Lexipedia

Decisione

15.2011.30

Pignoramento di salario e notifica al datore di lavoro

1 aprile 2011Italiano6 min

Source ti.ch

Fatti

A. Nell’ambito

delle esecuzioni n. __________ e n. __________ promosse contro RI 1 dallo PI 1

il, 1° marzo 2011 l'CO 1 ha determinato il minimo d’esistenza mensile del

debitore in fr. 3'200.30, sulla base del seguente conteggio:

Minimo

base fr. 1200.00

Locazione fr.

700.00

Cassa

malati fr. 360.30

Trasferte

+ pasti fuori domicilio fr. 440.00

Cong.

risc. + fr. CM fr. 150.00

Spese

med. + assi div. Fr. 350.00

B. Con

ricorso 11/16 marzo 2011 RI 1 ha chiesto che nel calcolo del minimo di

esistenza vengano considerati il minimo base, le spese di riscaldamento, le

spese accessorie, le spese di trasferta per raggiungere il posto di lavoro e le

varie spese quali le spese mediche e farmaceutiche. Il ricorrente si è pure

lamentato del fatto che l’Ufficio ha comunicato il pignoramento al proprio

datore di lavoro.

.

C. Delle

osservazioni 25 marzo 2011 dello PI 1 e 29 marzo 2011 dell’CO 1, entrambe chiedenti

la reiezione del ricorso, si dirà per quanto necessario in seguito.

Considerato

Considerandi

1.

Nel procedere al sequestro o al pignoramento del reddito del

debitore, le autorità di esecuzione sono tenute ad accertare d’ufficio le

circostanze determinanti al momento dell’esecuzione del sequestro o del

pignoramento, ossia il reddito del debitore e il fabbisogno suo o della sua

famiglia (DTF 112 III 21; 108 III 12; 106 III 13; Vonder Mühll, Basler

Kommentar zum SchKG, Basilea 2010, n. 17 ad art. 93), ritenuto che delle

successive modifiche della situazione potrà essere tenuto conto soltanto

mediante riesame del pignoramento (DTF 108 III 13).

2.

Nell’esecuzione

del pignoramento o del sequestro di salario l’organo di esecuzione forzata

allestisce il relativo verbale tenendo conto dei ricavi e delle spese effettivi

mensili.

3.

Per il calcolo

del minimo di esistenza va considerato il minimo di esistenza concreto ed

oggettivo del debitore e della sua famiglia, non quello confacente al loro ceto

e tenore di vita abituale. Solo in questo modo è infatti possibile tenere conto

sia degli interessi del debitore che del creditore (DTF 119 III 71 cons. 3b e rif. ivi).

4.

RI 1 ha chiesto di

considerare nella determinazione del suo minino di esistenza l’importo di base,

le spese di riscaldamento, le spese accessorie, le spese di trasferta e le

varie spese quali le spese mediche e farmaceutiche. A differenza però di quanto

asserisce il ricorrente, tutte queste spese sono state conteggiate dall’Ufficio

nella determinazione del suo minimo vitale, avvenuta il 1° marzo 2011. Il

ricorso deve essere di conseguenza respinto.

5.

Il pignoramento di salario è in

principio eseguito quando il debitore o il suo rappresentante è informato

dall’ufficio che una parte del suo stipendio è colpito dal provvedimento

esecutivo ed è avvertito esplicitamente sul divieto di disporne senza

autorizzazione dell’ufficio, nonché sulle conseguenze penali ex art. 169 CP in

caso d’inosservanza (cfr. art. 96 LEF). Siffatta dichiarazione dell’Ufficio

(cosiddetta “Pfändungserklärung”, cfr. Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs - und Konkursrechts, Berna 2008.,

§ 22 n. 53 p. 188 e § 23 n. 70 p. 211) è infatti elemento costitutivo dell’atto

di pignoramento (cfr. DTF 112 III

15), atteso che affinché vi sia valido pignoramento di salario dovranno essere

indicate espressamente le basi di calcolo della quota pignorabile (cfr. DTF 100 III 13 cons. 2; Amonn/Walther, op.

cit., § 23 n.70 p. 211; Fritzsche/Walder,

Schuldbetreibung und Konkurs nach schweizerischem Recht, Vol. I, Zurigo 1984, § 24 n. 76 p. 343). Quale misura “cautelare” (cfr.

Titolo marginale agli art. 98 e ss. LEF) intesa ad assicurare il mantenimento

del substrato esecutivo l’ufficio è tenuto a notificare -pena la responsabilità

del Cantone ex art. 5 LEF nel caso l’omissione comportasse un danno ai

creditori (Hunkeler,

Kurzkommentar SchKG, Basilea 2009, n. 3 ad art. 98 e n. 10 ad art. 99)- al

datore di lavoro (terzo debitore) l’avvenuto pignoramento di salario (CEF,

sentenza 12.8.2009, inc. 15.2009.84). Il datore di lavoro sarà avvertito,

conformemente all’art. 99 LEF, che l’importo pignorato potrà essere pagato

validamente soltanto all’ufficio, cui dovrà essere versato mensilmente (cfr.

formulario Mod. 10; Circolare n. 24/2003 del 4 dicembre 2003 di questa Camera; Amonn/Walther, op. cit., § 23 n. 71 p. 211;

Vonder Mühll, op. cit, n. 44. ad

art. 93). Per questi motivi quindi la decisione presa dall’Ufficio con il

provvedimento impugnato è conforme a quanto previsto dalla LEF.

6.

Da quanto precede discende che il

ricorso è respinto.

Non

si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv. 2

lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF).

Per

questi motivi,

richiamati gli art. 5, 17, 93, 96 e 99 LEF;

61.

cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF,

pronuncia:

1.

Il ricorso è respinto.

2.

Non

si prelevano spese e non si assegnano indennità.

3.

Intimazione

a:

- RI

1, __________;

- RA

1, __________.

Comunicazione

all’CO 1, __________.

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale

d’appello

quale autorità di vigilanza

Il presidente Il

segretario

Contro la presente

decisione -a norma dell’art. 72 e segg. LTF- è possibile presentare ricorso

in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 10

giorni dalla notificazione, il termine è di 5 giorni dalla

notificazione nel caso in cui la decisione impugnata è stata pronunciata

nell’ambito di un’esecuzione cambiaria.

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

|

Informazioni legali |

Requisiti minimi |

Contatta il webmaster