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Decisione

15.2022.43

Minimo esistenziale. Reddito variabile. Cure odontoiatriche. Spese connesse all’uso dell’automobile. Mensa scolastica. Premi dell’assicurazione malattia obbligatoria. Scuola privata

2 agosto 2022Italiano25 min

esecuzioni n. __________ e __________ la sede di Lugano dell’Uf­ficio d’esecuzione

Source ti.ch

RI 1

Incarti n.

15.2022.43

15.2022.44

Lugano

2 agosto 2022

In nome

della Repubblica e Cantone

Ticino

La Camera di esecuzione e fallimenti

del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

composta dei giudici:

Jaques,

presidente

Walser

e Grisanti

vicecancelliera:

Bertoni

statuendo sui ricorsi 7 marzo 2022 di

RI 1 IT-

RI 2 IT-__________

(patrocinati dall’__________ PA

1 __________)

contro

l’operato dell’Ufficio d’esecuzione di Lugano,

o meglio contro gli attestati di carenza di beni emessi il 18 febbraio 2022

nelle esecuzioni n. __________ e __________ promosse dai ricorrenti nei

confronti di

PI 1 __________

(patrocinato dall’__________ PA 2 __________)

ritenuto

in fatto:

Fatti

A. Nelle

esecuzioni n. __________ e __________ la sede di Lugano dell’Uf­ficio d’esecuzione

(UE) ha emesso il 18 febbraio 2022 due attestati di carenza di beni (ACB) a

favore l’uno di RI 1 e l’altro di RI 2 nei confronti di PI 1 per gl’im­­porti rimasti integralmente scoperti

rispettivamente di fr. 51'541.80 e fr. 45'535.20.

In entrambi i casi, l’UE ha accertato l’impignorabilità dei redditi del­l’escusso

sulla base del seguente computo:

Redditi

Debitore

fr.

7'208.00

93%

Coniuge

fr.

517.50

7%

Totale

fr.

7'725.50

100%

Minimo

d’esistenza

Comune

Minimo base

fr.

1'700.00

Figlio F__________

Supplemento figlio

fr.

600.00

Figlio G__________

Supplemento figlio

fr.

600.00

Comune

Affitto

fr.

2'238.00

Comune

Altri

fr.

76.00

Conguaglio riscaldamento

Debitore

Premio di assic. malattia

fr.

296.75

Debitore

Pasti fuori domicilio

fr.

211.00

Debitore

Trasferta fino al luogo di lavoro con trasporto

privato

fr.

139.00

252 km/mese a 0.550 fr/km = 139.– (v. Circolare n.

39/2015 versione 2021) __________ – __________

Debitore

Altri

fr.

343.25

Leasing

Debitore

Altri

fr.

101.80

Ass. auto casco totale

Debitore

Altri

fr.

180.00

Posteggio auto

Coniuge

Premio di assic. malattia

fr.

500.35

Coniuge

Trasferta fino al luogo di lavoro con trasporto pubblico

fr.

49.00

Arcobaleno mensile

Figlio F__________

Premio di assic. malattia

fr.

7.05

Sussidiata

Figlio F__________

Pasti fuori domicilio

fr.

62.30

Mensa scolastica c.a. 60.– euro al mese

Figlio F__________

Trasferta fino alla scuola con il trasporto pubblico

fr.

90.10

Arcobaleno 71.– al mese, Abbonamento autolinee Italia

euro 220.– pari a fr. 230.– a fr. 19.10 al mese

Figlio F__________

Altri

fr.

498.00

Retta scuola F__________ Euro 300.– iscrizione + 5

rate da Euro 1'080.– tot. 5'700.– euro l’anno pari a fr. 5'977.– annui fr. 498.–

al mese. Scuola non presente in Svizzera.

Figlio G__________

Premio di assic. malattia

fr.

7.05

Sussidiata

Figlio G__________

Pasto fuori domicilio

fr.

180.00

Mensa scolastica Ist.

Figlio G__________

Trasferta fino alla scuola con il trasporto pubblico

fr.

21.00

Figlio G__________

Spese mediche e dentali

fr.

562.50

Spesa totale fr. 13'500.00 a carico debitore 50%

Totale

fr.

8'463.15

100%

B. Con

due distinti ricorsi del 7 marzo 2022, gli escutenti RI 1 e RI 2 sono insorti

alla scrivente Camera chiedendo che il calcolo venga rivisto nel senso dell’aumento

del reddito dei coniugi a fr. 8'785.60 (anziché fr. 7'725.50) e la

riduzione del minimo d’esistenza a fr. 6'545.85 (in luogo di fr. 8'463.15),

cosicché risulterebbe un’eccedenza pignorabile di fr. 2'239.75.

