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Decisione

16.2015.84

Tutela giurisdizionale dei casi manifesti - espulsione del conduttore dopo disdetta ordinaria non contestata del contratto di locazione - esclusa la possibilità di protrazione del contratto

11 gennaio 2016Italiano6 min

Source ti.ch

Fatti

2015 (cfr. tracciamento degli invii, numero dell'invio __________), di modo che

il rimedio, consegnato il 3 dicembre 2015 è tempestivo;

che giusta l'art. 320 CPC con il

reclamo può essere censurata l'errata applicazione del diritto (lett. a) e/o

l'accertamento manifestamente errato dei fatti (lett. b);

che il reclamo deve essere

motivato (art. 321 cpv. 1 CPC), vale a dire che il reclamante non può limitarsi

a criticare la sentenza impugnata contrapponendo la propria opinione a quella

del primo giudice, ma deve confrontarsi in maniera precisa e dettagliata con la

motivazione della sentenza e far emergere chiaramente le ragioni per le quali

la stessa dev'essere considerata manifestamente insostenibile (DTF 134 III 245 consid.

2.1 e 2.2; Trezzini in: Commentario

al Codice di diritto processuale civile svizzero, Lugano 2011, art. 321 pag.

1411);

che il Pretore ha accolto l'istanza,

dopo avere accertato la validità della disdetta del contratto di locazione ai

sensi degli art. 266a e 266c CO e ritenuto il caso così come la

situazione giuridica chiari (art. 257 CPC);

che il reclamante non contesta la

decisione come tale, ma chiede il differimento dell'espulsione fino al 29 febbraio

2016 asseverando di essere sprovvisto della licenza di condurre revocatagli per

la durata di un mese, ragione per cui non può procedere allo sgombero del magazzino;

Considerandi

che,

tuttavia, una domanda di proroga è improponibile in sede giudiziaria dopo la

scadenza del contratto e una decisione di espulsione non può essere ritardata

dall'autorità

di reclamo, un'eventuale proroga dei termini potendo nondimeno essere accordata

dalla parte istante (II CCA, sentenze inc.

12.2013.56

dell'8 maggio 2013 e inc. 12.2012.133 del 13 agosto 2012);

che,

per il resto, il reclamante non formula una sola critica nei confronti della decisione

del Pretore, in particolare non pretende che questi avrebbe accertato in modo

manifestamente errato i fatti o avrebbe applicato in modo errato il diritto;

che

nelle circostanze siffatte, l'espulsione dall'ente locato è da effettuarsi come ordinato

dal Pretore nella decisione impugnata, senza ulteriori dilazioni, se non quelle

eventualmente concesse dalla parte locatrice;

che in

definitiva, il reclamo, manifestamente non motivato in modo sufficiente, si

rivela irricevibile e può essere deciso nella composizione a giudice unico prevista

dall'art. 48b lett. a n. 2 LOG;

che le

spese giudiziarie seguirebbero la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC), ma le

circostanze del caso specifico inducono a rinunciare – eccezionalmente – a ogni

prelievo, il reclamante essendo sprovvisto di cognizioni giuridiche e avendo

agito senza l'ausilio

di un patrocinatore (art. 107 cpv. 1 lett. f CPC);

che non si pone problema di

ripetibili alla controparte, la quale ha rinunciato a formulare osservazioni.

Dispositivo

Per questi motivi,

decide: 1. Il reclamo è irricevibile.

2. Non si prelevano spese

processuali.

3. Notificazione a:

–;

–.

Comunicazione alla Pretura del

Distretto di Lugano, sezione 4.

Per la Camera civile dei reclami del Tribunale

d'appello

Il

presidente La vicecancelliera

Rimedi giuridici

Nelle cause di carattere pecuniario che non raggiungono il valore

litigioso di almeno 30 000 franchi (o almeno 15 000 franchi nelle controversie

in materia di diritto del lavoro e di locazione), è ammissibile, entro trenta

giorni dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in

materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per i motivi previsti

dagli art. 95 a 98 LTF (art. 72 e 74 LTF), solo se la controversia concerne una

questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 cpv. 2). La

legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo

stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale

federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione

a ricorrere è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.