16.2017.19
Spese funerarie - responsabilità degli eredi per i debiti della successione
18 aprile 2019Italiano12 min
Source ti.ch
Incarto n.
16.2017.19
Lugano
18 aprile 2019/jh
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera civile dei reclami del Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Giani,
presidente,
Fiscalini
e Bozzini
vicecancelliera:
Jurissevich
sedente
per statuire sul reclamo del 31 maggio 2017 presentato da
RECL_1_2
contro
la decisione emessa il 26 maggio 2017 dal Giudice di pace del circolo di
Lugano Ovest nella causa 70/C/11/PE (spese funerarie) promossa nei suoi
confronti con petizione del 25 luglio 2011
dalla
CON_1_4
(patrocinata
dall'avv. PAT_1_5)
e
nei confronti di
TERZ
1
(patrocinata
dall'avv. PAT 2)
e
TERZ 2
esaminati gli atti
Ritenuto
in fatto: A. I__________
(1910), vedova, domiciliata a __________, è deceduta a __________ il 10 marzo
2009, lasciando quali eredi i figli TERZ 1 (1943), RE 1 (1948) e TERZ 2 (1949).
Il funerale è stato organizzato dall'impresa CO 1, la quale per le sue
prestazioni, compresa la cremazione e la preparazione del loculo, ha emesso
una fattura di complessivi fr. 6358.80. Tra il 25 marzo e il 20 maggio 2009 l'impresa
di pompe funebri ha chiesto a ciascun erede il pagamento di fr. 2119.60. TERZ 1
ha pagato tale importo, ma non gli altri due fratelli. Il 16 settembre 2009 la CO 1 ha sollecitato i tre eredi a versare lo
scoperto di fr. 4239.20, senza esito. Rimasti infruttuosi anche gli
ulteriori richiami di pagamento, il 19 febbraio 2010 la CO 1 ha
fatto notificare a TERZ 1, TERZ 2 e a RE 1, in via solidale, i precetti esecutivi
n. __________, n. __________ e n. __________ dell'Ufficio di esecuzione
di Lugano per l'incasso di fr. 4764.45 oltre interessi al 6% dal 14 gennaio
2010 indicando quale titolo la “fattura del 25.03.2009 e del 20.05.2009”, oltre
a
fr. 60.– di spese. Ai tre
precetti esecutivi gli escussi hanno interposto opposizione.
Fatti
B. Ottenuta
l'autorizzazione ad agire, con
petizione del 25 luglio 2011 la CO 1 si è rivolta al Giudice di pace del
circolo di Lugano Ovest per ottenere la condanna di TERZ 1, RE 1 e TERZ 2 al
pagamento in solido di fr. 4764.45 oltre interessi al 6% dal 14 gennaio 2010
e fr. 210.– per le spese processuali della procedura di conciliazione, così
come il rigetto definitivo alle opposizioni interposte ai citati precetti
esecutivi. Invitati a presentare osservazioni scritte, TERZ 1 e TERZ 2 sono
rimasti silenti, mentre il 16 novembre 2011 RE 1 ha proposto di respingere la
petizione per quanto rivolta nei suoi confronti. Fallite le trattative per
un'intesa, il 9 aprile 2014 l'attrice
ha ridotto la sua pretesa a complessivi fr. 3414.20 (fr. 2119.60 per il credito
residuo, fr. 540.50 per gli interessi al 6% accumulati dal 14 gennaio 2010,
fr. 154.10 per le spese d'esecuzione
e fr. 600.– quale partecipazione alle spese legali). Con disposizione ordinatoria
processuale del 23 maggio 2014 il Giudice di pace ha comunicato alle parti che
avrebbe emanato la decisione senza indire alcuna udienza “se nessuna di loro gli avesse chiesto di indirla entro il 18 giugno
2014”. Nessuna parti ha reagito
all'ingiunzione.
