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Decisione

16.2006.80

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

27 marzo 2007Italiano8 min

Source ti.ch

Fatti

B. Con

istanza 25 novembre 2005 lo RI 1 ha convenuto CO 1 davanti al Pretore di Bellinzona

per ottenere il pagamento di fr. 7600.– così come il rigetto dell'opposizione

interposta al PE n. __________ dell'UEF di Bellinzona. All'udienza del 10

febbraio 2006, indetta per la discussione, il convenuto ha postulato il rigetto

dell'istanza sostenendo che egli avrebbe concordato con la controparte il

pagamento delle sue prestazioni solo in caso di realizzazione della

costruzione, ciò che non si è però concretizzato. Egli ha altresì contestato

l'ammontare della mercede poiché eccessiva rispetto all'attività svolta

dall'istante.

C.

Statuendo l'11 luglio 2006 il Pretore, accertato che non era stato provato il

carattere oneroso delle prestazioni dell'architetto ed escluso che una mercede

fosse dovuta dall'uso vigente nel settore ha ritenuto che, di regola, la

realizzazione di un progetto di massima non è soggetta a remunerazione, donde

la reiezione dell'istanza.

D. Con ricorso del 18 luglio 2006 RI 1 è insorto contro il predetto

giudizio postulandone l'annullamento sulla base del titolo di cassazione di cui

all'art. 327 lett. g CPC. La ricorrente rimprovera al primo giudice di aver

arbitrariamente valutato le risultanze istruttorie ed erroneamente applicato il

diritto materiale, non riconoscendo il carattere oneroso delle proprie

prestazioni. Al ricorso il convenuto non ha formulato osservazioni.

Considerandi

in diritto: 1. Giusta l'art. 327 lett. g CPC una sentenza del Pretore o del Giudice

di pace può essere annullata quando è stata manifestamente violata una norma di

diritto materiale o formale oppure in caso di valutazione manifestamente errata

di atti di causa o di prove. Per costante giurisprudenza del Tribunale federale

una decisione è arbitraria quando viola gravemente una norma o un principio

giuridico chiaro ed indiscusso o quando contrasta in modo intollerabile con il

sentimento della giustizia e dell'equità. Arbitrio e violazione della legge non

vanno confusi; per essere definita come arbitraria tale violazione dev'essere

manifesta e riconosciuta (o riconoscibile) a prima vista; l'arbitrio non può

essere ravvisato già nella circostanza che un'altra soluzione sarebbe

immaginabile o persino preferibile; è doveroso scostarsi da questa scelta

solamente se simile soluzione appare come insostenibile, in contraddizione

palese con la situazione reale, non sorretta da ragione oggettiva o lesiva di

un diritto certo (DTF 132 I 17 consid. 5.1).

2.

La ricorrente censura la conclusione del primo giudice secondo la

quale la stessa non avrebbe provato il carattere oneroso delle proprie

prestazioni, che il Pretore ha qualificato di progetto di massima normalmente

non soggetto a remunerazione.

a) In concreto, dagli

atti risulta che il convenuto non ha mai contestato il carattere oneroso delle

prestazioni dell'istante, ma si è limitato a sostenere che i lavori sfociati

nel progetto di massima di cui al doc. A sarebbero stati pagati unicamente

nella misura in cui il progetto sarebbe poi andato in porto (cfr. verbale

10.

febbraio 2006). Nemmeno per il committente, quindi, la prestazione era gratuita

ma, tutt'al più subordinata a condizioni che non sono poi state dimostrate. Il

Pretore si è invero riferito a una sentenza emanata il 2 dicembre 2004, ma a torto. In quel caso era stato l'architetto medesimo a offrirsi di elaborare un progetto di massima a titolo grazioso (inc.

12.2003

, consid 1). Simile eventualità è del tutto estranea alla fattispecie.

b) Per quel che

concerne le prestazioni dell'architetto, alcune sue prestazioni quali

l'esecuzione dei piani, dei preventivi scritti e del progetto definitivo, sono

assoggettate alle norme sull'appalto (DTF

109.