C. Con

osservazioni separate del 21 marzo 2022 PI 1 si è opposto ai ricorsi, mentre

nelle sue del 30 marzo 2022 l’UE si è rimesso al giudizio della Camera, pur reputando

corretto il proprio operato.

Considerando

Considerandi

in diritto: 1. Interposti all’autorità di vigilanza cantonale – nel Canton Ticino

la Camera esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 3 LPR [RL 280.200]) – entro dieci giorni

dalla notifica degli atti impugnati, avvenuta il 23 febbraio 2022, i ricorsi

presentati il 7 marzo 2022 sono in linea di principio ricevibili (art. 17 LEF),

essendo il 5 marzo un sabato (art. 31 LEF e 142 cpv. 3 CPC).

Poiché

i ricorsi sono formulati contro due atti esecutivi fondati sullo stesso

calcolo del minimo esistenziale e contengono le medesime censure, le cause possono

essere congiunte in virtù dei combinati art. 5 cpv. 1 della legge sulla

procedura di ricorso in materia di esecuzione e fallimento (LPR; 280.200) e 76

della legge sulla procedura amministrativa (LPAmm; 165.100).

2.

Giusta

l’art. 93 LEF ogni provento del lavoro può essere pignorato in quanto a

giudizio dell’Ufficiale non sia assolutamente necessario al sostentamento del

debitore e della sua famiglia. Per stabilire l’eccedenza pignorabile, le autorità

di esecuzione devono determinare il reddito globale netto dell’escusso,

deducendo dal totale dei suoi redditi lordi i contributi sociali e le spese di

acquisizione del reddito. Sono poi detratte le spese indispensabili al sostentamento

del debitore e della sua famiglia, fondandosi in linea di massima sulla Tabella

per il calcolo del minimo esecutivo giusta l’art. 93 LEF (detta in seguito

“Tabella”) allegata alla circolare CEF n. 35/2009 (pubblicata sul Foglio

ufficiale cantonale n. 68/2009 del 28 agosto 2009). Ove

altri membri della famiglia conseguano redditi, la quota pignorabile si calcola

come la differenza tra la somma di tutti i redditi e il minimo esistenziale

comune, moltiplicata per il quoziente della divisione del reddito dell’escusso

per la somma dei redditi (Ochsner in:

Commentaire romand, Poursuite et faillite, 2005, n. 180 ad art. 93 LEF).

Redditi

e fabbisogni devono essere accertati d’ufficio alla data dell’esecuzione del

pignoramento o del sequestro (DTF 112 III 19 consid. 2/d; 108 III 12 consid. 3;

sentenza del Tribunale federale 5A_16/2011 del 2 maggio 2011, consid. 2.1),

ritenuto che delle successive modifiche della situazione potrà essere tenuto

conto soltanto mediante riesame del pignoramento (art. 93 cpv. 3 LEF; DTF 108

III 12 consid. 4).

3.

I

ricorrenti sostengono anzitutto che il reddito dell’escusso e di sua moglie

stabilito dall’UE è inferiore a quello effettivo.

3.1

Essi

ritengono che il reddito dell’escusso sia di fr. 7'850.– mensili, anziché

di fr. 7'208.–, siccome devono essere aggiunti i costi di parcheggio di fr. 40.–,

che dal conteggio del salario di gennaio 2022 risultano essere dedotti

direttamente dallo stipendio mensile. A loro avviso, tale importo non dev’essere

dedotto dal reddito, ma se del caso integrato nelle deduzioni del calcolo del

minimo d’esistenza. I ricorrenti postulano altresì l’aggiunta al reddito della

tredicesima che l’UE ha omesso di considerare [(7'248 x 13) / 12 = 7'852]. Con

le osservazioni al ricorso PI 1 sostiene che i costi di parcheggio, a giusto

titolo, non sono stati considerati nel suo reddito, siccome l’automobile gli è

necessaria per lo svolgimento della propria attività professionale ed è quindi

impignorabile, sicché tale spesa andrebbe considerata ad ogni modo nel calcolo

del fabbisogno. Egli rileva poi che la tredicesima è già stata considerata dall’UE,

in quanto ha scritto nella rubrica “Osservazioni”

degli ACB che “l’escusso non raggiunge il

minimo vitale, per tanto il salario (e 13esima) risulta impignorabile (…)”.

