16.2008.79
Azione di accertamento dell'inesistenza del debito - presupposti ed effetti - onere probatorio - contratto concluso da una rappresentante - procura apparente
23 marzo 2009Italiano15 min
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AIUTO
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Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
16.2008.79
Data decisione, Autorità:
23.03.2009, CCC
Titolo:
Azione di accertamento dell'inesistenza del debito - presupposti ed effetti - onere probatorio - contratto concluso da una rappresentante - procura apparente
INESISTENZA DEL DEBITO
RAPPRESENTANZA
RAPPRESENTANZA SENZA AUTORIZZAZIONE
art. 2 cpv. 1 CC
art. 32 CO
art. 33 cpv. 3 CO
art. 85a LEF
Incarto n.
16.2008.79
Lugano
23 marzo 2009/sc
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera di cassazione civile del
Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Giani, presidente,
Epiney-Colombo e Lardelli
segretaria:
Petralli Zeni, vicecancelliera
sedente per statuire sul ricorso per cassazione 29
luglio 2008 presentato da
RI 1
(patrocinata dall'
PA 1 )
contro la sentenza emessa il 23 luglio 2008 dal
Pretore della giurisdizione di Locarno Campagna, nella causa IU.2007.41 (azione
di accertamento dell'inesistenza del debito) promossa con istanza 30 agosto
2007 da
CO 1
(patrocinata dall'
PA 2 );
esaminati
gli atti
ritenuto
in fatto: A. Il
14 dicembre 2006 la __________ ha organizzato al ristorante __________ di __________,
gestito dalla RI 1, una serata d'intrattenimento alla quale hanno partecipato
persone vicine alla società CO 1, con la quale l'organizzatrice aveva stipulato
un contratto per la cura del marketing. In seguito al mancato pagamento della
fattura del ristoratore, RI 1 ha promosso una procedura esecutiva per fr.
7351.25 oltre interessi contro la CO 1. Avendo l'escussa omesso di interporre
opposizione al PE n. __________ dell'UEF di Locarno intimatole il 4 luglio
2007, la procedente ha chiesto di proseguire l'esecuzione, sicché il 10 agosto
2007 alla CO 1 è stata notificata la comminatoria di fallimento.
Fatti
B. Con
istanza del 30 agosto 2007 CO 1, basandosi sull'art. 85a LEF, ha chiesto
al Pretore della giurisdizione di Locarno Campagna di accertare l'inesistenza
del menzionato debito e di annullare l'esecuzione in questione. Essa ha in
sintesi sostenuto che la cena era stata commissionata dalla __________, unica
debitrice nei confronti della RI 1. All'udienza del 22 ottobre 2007, indetta
per la discussione, la convenuta ha postulato il rigetto dell'istanza, rilevando
che la cena era stata effettivamente organizzata dalla __________ ma su
espresso incarico degli organi dell'istante.
C. Statuendo
il 23 luglio 2008 il Pretore, basandosi sulle risultanze istruttorie dalle
quali non ha dedotto la prova, che incombeva alla procedente apportare, del
fondamento della sua pretesa, ha accolto l'istanza accertando l'inesistenza del
credito vantato dalla convenuta nei confronti di CO 1 e oggetto dell'esecuzione
n. __________ dell'UEF di Locarno che il primo giudice ha annullato.
D. Con
ricorso per cassazione del 29 luglio 2008 RI 1 è insorta contro il predetto
giudizio postulandone l'annullamento sulla base del titolo di cassazione di cui
all'art. 327 lett. g CPC. La ricorrente rimprovera al primo giudice di aver
arbitrariamente valutato le prove ed erroneamente applicato il diritto
sostanziale, in particolare le norme sulla rappresentanza, non ritenendo
vincolata dal contratto la CO 1 nonostante questa sia stata validamente rappresentata
dalla __________. Nelle sue osservazioni del 1° settembre 2008 la controparte
ha chiesto il rigetto del ricorso.
