15.2010.128
Interesse degno di protezione al ricorso. Pignoramento complementare. Beni da pignorare
7 febbraio 2011Italiano12 min
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Numero d'incarto:
15.2010.128
Data decisione, Autorità:
07.02.2011, CEF
Titolo:
Interesse degno di protezione al ricorso. Pignoramento complementare. Beni da pignorare
LEGITTIMAZIONE DEL RICORRENTE
PIGNORAMENTO COMPLEMENTARE
art. 95 cpv. 3 LEF
art. 97 cpv. 2 LEF
art. 145 cpv. 1 LEF
Incarto n.
15.2010.128
Lugano
7 febbraio
2011
EC/fp/fb
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza
composta dei giudici:
Pellegrini, presidente,
Walser e Bozzini
segretario:
Cassina, vicecancelliere
statuendo sul ricorso 26 novembre 2010 di
RI 1
contro
l’operato dell’CO 1 e meglio contro il pignoramento
complementare del 18 novembre 2010 nelle esecuzioni n. __________ e n. __________
promosse contro
PI 1, __________
da
1. PI 2
es. n. __________
2. PI 3
es. n. __________
(entrambi rappr. dall’__________, __________)
viste
le osservazioni:
- 10 dicembre 2010 dello PI 2, __________, e della PI 3, __________;
-
14 dicembre 2010 dell’CO 1, __________;
vista
altresì la replica 4 gennaio 2011 dell’ __________. RI 1;
esaminati
atti e documenti
ritenuto
Fatti
A. Il 6 febbraio 2009 l’CO 1 ha effettuato contro PI 1 un pignoramento
a favore dell’esecuzione n. __________ promossa dallo PI 2 e dell’esecuzione n.
__________ promossa dalla PI 3.
È stata pignorata la quota di comproprietà A di 1/3 di spettanza del
debitore del fondo n. __________ RFD di __________ intestato a __________, __________
e PI 1. L’Ufficio ha assegnato al fondo pignorato un valore di stima di fr. 164'676.00,
rilevando che la stesso è gravato da due cartelle ipotecarie per complessivi
fr. 40'000.00.
B. A seguito delle
domande di vendita presentate contro PI 1 e delle domande di vendita presentate
da creditori procedenti in esecuzioni promosse nei confronti degli altri due comproprietari,
__________ e __________, con avviso d’incanto pubblicato sul FUCT __________/2010
del __________ __________ 2010, l’Ufficio ha fissato al __________ __________
2010 il termine per le insinuazioni, al ____________________ __________ 2010 il
deposito dell’elenco oneri e al __________ __________ 2010 la data
dell’incanto.
C. Con scritto 10
maggio 2010 __________. RI 1 ha comunicato all’Ufficio che le due cartelle
ipotecarie di fr. 20'000.00 cadauna erano depositate __________. __________,
suo collega di studio, e che alla morte di quest’ultimo le stesse sono state
rinvenute in cassaforte senza alcuna indicazione che permettesse di riconoscere
il motivo del deposito. In archivio vi sarebbe un incarto al nome di __________,
dal quale emerge che __________. __________ aveva scambiato della corrispondenza
relativamente ad un possibile scioglimento della comproprietà sulla particella
n. __________ RFD di __________. Per questo motivo non sarebbe ____________________
__________ spossessarsi delle due cartelle ipotecarie, in quanto non potrebbe
essere escluso che un terzo creditore ne rivendicherà la consegna. __________. __________
ha pertanto proposto all’Ufficio di trattenere dal ricavato della vendita
l’importo di fr. 40'000.00 oltre interessi al 7% per gli ultimi cinque anni e
di versare tale somma sul suo conto deposito notarile.
D. Sub Crediti
garantiti da pegno immobiliare B. Ipoteche convenzionali, l’Ufficio ha iscritto
nell’elenco oneri l’importo complessivo per capitale e interessi di fr.
48'400.00, garantito dalle due cartelle ipotecarie di nominali fr. 20'000.00
cadauna.
E. Il 29 settembre
2010 la particella n. __________ RFD di __________ è stata aggiudicata a pubblico
incanto per fr. 53'069.60.
F. Il 1° ottobre
2010 ____________________ RI 1 ha trasmesso all’Ufficio le cartelle ipotecarie.