C. Statuendo il 26
maggio 2017 il Giudice di pace ha accolto la petizione e ha condannato in
solido i convenuti a versare all'attrice fr. 2119.60 più interessi al 5% dal 14
gennaio 2010, fr. 210.– per le spese processuali del tentativo di
conciliazione e fr. 600.– per spese legali, rigettando nel contempo le
opposizioni interposte ai citati precetti esecutivi. Le spese processuali di
fr. 250.– sono state poste in solido a carico dei convenuti, tenuti a rifondere
alla controparte, sempre con il vincolo della solidarietà, fr. 250.– di
indennità.
D. Contro
la decisione appena citata, RE 1 è insorto a questa Camera con un reclamo del
31 maggio 2017 per ottenere la riforma del giudizio impugnato nel senso respingere
integralmente la petizione. Il memoriale non è stato oggetto di notificazione.
Considerandi
in diritto: 1. Le decisioni emanate
nella procedura semplificata sono impugnabili, trattandosi di controversie
patrimoniali con un valore litigioso inferiore a fr. 10 000.–, con reclamo
entro trenta giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 1 CPC). Nella
fattispecie, la decisione impugnata è pervenuta a RE 1 il 30 maggio 2017. Introdotto
il giorno successivo, il reclamo in esame è senz'altro tempestivo.
2.
L'attrice ha
promosso una causa volta all'incasso delle spese del funerale nei confronti
degli eredi della defunta. Trattandosi di debiti della
successione, gli eredi ne rispondono solidalmente (art. 603 cpv. 1 CC),
ciò che legittima il creditore ad agire a sua scelta nei confronti di uno solo
di essi per il pagamento dell'intero debito (art. 144 CO; Steinauer, Le droit des successions, 2ª
edizione, pag. 629 n. 1229). Essi non formano pertanto un litisconsorzio
passivo necessario (Weibel in:
Abt/Weibel [curatori], Praxiskommentar Erbrecht, 3ª edizione, n. 23 ad art. 603
CC; Wolf in: Berner Kommentar, edizione
2014, n. 30 ad. 603 CC; Rouiller
in: Eigenmann/Rouiller [curatori], Commentaire du droit des successions, Berna
2012, n. 26 ad art. 603 CC). Trattandosi di un litisconsorzio facoltativo, RE 1
è quindi legittimato a interporre reclamo indipendentemente dagli altri eredi (art.
71.
cpv. 3 CPC; Trezzini, Commentario
pratico al Codice di diritto processuale civile svizzero, vol. 1, 2ª edizione, n.
31.
ad 71; Wolf, op. cit., n. 33
ad. 603 CC; Schaufelberger/ Keller
Lüscher: Basler Kommentar, ZGB II, 5ª edizione, n. 5 ad art. 603). Nulla
osta alla trattazione del reclamo.
3.
Secondo l'art. 320
CPC con il reclamo può essere censurata l'errata applicazione del diritto
(lett. a) e/o l'accertamento manifestamente errato dei fatti (lett. b).
L'autorità di reclamo esamina con pieno potere di cognizione le censure
concernenti l'errata applicazione del diritto – federale, cantonale o estero –
da parte della giurisdizione inferiore spetta al reclamante, pena l'irricevibilità
del suo reclamo, spiegare in modo conciso in cosa consista la violazione del
diritto e su quali punti il giudizio contestato viene impugnato (DTF 142 III
367.
consid. 2.4 con rinvii). Per quanto concerne invece i fatti, l'autorità di
reclamo ha un potere di cognizione limitato, potendo rivedere i fatti soltanto
se essi sono stati accertati in modo manifestamente errato. Anche in tal caso
occorre in particolare esporre le critiche in maniera chiara e circostanziata,
accompagnandole da un'argomentazione esaustiva. La definizione di
“manifestamente errato” corrisponde a quella dell'arbitrio (art. 9 Cost.)
nell'apprezzamento delle prove o nell'accertamento dei fatti. Per motivare
l'arbitrio non basta criticare semplicemente la decisione impugnata
contrapponendole una versione propria, ma occorre dimostrare per quale motivo
l'accertamento dei fatti o la valutazione delle prove sarebbero manifestamente
insostenibili, in aperto contrasto con la situazione reale, gravemente lesivi
di una norma o di un principio giuridico chiaro e indiscusso oppure in
contraddizione urtante con il sentimento di giustizia e d'equità (DTF 142 II
380.
consid. 4.3 con rinvii).