Considerandi
in diritto: 1. Giusta
l'art. 327 lett. g CPC una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere
annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale
o formale oppure in caso di valutazione manifestamente errata di atti di causa
o di prove. Per costante giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è
arbitraria quando viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro ed
indiscusso o quando contrasta in modo intollerabile con il sentimento della
giustizia e dell'equità. Arbitrio e violazione della legge non vanno confusi;
per essere definita come arbitraria tale violazione dev'essere manifesta e
riconosciuta (o riconoscibile) a prima vista; l'arbitrio non può essere
ravvisato già nella circostanza che un'altra soluzione sarebbe immaginabile o
persino preferibile; è doveroso scostarsi da questa scelta solamente se simile
soluzione appare come insostenibile, in contraddizione palese con la situazione
reale, non sorretta da ragione oggettiva o lesiva di un diritto certo (DTF 134 I 148 consid. 5.4).
2.
Il
Pretore ha accertato l'inesistenza del debito vantato dalla RI 1 nei confronti
della CO 1 non avendo la prima dimostrato che la serata organizzata dalla
società __________ nel suo esercizio pubblico dovesse in qualche modo essere
addebitata all'istante. In particolare il primo giudice non ha ritenuto provato
che nel commissionare la cena la __________ abbia agito in qualità di rappresentante
della CO 1. La ricorrente contesta tale accertamento sostenendo invece che la __________,
era implicitamente autorizzata a organizzare la cena sulla base del contratto
di marketing sottoscritto con la CO 1, e pur non essendosi espressamente
presentata quale rappresentante di quest'ultima, ha agito in modo tale da
lasciar intendere nel terzo in buona fede, quale era lei, l'esistenza di tale
rapporto di rappresentanza.
3.
Sennonché,
così argomentando, la ricorrente dimentica che per motivare un ricorso per
cassazione non basta contrapporre alla sentenza impugnata una propria versione
dei fatti o una personale valutazione delle prove, per quanto preferibile essa
appaia, ma occorre spiegare perché un determinato accertamento dei fatti o una
determinata valutazione del materiale probatorio sarebbero arbitrari, ovvero
viziati di errore qualificato. E non basta nemmeno dolersi di arbitrio nella
motivazione, ma occorre dimostrare arbitrio anche nel risultato. In concreto,
la ricorrente si rivolge a questa Camera come se adisse un'autorità di secondo
grado munita di pieno potere cognitivo nell'accertamento dei fatti e nella
valutazione delle prove. Ciò premesso il ricorso, di natura spiccatamente
appellatoria, è improprio a sostanziare una critica di arbitrio.
4.
Si volesse da ciò prescindere, l'esito del ricorso non muterebbe
come si vedrà in appresso. In concreto, non è contestato che la serata del 14
dicembre 2006 svoltasi nel ristorante gestito dalla convenuta e alla quale
hanno partecipato persone legate alla CO 1, non è stata organizzata da quest'ultima bensì dalla __________,
società incaricata di curare la sua immagine. Litigiosa è la questione di sapere
se l'accertamento del Pretore secondo cui non è stato provato che nel
commissionare la cena la __________ abbia agito in qualità di rappresentante
della CO 1 è arbitrario.
a) Con
l'azione prevista dall'art. 85a LEF il legislatore ha posto a disposizione
dell'escusso un rimedio straordinario e sussidiario onde permettergli, nei casi
in cui non dispone più di una via ordinaria di far accertare giudizialmente l'inesistenza
del debito, la sua estinzione o la concessione di una dilazione di modo che, se
l'azione è ammessa, il tribunale annulla oppure sospende l'esecuzione (art. 85a
cpv. 3 LEF; Gilliéron,
Commentaire de la loi fédérale sur la poursuite pour dettes et la faillite,
1999, n. 8–9, 15–16 e 90 ad art. 85a LEF). Quest'azione
è esperibile “in ogni tempo”, ovvero fintanto che l'esecuzione è pendente (Schmidt, in Commentaire romand de la
Loi fédérale sur la poursuite pour dettes et la fallite, 2005, n. 5 ad art. 85a
LEF), rispettivamente fino al momento della ripartizione di quanto realizzato (Schmidt, op. cit., n. 8 ad art. 85a
LEF; DTF 129 III 198 consid. 2.1 con riferimenti). Trattandosi di un'azione di
accertamento negativo, questo rimedio permette di ottenere un effetto
sostanziale riguardo all'inesistenza del debito, comportando altresì un effetto
puramente esecutivo – simile a quello previsto dall'art. 85 LEF – ossia l'ordine
del giudice di annullamento, rispettivamente di sospensione della procedura
esecutiva (DTF 125 III 149; Gilliéron,
op. cit., n. 8 e 9 ad art. 85a LEF).
