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Decisione

16.2006.40

azione di risarcimento danni - responsabilità del proprietario dell'opera - qualifica di opera di una strada e di una canalizzazione - difetto dell'opera - onere della prova

21 novembre 2006Italiano6 min

Source ti.ch

Fatti

B. Con

sentenza 3 aprile 2006 il Giudice di pace, accertato che per permettere il deflusso

delle acque e dei detriti trasportati lo scarico in discussione non può essere

ostruito da un'inferriata, ha escluso la responsabilità dell'ente pubblico per il

danno subìto dall'istante, al quale il primo giudice ha addebitato la

violazione del dovere di diligenza ai sensi dell'art. 56 CO, per non avere

delimitato con una recinzione l'area di pascolo delle sue pecore.

C. Con

il presente tempestivo gravame __________ è insorto contro il predetto giudizio

postulandone l'annullamento sulla base del titolo di cassazione di cui all'art.

327 lett. g CPC. Egli rimprovera al primo giudice di aver arbitrariamente

valutato le prove ed erroneamente applicato il diritto sostanziale, in

particolare l'art. 58 CO, non ritenendo l'ente pubblico responsabile del danno

subito sebbene questi avesse costruito e mantenuto aperto un tunnel di scarico

di dimensioni notevolmente superiori a quello preesistente. Al ricorso il

convenuto non ha formulato osservazioni.

Considerandi

in diritto: 1. Giusta

l'art. 327 lett. g CPC una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere

annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale

o formale oppure in caso di valutazione manifestamente errata di atti di causa

o di prove. Per costante giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è

arbitraria quando viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro ed

indiscusso o quando contrasta in modo intollerabile con il sentimento della

giustizia e dell'equità. Arbitrio e violazione della legge non vanno confusi;

per essere definita come arbitraria tale violazione dev'essere manifesta e

riconosciuta (o riconoscibile) a prima vista; l'arbitrio non può essere

ravvisato già nella circostanza che un'altra soluzione sarebbe immaginabile o

persino preferibile; è doveroso scostarsi da questa scelta solamente se simile

soluzione appare come insostenibile, in contraddizione palese con la situazione

reale, non sorretta da ragione oggettiva o lesiva di un diritto certo (DTF 132 I 17 consid. 5.1).

2.

Il

primo giudice ha escluso che il tunnel di scarico dell'acqua piovana in

questione potesse essere sbarrato con un'inferriata poiché in caso di forte

allagamento questa impedirebbe il deflusso dell'acqua e dei materiali

trasportati. Egli ha soggiunto che la strada in questione è stata “costruita moltissimi anni fa” e che l'istante doveva essere al corrente

dell'eventuale pericolo, ragione per cui sarebbe spettato a quest'ultimo

adottare i necessari provvedimenti per evitare il danno. Il ricorrente si duole

della mancata applicazione dell'art. 58 CO giacché, contrariamente a quanto

accertato dal primo giudice, lo scarico è di recente costruzione ed è più

grande di quello preesistente che non consentiva l'accesso alle pecore.

3.

Ora,

che una strada, con le sue parti integranti, sia un'opera ai sensi dell'art. 58 cpv. 1 CO è pacifico (Brehm,

Berner Kommentar, Berna 1990, n. 41 ad art. 58 CO; Oftinger/Stark, Schweizerisches Haftpflichtrecht, vol. II/1, Zurigo 1987, §19 n. 104, sentenza del Tribunale federale 4C.45/2005

del 18 maggio 2005), così come una canalizzazione pubblica o un impianto di

regolazione dell'acqua (ZBJV 1984 pag. 286; Grisel,

Traité de droit administratif, Vol. II Neuchâtel 1984, pag. 569). La difettosità

di un'opera si determina da un punto di vista oggettivo, secondo l'esperienza

della vita nel luogo in cui essa si trova e secondo lo scopo a cui la stessa è

reputata servire (DTF 130 III 736 consid. 1.3). Essa si ritiene difettosa

quando non garantisce una sicurezza sufficiente, conforme al suo scopo e alla

sua funzione, tenuto conto delle circostanze del caso concreto (DTF 130 III 736

consid. 1.3; Rep. 1993 pag. 135; Brehm,

op. cit., n. 65 ad art. 58 CO).

4.

In

concreto, l'opera in sé non è difettosa, tant'è che il ricorrente rimprovera

all'ente pubblico di aver trascurato provvedimenti necessari a impedire

l'accesso di animali. Ora, può invero apparire opinabile la conclusione del

primo giudice secondo cui spettava all'istante prendere provvedimenti per

evitare l'accesso delle sue pecore nel tunnel di scarico in questione. Resta il

fatto che il ricorrente, limitandosi a ribadire la pericolosità dell'opera e a

contestare l'impossibilità di predisporre delle misure di sicurezza, non spiega

perché il giudizio del primo giudice sarebbe arbitrario. Tanto più che egli non

ha dimostrato, come gli incombeva (Thévenoz/Werro,

Commentaire romand du Code des obligations I, Basilea 2003, n. 22 ad art. 58 CO),

l'esistenza di un difetto della costruzione. Né risulta che vi sia un nesso tra

eventuali difetti nell'opera e l'insorgere del danno, tutto ignorandosi sulla

dinamica dell'accaduto. Ciò posto il ricorso, che non ha evidenziato il titolo

di cassazione invocato, deve essere respinto.

5.

Gli

oneri processuali seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC). Non è il caso

di assegnare ripetibili allo Stato, che non ha formulato osservazioni.

Dispositivo

Per questi motivi,

vista sulle spese anche

la tariffa giudiziaria

pronuncia: 1. Il

ricorso per cassazione 13 aprile 2006 di RA 1 è respinto.

2. Le

spese del presente giudizio, consistenti in:

a)

tassa di giustizia fr. 70.–

b)

spese fr. 30.–

fr.

100.–

già

anticipate dal ricorrente, rimangono a suo carico. Non si assegnano ripetibili.

3. Intimazione a:

- ;

- .

Comunicazione

alla Giudicatura di pace del circolo della Riviera.

terzi implicati

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello

Il presidente La

segretaria

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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