di protezione al

ricorso (Vogel/Spühler, Grundriss

des Zivilprozessrechts, 7a ed., Berna 2001, n. 58 ad cap. 13; Hohl, Procédure civile, vol. II, Berna

2001, n. 2993). Per il principio dell'economia processuale, il giudice deve di

regola esaminare d'ufficio l'ossequio delle condizioni di ricevibilità (Hohl, La réalisation du droit et les

procédures rapides, tesi Friborgo 1997, n. 2975). La legittimazione per

ricorrere, che costituisce un presupposto processuale, va infatti distinta

dalla legittimazione attiva ("Sachlegitimation" oppure

"Legitimation in der Sache"), la quale è questione di merito:

l’assenza d’interesse a ricorrere determina l’irricevibilità del ricorso mentre

l’accertamento dell’inesistenza del diritto vantato ha quale conseguenza la sua

reiezione.

1.2

Anche

in ambito di ricorso LEF, la questione dell’esistenza di gravame va esaminata

d'ufficio (Gilliéron,

Commentaire de la LP, vol. I, Losanna 1999, n. 140 ad art.

17). I criteri validi per la ricevibilità del ricorso dell’art. 17 LEF sono

quelli della procedura amministrativa federale, ossia

l'esistenza di un interesse degno di protezione (Gilliéron, op. cit., n. 152 ad art. 17; Cometta,

Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/ Ginevra/Monaco 1998, vol. I, n. 36

e 38 ad art. 17).

1.3

Vi

è carenza di legittimazione processuale, ad esempio, quando il ricorrente è

persona completamente estranea all'esecuzione, quando non pretende di

rappresentare l'escusso e nemmeno vanta diritto alcuno sui beni oggetto della

realizzazione in corso (DTF 112

III 3 cons. 1b ) come pure quando non è

toccato nei suoi interessi specifici (DTF

112.

III 6 cons. 4; Cometta,

Commentario alla LPR, Lugano 1998, n. 3.3.1 ad art. 7, p. 122);

1.4

In

concreto il pignoramento è stato eseguito contro il debitore escusso. Per

questo motivo il ricorrente quale terzo detentore delle cartelle ipotecarie - che

non vanta interessi autonomi meritevoli di tutela giuridica in sede di

procedura di ricorso e non è parte nell'esecuzione - non può essere pregiudicato

nei propri interessi degni di protezione dalla misura dell’organo di esecuzione

(DTF 130 III 402 cons. 2). Non

essendo l’__________. RI 1 legittimato ad interporre ricorso, lo stesso

risulta irricevibile.

2.

A

titolo abbondanziale va comunque rilevato che, se il ricorso fosse stato ricevibile,

lo stesso sarebbe stato respinto nel merito.

2.1

Per

l’art. 145 cpv. 1 LEF quando la somma ricavata dalla realizzazione dei beni

pignorati non basti a coprire l’ammontare del crediti l’ufficio procede senza

indugio a un pignoramento complementare (recte: successivo, “Nachpfändung”

nella terminologia tedesca) e realizza nel modo più rapido gli oggetti

pignorati. Non è necessario che un creditore ne faccia istanza e l’ufficio

d’esecuzione non è tenuto ad osservare i termini ordinari. Al pignoramento

successivo tornano in sostanza applicabili le norme generali sul pignoramento

ex art. 90 ss. LEF (cfr. Jaeger/Walder/Kull/Kottmann,

Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, 4. ed., Vol. I, Zurigo

1997, n. 15 ad art. 145 LEF).

2.2

L’ufficio

è tenuto a pignorare, fino a concorrenza di quanto basti per pagare i crediti,

in capitale, interessi e spese, dei creditori pignoranti del gruppo (cfr. art.

97.

cpv. 2 LEF), tutti i diritti patrimoniali dell’escusso, compresi quelli

indicati dall’escusso come appartenenti a terzi e quelli rivendicati da terzi

(cfr. art. 95 cpv. 3 LEF), e senza tenere conto, per la stima, del loro

carattere contestato (cfr. DTF

120.

