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Decisione

16.2007.77

Diritto di ritenzione nell'ambito della locazione - erezione di inventario - bene rivendicato da terzi - azione di accertamento - estensione del diritto di ritenzione - buona fede del locatore

21 aprile 2008Italiano8 min

Source ti.ch

Fatti

B. Con

istanza del 12 marzo 2007 CO 1 ha convenuto RI 1 davanti al Pretore di Locarno Città

perché fosse accertata la sua proprietà sul noto distributore automatico di sigarette

con conseguente svincolo dal diritto di ritenzione. All'udienza del 14 maggio

2007, indetta per la discussione, la convenuta ha proposto di respingere l'istanza.

Statuendo il 23 agosto 2007 il Pretore ha accolto l'istanza e “ha tolto dal verbale degli oggetti

sottoposti a ritenzione (verbale 3 ottobre 2005, esecuzione n. __________

dell’UEF di Locarno promossa contro J__________ __________) l'oggetto n. 9,

vale a dire il “distributore di sigarette __________” di proprietà della

CO 1”.

C. Con

ricorso per cassazione del 3 settembre 2007 RI 1 è insorta contro il predetto

giudizio postulandone l'annullamento. La ricorrente rimprovera al primo giudice

di aver arbitrariamente valutato le risultanze istruttorie deducendo dalle

medesime che essa dovesse essere a conoscenza del fatto che il distributore in

discussione non apparteneva al conduttore bensì a un terzo poiché fatto

notorio. Nelle sue osservazioni del 12 ottobre 2007 l'istante conclude per il rigetto

del ricorso.

Considerandi

in diritto: 1. I

documenti prodotti con il ricorso (e non davanti al primo giudice) sono

irricevibili e devono essere estromessi dall'incarto in virtù dell'art. 321

cpv. 1 lett. b CPC che vieta alle parti di addurre in questa sede nuovi fatti,

prove o eccezioni.

2.

Giusta

l'art. 327 lett. g CPC, disposto sotto il quale possono essere sussunte le censure

ricorsuali, una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere annullata

quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale o formale

oppure in caso di valutazione manifestamente errata di atti di causa o di

prove. Per costante giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è

arbitraria quando viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro ed

indiscusso o quando contrasta in modo intollerabile con il sentimento della

giustizia e dell'equità. Arbitrio e violazione della legge non vanno confusi;

per essere definita come arbitraria tale violazione dev'essere manifesta e riconosciuta

(o riconoscibile) a prima vista; l'arbitrio non può essere ravvisato già nella

circostanza che un'altra soluzione sarebbe immaginabile o persino preferibile;

è doveroso scostarsi da questa scelta solamente se simile soluzione appare come

insostenibile, in contraddizione palese con la situazione reale, non sorretta

da ragione oggettiva o lesiva di un diritto certo (DTF 133 I 149 consid. 3.1).

3.

Il

Pretore ha accolto l'istanza rilevando in particolare che sebbene l'istante non

avesse provato che la locatrice fosse effettivamente a conoscenza del suo

diritto di proprietà sul bene litigioso, non avendo in particolare provato che

la stessa sapesse dell'esistenza del contratto operating concluso con il

suo conduttore, la convenuta avrebbe dovuto dedurre dalle circostanze che il

distributore di sigarette non apparteneva al conduttore, essendo notorio che simili

apparecchi non appartengono di regola ai gerenti degli esercizi pubblici. Tanto

più, ha soggiunto il primo giudice, se si pensa che la convenuta gestisce numerosi

locali commerciali.

4.

Controversa

nella fattispecie è essenzialmente la questione di sapere se il diritto di

ritenzione della convenuta prevalga sul diritto di proprietà dell'istante, di

per sé non contestato, ovvero se la conclusione del primo giudice secondo cui la

convenuta doveva dedurre dalle circostanze che il distributore di sigarette

pignorato presso il suo conduttore non gli apparteneva, è manifestamente

insostenibile.

In

concreto, è indubbio che il diritto di ritenzione può estendersi anche a beni

di proprietà di terzi salvo che il locatore sapesse o dovesse sapere non

trattarsi di beni di proprietà del conduttore (A. Staehelin/Bauer/D. Staehelin,Basler Kommentar zum SchKG,

vol. III, 1998, n. 21 ad art. 283 LEF). Ora è vero che secondo

la giurisprudenza del Tribunale federale e per parte della dottrina la buona

fede del locatore è sempre presunta sicché si impongono notevoli esigenze per

sovvertire tale presunzione (Higi

in: Zürcher Kommentar, n. 52 segg. ad art. 268–268b CO; Lachat,

Le bail à loyer, 1997, pag. 215 n. 6.5; SVIT Kommentar, n. 8 ad art. 268–268b

CO), nondimeno che vi è una corrente dottrinale che pone invece maggiori

esigenze alla protezione della buona fede del locatore (A. Staehelin/Bauer/D. Staehelin, op. cit., n. 21 ad art. 283 LEF).

Nelle circostanze

descritte la conclusione del Pretore secondo la quale la convenuta non poteva

in buona fede ignorare che il distributore di sigarette non poteva essere di

proprietà del conduttore, trattandosi di un fatto notorio soprattutto a chi

come la convenuta si occupa a titolo professionale dell'amministrazione di

immobili anche di tipo commerciale, non può essere considerata manifestamente

insostenibile, gravemente lesiva di una norma o di un principio giuridico

chiaro e indiscusso. Né è censurabile il fatto che il primo giudice abbia fatto

propria una tesi dottrinale piuttosto che un'altra più favorevole alla ricorrente

(cocchi/ Trezzini, CPC annotato e

massimato, Lugano 2000, n. 16 ad art. 327). Ciò posto il ricorso, che non ha

evidenziato il titolo di cassazione di cui all'art. 327 lett. g CPC, deve

quindi essere respinto.

5.

Gli oneri processuali seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC).

La ricorrente rifonderà alla controparte, che ha formulato osservazioni per il

tramite di un patrocinatore, un'adeguata indennità per ripetibili.

Dispositivo

Per questi motivi,

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria

pronuncia: 1. Il ricorso

per cassazione 3 settembre 2007 di RI 1 è respinto.

2. Le

spese del presente giudizio, consistenti in:

a)

tassa di giustizia fr. 200.–

b)

spese fr. 50.–

fr. 250.–

già

anticipate dalla ricorrente, rimangono a suo carico con l'obbligo di versare

alla controparte fr. 500.– per ripetibili.

3. Intimazione

a:

–;

–.

Comunicazione

alla Pretura della giurisdizione di Locarno Città.

terzi implicati

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello

Il presidente La

segretaria

Rimedi giuridici sulla pagina seguente

Rimedi giuridici

Nelle cause di carattere

pecuniario che non raggiungono il valore litigioso di almeno 30 000 franchi (o

almeno 15 000 franchi nelle controversie in materia di diritto del lavoro e di

locazione), è ammissibile, entro trenta giorni dalla notificazione della

decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia civile al Tribunale

federale, 1000 Losanna 14, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art.

72 e 74 LTF), solo se la controversia concerne una questione di diritto di

importanza fondamen­tale (art. 74 cpv. 2). La legittimazione a ricorrere è

disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in

materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in

materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art.

116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal

caso dall'art. 115 LTF.

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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