b) In quest'azione il creditore, che vi è convenuto, è tenuto a
dimostrare il fondamento del proprio credito (art. 8 CC), mentre spetta al
debitore/attore sostanziare le eccezioni liberatorie delle quali si prevale per
dimostrare l'inesistenza del debito (Bodmer
in: Basler Kommentar zum SchKG, vol. I, 1998, n. 4 ad
art. 85a LEF). L'inversione dei ruoli processuali non
comporta anche il capovolgimento dell'onere della prova a danno del debitore e
attore (Jäger/Walder/Kull/ Kottmann,
Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, 4ª edizione, n. 13 ad art. 85a; Tenchio,
Feststellungs- klagen und Feststellungsprozess nach Art. 85a SchKG, 1999, pag.
146).
5.
Ciò
premesso, nella fattispecie spettava quindi alla RI 1 dimostrare che la CO 1
era la sua effettiva controparte contrattuale in base alle norme sulla
rappresentanza, avendo questa organizzato la serata nel suo esercizio pubblico
tramite la __________ (cfr. Watter in: Basler Kommentar, OR I, 3ª edizione, n. 35 ad art. 32 CO).
a) In
concreto è indiscusso che l'evento in questione è stato commissionato dalla __________
senza che questa abbia espressamente comunicato alla convenuta di agire per
conto dell'istante. La ricorrente sostiene che questa società ha organizzato la
cena nell'ambito del contratto di marketing stipulato con l'istante tant'è che
tra gli invitati figurano i membri di quest'ultima e persone vicine alla stessa.
Per di più l'invito alla cena indicava espressamente quali coordinatori e mandanti
della medesima il presidente e vicepresidente dell'istante. Tutto ciò avrebbero
dovuto indurre il primo giudice a ritenere che la __________ disponeva della
facoltà di organizzare la cena del 14 dicembre 2006 per conto della CO 1 e che
la __________ ha agito a nome della CO 1.
b) Ora,
vi è rappresentanza diretta ai
sensi dell'art. 32 cpv. 1 e 2 CO quando il rappresentante agisce in nome del
rappresentato e, cumulativamente, quando esiste una procura del rappresentato
al rappresentante. Agire in nome del rappresentato significa che il
rappresentante deve far sì che la controparte riconosca che egli intende far
nascere nel rappresentato e non in sé stesso gli effetti del negozio giuridico.
Ciò può avvenire in modo esplicito, per il tramite di una comunicazione
diretta, oppure quando la volontà di agire come rappresentante è desumibile
dalle circostanze o dovrebbe esserlo per un partner contrattuale in buona fede,
di modo che l'effetto della rappresentanza si verifica ugualmente. Se questo
sia il caso dev'essere giudicato in base al comportamento del rappresentante e della
controparte contrattuale e secondo il principio dell'affidamento, badando in
particolare a ciò che per la controparte era riconoscibile al momento della stipulazione
(art. 32 cpv. 2 CO; art. 18 CO; DTF 90 II 289 consid. 1b; Zäch, Berner Kommentar, n. 45 ad art.
32.