4.
Nella decisione impugnata
il Giudice di pace ha accertato che le spese del funerale di I__________
sono state parzialmente pagate, gli eredi TERZ 1 e TERZ 2 avendo versato
ognuno fr. 2119.60. Per contro, egli ha soggiunto, l'altro erede RE 1 si rifiuta
di pagare sia perché non è stato avvisato del funerale né coinvolto nella sua
organizzazione sia perché, se i fratelli lo avessero interpellato, avrebbe
chiesto un “funerale da fr. 3000.– e la sua quota non supererebbe i fr. 1000.–”.
Per il primo giudice, tuttavia, tali argomentazioni non bastano per ritenere
infondata la domanda dell'attrice poiché “essendo la causa rivolta alle parti
in forma solidale al giudice poco interessano le argomentazioni private
sollevate dovendosi limitare all'esame della sola questione se l'importo di
causa è dovuto”. Egli ha poi rilevato che “qualsiasi divergenza tra gli
interessati dovrà essere affrontata tra gli stessi ma non può pregiudicare il
diritto dell'istante al pagamento di quanto preteso e dovuto”. Donde
l'accoglimento della petizione ma con interessi al 5% e non al 6% come
postulato dall'attrice.
5.
Il reclamante rimprovera
al Giudice di pace di averlo condannato al pagamento di un terzo della fattura
emessa dall'attrice per l'organizzazione del funerale della madre affermando
che in realtà le spese funerarie non costituiscono “un debito solidale cui pure
lui, membro della comunione ereditaria, deve far fronte”. A suo avviso, la
pretesa dell'attrice non è un debito della successione tanto
meno ove si pensi che il primo giudice ha erroneamente stabilito che il
contratto è sorto anche con lui, senza considerare che i suoi fratelli nemmeno lo
avevano informato della morte della madre, sicché egli non ha in alcun modo
partecipato alla loro decisione di incaricare l'attrice di
organizzare il funerale. Tra lui e l'impresa di pompe funebri non è sorta
pertanto nessuna relazione contrattuale né in modo esplicito né tanto meno implicita.
Egli ritiene che in definitiva il pagamento delle spese funerarie andava chiesto
agli eredi che hanno affidato l'incarico all'impresa di onoranze funebri, i
quali potranno se del caso fare valere nei confronti degli altri coeredi i
costi da loro assunti.
a) Le spese funerarie sono debiti della successione e devono essere
dedotte dal patrimonio al momento della morte del disponente (art. 474 cpv. 2
CC; Spahr in: Commentaire Romand,
Code civil II, Basilea 2016, n. 14 ad art. 603; Staehelin
in: Basler Kommentar, ZGB II, 5ª edizione, n. 12 ad art. 474). Di principio è pertanto
il patrimonio della persona deceduta a finanziare le spese del proprio funerale,
nelle quali rientra l'insieme dei costi legati alle esequie ritenute conformi
agli usi locali, alla condizione sociale e patrimoniale del defunto (Tschumy, Les frais funéraires en droit
privé in: Not@lex, Revue de droit privé et fiscal du patrimoine,
2019, pag. 6 seg.; Steinauer, op.
cit., pag. 174, n. 262; Eigenmann,
in: Eigenmann/Rouiller [curatori], Commentaire du droit des successions, op.
cit., n. 8 ad art. 474 CC; Weimar,
op. cit., n. ad. 474; Gaist, La
communauté héréditaire: sa composition, ses biens et ses dettes en droit
suisse, Ginevra 2015, pag. 179 e 204). L'art. 603 cpv. 1 CC prevede che per i
debiti della successione gli eredi sono solidalmente responsabili. Come si è
detto, ciò significa che i creditori della successione non sono tenuti a
procedere nei confronti di tutti i membri della comunione ereditaria, ma
possono agire a loro scelta contro uno o più eredi (art. 144 al. 1 CO; Spahr, op. cit., n.