3.1.1

In

linea di massima possono essere oggetto di pignoramento giusta l’art. 93 LEF

solo i redditi effettivi, ad esclusione dei redditi ipotetici e più in generale

di quelli che in concreto il

debitore non percepisce (sentenza della CEF 15.2021.5 del 16 febbraio 2021,

consid. 9). Nel caso in esame, i fr. 40.– trattenuti dal salario quale

costo del parcheggio non è una somma che percepisce l’escusso, sicché non può

essere computata quale elemento del suo reddito. Ove, tuttavia, non corrispondano a spese da considerarsi indispen­sabili

all’esercizio della professione o del mestiere (giusta la cifra II/4 della

Tabella) o ad altre spese obbligatorie, le trattenute dal salario sono

inopponibili agli escutenti, sicché nella diffida al datore di lavoro occorre

precisare che tali deduzioni non sono ammesse ai fini del calcolo dell’eccedenza

pignorabile (sentenza del­la CEF

15.2012.117

del 26 novembre 2012, RtiD 2013 II 920 n. 57c, consid. 1/a,

in merito alla quota di adesione a un sindacato la cui affiliazione non è

obbligatoria, ai premi di un’assicurazione collettiva in caso d’infortuni

professionali e alle quote di rimborso di un prestito della cassa pensione).

Nella

fattispecie, l’UE ha considerato il veicolo dell’escusso indispensabile all’esercizio

dell’attività professionale e, come si vedrà più avanti (sotto consid. 5.2), i

ricorrenti non sono riusciti a rimettere in

discussione tale accertamento. Il costo del posteggio azien­dale va

pertanto considerato una spesa indispensabile giusta l’art. 93 LEF, sicché la

relativa trattenuta si avvera giustificata e la censura dei ricorrenti

infondata.

3.1.2

Per

i lavoratori dipendenti il salario pignorabile comprende segna-tamente le

gratificazioni, i premi e la tredicesima mensilità (sentenza della CEF

15.2018.98

del 19 dicembre 2018, 15.2018.8 del 1° marzo 2018, 15.2014.57 del 21

agosto 2014 consid. 2.1 e 15.2008.7 del 31 marzo 2008 consid. 1.1, massimata in

RtiD 2008 II 728 n. 66c).

3.1.2.1

Nel

caso specifico, non si evince dai conteggi di dicembre 2021 e gennaio 2022 che

l’escusso percepisca una tredicesima, ma egli non lo contesta, pur allegando

che l’UE ne ha tenuto conto negli ACB contestati (osservazioni ai ricorsi, ad

3). Ebbene, anche se PI 1 dovesse avere

diritto a una tredicesima, il suo red­dito aumenterebbe di fr. 600.–

(pari al suo reddito mensile netto di circa fr. 7'200.– diviso per 12) e

quelli complessivi della coppia raggiungerebbero fr. 8'330.– arrotondati,

comunque insufficienti a coprire il minimo esistenziale di fr. 8'463.15.

3.1.2.2

Visto

che i ricorsi vanno parzialmente accolti (sotto consid. 9), la questione della

tredicesima non può invero considerarsi senza oggetto, ma non è necessario

quantificarla e aggiungerla al reddito accertato dall’UE, perché essa sarà

comunque compresa nell’ec­cedenza mensile che verrà stabilita da questa Camera

e non potrà essere pignorata prima di essere effettivamente versata all’escus­­so

(citata 15.2014.57 consid. 2.1).

3.2

I

ricorrenti rilevano poi che l’UE ha stabilito il reddito della moglie in fr. 517.50

in base al certificato di salario del 2020 (6'209.70 ÷ 12 = 517.50), il quale

non è però attuale, ed evidenziano che per il dicembre del 2021 ella ha

percepito un salario di fr. 935.60. Essi chiedono quindi che il reddito

della moglie venga accertato alla data del pignoramento e sulla base dei dati

reali e attuali, ossia sulla scorta del certificato di salario del 2021, e lo

quantificano in fr. 935.60 mensili (ultima pagina dei ricorsi).