CO).
c) Nella
fattispecie, è vero che tutto si ignora sul contenuto del contratto per la cura
del marketing stipulato tra le parti e che la convenuta ha omesso di
presentare. __________, presidente del consiglio di amministrazione dell'istante
ha dichiarato che “nell'ambito di questo incarico la __________
era abbastanza libera di decidere come agire poiché aveva ricevuto unicamente
degli obbiettivi commerciali. È quindi stata la __________ a organizzare la
cena in quest'ambito” (interrogatorio formale dell'11 marzo 2008, risposta n.
1.
). L'invito dell'11 novembre 2007, poi, menzionava una serata __________,una serata per i partners __________ organizzata su mandato dei coordinatori sigg. __________ e __________ , una serata per tutte le persone che favoriscono il buon esito
della promozione, della vendita e dell'esercizio degli impianti convenzionati, e l'auspicio di brindare insieme ai successi della __________
e la conferma alla partecipazione alla serata poteva essere inoltrata all'indirizzo
e-mail della __________ (doc. 5). E alla serata, in effetti, hanno partecipato rappresentanti dei convenzionati con la __________
e rappresentanti dei punti vendita (interrogatorio
formale __________ dell'11 marzo 2008, risposta n. 1.5), rispettivamente i
convenzionati con la __________ ovvero i responsabili degli impianti di risalita
e i rappresentanti dei punti di vendita (interrogatorio formale di __________
dell'11 marzo 2008, risposta n. 1.5). In tali circostanze è possibile che scopo
della serata fosse di “riunire tutte le persone che
ruotavano attorno a __________ per una questione di marketing”(cfr. deposizione __________ dell'11 marzo
2008, verbali pag. 2).
d) Resta
il fatto che - non essendo agli atti - tutto si ignora sul contenuto del contratto
per la cura del marketing stipulato le parti e in particolare l'estensione del
mandato, i poteri di rappresentanza e la regolamentazione di eventuali costi verso
terzi. Per di più, __________, organizzatore per conto della __________ della
serata, rispondendo a __________ stupito per l'avere ricevuto il precetto esecutivo
della RI 1, ha ammesso che “è uno sbaglio della __________ fatto in mia assenza ... domani in giornata
sistemo la faccenda ”(doc. G). In
che modo e per quali motivi tutto si ignora, l'interessato non essendo stato
sentito in istruttoria. Ciò posto, senza arbìtrio nel suo risultato, il Pretore
poteva considerare che la convenuta non avesse dimostrato di avere organizzato
la serata a nome e per conto dell'istante.
e) È
vero che il rapporto di rappresentanza può avvenire anche in caso di Duldungsvollmacht
(il rappresentato è a conoscenza dell'agire del rappresentante e lo tollera) o
di Anscheinsvollmacht (il rappresentato ignora negligentemente l'attività
del rappresentante). Nel caso di un'azione del terzo nei confronti del presunto
rappresentato, incombe al primo dimostrare l'esistenza di un rapporto di rappresentanza
o di una fattispecie sostitutiva (cfr. Watter,
op. cit., n. 35 ad art. 32). In concreto l'attrice era quindi
tenuta a dimostrare che CO 1 sapeva o doveva sapere che __________ la rappresentava
nei rapporti con lei. In concreto, è vero che __________, vice presidente della
convenuta, era “d'accordo con la cena” (interrogatorio formale dell'11 marzo
2008, risposta 1.4) e che presidente e vicepresidente della convenuta erano a
conoscenza del contenuto dell'invito alla serata (doc. 5), ma ciò ancora non significa
che la convenuta avesse consapevolezza circa l'agire della __________ con
l'istante. Per di più, sugli accordi presi tra l'amministratore dell'istante e __________
(cfr. deposizione __________ dell'11 marzo 2008, verbali pag. 2) tutto si
ignora.
f) Quanto
all'esistenza di un rapporto di rappresentanza risultante dalle circostanze
(art. 32 cpv. 2 CO) la ricorrente elenca una serie di indizi quali lo scopo
sociale della __________, le premesse e il contenuto dell'invito alla serata,
la presenza alla cena dei rappresentati dei convenzionati alla __________ e
soprattutto dei vertici della società istante, l'invio della fattura all'istante
e la presenza di segnaposti a forma di montagna. Sennonché, ancora una volta
senza arbitrio, il Pretore poteva considerare che la convenuta, non avendo
ricevuto l'invito dell'11 novembre 2006, non poteva pensare all'esistenza di un
potere di rappresentanza. È vero che la convenuta ha prodotto copia dell'invito
(doc. 5), ma ciò non significa che essa lo abbia ricevuto nell'autunno del
2006.