G. Il 26 ottobre
2010 l’Ufficio ha allestito lo stato di riparto, attribuendo alle due cartelle
ipotecarie l’importo iscritto nell’elenco oneri di fr. 48'400.00, da versare
all’__________. RI 1.
H. Con scritto 15
novembre 2010 lo PI 2 e la PI 3 hanno chiesto il pignoramento complementare della
somma destinata alle cartelle ipotecarie di 1° e 2° grado già depositate presso
lo studio __________ dell’__________. RI 1, argomentando che presumibile
proprietario delle stesse è il debitore. Il 18 novembre 2010 l'Ufficio ha proceduto al complemento richiesto pignorando: “Il credito
vantato dal debitore nei confronti dell’Ufficio esecuzione, __________,
relativo alla realizzazione pubblica del mappale n. __________ RFD di __________.
Si tratta di un credito di fr. 48'400.00 destinato al pagamento delle cartelle
ipotecarie di 1° e 2° rango, già depositate presso lo studio legale dell’__________.
RI 1, ma verosimilmente di proprietà del debitore escusso”.
I. Il 26 novembre
2010 l’__________. RI 1 ha inoltrato ricorso contro il complemento di
pignoramento argomentando – dopo aver evidenziato di essere legittimato a
presentare ricorso perché possessore delle cartelle ipotecarie e gravato
dall’incombenza di tutelare gli interessi del proprietario delle stesse, al
momento ignoto - di aver cercato, dopo la morte dell’__________. __________, di
individuare il titolare rispettivamente i titolari del credito garantito dalle
cartelle ipotecarie, ma senza successo. Per il ricorrente è infondato e nemmeno
verosimile che PI 1 sia il creditore garantito dalle cartelle ipotecarie:
infatti se l’escusso fosse il creditore non avrebbe avuto motivo di emettere queste
cartelle.
L. Con osservazioni
15 dicembre 2010 lo PI 2 e la PI 3 si sono opposti al gravame argomentando che
l’__________. __________ non sarebbe legittimato a presentare ricorso contro il
pignoramento avente per oggetto beni di proprietà del debitore.
A mente degli osservanti
le cartelle ipotecarie sono state consegnate all’__________. __________ da PI 1 in garanzia, in pagamento o per lo scioglimento della comproprietà e per la successiva vendita. In
quest’ultima ipotesi il rapporto giuridico alla base della consegna dei titoli
sarebbe venuto meno e pertanto l’effettivo proprietario sarebbe il proprietario
del fondo. In ogni caso l’accertamento della proprietà di quanto pignorato dovrebbe
avvenire tramite l’azione di cui agli art. 106 e ss. LEF.
M. Delle
osservazioni 14 dicembre 2010 dell’CO 1 si dirà, per quanto necessario, in
seguito.
N. In replica il
ricorrente ha argomentato che il depositario delle cartelle ipotecarie è possessore
derivato ed è pertanto legittimato a tutelare l’oggetto depositato contro
tentativi di terzi di togliergli la proprietà o di diminuirla.
L’__________. __________
sostiene che le cartelle ipotecarie non sarebbero mai appartenute ai fratelli __________,
atteso che essi mai avrebbero reagito alle numerose richieste formulate loro:
se le cartelle fossero state di loro proprietà, essi si sarebbero prontamente
annunciati e le avrebbero rivendicate. Le cartelle infatti sarebbero state
verosimilmente allestite per garantire un credito concesso da terzi ai fratelli
o ad uno dei fratelli __________.
Considerato
Considerandi
1.
1.1
Secondo
un principio generale del diritto, una delle condizioni di ricevibilità di un
mezzo d'impugnazione è l'esistenza di un interesse degno di protezione al
ricorso (Vogel/Spühler, Grundriss
des Zivilprozessrechts, 7a ed., Berna 2001, n. 58 ad cap. 13; Hohl, Procédure civile, vol. II, Berna
2001, n. 2993). Per il principio dell'economia processuale, il giudice deve di
regola esaminare d'ufficio l'ossequio delle condizioni di ricevibilità (Hohl, La réalisation du droit et les
procédures rapides, tesi Friborgo 1997, n. 2975). La legittimazione per
ricorrere, che costituisce un presupposto processuale, va infatti distinta
dalla legittimazione attiva ("Sachlegitimation" oppure
"Legitimation in der Sache"), la quale è questione di merito:
l’assenza d’interesse a ricorrere determina l’irricevibilità del ricorso mentre
l’accertamento dell’inesistenza del diritto vantato ha quale conseguenza la sua
reiezione.