3.2.1

PI

1.

ribatte che quello della moglie è un impiego su chiamata e che fr. 250.70

dei fr. 935.60 risultanti dal conteggio di dicembre 2021 riguardano

supplementi domenicali e notturni per tutto l’anno 2021, mentre la media del

salario mensile netto da gennaio 2020 a febbraio 2022 ascende a fr. 558.90

([6'209.70 + 8'316.45 + 5.95] ÷ 26), per tacere del fatto che nemmeno tale

importo è realistico, giacché nei primi due mesi del 2022 la moglie non ha

conseguito alcun reddito e le è stata diagnosticata una malattia tumorale “che in futuro potrebbe minare integralmente le sue

capacita reddituali future”, ciò che a suo parere dovrebbe condurre

a considerare il reddito di lei pari a zero. Nelle sue osservazioni l’UE

ammette di aver considerato l’anno 2020 anziché 2021, ma rileva ad ogni modo che

la media degli stipendi dal 2020 ai primi due mesi del 2022 è di fr. 558.–

ed è solo leggermente superiore a quella stabilita negli ACB impugnati, di fr. 517.–.

3.2.2

Non

si disconosce che la media dei redditi della moglie presa in considerazione

dall’UE è inattuale, ma nel contempo essa non può neppure seriamente essere

determinata sulla scorta del solo conteggio salariale di dicembre 2021, che

contempla “supplementi domenicali &

notturni 2021 / ejo” inerenti all’intero anno 2021 per ben fr. 250.70.

In base agli atti, è più corretto computare la media dei redditi della moglie dal

gennaio del 2021 al febbraio del 2022, pari a fr. 594.50 ([8'316.45 + 5.95]

÷ 14, doc. 24-6 acclusi alle osservazioni al ricorso), fermo restando che se dovesse

confermarsi l’incapacità lavorativa della moglie l’escusso potrà chiedere all’UE

una revisione del pignoramento (art. 93 cpv. 3 LEF). Il reddito della moglie andrebbe

così computato nel pignoramento per fr. 594.50 (anziché fr. 517.50).

Il suo impatto sulla ripartizione del minimo esistenziale comune tra i coniugi è però neutralizzato dal

computo della tredicesima nel reddito del marito (sopra consid. 3.1),

che sale a fr. 7'808.– (7'208.– x 13 ÷ 12), sicché pure su questo punto le

decisioni impugnate possono essere confermate nel loro esito (594.50 ÷ [7'808 +

594.50] = 7%).

4.

I

ricorrenti (ad n. 7) contestano anche le spese mediche e dentali del figlio G__________,

di fr. 562.50 mensili, evidenziando come l’UE abbia conteggiato a carico

dell’escusso la metà delle spese annuali computate per fr. 13'500.– sebbene

nell’incarto figurino un preventivo dell’8

novembre 2019 per l’importo inferiore di fr. 12'500.–, il cui

pagamento effettivo non è del resto stato comprovato con giustificativi, e una

ricevuta di fr. 1'223.95 del 12 gennaio 2022. I ricorrenti chiedono quindi

che tale spesa sia ridimensionata in fr. 51.– mensili (1'223.95 ÷ 2 ÷ 12).

Nelle sue osservazioni PI 1 ritiene corretta l’ammontare di fr. 13'500.–

considerato dall’UE, composto, come risulta dal preventivo stesso, da cu­re

ortodontiche per fr. 12'500.–, cui vanno aggiunti i referti diagnostici

per fr. 1'000.–. Oltre a ciò, secondo lui va tenuto conto anche di fr. 5'000.–

per le cure ortodontiche di F__________, ch’egli dovrà assumere non appena

saranno terminate le cure di G__________. Il costo determinante è infatti

quello ch’egli dovrà sobbarcarsi nei prossimi mesi. Il calcolo proposto dai

ricorrenti, che consiste nel dividere per dodici mesi l’importo dell’ultima

fattura pagata, non ha quindi senso. Nelle sue osservazioni l’UE si limita ad affermare

che per le spese mediche “ci si è determinati

in base alle diverse fatture presentate dal debitore”.

4.1

Orbene,

non è dato di capire perché l’UE ha computato solo la metà delle spese di fr. 13'500.–

prese in considerazione, dal mo-mento che l’escusso tutt’ora convive con la

moglie. Si tratterebbe infatti di una spesa della famiglia, da computare

integralmente nel minimo esistenziale comune (e da dividere in proporzione dei

rispettivi redditi dei coniugi). Non si comprende neppure perché l’UE si è

fondato su un preventivo del 2019, per delle prestazioni che nel frattempo sono

state verosimilmente in parte erogate (il preventivo indica come “tempi di terapia”

“30 mesi almeno”) e pagate prima del

pignoramento (ciò vale perlomeno per la “ricevuta” del 12 gennaio 2022). Se non

ha senso, come invece proposto dai ricorrenti, aggiungere al minimo vitale un

dodicesimo dell’ul­tima fattura pagata dall’escusso, non può neppure tenersi

calcolo di prestazioni fornite prima del pignoramento, che inizierà dall’e­secuzione

del pignoramento che verrà ordinato con l’odierno giudizio (DTF 116 III 22

consid. 3; Ochsner, op. cit., n.