Come rilevato dal primo giudice, all'udienza del 22 ottobre 2007 la
convenuta non ha mai sostenuto di averlo ricevuto ma solo con le conclusioni
essa ha addotto che “l'invito 11.11.2006 è stato spedito anche al presidente del c.d.a della RI 1, signor __________,
visto che egli era pure presente alla cena/serata del 14.12.2006” (memoriale pag. 5 in alto). Che l'interessato fosse presente alla
serata nel proprio locale è vero (interrogatori formali di __________ e di __________
dell'11 marzo 2008, risposte 3), ma ritenere che egli non avesse avuto
conoscenza dell'invito non può essere considerato manifestamente insostenibile.
g)
Per quanto attiene poi l'art. 33 cpv. 3 CO, il rapporto di rappresentanza può
risultare anche nel caso di comunicazione implicita del potere di
rappresentanza da parte del rappresentato al terzo (caso
della procura esterna apparente Watter,
op. cit., n. 16 e 31 ad art. 33; sentenza del Tribunale federale 4C. 102/2006
del 21 settembre 2006 consid, 2.2). Determinante è che la
controparte contrattuale abbia potuto interpretare l'atteggiamento del
rappresentato, secondo il principio della buona fede (art. 2 cpv. 1 CC), come
una sua comunicazione della facoltà di rappresentanza da lui concessa al
rappresentante. L'interpretazione oggettiva del partner contrattuale in favore
dell'autorizzazione a rappresentare non può basarsi sul solo comportamento del
rappresentante: è bensì necessario che questa poggi su elementi oggettivi attribuibili
al rappresentato (DTF 120 II 197 consid. 2b/bb; II CCA sentenza 12.
2006.156
del 28 settembre 2006 consid, 9.4.1 con riferimenti). In concreto, nemmeno
la ricorrente pretende l'esistenza di un atteggiamento effettivo del rappresentato
che in buona fede potesse essere interpretato come un'autorizzazione alla
rappresentanza, sicché la questione non merita ulteriore disamina. Ne discende
che il ricorso deve essere respinto.
6.
Gli oneri processuali seguono la
soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC). La ricorrente rifonderà alla controparte,
che ha presentato osservazioni per il tramite di un avvocato, un'adeguata
indennità per ripetibili
Dispositivo
Per questi motivi,
vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria
pronuncia: 1. Il
ricorso per cassazione è respinto.
2. Gli oneri processuali,
consistenti in:
a)
tassa di giustizia fr. 300.–
b)
spese fr. 50.–
fr.
350.–
già
anticipati dalla ricorrente, rimangono a suo carico, con l'obbligo di versare
alla controparte fr. 500.– di ripetibili.
3. Intimazione
a:
– ;
.
Comunicazione
alla Pretura della giurisdizione di Locarno Campagna.
Per la Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello
Il presidente La
segretaria
Rimedi
giuridici (sulla pagina seguente)
Nelle
cause di carattere pecuniario che non raggiungono il valore litigioso di almeno
30 000 franchi (o almeno 15 000 franchi nelle controversie in materia di
diritto del lavoro e di locazione), è ammissibile, entro trenta giorni dalla
notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia
civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per i motivi previsti dagli art.
95 a
98 LTF (art. 72 e 74 LTF), solo se la controversia concerne una questione di
diritto di importanza fondamentale (art. 74 cpv. 2). La legittimazione a
ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il
ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso
sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi
previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è
disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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