1.2
Anche
in ambito di ricorso LEF, la questione dell’esistenza di gravame va esaminata
d'ufficio (Gilliéron,
Commentaire de la LP, vol. I, Losanna 1999, n. 140 ad art.
17). I criteri validi per la ricevibilità del ricorso dell’art. 17 LEF sono
quelli della procedura amministrativa federale, ossia
l'esistenza di un interesse degno di protezione (Gilliéron, op. cit., n. 152 ad art. 17; Cometta,
Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/ Ginevra/Monaco 1998, vol. I, n. 36
e 38 ad art. 17).
1.3
Vi
è carenza di legittimazione processuale, ad esempio, quando il ricorrente è
persona completamente estranea all'esecuzione, quando non pretende di
rappresentare l'escusso e nemmeno vanta diritto alcuno sui beni oggetto della
realizzazione in corso (DTF 112
III 3 cons. 1b ) come pure quando non è
toccato nei suoi interessi specifici (DTF
112.
III 6 cons. 4; Cometta,
Commentario alla LPR, Lugano 1998, n. 3.3.1 ad art. 7, p. 122);
1.4
In
concreto il pignoramento è stato eseguito contro il debitore escusso. Per
questo motivo il ricorrente quale terzo detentore delle cartelle ipotecarie - che
non vanta interessi autonomi meritevoli di tutela giuridica in sede di
procedura di ricorso e non è parte nell'esecuzione - non può essere pregiudicato
nei propri interessi degni di protezione dalla misura dell’organo di esecuzione
(DTF 130 III 402 cons. 2). Non
essendo l’__________. RI 1 legittimato ad interporre ricorso, lo stesso
risulta irricevibile.
2.
A
titolo abbondanziale va comunque rilevato che, se il ricorso fosse stato ricevibile,
lo stesso sarebbe stato respinto nel merito.
2.1
Per
l’art. 145 cpv. 1 LEF quando la somma ricavata dalla realizzazione dei beni
pignorati non basti a coprire l’ammontare del crediti l’ufficio procede senza
indugio a un pignoramento complementare (recte: successivo, “Nachpfändung”
nella terminologia tedesca) e realizza nel modo più rapido gli oggetti
pignorati. Non è necessario che un creditore ne faccia istanza e l’ufficio
d’esecuzione non è tenuto ad osservare i termini ordinari. Al pignoramento
successivo tornano in sostanza applicabili le norme generali sul pignoramento
ex art. 90 ss. LEF (cfr. Jaeger/Walder/Kull/Kottmann,
Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, 4. ed., Vol. I, Zurigo
1997, n. 15 ad art. 145 LEF).
2.2
L’ufficio
è tenuto a pignorare, fino a concorrenza di quanto basti per pagare i crediti,
in capitale, interessi e spese, dei creditori pignoranti del gruppo (cfr. art.
97.
cpv. 2 LEF), tutti i diritti patrimoniali dell’escusso, compresi quelli
indicati dall’escusso come appartenenti a terzi e quelli rivendicati da terzi
(cfr. art. 95 cpv. 3 LEF), e senza tenere conto, per la stima, del loro
carattere contestato (cfr. DTF
120.