188.

ad art. 93), se nulla indica che hanno carattere ricorrente (DTF 85 III 67;

sentenze della CEF 15.2019.72 del 23 ottobre 2019 consid. 5.2 e 15.2007.35 del

27.

settembre 2007, consid. 4.5). Occorre quindi stralciare la spesa considerata

dall’UE a tale titolo. Su presentazione delle nuove fatture da saldare, esso

rivedrà l’eccedenza pignorabile del debitore per il mese in questione e per quelli

successivi o provvederà a pagare direttamente la somma dovuta al prestatore di

servizi con le trattenute di salario incassate fino a quel momento (sentenza della CEF 15.2017.44 del 21 agosto 2017,

consid. 4.4/b).

4.2

Lo

stesso dicasi delle spese indispensabili per le cure ortodontiche del figlio F__________,

ove l’escusso dovesse farvi fronte durante l’anno del pignoramento (art. 93

cpv. 2 LEF), ossia entro luglio del 2023 (v. sopra consid. 4.1).

5.

I

ricorrenti (ad n. 8) contestano altresì le spese di fr. 804.05 computate

dall’UE per i costi dell’automobile dell’escusso (fr. 343.25 per leasing +

fr. 101.80 per l’assicurazione casco totale + fr. 180.– per

parcheggio + fr. 40.– per posteggio al lavoro – detratti dal salario

mensile – + fr. 139.– per trasferta fino al luogo di lavoro in trasporto

privato), che ritengono eccessive e non giustificate. Essi evidenziano infatti

che il debitore svolge un lavoro con orari giornalieri fissi, abita a __________

e lavora ad __________, sicché potrebbe utilizzare i mezzi pubblici,

trattandosi di una zona ben servita, con un costo dell’abbonamento di fr. 49.–

mensili. Rilevano altresì che il debitore non ha comprovato la necessità di un’automobile

per l’esercizio della professione; inoltre anche la moglie possiede una

macchina propria e siccome lavora a una percentuale molto ridotta nulla

impedirebbe al debitore di usare quell’auto. In definitiva, i ricorrenti chiedono

di limitare tali costi a fr. 392.25 (leasing e abbonamento mezzi

pubblici).

5.1

PI

1.

osserva che il veicolo gli è necessario per l’eser­cizio della professione,

giacché da giugno 2021 le varie società svizzere della __________, tra cui la

sua datrice di lavoro __________ __________ di __________, si sono fuse e il

sito produttivo di __________ è divenuto una succursale della __________ con

sede a __________. Egli quindi dipende ora dalla sede di Berna e per la sua

attività è costretto a recarsi regolarmente nelle altre sedi operative in

Svizzera (__________) e in Germania (__________). A suo dire, gli spostamenti

sui vari posti di lavoro (__________, __________ e __________), visti gli orari

irregolari delle riunioni che possono terminare anche a sera inoltrata, devono

forzatamente avvenire con l’auto privata. L’esigenza di viaggiare per lavoro

risulta del resto dalla “job description”,

che fissa una percentuale del 15% del tempo annuale di lavoro dedicato ad

attività e missioni fuori sede. L’UE ribadisce nelle sue osservazioni che l’uso

del veicolo è necessario al debitore per i suoi spostamenti in ambito

professionale.

5.2

I

ricorrenti non hanno contestato le osservazioni dell’escusso né pertanto la

necessità dell’automobile, non tanto per spostarsi dal domicilio al luogo di

lavoro, bensì tra le diverse sedi della datrice di lavoro, per una percentuale

non indifferente del suo tempo lavorativo (15% secondo la “job description”, doc. 8). D’altronde, non

sarebbe logico riconoscere le spese di leasing senza le spese di utilizzazione

della macchina e altri costi connessi come quelli dei posteggi. L’UE ha

tuttavia scelto di calcolare le spese d’uso del­l’auto in base alla Circolare

n. 39/2015 emessa il 20 novembre 2015 da questa Camera sulla determinazione

delle spese di trasferta mediante un autoveicolo ai fini del calcolo del minimo

esistenziale. Orbene, non è ammesso un calcolo misto che tenga conto sia del

costo forfettario calcolato sulla scorta di tale Circolare in base ai dati

statistici del TCS, sia di alcuni costi debitamente comprovati già contemplati

nella somma forfettaria (pto 2). Va di conseguenza depennato dal calcolo del

minimo esistenziale il costo dell’assicurazione casco, già incluso nell’importo

forfettario di fr. 139.– (pto 3 della Circolare). Il computo aggiuntivo

delle spese di posteggio è invece ammesso (pto 5). Non vi sono poi

contestazioni sul numero di chilometri preso in considerazione dall’UE. I ricorsi

meritano quindi accoglimento limitatamente al costo dell’assicurazione casco

totale di fr. 101.80.