23.
ad art. 603; Weibel, op.
cit., n. 23 ad art. 603 CC; Wolf, op.
cit., n. 30 ad. 603 CC; Steinauer,
op. cit., pag. 375 n. 1229).
b) In
concreto, contrariamente a quanto sostiene il reclamante, che al riguardo equivoca
la sentenza impugnata, egli non è stato condannato a versare un terzo
della fattura emessa dall'attrice ma il primo giudice ha
obbligato i tre convenuti a pagare all'attrice solidalmente il saldo dei costi
del funerale della loro madre. Ciò premesso, è senz'altro possibile che il
reclamante non abbia personalmente incaricato l'impresa di
pompe funebri. Ed
è altresì indubbio che la conclusione di un contratto tra gli eredi e
un'impresa di pompe funebri esige, di principio, l'accordo unanime degli eredi
(Tschumy, op. cit., pag. 9). Resta il fatto che dandosi una certa
urgenza, la cremazione deve avvenire di regola entro 4 giorni (art. 18 cpv. 1
del Regolamento sulle pompe funebri, l'esumazione e il trasposto delle salme:
RL 823.150), la persona che deve occuparsi delle esequie può agire senza
l'accordo di tutti gli eredi (DTF 54 II 90; Steinauer, op. cit., pag.
174, n. 262b). Nella fattispecie l'attrice è stata
incaricata lo stesso giorno del decesso di I__________ dell'organizzazione del
funerale da tenersi due giorni dopo. Ed è senz'altro verosimile che ad
occuparsene sia stata la figlia TERZ 1 tant'è che la fattura, intestata a
un'indefinita “E.F”, andava recapitata all'indirizzo postale di lei
(doc. B). Non è tuttavia ipotizzabile che quell'erede volesse
incaricare l'attrice in nome proprio. In tali circostanze le prestazioni
dell'attrice costituiscono senz'altro un debito della successione ragione per
cui fino all'estinzione essa è legittimata a esigere da ogni erede il
pagamento dell'intero debito (art. 144 cpv. 1 e 2 CO). E il reclamante non
revoca in dubbio di essere erede.
c) Per di più, l'impresa di pompe funebri ha emesso tre distinte
fatture indirizzandole ai tre eredi, come per altro pretendeva la stessa TERZ 1
(cfr. doc. L, 2° foglio). Da una tale circostanza l'attrice poteva supporre l'esistenza di un accordo tacito di tutti gli
eredi e doveva quindi inferire che quell'erede agiva non solo per sé ma come
rappresentante dell'intera eredità (art. 32 cpv. 2 CO). E ove un rappresentante
agisce tacitamente in nome altrui, i diritti e gli obblighi sgorganti dall'atto
passano direttamente al rappresentato (art. 32 cpv. 1 CO). Nelle circostanze
descritte, la decisione del primo giudice, che ha accertato la solidarietà di
tutti gli eredi per il credito vantato dall'attrice non può ritenersi errata.
Ciò posto il reclamo, che non ha evidenziato nessun errore manifesto
nell'accertamento dei fatti o nell'applicazione del diritto da parte del primo
giudice, deve essere respinto.
6.
Le spese giudiziarie
seguono la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC). Non si pone il problema di
ripetibili alla controparte, alla quale il reclamo non è stato notificato per
osservazioni.
Dispositivo
Per questi motivi,
decide: 1. Il reclamo è respinto.
2. Le spese processuali di fr.
250.– sono a carico del reclamante.
3. Notificazione a:
–
;
–
avv. .
Comunicazione a:
– Giudicatura di pace del
circolo di Lugano Ovest;
– ;
– avv. .
Per
la Camera civile dei reclami del Tribunale d'appello
Il
presidente La vicecancelliera
Rimedi giuridici
Nelle cause di carattere pecuniario che non raggiungono il valore litigioso
di almeno 30 000 franchi (o almeno 15 000 franchi nelle controversie in materia
di diritto del lavoro e di locazione), è ammissibile, entro trenta giorni dalla
notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia
civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per i motivi previsti dagli art.
95 a 98 LTF (art. 72 e 74 LTF), solo se la controversia concerne una questione
di diritto di importanza fondamentale (art. 74 cpv. 2). La legittimazione a
ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il
ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso
sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi
previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è
disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.