III 51). Ci si può chiedere se per beni dell’escusso vanno intesi beni
di cui l’ufficio ha acquisito la convinzione che appartengono all’escusso o
beni che l’ufficio ritiene, in base ad una decisione fondata sulla
verosimiglianza, proprietà dell’escusso (in questo senso: cfr. Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 7a ed., Berna 2003,
n. 2 ad § 24: il diritto dell’escusso deve apparire almeno possibile; Foëx,
Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/ Monaco 1998, vol. II, n. 55-57 ad
art. 95; Gilliéron, Commentaire, n. 13 e 74 ad art. 106). La seconda accezione pare
più conforme al sistema della LEF, che impone all’ufficio un’equidistanza tra
escusso e precettanti (cfr. art. 95 cpv. 5 LEF). In ogni caso, l’ufficio deve
comunque pignorare i diritti patrimoniali pignorabili che l’escutente indica
come appartenenti all’escusso, o che quest’ultimo allega essere suoi, a meno
che, a pena di nullità ex art. 22 LEF, essi risultano ovviamente appartenere ad
un terzo (cfr. DTF 84 III 79 ss; 106 III 88-90; 110 III
26, c. 2; Foëx, op. cit., n. 57 ad art. 95; Gilliéron,
Commentaire, n. 74 ad art. 106; contra DTF 29 I 549-550, secondo la quale la procedura di rivendicazione andrebbe
promossa anche quando la pretesa del terzo appare incontestabile; Gilliéron,
Commentaire, n. 186 ad art. 106). Vale a dire che in caso di dubbio (riservato,
segnatamente, il caso della richiesta di pignoramento di un immobile iscritto a
registro fondiario a nome di un terzo, che risulta possibile solo se viene resa
verosimile una delle condizioni di cui all’art. 10 cpv. 1 RFF), l’ufficio deve
pignorare e dare avvio alla procedura di rivendicazione di cui agli art. 106
ss. LEF. Infatti, la decisione di non pignorare, riservata un’eventuale
modifica da parte delle autorità di vigilanza adite con ricorso ex art. 17 ss.
LEF, preclude al creditore la possibilità di far valere i propri diritti
nell’unica procedura prevista a questo scopo, ossia quella degli art. 106 ss.
LEF.
2.3
Nel caso di
specie l’Ufficio ha provveduto, nell’ambito delle esecuzioni n. __________ e n.
__________ promosse dallo PI 2 e dalla PI 3 a eseguire in data 6 febbraio 2009 il pignoramento della quota di comproprietà A di 1/3 di
spettanza del debitore sul fondo n. __________ RFD di __________. All’incanto del __________ __________ 2009 la particella n. __________ RFD di __________ è stata aggiudicata
per fr. 53'069.60 ma alle esecuzioni n. __________ e n.
__________ nulla ha potuto essere attribuito. Il __________
__________ 2010 l’Ufficio ha allestito lo stato di riparto, attribuendo alle
due cartelle ipotecarie gravanti la particella venduta l’importo iscritto
nell’elenco oneri di fr. 48'400.00, da versare all’__________. RI 1. Essendo quindi stato il pignoramento insufficiente a coprire i
crediti posti in esecuzione, l’Ufficio ha provveduto ad eseguire un
pignoramento complementare, pignorando l’importo di fr. 48'400.00 destinato al
pagamento delle cartelle ipotecarie di 1° e 2° rango, già depositate presso lo
studio legale dell’__________. RI 1, “ma verosimilmente di proprietà del
debitore escusso”. Di
conseguenza l’Ufficio, pignorando tale importo, ha correttamente applicato
l’art. 145 LEF, ritenuto che esso non poteva escludere che le cartelle
ipotecarie e quindi l’importo di fr. 48'400.00 appartenga a __________. Pignorando questa somma, l’Ufficio si è
pertanto correttamente determinato, ritenuto che le questioni sollevate dal
ricorrente sulla proprietà dei beni pignorati non può essere decisa dall’organo
di esecuzione, non potendosi quest’ultimo sostituire al giudice civile
competente per decidere sul merito. Nel caso in cui
terzi facessero valere delle pretese su quanto pignorato, l’Ufficio avvierà la
procedura di rivendicazione di cui agli art. 106 e segg.
3.
Il ricorso è
dunque irricevibile. Non si prelevano spese (art. 61 cpv. 2 lett. a OTLEF) e
non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF).
Dispositivo
Per questi motivi,
richiamati gli art. 17, 90ss., 95 cpv. 3, 97 cpv. 2,
106ss., 145 cpv.1 LEF; 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF,
pronuncia: 1. Il ricorso è irricevibile.
2. Non si
prelevano spese, né si assegnano indennità.
3.
Intimazione a:
-
__________. RI 1, __________;
-
__________, __________;
-
PI 1, __________.
Comunicazione
all’CO 1 tramite l’__________.
Per
la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello
quale autorità di vigilanza
Il presidente Il
segretario
Contro la presente
decisione -a norma dell’art. 72 e segg. LTF- è possibile presentare ricorso
in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 10
giorni dalla notificazione, il termine è di 5 giorni dalla
notificazione nel caso in cui la decisione impugnata è stata pronunciata
nell’ambito di un’esecuzione cambiaria.
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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