6.

I

ricorrenti contestano le spese di fr. 180.– mensili computate per i pasti

consumati fuori domicilio dal figlio G__________ (nato il 24 giugno 2010). In

effetti, essi spiegano, costui frequenta la scuola media dell’__________ e, visto

che abita a __________, è più che ragionevole per lui tornare a casa per

pranzare. D’altronde, essi continuano, le affermazioni del debitore secondo cui

non vi sarebbe nessuno a casa per accudire il figlio a mezzo giorno non si

basano su alcuna prova documentale e non trovano nemmeno riscontro nella

realtà: è infatti attestato che la moglie lavora a una percentuale molto

ridotta, visto l’esiguo salario di lei accertato dall’UE, ciò che le consente

di occuparsi dei figli.

6.1

Da

parte sua, PI 1 spiega che la spesa in questione è indispensabile, dato che le

lezioni terminano alle 12:25 e ricominciano già alle 13:55. Se G__________ tornasse

a casa per pranzo, tenuto conto degli orari e dei tempi di percorrenza dei

mezzi pubblici, gli resterebbero poco più di quindici minuti per mangiare.

Rileva altresì che nella pausa pranzo vengono organizzate dalla scuola attività

extrascolastiche e incontri con dei tutor

che aiutano gli alunni a fare i compiti, cui il figlio partecipa. Evidenzia

infine che l’attività professionale della madre non è regolare ma su chiamata,

sicché non vi è la certezza che costei possa essere presente a casa per

cucinare e occuparsi del figlio, per non parlare dei suoi seri problemi di

salute. Nelle sue osservazioni l’UE precisa di aver riconosciuto la spesa “considerato il breve lasso di tempo tra la fine e la

ripresa delle lezioni”.

6.2

Orbene,

i ricorrenti non hanno contestato neppure queste affermazioni di PI 1, di cui

non vi sono fondati motivi di dubitare. Non è quindi esigibile che G__________

rientri a casa per pran­zo, e ciò indipendentemente dalla possibilità per la

moglie di occuparsi di lui sul mezzogiorno. Le decisioni impugnate resistono

quindi alla critica su questo punto.

7.

I

ricorrenti contestano altresì il premio d’assicurazione malattia della moglie

di fr. 500.35 e ne chiedono la riduzione a fr. 296.75 (tenuto conto

di una franchigia di fr. 2'500.–) corrispondente al premio computato per l’escusso. Quest’ultimo qualifica

come “odio­sa”

tale censura visti i problemi di salute di sua moglie, che i ricorrenti

conoscono. Ad ogni modo rileva che i costi documentati per l’anno 2021 sono di fr. 6'092.40

per il premio dell’assicurazione base oltre a fr. 948.90 per la

partecipazione ai costi, sicché il totale di fr. 586.80 mensili ([6'092 +

948] ÷ 12) è perfino maggiore a quello di fr. 500.35 considerato dall’UE

nel calcolo del fabbisogno.

Ora,

l’obbligo dell’escusso di ridurre le proprie spese al minimo indispensabile

vale di principio anche per i premi dell’assicura­­zione malattia obbligatoria (sentenza

della CEF 15.2021.56 del 15 ottobre 2021, consid. 3.3.3). Nel caso di specie emerge

dagli atti che il premio di fr. 500.35 si riferisce all’assicurazione

malattia obbligatoria (__________) con una franchigia di fr. 300.–. D’altronde,

nel 2021 la moglie ha avuto spese di malattia per fr. 16'142.35, per le

quali ha pagato partecipazioni per fr. 948.90 (doc. 10 accluso alle

osservazioni ai ricorsi). Volendo aumentare la franchigia come proposto dai

ricorrenti, il premio diminuirebbe sì di circa fr. 200.– mensili, ma si

dovrebbe verosimilmente computare un aumento dell’uso della franchigia di fr. 2'200.–,

pari a fr. 184.–, giacché nel 2021 le spese mediche hanno ampiamente

superato fr. 2'500.–. Il risparmio sarebbe quindi quasi insignificante. Ad

ogni modo, potrebbe essere computato il nuovo premio assicurativo solo dopo il

cambiamento della franchigia, che è possibile non prima dell’inizio dell’anno

civile successivo previa comunicazione entro il 31 dicembre (__________), ossia in con­creto solo per i mesi da gennaio

a luglio del 2023 (cfr. sopra consid. 4.2). Stante l’esiguissimo potenziale di

risparmio, la censura non merita accoglimento.