II 465, 114 II 56; Gauch, Le

contrat d'entreprise, Zurigo 1999, n. 49–52). Altre, come l'aggiudicazione

delle opere agli artigiani e la direzione dei lavori, sono sottoposte alle

norme del mandato (Gauch, op.

cit., n. 53–55). Nella fattispecie, non è contestato che la ricorrente è stata

incaricata di allestire le prospettive, il calcolo della volumetria, la stima

dei costi e dei piani 1:100, ovvero dei progetti che potrebbero già essere

utilizzati per la presentazione della domanda di costruzione, ciò che esula

dal concetto di progetto di massima nel senso comunemente dato a questo

termine (deposizione __________ del 4 maggio 2006, verbali pag. 6). E

trattandosi di prestazioni soggette al contratto di appalto, il loro carattere

oneroso è presunto (art. 363 CO, Thévenoz/Werro,

Commentaire romand du Code des Obligations I, Basilea 2003, n.

3.

ad art. 363 CO). Incombeva pertanto al convenuto provare la pattuizione della

gratuità delle prestazioni dell'istante, ciò che egli non ha neppure allegato.

Ne discende che la conclusione del primo giudice, secondo cui non è stata

dimostrata l'esistenza di un accordo circa le remunerazione delle prestazioni

dell'architetto è arbitraria.

3.

Quanto all'ammontare della mercede, il convenuto la ritiene eccessiva poiché il

progetto non è stato realizzato di punto in bianco ma sulla base di un progetto

già esistente per un altro oggetto che era stato in precedenza già realizzato

nel __________ (cfr. verbale 10 febbraio 2006). Tale affermazione è però

stata smentita da __________, il quale ha escluso che si trattava di piani

approntati e già utilizzati per un'altra edificazione, ma sono stati allestiti tenendo

conto della situazione del fondo e delle norme pianificatorie del comune di __________

(deposizione del 4 maggio 2006, verbali pag. 6). Ciò posto, non avendo

il convenuto contestato le ore fatturate dall'istante e il calcolo

dell'onorario sulla base delle norme SIA, la mercede esposta dall'istante deve

essere integralmente riconosciuta così come gli interessi di mora del 5% dal 20

agosto 2004 (data di esigibilità della mercede) e le spese esecutive.

4.

Alla

luce di quanto sopra esposto il ricorso, che ha evidenziato il titolo di

cassazione invocato, ovvero l'arbitraria valutazione delle risultanze

istruttorie e conseguente errata applicazione del diritto materiale da parte

del primo giudice, deve essere accolto.

Accogliendo

il ricorso e ricorrendo i presupposti d'applicazione dell'art. 332 cpv. 2 CPC,

si impone una nuova pronuncia da parte di questa Camera, con il conseguente

accoglimento dell'istanza.

5.

Gli

oneri processuali seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC). Il convenuto

rifonderà alla controparte, assistita da un patrocinatore, un'adeguata

indennità per ripetibili.

Dispositivo

Per questi motivi,

vista sulle spese anche

la tariffa giudiziaria

pronuncia: I. Il ricorso per cassazione 18 luglio 2006 dello RI

1 è accolto.

Di

conseguenza la sentenza emanata l'11 luglio 2006 dal Pretore del Distretto di

Bellinzona è annullata e modificata come segue:

1. L'istanza 25 novembre 2005 dello RI

1 è accolta.

§ Di

conseguenza CO 1 è condannato a versare allo RI 1 l'importo di fr. 7600.– oltre

interessi del 5% dal 20 agosto 2004 e fr. 109.25 di spese esecutive.

§§

Per tale importo è rigetta in via definitiva l'opposizione interposta al PE

n. __________ dell'UEF di Bellinzona.

2. La

tassa di giustizia di fr. 450.– e le spese di fr. 150.– sono poste a carico del

convenuto il quale rifonderà all'istante fr. 760.– di ripetibili.

II. Gli

oneri processuali, consistenti in:

a)

tassa di giustizia fr. 250.–

b)

spese fr. 50.–

fr.

300.–

già

anticipati dalla ricorrente, sono posti a carico di CO 1 che rifonderà alla

controparte fr. 400.– per ripetibili.

III. Intimazione

a:

– ;

.

Comunicazione

alla Pretura del Distretto di Bellinzona.

terzi implicati

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello

Il presidente La

segretaria

Rimedi

giuridici

Nelle cause di carattere pecuniario che non

raggiungono il valore litigioso di almeno 30 000 franchi (o almeno 15 000

franchi nelle controversie in materia di diritto del lavoro e di locazione), è

ammissibile, entro trenta giorni dalla notificazione della decisione (art. 100

cpv. 1 LTF), il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna

14, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 72 e 74 LTF), solo se la

controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamen­tale

(art. 74 cpv. 2). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 76

LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo

stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale

federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La

legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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