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Decisione

16.2008.14

Contratto d'appalto - legittimazione passiva - lavori ordinati dal rappresentante - presupposti della rappresentanza

14 ottobre 2008Italiano8 min

Source ti.ch

Fatti

B. Con istanza del 9 novembre 2007 ha convenuto RI 1 davanti al

Giudice di pace del circolo di Taverne per ottenere il pagamento di fr. 727.25

oltre interessi del 6% dal 1° marzo 2007 e il rigetto in via definitiva dell'opposizione

interposta dalla convenuta al PE n. __________ dell'UE di Lugano. All'udienza

del 5 dicembre 2007, indetta per la discussione, CO 1ha proposto di respingere l'istanza

contestando la sua legittimazione passiva, la fattura dovendo essere notificata

alla proprietaria del veicolo A__________ __________.

C. Statuendo

il 29 gennaio 2008, il Giudice di pace ha accolto l'istanza ritenendo di dover

tutelare la buona fede dell'istante che ha proceduto come in passato, eseguendo

gli interventi richiesti dalla socia gerente della convenuta e inviando la

relativa fattura a quest'ultima.

D. Con

ricorso per cassazione del 6 febbraio 2008 RI 1 è insorta contro il predetto giudizio

postulandone l'annullamento. La ricorrente rimprovera al primo giudice di aver

arbitrariamente valutato le risultanze istruttorie, ammettendo la sua

legittimazione passiva nonostante il veicolo non fosse più di sua proprietà al

momento in cui l'istante ha eseguito il suo intervento. Al ricorso la controparte

ha rinunciato a formulare osservazioni.

Considerandi

in diritto: 1. Giusta

l'art. 327 lett. g CPC, disposto sotto il quale possono essere sussunte le censure

ricorsuali, una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere annullata

quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale o formale

oppure in caso di valutazione manifestamente errata di atti di causa o di

prove. Per costante giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è

arbitraria quando viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro ed

indiscusso o quando contrasta in modo intollerabile con il sentimento della

giustizia e dell'equità. Arbitrio e violazione della legge non vanno confusi;

per essere definita come arbitraria tale violazione dev'essere manifesta e riconosciuta

(o riconoscibile) a prima vista; l'arbitrio non può essere ravvisato già nella

circostanza che un'altra soluzione sarebbe immaginabile o persino preferibile;

è doveroso scostarsi da questa scelta solamente se simile soluzione appare come

insostenibile, in contraddizione palese con la situazione reale, non sorretta

da ragione oggettiva o lesiva di un diritto certo (DTF 134 I 148 consid. 5.4).

2.

La ricorrente, in sintesi, contesta la

legittimazione passiva sostenendo che il veicolo non fosse più di sua proprietà

al momento in cui l'istante ha eseguito il suo intervento. Ora, la

legittimazione delle parti – attiva o passiva – è un presupposto di merito che

determina la proponibilità materiale dell'azione contro una determinata

persona. Il giudice verifica tale presupposto d'ufficio in ogni stadio di cau­sa

(DTF 126 II 63 consid. 1) e la sua mancanza comporta la reiezione della domanda

senza riguardo al verificarsi degli elementi oggettivi che connotano la

pretesa. In tema di azioni contrattuali, ossia di pretese derivanti dall'esistenza

di un determinato contratto, la legittimazione passiva è data qualora la parte

convenuta sia parte del contratto in base al quale la controparte procede (Cocchi/Trezzini, CPC annotato e massimato Appendice

2000/2004, n. 23 ad art. 181).

3.

Nella

fattispecie, il Giudice di pace ha in sostanza ritenuto che A__________ __________

si fosse presentata all'istante come rappresentante della convenuta. Ora, la

prova dell'esistenza di un rapporto di rappresentanza compete alla parte che se

ne prevale (art. 8 CC; Honsell/Vogt/

Wiegand, Basler Kommentar, OR, 4ª edizione, n. 34 ad art. 32 CO) ovvero, in concreto, all'istante. Le

premesse della rappresentanza diretta ai sensi dell'art. 32 CO sono da un canto

una procura del rappresentato al rappresentante e dall'altro l'agire del

rappresentante in nome del rappresentato (Zäch,

Berner Kommentar, n. 2 e segg. ad art. 32 CO). La procura al rappresentante può

venire conferita in qualsiasi forma, anche solo tollerando consapevolmente che

esso si comporti come tale. Agire in nome del rappresentato significa che il

rappresentante deve far sì che la controparte riconosca che egli intende far

nascere nel rappresentato e non in sé stesso gli effetti del negozio giuridico

in questione. La volontà di fungere da rappresentante può essere comunicata

esplicitamente al terzo, oppure può essere desumibile dalle circostanze o

dovrebbe esserlo per un partner contrattuale in buona fede, di modo che l'effetto

della rappresentanza si attui. Se questo sia il caso, si decide interpretando

il comportamento del rappresentante e della controparte contrattuale secondo il

principio dell'affidamento, badando in particolare a ciò che per la controparte

era riconoscibile al momento della stipulazione (art. 32 cpv. 2 CO, art. 18 CO;

Zäch, op. cit., n. 45 ad art. 32

CO; Honsell/Vogt/ Wiegand, op.

cit., n. 16 e 17 ad art. 32 CO).

In

concreto, è vero che al momento in cui A__________ __________ si è rivolta

all'istante, ottobre 2006, la R__________ non apparteneva più alla convenuta

(doc. 1), resta il fatto che essa è stata socia gerente con firma individuale

di RI 1 fino al 22 novembre 2006 (estratto del registro di commercio). E in

tale veste essa era quindi legittimata a rappresentare la società, vincolandola

con il suo agire. Tenuto conto altresì che l'interessata era la persona che

abitualmente si rivolgeva all'istante per le riparazioni del veicolo per conto

della convenuta, la conclusione del primo giudice non appare arbitraria, ovvero

insostenibile. Tanto più che la convenuta, all'udienza di discussione, non ha

contestato l'affermazione dell'istante secondo cui A__________ __________ aveva

portato l'autovettura in rappresentanza della convenuta, limitandosi a

sostenere di non esserne più la proprietaria. Ciò posto il ricorso, che non ha

evidenziato nessun titolo di cassazione, in particolare non quello dell'arbitraria

valutazione delle risultanze istruttorie ad opera del primo giudice (art. 327

lett. g CPC), deve essere respinto.

5.

Gli

oneri processuali seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC), mentre non si

giustifica di assegnare ripetibili all'istante che ha rinunciato a formulare

osservazioni al ricorso.

Dispositivo

Per questi motivi,

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria

pronuncia:

1. Il

ricorso per cassazione è respinto.

2. Gli

oneri del presente giudizio di complessivi fr. 130.–, già anticipati dalla

ricorrente, rimangono a suo carico. Non si assegnano ripetibili.

3. Intimazione

a:

- ;

- .

Comunicazione

alla Giudicatura di pace del circolo di Taverne.

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello

Il presidente La

segretaria

Rimedi

giuridici

Nelle

cause di carattere pecuniario che non raggiungono il valore litigioso di almeno

30 000 franchi (o almeno 15 000 franchi nelle controversie in materia di

diritto del lavoro e di locazione), è ammissibile, entro trenta giorni dalla

notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia

civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per i motivi previsti dagli art.

95 a

98 LTF (art. 72 e 74 LTF), solo se la controversia concerne una questione di

diritto di importanza fondamen­tale (art. 74 cpv. 2). La legittimazione a

ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il

ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso

sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi

previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è

disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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