8.

Infine, i ricorrenti contestano integralmente i

supplementi di complessivi fr. 650.40 per il figlio F__________ (nato

il 12 febbraio 2006) relativi alla retta scolastica, alla trasferta fino alla

scuola e ai pasti consumati fuori domicilio, facendo valere che l’escusso non

ha indicato alcuna ragione imperativa per cui suo figlio debba frequentare il __________

di __________, ossia una scuola superiore privata, invece che la scuola

pubblica.

8.1

Nelle

osservazioni ai ricorsi PI 1 espone che secondo la giurisprudenza del Tribunale

federale i costi di una scuola privata sono riconosciuti anche quando il figlio

“può ricevere un insegnamento in pari alla

sua età e alle sue capacità solamente in una scuola privata” e che

la formazione del figlio è “del tutto

particolare”: egli frequenta l’Istituto Tecnico Aeronautico “__________”

di __________, che è “una scuola secondaria

superiore quinquennale al termine della quale si consegue il Diploma di Perito

dei Trasporti e della Logistica, che dà la possibilità di intraprendere tutti i

corsi di brevetto per pilota civile di aereo od elicottero. Tale diploma dà in

particolare la possibilità di accedere alle selezioni per i corsi di pilota

ufficiale presso l’Aeronautica Militare o altre Forze Armate, per il ruolo di

avie­re nelle Forze di Polizia, Sicurezza e Protezione Civile. Dà immediato

accesso alla professione di Controllore del Traffico Aereo, all’impiego nei

servizi di Assistenza al Volo, servizio Meteorologico Aeroportua­le, servizi di Gestione Aeroportuale. Permette l’assunzione

nelle com­pagnie di trasporto aereo di linea o non di linea, con

molteplici possibilità di impiego, oppure l’inserimento in aziende di

costruzioni aeronautiche, come Perito Tecnico o di manutenzione aeronautiche”.

Secondo

lui, poiché F__________ intende intraprendere una carriera nell’aviazione questa

è la scuola più adatta che gli permetta, in seguito, di continuare la

formazione nel senso desiderato e anzi è l’unica ragionevolmente frequentabile

in quanto non ci sono altre scuole che permettano lo stesso percorso

professionale in Ticino o a costi inferiori. In via subordinata, qualora questi

costi non possano essere computabili nel fabbisogno, PI 1 chiede, conformemente

alla giurisprudenza del Tribunale federale, che gli stessi vadano perlomeno

riconosciuti per tutto l’anno scolastico corrente, siccome non si può

pretendere un’interruzione a metà anno del percorso formativo.

L’UE

ritiene che la spesa della scuola sia giustificata poiché non risulta esserci

in Ticino un istituto che permetterebbe al figlio d’in­­traprendere la medesima

formazione.

8.2

Giusta

il punto II.6. della Tabella dei minimi d’esistenza, le spese particolari per l’istruzione

dei figli (mezzi pubblici di trasporto; materiale scolastico ecc.) sono da

considerare nel calcolo fino alla maggiore età. In linea di massima non entrano

in linea di conto i costi di una scuola privata se i figli dell’escusso hanno

la possibilità di frequentare la scuola

statale gratuita. La retta per una scuola privata può essere

riconosciuta unicamente nel caso in cui, per ragioni imperative di carattere

pedagogico, medico o altro, la scuola pubblica non può fornire una formazione

adeguata in base all’età e alle capacità del figlio (DTF 119 III 73 consid.

3/b; sentenze del Tribunale federale 5A_43/2019 del 16 agosto 2019

consid. 4.6.2.1, 7B.144/2006 del 27

settembre 2006 consid. 3.2.2 e della CEF 15.2021.56 del 15 ottobre 2021 consid.

6.1, 15.2020.3 del 10 marzo 2020 consid. 6.3 e 15.2009.120 del 3 dicembre 2009

consid. 4.4).