III 51). Ci si può chiedere se per beni dell’escusso vanno intesi beni

di cui l’ufficio ha acquisito la convinzione che appartengono all’escusso o

beni che l’ufficio ritiene, in base ad una decisione fondata sulla

verosimiglianza, proprietà dell’escusso (in questo senso: cfr. Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 7a ed., Berna 2003,

n. 2 ad § 24: il diritto dell’escusso deve apparire almeno possibile; Foëx,

Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/ Monaco 1998, vol. II, n. 55-57 ad

art. 95; Gilliéron, Commentaire, n. 13 e 74 ad art. 106). La seconda accezione pare

più conforme al sistema della LEF, che impone all’ufficio un’equidistanza tra

escusso e precettanti (cfr. art. 95 cpv. 5 LEF). In ogni caso, l’ufficio deve

comunque pignorare i diritti patrimoniali pignorabili che l’escutente indica

come appartenenti all’escusso, o che quest’ultimo allega essere suoi, a meno

che, a pena di nullità ex art. 22 LEF, essi risultano ovviamente appartenere ad

un terzo (cfr. DTF 84 III 79 ss; 106 III 88-90; 110 III

26, c. 2; Foëx, op. cit., n. 57 ad art. 95; Gilliéron,

Commentaire, n. 74 ad art. 106; contra DTF 29 I 549-550, secondo la quale la procedura di rivendicazione andrebbe

promossa anche quando la pretesa del terzo appare incontestabile; Gilliéron,

Commentaire, n. 186 ad art. 106). Vale a dire che in caso di dubbio (riservato,

segnatamente, il caso della richiesta di pignoramento di un immobile iscritto a

registro fondiario a nome di un terzo, che risulta possibile solo se viene resa

verosimile una delle condizioni di cui all’art. 10 cpv. 1 RFF), l’ufficio deve

pignorare e dare avvio alla procedura di rivendicazione di cui agli art. 106

ss. LEF. Infatti, la decisione di non pignorare, riservata un’eventuale

modifica da parte delle autorità di vigilanza adite con ricorso ex art. 17 ss.

LEF, preclude al creditore la possibilità di far valere i propri diritti

nell’unica procedura prevista a questo scopo, ossia quella degli art. 106 ss.

LEF.

2.3

Nel caso di

specie l’Ufficio ha provveduto, nell’ambito delle esecuzioni n. __________ e n.

__________ promosse dallo PI 2 e dalla PI 3 a eseguire in data 6 febbraio 2009 il pignoramento della quota di comproprietà A di 1/3 di

spettanza del debitore sul fondo n. __________ RFD di __________. All’incanto del __________ __________ 2009 la particella n. __________ RFD di __________ è stata aggiudicata

per fr. 53'069.60 ma alle esecuzioni n. __________ e n.

__________ nulla ha potuto essere attribuito. Il __________

__________ 2010 l’Ufficio ha allestito lo stato di riparto, attribuendo alle

due cartelle ipotecarie gravanti la particella venduta l’importo iscritto

nell’elenco oneri di fr. 48'400.00, da versare all’__________. RI 1. Essendo quindi stato il pignoramento insufficiente a coprire i

crediti posti in esecuzione, l’Ufficio ha provveduto ad eseguire un

pignoramento complementare, pignorando l’importo di fr. 48'400.00 destinato al

pagamento delle cartelle ipotecarie di 1° e 2° rango, già depositate presso lo

studio legale dell’__________. RI 1, “ma verosimilmente di proprietà del

debitore escusso”. Di

conseguenza l’Ufficio, pignorando tale importo, ha correttamente applicato

l’art. 145 LEF, ritenuto che esso non poteva escludere che le cartelle

ipotecarie e quindi l’importo di fr. 48'400.00 appartenga a __________. Pignorando questa somma, l’Ufficio si è

pertanto correttamente determinato, ritenuto che le questioni sollevate dal

ricorrente sulla proprietà dei beni pignorati non può essere decisa dall’organo

di esecuzione, non potendosi quest’ultimo sostituire al giudice civile

competente per decidere sul merito. Nel caso in cui

terzi facessero valere delle pretese su quanto pignorato, l’Ufficio avvierà la

procedura di rivendicazione di cui agli art. 106 e segg.

3.

Il ricorso è

dunque irricevibile. Non si prelevano spese (art. 61 cpv. 2 lett. a OTLEF) e

non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF).

Dispositivo

Per questi motivi,

richiamati gli art. 17, 90ss., 95 cpv. 3, 97 cpv. 2,

106ss., 145 cpv.1 LEF; 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF,

pronuncia: 1. Il ricorso è irricevibile.

2. Non si

prelevano spese, né si assegnano indennità.

3.

Intimazione a:

-

__________. RI 1, __________;

-

__________, __________;

-

PI 1, __________.

Comunicazione

all’CO 1 tramite l’__________.

Per

la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

quale autorità di vigilanza

Il presidente Il

segretario

Contro la presente

decisione -a norma dell’art. 72 e segg. LTF- è possibile presentare ricorso

in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 10

giorni dalla notificazione, il termine è di 5 giorni dalla

notificazione nel caso in cui la decisione impugnata è stata pronunciata

nell’ambito di un’esecuzione cambiaria.

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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