8.2.1

Nel

caso in esame, l’UE non ha indicato le ragioni imperative di carattere

pedagogico, medico o altro, per cui la scuola pubblica non potrebbe fornire a F__________

una formazione adeguata in vista dell’esercizio di una professione nell’ambito

dell’aeronautica. Dal­la descrizione della scuola fornita dall’escusso si

evince ch’essa ha un carattere generalista dal momento che dà accesso alle più

disparate professioni nell’ambito dell’aeronautica (dal pilota al manutentore degli

aerei). Non è noto che chi in Svizzera o in Ticino ambisce, come F__________, a

“intraprendere una carriera nell’aviazio­­ne”

debba necessariamente frequentare l’Istituto Tecnico Aeronautico “__________”

di __________ e non possa riuscirsi con una formazione duale o liceale in

Svizzera. L’affermazione contraria del patrocinatore dell’escusso non è basata

su circostanze oggettive, concrete e verificabili. Ne segue che i costi in

discussione devono essere stralciati. L’art. 93 LEF impone infatti di prendere

in considerazione solo il fabbisogno del debitore e della sua famiglia

“assolutamente necessario” da profilo oggettivo. Solo così è possibile tenere

conto degli interessi tanto del debitore quanto dei suoi creditori (già citata DTF

119.

III 73 consid. 3/b), i quali non possono

essere chiamati a finanziare, indirettamente, spese non indispensabili.

8.2.2

Andrebbe

tuttavia concesso al debitore un adeguato lasso di tem­po per adattare questo

esborso, riconoscendo gli importi relativi alle rette e alle altre spese

connesse con la frequentazione della scuola privata sino al termine dell’anno

scolastico in corso (già citata DTF 119 III 73 consid. 3/b; già citate sentenze

5A_43/2019 consid. 4.6.2.1 e 15.2020.3 consid. 6.3). Nel caso concreto, l’anno

scolastico 2021/2022 per cui F__________ è stato iscritto all’Istituto Tecnico

Aeronautico è tuttavia terminato nel mese di giugno, sicché non se ne deve

tenere conto nel nuovo calcolo effettuato dalla Camera, che non può avere

effetto retroattivo, dal momento che l’UE non ha ancora pignorato alcunché.

9.

In

definitiva il calcolo dell’UE dev’essere modificato nel senso che dal minimo

esistenziale contestato vanno depennate i premi del­l’assicurazione casco di fr. 101.80

(sopra consid. 5.2), la retta scolastica per F__________ di fr. 498.–,

unitamente alle spese di mensa di fr. 62.30 e di trasferte di fr. 90.10

(consid. 8.2), e le spese dentali per G__________ di fr. 562.50 (consid.

4.1). Il totale di fr. 8'463.15 va così ricondotto a fr. 7'148.45.

Gli ACB devono pertanto essere annullati e sostituiti con una decisione di

pignoramento della parte del reddito dell’escusso

eccedente fr. 6'648.– (93% di fr. 7'148.45), ossia

indicativamente fr. 560.– mensili oltre alla tredicesima (sopra consid.

3.1.2.2).

10.

Per

legge non si preleva la tassa di giustizia e non si

assegnano indennità (art. 20a cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62

cpv. 2 OTLEF [RS 281.35]).

Per

questi motivi,

pronuncia: 1. Il ricorso di RI 1 (inc. __________) è parzialmente accolto nel

senso che l’attestato di carenza di beni rilasciatogli nell’e­secuzione n. __________

è annullato ed è fatto ordine alla sede di Lugano dell’Ufficio d’esecuzione di

procedere al pignoramento della parte del

reddito dell’escusso eccedente il suo minimo esistenziale stabilito in fr. 6'648.–.

2.

Il

ricorso di RI 2 (inc. __________) è parzialmente accolto nel senso che l’attestato

di carenza di beni rilasciatogli nell’esecu­zione n. __________ è annullato ed

è fatto ordine alla sede di Lugano dell’Ufficio d’esecuzione di procedere al

pignoramento della parte del reddito

dell’escusso eccedente il suo minimo esistenziale stabilito in fr. 6'648.–.

3.

Non si prelevano spese né si assegnano indennità.

4.

Notificazione a:

Comunicazione

all’Ufficio d’esecuzione, Lugano.

Per la Camera di esecuzione e

fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente La

vicecancelliera

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è

possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000

Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, ridotti a cinque ove la

decisione impugnata sia stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione

cambiaria (art. 74 cpv. 2 lett. c, 100 cpv. 2 lett. a e cpv. 3 lett. a LTF). Il

termine non è sospeso durante le ferie giudiziarie nei casi previsti all’art.

46.

cpv. 2 LTF.